OGGI RICORRE UN ANNIVERSARIO

E lo ricordo con le parole di Ugo Volli.

Non dimentichiamo
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Cari amici,

una delle abitudini dei giornali è quella di dedicare grandi paginate agli anniversari: centenari, bicentenari, cinquantenari. Diciamo che è un po’ una mancanza di fantasia. C’è anche un certo numero di pagine Internet dedicate al tema,  secondo cui sarebbero passati 1200 anni dall’editto di Caracalla che concesse la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero nel 212 (in realtà sono 1800, se la mia aritmetica non sbaglia, ma non fa differenza), 500 anni dalla morte di Vespucci, cento da quella di Pascoli e dalla concessione del suffragio universale in Italia (universale sì, ma solo per gli uomini…). Nel 2013 sappiamo già che dovremo festeggiare il secondo centenario della nascita di Giuseppe Verdi e il settimo di Boccaccio: attenzione per gli studenti che fanno la maturità e per i redattori delle pagine culturali. Ma ci sono degli anniversari che bisogna ricordare, anche se non fanno cifra tonda. Oggi, per esempio, ricorre il ventisettesimo anniversario del dirottamento dell’Achille Lauro, la nave italiana che fu assalita da un commando palestinese esattamente il 7 ottobre 1985. Come andarono le cose si sa: ci fu una “mediazione” di Arafat, che spedì a bordo il suo vice Abu Mazen (vi dice qualcosa questo nome?) a bordo, con l’ordine di ritirarsi, avendo ottenuto una promessa di impunità per il dirottamento. Sennonché i terroristi non avevano fatto solo “propaganda armata”, si erano presi il gusto di ammazzare un cittadino americano ebreo, giusto per chiarire in piccolo qual era lo scopo della loro “lotta”: Leon Klinghoffer, paralizzato e dunque incapace di sottrarsi alla vigliaccheria dei terroristi. Dopo varie vicissitudini, gli americani riuscirono a bloccare su suolo italiano il commando terrorista in fuga, con l’intenzione di portarlo a un regolare processo. Lo impedì con le armi dei carabinieri Craxi, allora presidente del consiglio col pretesto di  “difendere la dignità nazionale”: un gesto che probabilmente gli valse il rifugio a Tunisi qualche anno dopo, durante la tempesta giudiziaria e politica di “Mani pulite” (clic). Perché ricordare questo anniversario? Perché ogni tanto si tende a dimenticare che la dirigenza attuale dei palestinesi – tutta, non solo Hamas – si è formata ed è stata selezionata in decenni di attività terrorista. Gli accordi di Oslo (del ’93, contemporanei di Mani pulite…) furono motivati dall’illusione di una parte della politica israeliana che l’Olp fosse disposto a chiudere definitivamente questa fase e a dedicarsi in buona fede alla costruzione di un’economia e di uno stato per la loro popolazione, rinunciando alla lotta armata e all’intenzione di distruggere Israele, magari paralizzandolo prima e seguendo il modello del delitto Klinghoffer. Fu per l’appunto un’illusione: lo spostamento dell’apparato dell’Olp nel territorio dato loro dagli accordi comportò un aumento del numero e della gravità degli attentati e una militarizzazione della società araba dei territori, che esplose poi nell’ondata terroristica 2000-2004.
Da allora le cose non sono cambiate sostanzialmente, come non è mutata l’ideologia palestinese. Solo la loro tattica si è fatta più sofisticata, includendo un vittimismo propagandistico e un ricorso sistematico al sistema dei media e degli organismi internazionali. Anche la tolleranza, per non dire la complicità, col terrorismo dei “progressisti” occidentali non è cambiata, è solo anch’essa diventata più sofisticata e complessa sul piano diplomatico, politico, mediatico, giudiziario.
Per questo bisogna ricordare Klinghoffer e le migliaia di vittime del terrorismo palestinese, come quest’estate si è fatto con gli atleti di Monaco. Per evitare che lo schermo fumogeno delle flottiglie, dei ricorsi all’Onu, delle denunce, dei rituali terzomondisti occulti la semplice base omicida del terrorismo palestinese.

In precedenza questi avvenimenti erano stati ricordati qui e qui.

barbara

Una risposta

  1. Leon Klinghoffer non si dimentica!
    E’ stato un evento sconvolgente.. un episodio gravissimo che avrebbe dovuto far riflettere di più e meglio, per capire su che strada ci si stava inoltrando, dissociarsi decisamente.. Invece.. 😦

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  2. Ricordo che in quell’occasione, appena hanno annunciato al giornale radio che l’Achille Lauro era stata dirottata, ho detto: con tutto il dispiacere per il fatto stesso, finalmente gli italiani capiranno chi e’ quella gente e aprira’ gli occhi. Parere che e’ stato condiviso. Non pensavo – non pensavamo – che li avrebbero chiusi piu’ che mai!

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