L’INTERVENTO DI MATTARELLA: QUALCHE UTILE PUNTUALIZZAZIONE

POTERI

Qualcuno è convinto che, visto che la costituzione afferma che il capo dello stato è anche capo delle forze armate, lo stesso capo dello stato può stabilire se una nave militare può o non può attraccare nei porti italiani.
Un po’ come dire che il ministro dell’interno può stabilire se un commissario di polizia di Frosinone debba o non debba emettere un fermo a carico di Tizio. O che il ministro della pubblica istruzione può stabilire chi promuovere e chi bocciare fra i candidati alla maturità.
In quanto capo delle forze armate il presidente della repubblica presiede il consiglio supremo di difesa di cui fanno parte anche il presidente del consiglio, il ministro della difesa, il capo di Stato maggiore della difesa, nonché i ministri di interno, esteri, tesoro e industria e commercio.
La funzione presidenziale di capo delle forze armate si esplicita in una guida generale e collegiale delle operazioni relative alla difesa, e non dà, con tutta evidenza, al capo dello stato il potere di decidere, DA SOLO tra l’altro, se una nave militare carica di clandestini possa o non possa attraccare in un porto italiano.
Ormai però la sgangherata sinistra italiana vede nel capo dello stato un prezioso salvagente.
Prima hanno stabilito che, visto che il capo dello stato nomina il presidente del consiglio e, su proposta di questo, i ministri sarebbe possibile al capo dello stato ignorare il risultato elettorale e nominare chi gli pare e piace. A cosa diavolo servano le elezioni resta in questo modo un mistero.
Poi trasformano la facoltà di indirizzo generale delle forze armate in un potere discrezionale su tutto ciò che riguarda, direttamente o indirettamente le stesse.
Governo e parlamento non conterebbero una mazza e tutti i poteri reali sarebbero del capo dello stato, eletto da una maggioranza del tutto diversa dalla attuale e, non dimentichiamolo, frutto di una legge elettorale dichiarata incostituzionale.
E poi questi signori pretendono di essere autentici democratici garantisti.
Stanno scherzando col fuoco.

Come sempre, del Grande Saggio Giovanni Bernardini, che ha il coraggio di dire quello che è davanti agli occhi di tutti ma che nessuno osa dire, condivido anche le virgole. A questo faccio seguire un – – articolo (la doppia lineetta è dovuta al fatto che ho messo e via via levato almeno una mezza dozzina di aggettivi; levati perché mi sembra che non esistano aggettivi all’altezza di – – di questa roba) di Enrico Mentana, che pare si stia sempre più specializzando nell’arte di farla fuori dal vaso. Inserirò, come ormai mia inveterata abitudine, alcuni commenti in corsivo.

Enrico Mentana

13 luglio alle ore 11:44

Sulla vicenda Salvini-Mattarella-migranti sarebbe il caso di uscire dalla solita logica da stadio, quella del tifo a prescindere. E non sarebbe difficile farlo: basterebbe aspettare pochi giorni. Alfredo Morvillo, fratello di Francesca e cognato di Giovanni Falcone,
? Perché questa aggiunta? Essere parenti di persone assassinate dalla mafia è un titolo di merito? Conferisce maggiore intelligenza? Maggiore acutezza? Maggiore lungimiranza? Maggiore equilibrio? Maggiore indipendenza di pensiero? Maggiore imparzialità? E, a parte questo, che cosa ha a che fare col merito della questione, ossia “quel che accadde davvero a bordo della nave italiana Vos Thalassa”?

è uno stimato
stimato è un valore assoluto? C’erano un sacco di persone che non stimavano per niente Falcone, per dire: questo significa che Falcone valeva di meno?

magistrato da sempre impegnato nella sua Sicilia.
E questo che cosa ha a che fare col merito della questione, ossia “quel che accadde davvero a bordo della nave italiana Vos Thalassa”?

È il procuratore di Trapani, e nelle sue mani sono le indagini su quel che accadde davvero a bordo della nave italiana Vos Thalassa dopo il salvataggio dei 67 migranti.
Che si sia trattato di salvataggio è una sua personale opinione, signor Mentana. E quei signori erano clandestini.

Non è in apparenza un’indagine proibitiva: il comandante e i dodici membri dell’equipaggio sono tutti italiani, esiste traccia e registrazione dei messaggi inviati alla nostra Guardia Costiera, sono a disposizione degli inquirenti anche gli uomini della nave Diciotti si cui sono stati trasferiti i migranti
clandestini

dalla Vos Thalassa. Ora sono a disposizione delle autorità giudiziarie anche gli stessi 67 migranti, infine sbarcati nel porto siciliano. Non era pensabile che una nave della Guardia Costiera italiana non potesse entrare in uno scalo portuale italiano per decisione del governo italiano,
non so se gliel’hanno detto, signor Mentana, ma Matteo Salvini è il ministro dell’Interno, non il capo del governo. Non è mica reato informarsi sulle cose di cui si intende scrivere, sa. A parte questo, davvero non è pensabile che a una nave italiana sia negato l’ingresso in uno scalo portuale italiano? E se, per dire, trasportasse qualche tonnellata di droga? Nessuno avrebbe il diritto di bloccarla?

né che qualcuno – migrante o membro di uno dei due equipaggi – potesse essere indagato o addirittura arrestato per diktat ministeriale.
Alla fine magari si scoprirà che i soli due sospettati (e allo stato nulla più)
ehm, no. Se lei avesse solo aspettato un po’ prima di scrivere questo cumulo di cazzate, avrebbe saputo che non è esattamente così che stanno le cose.

si saranno macchiati di reati terribili, e saranno processati e condannati di conseguenza. Oppure no. Ma le leggi e le pene non sono il frutto di paure o pulsioni.
Esatto, signor Mentana: non è che lei può far diventare sbagliato tutto quello che dice o fa Salvini solo perché Salvini le è antipatico.

Il diritto è freddo, nell’interesse di tutti.
Di tutti, bravo, non solo di negrieri e scafisti e Ong loro complici, a suon di miliardi di euro.

Dev’essere giusto, non esemplare. Le manette, il buttar via la chiave, di fronte a fatti specifici in pieno svolgimento, non dovrebbero mai essere evocati dai politici, di governo o di opposizione, e a maggior ragione da chi ricopre ruoli istituzionali. Se poi ci si vuole sfogare ci sono i social, dove si legge ogni tipo di nefandezza
di cui certi giornalistucoli approfittano a piene mani, vero Mentana?

(e tra qualche secondo ne leggerete anche sotto questo post, immancabilmente). Ma lo stato di diritto non è uno stato d’animo.
Ma lo stato di diritto non è uno stato d’animo. Concordo al cento per cento.

E passiamo a un articolo, che sembra un pelino smentire le idiozie sparate dal signor Mentana.

Vos Thalassa, fermati i due indagati

Fermati, Mentana, fermati: non “sospettati (e allo stato nulla più)”

Pubblicato il: 14/07/2018 20:33

Si aggrava la posizione dei due giovani migranti indagati per i tafferugli sulla nave Vos Thalassa, sbarcati due giorni fa dalla Nave Diciotti a Trapani. Il sudanese e il ghanese sono stati fermati dalla Procura di Trapani. Adesso non sono più accusati di violenza privata in concorso ma devono rispondere anche di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale aggravata e continuata. I due sono anche accusati di concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
I due, si legge nell’atto di accusa della Procura di Trapani, “in concorso tra loro e con altre persone in numero complessivo maggiore di dieci allo stato non compiutamente identificate, usavano violenza e minaccia per opporsi al marinaio di guardia, al primo ufficiale, e al Comandante della Vos Thalassa Corneliu Dobrescu, mentre compivano un atto di ufficio e di servizio, quindi, usavano violenza e minaccia per costringere il comandante a compiere un atto contrario ai propri doveri o, comunque, per influire su di lui”.
In particolare, “dopo che il rimorchiatore Vos Thalassa (al cui comando vi era Corneliu Dobrescu) aveva proceduto al soccorso in area SAR Libica di 67 migranti di diversa nazionalità dandone comunicazione ad MRCC Roma che, a sua volta, interessava la Guardia Costiera Libica (competente in relazione alla zona SAR all’interno della quale era stato effettuato il soccorso) riservandosi di indicare ulteriori istruzioni e, dopo aver ricevuto direttive da parte della Guardia Costiera Libica di dirigersi verso le coste africane al fine di effettuare il trasbordo dei migranti su una motovedetta libica, gli indagati – unitamente ad altri soggetti allo stato non compiutamente identificati – dapprima accerchiavano, spintonavano, minacciavano ripetutamente di morte (mimando al contempo il gesto di tagliargli la gola e di gettarlo in mare) il marinaio di guardia al quale facevano notare che il rimorchiatore stava facendo rotta verso la Libia, quindi, reiteravano tale contegno violento e minaccioso nei riguardi del Primo Ufficiale”, scrivono i pm di Trapani nel decreto di fermo.
“Tali reiterate condotte costringevano il Comandante dapprima ad invertire la rotta e fare ritorno presso il punto di soccorso, quindi a richiedere con urgenza l’intervento delle autorità italiane onde evitare l’incontro con motovedette libiche e scongiurare la situazione di grave pericolo e, da ultimo, a fare senz’altro rotta verso nord (cioè verso le coste italiane) onde ricevere i soccorsi della nave militare Diciotti – spiegano i magistrati guidati da Alfredo Morvillo – Con l’aggravante dell’aver commesso il fatto in un numero superiore a dieci. A bordo del rimorchiatore Vos Thalassa (battente bandiera italiana), la notte tra l’8 ed il 9 luglio 2018”. (qui)

Vede, signor Mentana? Bastava aspettare solo un pochino, informarsi, ragionare con la testa e non con la pancia, e tutte quelle puttanate se le sarebbe risparmiate. Aggiungo ancora due parole di Kawtar Barghout, marocchina residente in Italia.

I pro – migranti un giorno dovranno rispondere per schiavismo e deportazione.
I gravi crimini contro l’umanità che state compiendo ai danni della meglio gioventù africana vi costeranno caro.
Non siamo nati ieri. Volete sradicare un popolo per continuare a rubare le sue ricchezze.
Ci guadagnate in Africa perché non ci saranno giovani che si ribelleranno ai vostri furti e ci guadagnate in Europa ad avere schiavi a basso costo.
Li mandate a morire in mare come i turchi mandavano gli armeni a morire nel deserto per poi godervi i loro averi.

Infine due parole su quella povera mamma morta in acqua insieme al suo figlioletto che tanto ha scosso le anime sensibili: non è vero niente, era una balla, non c’è stata nessuna mamma con figlio morta in acqua:

«Ne siamo sicuri, quando siamo andati via non c’era più nessuno in acqua». A parlare sono due giornalisti: Nadja Kriewald della tv tedesca N-tv e Emad Matoug freelance libico che nella notte di lunedì hanno assistito al salvataggio del gommone alla deriva. I due reporter erano sulla motovedetta libica e sostengono che quando le operazioni di salvataggio di 158 persone sono terminate non era rimasto più nessun corpo in mare.  (qui)

barbara

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LA VOS THALASSA, I POVERI MIGRANTI, E IL PERFIDO INFAME MALVAGIO SALVINI CHE NON VUOLE FARLI SBARCARE

Fausto Biloslavo – Mer, 11/07/2018

E adesso i migranti, in gran parte illegali, si ribellano e minacciano di morte i marittimi italiani del rimorchiatore che li ha soccorsi, se non vengono portati verso le nostre coste

A tal punto che deve intervenire la Diciotti della Guardia costiera con un elicottero della Marina militare in appoggio. Nonostante fosse arrivata anche la motovedetta libica Ras Jadir, che voleva riportare indietro tutti i migranti. Il risultato è che 67 persone (58 uomini, 3 donne e 6 minori) verranno sbarcati in Italia dopo aver scatenato una giornata di scontro politico nel governo fra il Viminale e il ministero dei Trasporti, che ha la competenza per la Guardia costiera. Solo uno dei migranti, di nazionalità yemenita, scappa dalla guerra, che travolge il suo Paese. Gli altri arrivati da Bangladesh, Nepal, Ghana, Pakistan, Palestina, Algeria, Marocco, Egitto, Ciad, la stessa Libia e Sudan difficilmente potranno ottenere asilo nel nostro Paese.
L’ennesimo episodio ambiguo sul fronte dell’immigrazione via barconi dalla Libia, che fa il gioco dei trafficanti. Vos Thalassa è un rimorchiatore d’altura battente bandiera italiana con 12 connazionali di equipaggio compreso il capitano. La nave ha un contratto per le piattaforme petrolifere Total a una cinquantina di miglia dalla Libia. Domenica i marittimi italiani prestano soccorso a un barcone in legno che rischia di affondare. E si caricano a bordo i 67 migranti avvisando la Guardia costiera libica e quella italiana.
Da Tripoli fanno salpare la motovedetta Ras Jadir per andare a prendere i migranti e riportarli indietro. Il rimorchiatore italiano fa rotta verso le coste libiche. Il comandante scrive: «Buonasera, alle 22 it la nave è partita per il punto d’incontro con la motovedetta libica». Però «alle 23 qualcuno dei migranti in possesso di telefoni e Gps ha accertato che la nave dirigeva verso Sud» e non a Nord in direzione dell’Italia. Sembra che un «naufrago» avesse anche una bussola. «È iniziato così uno stato di agitazione – si legge nell’allarmante messaggio – I migranti in gran numero dirigevano verso il marinaio di guardia chiedendo spiegazioni in modo molto agitato e chiedendo di poter parlare con qualche ufficiale o comandate». Il marittimo italiano «impaurito e accerchiato contattava il ponte via Vhf». Dalla plancia interviene il vice del comandante, ma «i migranti hanno accerchiato il primo ufficiale chiedendo spiegazioni e manifestando un forte disappunto, spintonando lo stesso e minacciandolo…». Nel sobillare l’ammutinamento si distinguono un ghanese e un sudanese, che aizzano gli altri. Alla fine gli italiani cedono: «Per tranquillizzare la situazione abbiamo dovuto affermare che verrà una motovedetta italiana» si legge nei messaggi.
I libici raggiungono il rimorchiatore a notte fonda. L’ammiraglio Ayoub Qassem, portavoce della Guardia costiera conferma: «Volevamo accompagnarli verso la costa, ma non c’è stato nulla da fare: le persone a bordo hanno continuato a protestare e a minacciare l’equipaggio, costringendo il rimorchiatore a dirigersi verso Nord».
Lunedì la società armatrice protesta per «non aver ricevuto ancora assistenza» 24 ore dopo il soccorso. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, chiarisce subito che i porti sono chiusi: «Nelle acque di ricerca e soccorso libiche intervengono i libici. Le navi delle Ong sono finalmente lontane dagli scafisti. Ora sto lavorando perché anche le altre navi, private o militari, non aiutino i trafficanti a guadagnare altri soldi». Però di fronte alla «situazione di grave pericolo per la sicurezza della nave e del suo equipaggio» italiano la Guardia costiera è costretta a intervenire con la nave Diciotti che trasborda i migranti. Per tutto il giorno si alza la tensione politica fra Salvini e Toninelli. Alla fine la Diciotti attraccherà oggi in Italia, i migranti verranno sbarcati, ma il ministro dei Trasporti garantisce che «i responsabili delle minacce di morte all’equipaggio della Vos Thalassa saranno fermati e arrestati». (qui)

Ricapitolando: decine di persone, bambini compresi, si imbarcano – o vengono imbarcati dai negrieri libici al modico prezzo di qualche migliaio di euro a testa – per attraversare il Mediterraneo su un barcone che a stento riuscirebbe ad attraversare il Po. Dopo pochi chilometri, casualmente, non si sa come mai, vedi un po’ le cose strane che succedono nella vita, il barcone sta rischiando di affondare. Di solito questo succede quando c’è una falla: evidentemente c’era da prima e loro, ahiahiahi ragazzacci distratti, non se n’erano accorti. O si è aperta da sola: si sa che le falle nelle barche sono famose nel mondo per la pessima abitudine di aprirsi da sole, come quando sei lì che non stai facendo niente e improvvisamente pafff, ti salta fuori un foruncolo sul naso, così, completamente da solo. Vabbè, stanno affondando; la nave più vicina prontamente li soccorre – come è giusto – e contemporaneamente avvisa l’autorità competente per quel tratto di mare, ossia la guardia costiera libica – come è altrettanto giusto – che va loro incontro per andarli a prendere e completare il salvataggio. Haha! Credevate voi di poterli fregare quei poveracci che non hanno niente di niente oltre agli stracci che hanno addosso, che fuggono dalla miseria, dalla disperazione,  dalla morte per fame, credevate, eh? E invece vi hanno fregato loro! Tirano fuori telefoni, bussole, GPS e si accorgono che non li state portando in Italia! Ma voi veramente credevate che avessero bucato la barca – ooops, pardon! Che si fossero disgraziatamente trovati su una barca che rischiava di affondare – per essere salvati dall’annegamento? O GRULLI! Ma quando mai! E niente, costringono con la violenza – riooops, ripardon, convincono con argomenti persuasivi – l’equipaggio a cambiare rotta e portarli in Italia. A questo punto salvinimmerda figlio di satana si rifiuta di cedere al ricatto e come da copione si levano gli alti lai dei soliti buoni contro il tentato genocidio dei poveri migranti che fuggono da guerra fame persecuzioni eccetera eccetera. Difficilmente potranno ottenere asilo nel nostro paese, dice. Infatti non lo otterranno. E se ne andranno in giro per l’Italia senza asilo, come tutti gli altri et nunc et semper et in saecula saeculorum, amen.

Aggiungo un paio di cose che ho trovato in giro, che mi sembrano adeguate.
razzista
risorse
maglietta x disabili
E poi c’è questo qui, che ha trovato il modo più giusto di esprimere il suo odio antisalviniano e il suo ecumenico amore, antifascista e antirazzista, per le vittime della salvinistica furia:
razzismo
barbara