E UN ALTRO BUON COMPLEANNO

glielo faccio dire da Ugo Volli

Israele compie settant’anni. E’ lo spazio di una vita, lo capisco bene, perché è anche (quasi) la mia età. O se volete, sono tre generazioni, un nonno immigrato qui negli anni quaranta o cinquanta in fuga dalle ceneri dell’Europa, un figlio che ha fatto tutta la sua vita in Israele, attraversando l’epoca socialista dei kibbutzim e del sindacato onnipotente e poi la liberalizzazione, l’egemonia laburista e la sua crisi, l’illusione ubriacante e irrazionali dei progetti di pace e i sobri calcoli che sono seguiti, fino alla start-up nation e al benessere diffuso di oggi, frutto soprattutto di trent’anni di egemonia del centrodestra. E un nipote, che magari parla ancora in casa la lingua del nonno o piuttosto quelle dei nonni, perché le famiglie spesso incrociano immigrazioni assai diverse; ma è completamente israeliano, ha fatto il servizio militare e l’università, non capisce proprio quel continente in decadenza e masochista dove noi ci ostiniamo a soggiornare.
Israele compie settant’anni, ha quasi nove milioni di abitanti, quasi l’ottanta per cento di ebrei e il venti per cento di arabi delle diverse religioni; ha un reddito pro capite che sta superando quello di paesi come l’Italia e la Francia, alcune delle migliori università del mondo, una ricerca e sviluppo che ne fa uno dei paesi più dinamici del panorama mondiali, una rete di relazioni economiche e di difesa molto vasta che non risente più che tanto del teatrino dell’Onu, è difeso da uno degli eserciti più forti e motivati del mondo.
Ma soprattutto è gestito da un governo competente e attivo che si sforza di districare i tanti conflitti e vincoli che vengono dalla storia del paese: cerca cioè di mantenere la lealtà dei suoi cittadini arabi, che vedono chiaramente il loro interesse in questo stato, ma talvolta si fanno tentare dalla retorica palestinista; di recuperare a ruoli più produttivi la minoranza religiosa più conservatrice, la quale solo in parte è davvero antisionista, e che certamente ha il pregio di mantenere e sviluppare la tradizione religiosa e quindi culturale dell’ebraismo, ma che per lo più è intrappolato in costumi sociali e perfino in abbigliamenti iperconservativi, che sono solo i gusci caduchi della sua fede; e cerca di sciogliere la presa paralizzante che esercita classe burocratica, intellettuale e mediatica con una mentalità anch’essa conservatrice e misogina, anche se essa non si riferisce all’Europa Orientale dell’Ottocento ma allo stesso Israele dei decenni successivi all’uscita di scena di Ben Gurion, quando il socialismo avviluppava ancora la società, la Corte Suprema si arrogava poteri di controllo sul Parlamento, approfittando della mancanza di una costituzione e soprattutto la retorica della pace non aveva ancora affrontato la prova dei fatti. Ma nonostante la resistenza di intellettuali e giornalisti e giudici e politici di sinistra, oggi Israele è il paese che gioca meglio le sue carte nel mondo, che è riuscito a rendere insignificanti i tentativi palestinisti di distruzione e sa muoversi con sofisticata abilità, coraggio e prudenza nel difficilissimo ambiente mediorientale. Tutti questi risultati, per quanto riguarda gli ultimi quindici anni hanno un nome e un cognome, Bibi Netanyahu, che invano opposizione, interventi stranieri, stampa e inquirenti prevenuti cercano di abbattere.
C’è dunque ragione di festeggiare e noi siamo qui per questo, il Giorno dell’Indipendenza è una grande festa popolare con musica e balli in piazza, fuochi d’artificio, cerimonie e divertimento. Ma non bisogna dimenticare che tutto questo ha avuto un costo enorme. Per questo si è deciso di anteporre alla festa il lutto per i ventitremila militari morti per la libertà di Israele (solo nell’ultimo anno sono stati 71), i moltissimi feriti e per le vittime del terrorismo: se oggi si fa festa ieri si piangeva, letteralmente, con visite ai cimiteri, cerimonie militari, la memoria di chi non c’è più ed è ricordato dalla grande famiglia di Israele. Ma la storia che ci ha portato qui è molto più vasta: solo la settimana scorsa c’è stata la sentitissima giornata del ricordo per le vittime della Shoah e l’eroismo di chi vi si è ribellato, nei ghetti, nei campi, nella Brigata Ebraica, nella Resistenza Europea. E allargando ancora il campo, la storia ha voluto che questa festa cadesse (nel sistema di datazione ebraico) sempre fa la Pasqua ebraica (che ricorda il primo tentativo di genocidio e la prima fuga verso uno Stato ebraico costruito su queste terre trentacinque secoli fa, e il momento in cui si ricorda la morte in massa degli allievi di uno dei maestri più importanti del Talmud, Rabbi Akivà: morti per un’epidemia, forse, per motivi morali o soprannaturali, a quanto dicono alcune interpretazioni tradizionali; ma più probabilmente caduti in quella rivolta contro i romani che si svolse nel 132 della nostra epoca e riuscì per tre anni anche a liberare Gerusalemme, ma poi si concluse nella sconfitta più totale di fronte alla macchina da guerra romana e fu davvero l’ultimo eroico tentativo di libertà per il popolo ebraico, schiavizzato e disperso, spesso massacrato, per i successivi diciotto secoli. Il capo della rivolta era un abile guerrigliero ricordato col nome di Bar Kochba, figlio della stella, ma il leader spirituale era Rabbi Akivà, e probabilmente i suoi discepoli furono sterminati con buona parte del popolo in quel disperato tentativo di resistenza.
Ecco, non si può mai parlare di ebraismo e di Israele senza tornare al grande respiro storico, a una memoria teologico-politica. E dunque anche la festa dell’Indipendenza non ha solo carattere militare o (di più) popolare, ma è anche un contatto con l’identità, la radice profonda di un popolo che sente profondamente di avere un’eredità e un destino storico da trasmettere ed osservare, dunque la responsabilità collettiva di mantenere accesa la fiammella trasmessa nei secoli. Chi non capisce questo è fuori dal popolo ebraico. Venire qui, partecipare alla festa, vuol dire testimoniare di questa continuità e della sua forza creativa. Tanti auguri, Israele! (Informazione Corretta)

E ora godiamoci un po’ del meraviglioso sole di Israele.

barbara

Annunci

KOL ECHAD – UNA SOLA VOCE

In 15 posti diversi: un piccolo regalo per i 70 (+3000) anni di Israele.

Qui invece sono 12.000, tutti insieme, compreso il presidente della repubblica, a cantare per i 70 anni della recuperata indipendenza di Israele.

E ricordiamo: qualunque cosa accada, la sentinella d’Israele veglia sempre ed è sempre all’erta, per la sicurezza e la pace di tutti noi.
guardiani di Israele
Mazl tov, Israel! Yom huledet sameach!

barbara

PER CELEBRARE DEGNAMENTE YOM HAATZMAUT

Penso che la cosa migliore sia questo video con un Begin in smagliante forma

che richiama quest’altro straordinario discorso. E ci aggiungo una foto del mio ingresso, con una copia della pergamena con la dichiarazione di indipendenza.
pergamena
Poi, per non distaccarmi troppo dai temi recentemente trattati, vi regalo questa bellissima foto, regalatami a sua volta dalla nostra Rachel,
scuola ebraica
che mostra la riapertura della scuola ebraica di Roma nell’estate del 1944 dopo la liberazione di Roma (cerchiati la madre e lo zio di Rachel), con sullo sfondo la bandiera della Brigata Ebraica, che a tale liberazione aveva contribuito – a dispetto delle farneticanti dichiarazioni di un losco individuo dall’anima nera – mentre lo striscione davanti porta la scritta “scuola ebraica Roma”.
Buon compleanno, Israele! Centoventi miliardi di questi giorni!

barbara

BUON COMPLEANNO!

Con un po’ di numeri, tanto per cominciare.
numeri
E poi guardati questo

e questo,

e rileggi qui e qui (e guai a te se non clicchi tutti i link).

Io dopodomani parto. Al momento è un miracolo quando riesco a reggermi in piedi per qualche ora di fila – e non ho la facoltà di decidere io quando il miracolo si debba verificare – ma alla fine ho deciso di scommettere sulla mia possibilità di reggere. Se poi non reggo pazienza, rientrerò col primo volo, o mi farò ricoverare lì, ma non posso arrendermi senza almeno provarci.
Ah, se qualcuno, un po’ carico d’anni, avesse l’impressione di riconoscere una melodia nota nel primo video, si tratta di questa – e cercandola ho scoperto che il vero cognome dell’autore e interprete, proveniente da Aleppo via Cairo, è decisamente interessante.

barbara

OGGI È YOM HAATZMAUT

Proprio in questi giorni abbiamo visto le terribili immagini, appena messe in circolazione, di quei bambini rimasti per sempre bambini.

Lo stato di Israele non è, come sostengono gli antisemiti, nato grazie alla Shoah: Israele è nata NONOSTANTE la Shoah. Se lo stato di Israele ci fosse stato allora, la Shoah non sarebbe avvenuta; non in quelle proporzioni, almeno: gli ebrei in fuga dal furore nazista vi sarebbero stati accolti, invece che presi a cannonate dagli inglesi (quegli inglesi che avevano avuto dalla Società delle Nazioni il mandato allo scopo preciso di dare vita allo stato degli ebrei!)
Poiché non vogliamo più vedere bambini destinati fin dalla nascita a restare per sempre bambini, poiché i nostri bambini vogliamo vederli crescere, e diventare uomini e poi vecchi e poi alla fine morire nel proprio letto circondati da figli e nipoti e magari pronipoti, per questo noi sosteniamo e sosterremo con tutte le nostre forze questo stato meraviglioso. Se poi vi serve qualche ragione in più per amarlo…

barbara

SE QUALCUNO FOSSE INTERESSATO A UN VIAGGIO IN ISRAELE

 Associazione romana
Amici d’Israele

Viaggio in Israele 2015

“Se lo vorrete non sarà un sogno”

Da Yom Ha Shoah a Yom HaAzmaut

 

15 – 23 APRILE 2015

9 GIORNI, 8 NOTTI

Alla scoperta di Israele con

l’Associazione Romana Amici D’Israele

e una guida d’eccezione: Angela Polacco

In programma incontri istituzionali

 

Referente: Alberto TANCREDI

Presidente Associazione Romana Amici D’Israele 

Insieme in Eretz Israel dal 15 al 23 aprile 2015

 

1 giorno mercoledì 15 APRILE 2015

7.00 ritrovo all’aeroporto di Fiumicino Terminal 5 c/o il banco della El Al e partenza per Tel Aviv con il volo LY 386 delle 10.10

10.00 Partenza per Israele

14.20 Arrivo in Israele, assistenza in arrivo, trasferimento a Gerusalemme e sistemazione in Hotel (Smart Hotel Eyal)

20.00 accensione della candela di Yom HaShoah nella hall dell’albergo e passeggiata in città

Cena e pernottamento in albergo

2 giorno giovedì 16 APRILE 2015 Yom HaShoah

Monte Scopus – Monte degli Ulivi

H 10.00 Centro città per il minuto di raccoglimento durante la sirena di Yom HaShoah

Continuazione della visita della città – zona Knesset, Corte Suprema , museo d’ Israele

Nel pomeriggio : Tempio Italiano, cerimonia con la Comunità di Origine italiana di Gerusalemme

Conferenza : Maurizio Molinari/ Giovanni Quer : “A che punto siamo…”

Cena e pernottamento a Gerusalemme

3 giorno venerdì 17 APRILE 2015

Monte Herzl e visita del Cimitero Militare

Visita di Yad Vashem, con accenno anche ai monumenti

Visita del Museo Storico

Gerusalemme divisa: il racconto della città attraversata dal muro dal 1948 al 1967 attraverso alcuni punti di osservazione

Kabbalat shabat al Kotel

Cena e pernottamento a Gerusalemme

4 giorno sabato 18 APRILE 2015

Passeggiata a piedi nella città vecchia

Museo della Torre di David

Cena e pernottamento a Gerusalemme

 

5 giorno domenica 19 APRILE 2015

Check out

H 8.00 visita dell’ospedale Hadassa con le famose vetrate di Chagall

Trasferimento a Massada

e visita del sito archeologico

Relax e bagno nel Mar Morto Cena e pernottamento hotel Mar Morto (Daniel Dead Sea Hotel)

6 giorno lunedì 20 APRILE 2015

Breve relax e bagno

H 10.00 check out

Valle del Giordano

– confine con la Giordania con sosta a Old Ghesher ( kibbutz evacuato durante la guerra d’indipendenza)

Giro delle alture del Golan – confine siriano e confine libanese

Cena e pernottamento al Nord (Nof Ginosar Kibbutz Hotel)

7 giorno martedì 21 APRILE 2015 Yom Ha Zicharon

Check out e trasferimento a Haifa- visita del Museo della Marina e Immigrazione Clandestina; visita di Atlit (Campo di internamento inglese, immigrazione clandestina)

Zichron Yaakov villaggio legato alla storia di Nili e fondato dal barone Rothshild

Trasferimento a Tel Aviv

Sirena ed accensione della candela h 20.00 – Kikkar Rabin

Cena e pernottamento a Tel Aviv (Mercure Tel Aviv City Center)


8 giorno mercoledì
22 APRILE 2015

Visita di Tel Aviv con soste a Giaffa, vecchia stazione ferroviaria , Neve’ Tzedek

Independence Hall –

H 11.00 sirena – Visita del museo dell’Hagana’

Continuazione visita della citta’- Tel Aviv Bianca – Incontro con Massimo Lomonaco

Inizio dei Festeggiamenti di Yom Haazmaut  in tutta la citta’ , piazza Filarmonica

 

9 giorno giovedì 23 APRILE 2015

Museo dell’Aeronautica a Beer Sheva –

Giro dei kibbutzim davanti la striscia di Gaza –

Trasferimento in aeroporto e partenza per Roma con volo LY383 delle 17.55.

 

Quote di partecipazione

Camera doppia ………………………………. €   2.000,00

Supplemento singola ………………………… €     650,00

Io, naturalmente, ci sarò.

barbara

POI IL SOLE TRAMONTA

La giornata del lutto e del ricordo
yom-hazikaron2
finisce, e inizia quella della gioia: la festa dell’indipendenza, la rinascita dello stato sovrano di Israele. Vi ripropongo questo video: è talmente bello che vale la pena di rivederlo

e quello della dichiarazione di indipendenza, infinite volte guardato, e ogni volta pianto (per non parlare di quando lo risento dentro quella sala…)

E poi date un’occhiata qua.

barbara

BUON COMPLEANNO ISRAELE!

(Questo doveva essere il post del giorno. Poi è successo quello che sappiamo, e la cronaca ha preso il sopravvento. Ciononostante la Storia non può essere dimenticata e, sia pure in ritardo, adesso arriva anche lei)

E dunque prima di tutto guardati questo capolavoro

Poi ti regalo questa strepitosa chicca, ricordo di Yom haAtzmaut 1962

E poi fila di corsa ad ascoltare qui.

barbara