NOTRE DAME – THE DAY AFTER

Aiuto aiuto, arriva il Mossad!

Non poteva non arrivare, e infatti è arrivato
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E non dite che non ve l’avevo detto (l’ultima merita l’Oscar, diciamolo!) E sicuramente sarà sempre il Mossad l’autore anche di tutto questo
anticristiani
Poi arriva questa deliziosa presa di posizione:

“Me ne infischio di Notre Dame de Paris perché non mi interessa la storia della Francia, non so per cosa”.
Questo è il tweet che Hafsa Askar,
Hafsa Askar
Vice Presidente di Unef [Union Nationale des Étudiants de France] Lille, ha postato alle 19:59, solo un’ora dopo l’inizio dell’incendio. Tre minuti più tardi, ha continuato le sue invettive, sempre più violente: “Fino a che punto la gente piangerà per pezzi di legno? […] Vi piace troppo l’identità francese mentre […] oggettivamente è un vostro delirio di piccoli bianchi “. (grazie a Fulvio Del Deo per la segnalazione)

Naturalmente la capisco: come non capire che chi viene da una “cultura” che dalla sua nascita ha saputo solo distruggere abbia qualche difficoltà a comprenderne  una capace di costruire? Come pensare che chi ha assorbito col latte il gusto delle macerie possa godere della vista di questi gioielli?
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Quello che non capisco è: se questi piccoli bianchi le fanno così schifo, perché non se ne va da qualche altra parte? O meglio, me lo chiedevo prima, ma ora non più: adesso so che deve rimanere perché ha una missione da compiere
tweet Hafsa
E mi raccomando, uniamoci tutti a lottare contro l’islamofobia, che il razzismo è una bruttissima cosa, c’è anche il rischio che il papa ci scomunichi e tocchi andare tutti all’inferno (e ritrovarcelo, così, anche di là).

A noi piccoli bianchi, sottorazza meritevole di gassazione, comunque, quei quattro pezzi di legno qualcosina riescono a dire

(grazie a Enrico Richetti per averlo scovato)

Nostradamus

A quanto pare circola una “terribile profezia” di Nostradamus:

“La grande guerra inizierà in Francia e poi tutta l’Europa sarà colpita, lunga e terribile essa sarà per tutti….per la discorde negligenza francese sarà aperto passaggio a Maometto, di sangue intriso la terra e il mare…..”

Le “Centurie e presagi” di Nostradamus le ho lette in un libro con testo a fronte quando ero freschissima di studio del francese antico, e posso dire alcune cose con assoluta certezza: la traduzione è spesso forzata per fare corrispondere quelle ammucchiate di parole (se all’epoca fosse esistito l’LSD saprei come interpretarle. Qualcosa comunque deve esserci stato anche allora) a qualcosa di accaduto (“Ilter” diventa Hitler), e quando non c’è forzatura che tenga, si inventa: così per esempio delle “piste piegate” diventano i nastri registrati del Watergate (se invece il curatore avesse conosciuto Lapo Elkann…)

La quartina in questione è I, 18, che in realtà dice:

Per la discordia e negligenza francese
Sarà aperto passaggio a Maometto
Di sangue temprata la terra e il mare Senese [sì, a Siena c’è il mare: sapevatelo]
Il porto di Phocen di velieri e navi coperto.

Tutto qui. Nessuna somiglianza con la patacca in circolazione. Ma anche se fosse autentica, proviamo a vedere quale collegamento possiamo trovare con i fatti attuali. “La grande guerra inizierà in Francia e poi tutta l’Europa sarà colpita”: quale sarebbe la guerra iniziata in Francia? La guerra dei musulmani contro il mondo è iniziata 1400 anni fa, ed è iniziata in Arabia per estendersi poi a tutto il Medio Oriente, e poi all’Africa e infine a lembi di Europa, ma fermati alle porte di Vienna, mentre l’invasione della Spagna era già terminata al momento della nascita di Nostradamus, per cui lì aveva ben poco da profetizzare, senza contare che la strada non era stata aperta dalla Francia. La fase attuale possiamo considerarla iniziata – semplificando molto – con l’11 settembre, in America. La recrudescenza della guerra contro i cristiani, con sterminio sistematico e distruzione a tappeto di tutti i luoghi cristiani, è iniziata in Medio Oriente: anche se quei versi fossero autentici, sarebbero comunque una patacca.

Le notizie

In merito alle quali raccolgo questa osservazione trovata in rete

Roberto della Rovere

Lungi dal voler dare lezioni, ma la copertura giornalistica del dramma di Notre Dame ha fatto schifo. Tanta retorica ma zero cronache. Feriti negli ospedali? Testimonianze della gente? Ricostruzione della fase di sgombero? Ricerca degli operai del cantiere e dei responsabili della ditta? Collegamenti con le piazze arabe per le reazioni? E quasi assoluto silenzio su una ipotesi di attentato. Quasi la sola enunciazione, anche solo come smentita o esclusione, fosse fonte di imbarazzo.

E, conoscendo i nostri polli, se ancora ci fossero dubbi sulle cause del disastro, questo comportamento dei mass media li porterebbe praticamente a zero.

barbara

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LORI LIGHTFOOT

Leggo: “primo sindaco donna afroamericana e dichiaratamente gay della città” [Chicago]

Programma? Boh. Parte politica? Boh. Esperienza politica? Boh. Fedina penale? Boh. Studi? Boh. Interessi? Boh. Opinioni in campo sociale? Boh. Non ce ne frega niente. Le uniche cose che ci interessano sono che è donna, che è negra, che è lesbica. Cioè il sesso, quella cosa medievale che non esiste più, tanto è vero che è meglio aspettare che * figli* sia maggiorenne e se lo decida da sol*, bloccando nel frattempo chimicamente la pubertà, in modo da impedire che assuma caratteri spiccatamente maschili o femminili, e obbrobri quali mestruazioni e impennamenti ornitologici; il colore, che non esiste perché se lo vedi vuol dire che sei razzista ma razzista da far apparire il KKL una riunione di chierichetti in sacrestia; orientamento sessuale, che tu devi ignorare nel modo più assoluto, se no sei peggio di Hitler. E quanto alla lesbicità (lesbicitudine, lesbichezza, lesbicheria, quello), “dichiaratamente”, mi raccomando, che se fosse lesbica sì ma senza strombazzarlo ai quattro venti, varrebbe comunque il doppio di una donna etero, il quadruplo di un uomo etero, l’ottuplo di un uomo etero bianco, ma pur sempre la metà di una lesbica negra dichiarata e invece no, lei è dichiarata, per cui vale il doppio di una negra lesbica non dichiarata, il quadruplo di una negra etero, l’ottuplo di una bianca etero, il sedicuplo, ciuplo, ciplo, quello, di un uomo bianco etero. E se non è razzismo questo, non so davvero cos’altro lo sia.

Che se poi non lo avessero scritto che è una donna…
lightfoot
barbara

IL MAESTRO DI FOLIGNO E ALTRE STORIE

Questo è un articolo recentissimo, con gli ultimi aggiornamenti.

Atti persecutori, maltrattamenti, violenza privata con l’aggravante dell’odio razziale e della minore età dei soggetti passivi: sono questi i reati per i quali Mauro Bocci, l’insegnante di Foligno che avrebbe rivolto insulti razziali nei confronti di due minori nigeriani, potrebbe finire sotto processo. A chiedere che il maestro venga sottoposto ad un procedimento penale è l’avvocato Silvia Tomassoni, mamma di una bambina della scuola del terzo circolo dov’è avvenuto il fatto e legale della famiglia nigeriana. A ricostruire la vicenda che ha coinvolto il maestro Bocci è l’esposto presentato in queste ore alla Procura. “I miei assistiti sono rimasti vittime di ben tre episodi. Il bambino che frequenta la quinta elementare l’8 febbraio durante la ricreazione – spiega l’avvocato Tomassoni – è stato invitato dal maestro a seguirlo. Ingenuamente il bimbo l’ha fatto e si è trovato in un’aula (ndr non la sua) dove è stato additato con un “guardate com’è brutto”. Ma non basta.

Secondo quanto riporta l’esposto il 9 febbraio l’insegnante, supplente a contratto fino al prossimo mese di giugno, sarebbe entrato in aula e avrebbe detto all’alunno di colore: “Ma che brutto che è questo bambino nero! Bambini, non trovate anche voi che sia proprio brutto? Girati, così non ti devo guardare”. Parole che hanno fatto seguito ad un gesto altrettanto vessatorio: il maestro, infatti, avrebbe fatto girare il banco del bambino verso la finestra e l’avrebbe inviato a guardare fisso fuori dalla finestra aggiungendo “Non ti voltare così non vedo come sei brutto”.

A finire additata dal maestro Bocci sarebbe anche la sorella del bambino nigeriano: “Secondo quanto hanno riportato i bambini e quanto mi ha riferito la famiglia – spiega Silvia Tomassoni – a fine gennaio l’insegnante in quarta elementare si sarebbe rivolto alla bambina dicendole: “Io conosco tuo fratello tu sei brutta come lui. Che nome lungo ti hanno dato i tuoi genitori ti posso chiamare scimmia?”. Frasi che hanno mortificato i due bambini: “Non volevano più andare a scuola. Sono stati i genitori – spiega il legale – ad insistere per non darla vinta al maestro. Hanno rassicurato i bambini e hanno informato la preside che è venuta a sapere degli episodi l’11 febbraio scorso, quando si è impegnata con i genitori a verificare i fatti e a trasmettere il tutto all’ufficio scolastico regionale”.

A peggiorare la situazione dell’insegnante ora ci sarebbero anche altre accuse non contenute nell’esposto. Secondo alcuni genitori, il docente più di una volta avrebbe impedito ai bambini di andare in bagno e alcuni se la sarebbero fatta addosso. Non solo. Secondo quanto riportato da una maestra all’avvocato Tomassoni, in una quinta nelle ultime due settimane il maestro avrebbe mostrato ai bambini un film sulla Shoah con scene piuttosto violente e crude lasciando la classe incustodita e senza un adulto che li aiutasse a contestualizzare gli episodi. Dal canto suo, Bocci, che nel frattempo è stato sospeso dall’insegnamento continua a difendersi dicendo che si è trattato di un “esperimento sociale” e che avrebbe avvertito i bambini a far tempo. Una strategia difensiva che il legale della famiglia respinge: “E’ un argomento che il maestro ha tirato fuori a posteriori. Esperimenti di questo genere non si fanno e non è vero che i bambini erano stati informati”. (qui)

Secondo un’altra versione, sempre dello stesso maestro, non si tratterebbe neppure di un esperimento sociale bensì di un’attività educativa
maestro di foligno
– e trovo assolutamente esilarante questa cosa del “far prendere coscienza del concetto di differenza razziale”: cioè, abbiamo stabilito una volta per tutte che le razze non esistono, e per educare i bambini in questo senso il maestro dice vedete bambini? Lui è negro, cioè di una razza diversa dalla nostra. Comunque. Tutto questo è solo il ponte che porta all’argomento che intendo trattare in questo post. Che è quello del “razzismo di parte”: da quando l’episodio è stato reso noto è tutto un levarsi di alti lamenti sul razzismo leghista e chiamate in causa di Salvini quale istigatore del razzismo che dal 4 marzo dell’anno scorso avanza al galoppo senza pietà per nessuno. È questo l’elemento dominante dei commenti che si possono leggere in giro: cosa vuoi aspettarti da un leghista duro e puro, tipico razzismo leghista, tipico effetto lega, Salvini docet, con un ministro dell’interno leghista razzista cos’altro c’è da aspettarsi – con alcuni deliziosi intermezzi, da parte di questi fieri antileghisti, quali “hai visto che questi africani hanno trovato il modo di arricchirsi con i risarcimenti a spese degli italiani!”.  Insomma, tutto un fiorire di maestro leghista e Salvini boia. Poi viene fuori che no, il caro maestrino non è esattamente leghista, anzi, è un bravo comunista tutto d’un pezzo. Molti ancora resistono a chiamarlo leghista, perché non è credibile, anzi, non è neppure pensabile, che un sinistro sia cattivo e razzista, ma prima o poi, per quanto refrattari, dovranno arrendersi anche loro alla realtà. E allora mi sa che succederà come con l’uovo di Moncalieri – uovo inconfondibilmente fascista, figlio di un governo neonazista che classifica i cittadini in razzialmente puri e impuri e manda in giro bande neonaziste per attaccare i razzialmente impuri – lanciato contro un’atleta negra, che si è fatta tantissimo male, che rischia di perdere l’occhio, che forse non potrà più gareggiare, forse anche resterà sfregiata; poi è quasi subito venuto fuori che in realtà era un uovo comunista, e l’atleta è guarita all’istante e nessuno ha protestato più.

L’altro tema che intendo toccare è quello dell’esperimento sociale a scopo edificante. Oggettivamente: non avrebbe potuto inventare una scusa più idiota. Mi viene in mente quel tizio portato in tribunale da una sua sottoposta con l’accusa di averle messo le mani sul sedere. Avesse detto qualcosa come “Scusate, ma lo avete visto? Davvero voi riuscireste a resistere di fronte a un culo così?” non dico che lo scuserei, ma qualche attenuante penso che sarei disposta a riconoscergliela. Invece che cosa ha detto? “Le si era posato sopra un capello e glielo volevo togliere”. Cinquemila anni più le spese, minimo, sarebbe da dargli. Idem per il maestro. Perché qualunque imbecille ritardato troglodita sa che gli esperimenti si fanno informando per prima cosa la vittima designata, e nel caso in questione anche i genitori: ho intenzione di fare così e così per vedere come reagiscono gli altri bambini, e se lo fanno nel modo sbagliato spiegare perché è sbagliato e che cosa è giusto fare. Ti dirò cose brutte, ma NON SONO LE COSE CHE PENSO DI TE, mi servono per fare questa prova: sei d’accordo? Ci stai? Voi genitori che cosa ne pensate? Preciso che anche così sarebbe un’idiozia assoluta, ma sarebbe almeno credibile. Forse. Non sono invece consapevoli le vittime degli scherzi o degli esperimenti sociali fatti con la candid camera, che rispettano però tre regole ferree: le vittime sono persone RIGOROSAMENTE ADULTE, sono sottoposte a UNA SOLA prova, appena terminato il gioco, ne vengono IMMEDIATAMENTE INFORMATE:

C’è ancora una cosa di cui vorrei parlare, a proposito di “esperimenti sociali”. Qualche mese fa è uscita questa roba qui, che si presenta appunto come esperimento sociale. Guardatela bene:

Classi di una decina di alunni. L’insegnante: se è un supplente che entra in quelle classi per la prima volta ci si aspetterebbe che dica qualcosa come “sono il supplente del professor Tale che è ammalato”, ma non dice niente del genere; se è il professore solito della classe (in tre istituti diversi? Qualcuno ha mai visto qualcosa del genere?) e si mette improvvisamente a comportarsi in quel modo, oltretutto con argomenti così assolutamente insensati, nessuno che gli chieda cosa si sia fumato prima di entrare in classe? La banalità degli argomenti degli studenti, e gli stessi per tutti – e non uno, in tutte e tre le classi, che manifesti la minima diffidenza, la minima antipatia, il minimo disinteresse nei confronti della velata, o che faccia almeno presente che la copertura del viso è illegale. Insomma, l’ennesima pagliacciata in cui, vittima, professore e studenti sono tutti attori consapevoli che recitano una parte, spacciata per esperimento sociale di cui gli studenti vengono informati solo alla fine. Il tutto allo scopo di edificare il popolo. Ma andate a…

Quanto al tizio di Foligno, vabbè, quella è una roba genetica, come autoriconosciuto dagli stessi folignati:

barbara

LA NOSTRA FUTURA PIDDINA

Eccovela qui

e qui

e ancora qui

dove vieppiù dimostra il suo spiccato senso del dialogo, del rispetto, della moderazione, per non parlare della competenza politica. Grazie a lei sicuramente le sorti del PD si risolleveranno con una risalita da elicottero.

e non posso rinunciare a riproporre questo gioiello,

che mi suggerisce qualche considerazione supplementare:
1. Apostrofare una persona come “tu uomo bianco”, oltretutto contrapposto a “una donna [chiaramente autoidentificantesi come non bianca] come me” non è forse razzismo?
2. Se un uomo mi dice “tu, donna, va’ a casa a fare la calza” sta chiaramente parlando in qualità di uomo, rivolgendosi a me in qualità di donna, dimostrandosi inequivocabilmente sessista – oltre che pesantemente maleducato. Ma se mi sta criticando per qualcosa che ho detto e che – a ragione o a torto – lui ritiene sbagliato, c’entrano qualcosa i nostri rispettivi sessi? E dunque, il chiamarli in causa non è sessista?
3. Se dico “Tu uomo bianco non puoi parlare così con una donna come me”, non sto automaticamente dicendo che con una donna come te (cioè bianca) puoi invece farlo benissimo, ossia che a me devi un rispetto maggiore, ossia che la mia razza è superiore alla tua?
4. Se dico “Non ti devi arrabbiare e diventare rosso” a una persona che sta esponendo dei fatti (e che io interrompo parlandogli sopra per impedirgli di esporli), a cui di arrabbiarsi non passa neanche per la testa, non sto dimostrando una gigantesca coda di paglia?
5. E se nella stessa frase, senza neppure una virgola in mezzo, passo dall’economia inglese alla politica italiana sull’immigrazione… No, qui non c’è neppure bisogno di porre la domanda.
E pensa se davvero il PD la candida, e se lei accetta la candidatura, e se viene eletta, e se magari in un prossimo governo ce la ritroviamo ministro degli Esteri, o dell’Interno… Basta, fatemi andare a prendere un paio di damigiane di Maalox.

PS: ho deciso di non postare il video, a proposito di Salvini “Rispetto il voto democratico ma…” perché troppo lungo, ma il titolo dice già tutto, come sempre quando l’incipit politicamente corretto (non sono antisemita, non sono razzista, Israele ha il diritto di esistere – magari addirittura di difendersi, non giustifico il terrorismo…) è seguito dal fatidico “ma”.

barbara

“ENTRATE NEGLI ASILI NIDO E UCCIDETE I BEBÈ BIANCHI.

Acchiappateli e impiccate i loro genitori.” Così canta il signor Nick Conrad, rapper francese di origine camerunense. Perché noi siamo antirazzisti, chi si azzarda anche solo a vedere i colori è razzista però, sia ben chiaro, bianco è brutto e nero è bello, i bianchi sono cattivi e i neri sono buoni, i bianchi sono oppressori criminali – tutti, indistintamente, neonati compresi – e i neri sono povere vittime. Tutti, indistintamente, azionatori di machete compresi. I neri devono vivere e i bianchi devono morire. E naturalmente, oltre che brutti sporchi e cattivi, siamo anche stupidi, perché non abbiamo capito niente: la canzone non ha intenti razzisti, assolutamente no: vuole solo fare riflettere su quanto accaduto ai neri, povero cocco. E allora riflettiamo, dunque. Per secoli è andata in onda la tratta dei negri in Africa, da deportare per lo più in America come schiavi, da sfruttare spesso in maniera brutale. Chi ordinava la tratta? I bianchi. Chi la organizzava? In gran parte gli arabi. Chi eseguiva materialmente le razzie? Spesso gli stessi negri, a volte gli arabi, raramente i bianchi (no, non sto dicendo che i bianchi fossero innocenti o poco colpevoli, ma chi cattura il proprio fratello per consegnarlo al carnefice, è forse meno colpevole del carnefice?). Perché quando si racconta la storia, bisogna raccontarla tutta, non solo la parte che porta l’acqua al proprio mulino. E questa, anche così completata, è una parte della storia. Perché poi ce n’è un’altra: quella dei bianchi catturati e ridotti in schiavitù dagli arabi, e non pochi di loro avrebbero fatto volentieri il cambio con i negri schiavi dei bianchi. E a questo va anche aggiunto che – sorpresa sorpresa – i bianchi schiavi degli arabi sono stati più numerosi dei negri schiavi dei bianchi. E magari mettiamoci anche – ciliegina sulla torta – che gli arabi continuano a praticarla tuttora, la schiavitù. Ma gli unici con diritto per grazia divina al frignamento perpetuo, secondo qualcuno che si autonomina portavoce dell’intera “razza”, sono i boveri negri berseguitati dai bianghi gattivi. Diritto al frignamento e allo sgozzamento dei neonati bianchi. Film, quello dello sgozzamento dei neonati nella culla, che abbiamo già visto: evidentemente è talmente piaciuto che ne vogliono girare altri episodi.

barbara

ANCHE ELIO CABIB SOSPESO DA FB

In principio era l’articolo. Quello pubblicato il 31 agosto da Repubblica. Questo.

“Io liceale, ho scoperto il terrore per il colore della mia pelle”

Tre anni fa camminavo per le strade di Palermo senza paura. Avevo tredici anni e il razzismo non sapevo cosa fosse. Ora è diverso. Ho sedici anni e il razzismo lo sento sulla mia testa come una minaccia. Il clima è cambiato rispetto a tre anni fa e adesso ho paura a camminare per strada.
Sono arrivato a Palermo dall’Eritrea quando ero bambino, frequento un liceo della città, ho amici che mi vogliono bene. Leggo, mi informo e ora ho paura di chi incontro per strada. I miei amici palermitani non possono capirlo. Se camminano da soli non devono preoccuparsi degli altri ragazzi che incontrano. Io invece sì: temo gli insulti, le minacce, un’aggressione.
Temo, insomma, quello che è già successo in Italia e anche vicino Palermo durante l’estate ad altri ragazzi di colore colpevoli semplicemente di non essere nati qui.
Ma i politici della Lega, Salvini in persona, non si rendono conto dei pericoli ai quali espongono i ragazzi come me? Fomentare il razzismo significa mettere in pericolo tanti ragazzi di colore, significa trasformare le loro vite in un incubo.
Con i miei amici parlo di questo ma cerco sempre di non parlare del mio caso: faccio un discorso generale, perché non voglio essere un peso per loro e perché il razzismo è un dramma che colpisce tutti. I miei amici sono dalla mia parte ma alcuni hanno parenti, anche i genitori stessi, che invece su Facebook si schierano palesemente dalla parte di chi attacca i migranti.
A scuola mi sento al sicuro. O almeno mi sono sentito al sicuro fino a ora. Però sui social ho visto che alcuni compagni hanno iniziato a simpatizzare per chi attacca i migranti. Spero cambino idea. Amo Palermo, è ancora una città accogliente, dovessi andare via non vivrei mai nel Nord Italia. Lì i razzisti sono tanti. Sono gli ultimi giorni di vacanza vorrei potermi divertire come tutti, senza avere paura che qualcuno mi provochi per il colore della mia pelle. Vorrei vivere una vita normale come tutti i miei amici. Chiedo tanto? (qui)

Inizialmente avevo intenzione di inserire, come faccio spesso, qualche commento nel testo, ma poi ho rinunciato: cosa vuoi commentare in questo affresco di un’Italia che il Sudafrica dell’apartheid in confronto era una bazzecola. Cosa vuoi commentare in questa lagna vittimistica. Cosa vuoi commentare in questo patetico frignamento. Elio Cabib invece lo ha fatto, pubblicando su FB questo post:

Questo ragazzo è terrorizzato da quel mostro di Salvini. Il quale Salvini si oppone al salvataggio dei migranti, anzi spera che muoiano e quelli che si salvano li ricaccia sulle coste libiche, vuol fare leggi razziali antirom, ma soprattutto odia i negri e li vuol discriminare, come questo ragazzo dimostra sulla sua pelle. Sicuramente sta progettando di spargere la peste tra i musulmani, infettare i tappeti delle moschee coi sui piedi, anzi con gli zoccoli, e magari sgozzerebbe volentieri qualche bimbo musulmano per la Pasqua. Ma … Salvini…. sarà mica ebreo?

Sarà stato per la parola “negri”, che come tutti sappiamo è peggio che bestemmiare in chiesa e pisciare negli aperitivi magari anche già con l’olivetta infilzata nello stuzzicadenti e ficcata dentro, o sarà stato per l’uso dell’ironia, tabù dei tabù (tabus tabuorum), fatto sta che è stato sospeso da FB. Che poi sarà un caso, anzi sono sicura, sicurissima, sicurissimerrimissima che è un caso, ma il fatto è che continuo a vedere sospesa gente manifestamente e attivamente pro Israele: gente che scrive ebrei ai forni, Israele cancro dell’umanità deve essere annientato, tu li segnali e ti senti rispondere che “non viola i nostri standard”. Vabbè. Ma la storia non finisce qui. Perché succede che Enrico Richetti dà, sempre su FB, la notizia della sospensione, così:

Elio Cabib bloccato per avere deriso chi demonizza Salvini. E poi sarebbe Salvini il fascista? Oggi i fascisti sono rossi

Segue, nei commenti, uno scambio a dir poco delirante fra un certo Daniel Haviv e Mirella, di cui riporto alcuni interventi salienti (non tutti, perché il signor Haviv, oltre che delirante, è anche un tantino ripetitivo).
D. H. Dire che Salvini è fascista non è demonizzarlo, è la verità. Cmq si può discutere senza deridersi a vicenda. La derisione ti sembra un modo civile e rispettoso di comunicare? Se uno usa questo modo offensivo non si sorprenda se qualcuno lo denuncia a FB e se viene bloccato. [quindi la censura è cosa buona e giusta, anche quando non si tratta che di una banale presa in giro][…]
In Italia il comunismo non ha espulso studenti e professori ebrei dalle scuole e dalle universita’ (facendo un danno irreparabile alla cultura e alla scienza italiane) e non ha fatto perdere il lavoro a migliaia di impiegati ebrei riducendoli alla fame, molti dei quali hanno dovuto emigrare per sopravvivere. Cmq dire che qualcuno ha fatto di peggio non diminuisce il danno e i milioni di morti che il fascismo ha provocato in Italia agli Italiani, prima e oltre che agli Ebrei italiani. [forse il Nostro ignora che il comunismo, in Italia, non è mai stato al potere. Provi un po’ a chiedere agli ebrei dell’intero impero comunista, e in particolare nell’Unione Sovietica, come se la sono passata prima della caduta del comunismo]

M. Su FB girano materiali antisemiti e di incitamento ad attacchi terroristici contro Israele. Direi proprio che Fb avrebbe cose decisamente più serie di cui occuparsi. Comunque, deridere una persona non è corretto, ma demonizzarne una perché ha idee diverse dalle proprie non è certo meglio.

D. H.
Appunto ma bisogna vedere se criticare Salvini (o chi altro) è demonizzazione. Bollare la critica come demonizzazione equivale a delegittimarla, è un atteggiamento intollerante.

M. Hai presente di che cosa si trattasse, critica (legittima) o demonizzazione (illegittima)? Non ho visto quindi io non lo so.

D. H. Io so che c’è molta critica a Salvini e che per un filo-Salvini come Elio Cabib questa è demonizzazione. Per lui (che conosco bene) ogni critica al suo idolo è illegittima e la bolla come demonizzazione. Si vede che ha deriso qualcuno e che questo, offeso, lo ha segnalato. [si noti che evita accuratamente di rispondere alla domanda]

M. OK, ma non sai cosa abbia scritto lui, cosa sia stato scritto su Salvini (sai del “vade retro” sul giornale per esempio?) e se si tratti di una persona in particolare o meno. Direi che in ogni caso su FB gira impunemente ben di peggio.

D. H. Certo che di ogni cosa c’è di peggio, ma anche di meglio. Io non cavillerei troppo Mirella, Enrico ha scritto “Elio Cabib bloccato per avere deriso chi demonizza Salvini” e io credo a Enrico, anche conoscendo Elio. Punto.

M. Allora devi credere anche che si tratti di demonizzazione… Ovviamente, anch’io credo a Enrico!

D. H. Forse non mi sono spiegato: credo che Elio sia stato bloccato perché ha deriso qualcuno. Conoscendolo so che lo fa con chi la pensa diversamente da lui. Sulla demonizzazione ho forti dubbi (se me lo permetti) perché conoscendo Elio e leggendo quello che scrive so che per lui la critica a Salvini è “demonizzazione”. Adesso sono stato chiaro?

Come si può vedere, il signor D. H. continua a parlare del post di Elio in termini di “credo”, “si vede che”, “lo conosco bene”: infatti, io lo so con certezza, D. H. NON ha letto il post, non ha la minima idea di che cosa ci sia scritto, non sa a chi sia rivolto (“ha deriso qualcuno”), ma si esprime come se lo conoscesse (Elio Cabib ha bollato come demonizzazione una critica” – ahi, queste famose legittime critiche -, usa questo modo offensivo, Salvini è il suo idolo). E giudicare e valutare qualcosa che non si conosce è il massimo della scorrettezza oltre che – mi sia permesso dirlo – della stupidità. Ma c’è qualcosa di ancora peggio. Molto peggio: Elio Cabib, per ragioni tecniche, non può leggere i commenti di D. H., ossia i suoi attacchi frontali non solo a Salvini ma anche a lui. Non li può leggere, non può controbattere, non può difendersi.
C’è un’espressione, in ebraico: “lashon hara”: letteralmente “lingua del male”, da non confondere con la semplice maldicenza. Il lashon hara è in assoluto, nell’ebraismo, il peggiore peccato che si possa commettere nei confronti del prossimo, al punto da essere equiparato all’omicidio. Questo è il peccato dell’antropologicamente e moralmente superiore signor Daniel Haviv. Fra due settimane sarà Yom Kippur: farebbe bene a ricordarsene.

POST SCRIPTUM: come per Niram Ferretti, invito a rendere noto su blog e FB l’orrendo crimine di Elio Cabib, che gli è valso la messa al bando dalla società civile.

barbara

IN CRESCITA IL RAZZISMO IN ITALIA

La ragazza nigeriana
Accusa l’italiano in fila dietro di lei al bancomat di averla aggredita con insulti razzisti e picchiata; l’italiano nega, sostenendo di essere stato lui, al contrario, a essere aggredito dalla ragazza. Lei viene creduta, lui no, e si grida all’ennesimo episodio di razzismo. Il video registrato dalla telecamera di sorveglianza dimostra però che è stata lei ad aggredire l’italiano con morsi e calci, ma fino a quando si avevano solo la parola di lei contro la parola di lui, la credibilità è stata decisa sulla base del colore della pelle: la negra è stata ritenuta credibile, il bianco no.
E UNO

I giochi del Mediterraneo
L’Italia si aggiudica 56 medaglie d’oro, 55 d’argento e 45 di bronzo, per un totale di 156. E di che cosa parlano giornali e social e opinionisti e intellettuali vari misti? Delle medaglie vinte dalle quattro atlete negre. Unicamente di quelle. Un centinaio e mezzo abbondante di medaglie vinte da onesti atleti bianchi: attenzione zero, celebrazioni zero, entusiasmi zero. Che cos’è che determina chi è degno di attenzione e chi no? Il colore della pelle: i negri lo sono, i bianchi no.
E DUE

Le uova
Improvvisamente una banda di teppisti deficienti inventa il divertentissimo gioco del lancio dell’uovo sodo: ci si riempiono le tasche dei suddetti proiettili e si prendono di mira passanti a caso. Vengono colpiti ragazzi, ragazze, pensionati: nessuno si agita. Poi – il Fato, si sa, è sempre in agguato – accade che in un gruppo di quattro ragazze, tutte prese di mira, una di queste sia negra, ed ecco, si scatena il finimondo. Interviene a gamba tesa la sedicente palestinese (in realtà araba israeliana) Rula Jebreal (tornerò molto presto a occuparmi di lei) con questo spettacolare tweet
uova Rula
da cui apprendiamo che: 1) in Italia abbiamo un governo neonazista; 2) il governo neonazista italiano ha provveduto a classificare i cittadini dividendoli in razzialmente puri e razzialmente impuri; 3) il governo manda in giro bande neonaziste con il compito di attaccare i razzialmente impuri (e qui c’è qualcosa che mi sfugge: perché mai, allora, attaccare una come Daisy, inequivocabilmente riconoscibile come di purissima razza negra?); 4) le minacce contro i razzialmente impuri diventano sempre più omicide (infatti Daisy è sopravvissuta per miracolo).
Altrettanto scatenato, anche se con modalità differenti, il nostro Matteo Renzi,
daisy-osakue-matteo-renzi
per il quale Daisy diventa “selvaggiamente picchiata”. Ora, sicuramente nessuno di noi gradirebbe ricevere un uovo sodo in faccia, soprattutto se hai la sfiga di beccarlo in un occhio, ma essere “selvaggiamente picchiati” – fidati di chi lo sa, caro Matteo – è una cosa diversa. Molto diversa.
Che cosa dobbiamo desumere da tutto questo? Che alcuni gruppi umani possono essere impunemente aggrediti, altri no. E che cos’è a fare la differenza? Ancora una volta, il colore della pelle: ai bianchi si può fare ciò che si vuole, ai negri no. E a quanto pare non sono l’unica a pensarla così
uova in faccia
E TRE (eccetera)

Insomma, dobbiamo prendere atto che siamo di fronte a un vergognoso razzismo biancofobo in costante aumento. Se continua così andrà a finire che diventeremo come il Sudafrica, dove il governo ha deciso di poter espropriare le proprietà dei bianchi senza alcun risarcimento (e ancora non ho capito perché qualcuno lo chiami “razzismo al contrario”: la discriminazione in base al colore della pelle è razzismo, che il discriminante sia bianco nero o blu, che il discriminato sia nero, bianco o ciclamino, è razzismo; non stiamo lavorando a maglia, non c’è un dritto e un rovescio, c’è il razzismo e basta). Razzismo che va denunciato con forza e contrastato con ogni mezzo.

Stabilito questo, vogliamo vedere chi è Daisy Osakue? È figlia di Iredia Osakue, immigrato clandestino (perché non è stato espulso?), arrestato nel 2002 per sfruttamento della prostituzione insieme a Odion Obadeyi, Lovely Albert, sua convivente e madre di Daisy (poi ha cambiato nome in Magdeline) e Silvano Gallo, che aveva formato una gang specializzata nello sfruttamento di decine di prostitute di colore il cui ingresso clandestino in Italia era favorito da un phone center di San Salvario (perché poi non è stato espulso?); riarrestato nel 2006 per una vicenda legata alla tratta delle ragazze nigeriane (perché poi non è stato espulso?); condannato nel 2007 a 5 anni e 4 mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso, tentata rapina e spaccio di droga. Sarebbe stato a capo di un’organizzazione a cui venivano attribuiti truffa, intimidazioni, tentati omicidi, lesioni, estorsioni e che esercitava la violenza fisica «con armi bianche e da sparo», con «frustate attraverso lo strumento africano detto kobu-kobu al fine di costringere connazionali ad affiliarsi o di punire chi sgarrava» (perché poi non è stato espulso?). Oggi è il titolare di un centro pratiche per immigrati, la Daad Agency di Moncalieri, che gestisce dai permessi di soggiorno ai ricongiungimenti familiari, nonché mediatore culturale in una cooperativa che gestisce l’accoglienza, la cooperativa sociale Sanitalia service che gestisce 15 strutture in Piemonte (quei famosi centri pratiche; quei famosi ricongiungimenti familiari; quei famosi mediatori culturali. conosciamo, conosciamo), qui.

Concludendo:

È ORA DI DIRE BASTA!

BASTA RAZZISMO!

DICIAMO NO AL RAZZISMO!

NON NE POSSIAMO PIÙ DI RAZZISMO!

barbara

UOMINI E NO

Dunque c’è un tale che i luminosi illuministi illuminati considerano come un non-uomo. Per farci vedere come è fatto uno che invece ha tutti i requisiti per poter essere definito uomo, gli mettono accanto un’altra foto.
uomini e no
Non sapendo chi fosse quel signore, ho guglato, e ho appreso che è un sindacalista. Ma perché fra tutti i sindacalisti che ci sono in Italia, come rappresentante della specie umana è stato scelto proprio lui? Era amico di uno che è stato assassinato, dice. Ah, ok. Ma quello è l’unica persona che può vantare amicizia con qualcuno che è stato assassinato? Anch’io ero amica di uno che è stato assassinato, ma nessuno è venuto a cercarmi. Che poi con tutti i magistrati poliziotti giornalisti gente comune – per limitarci alla gente perbene – che vengono assassinati, ognuno con la sua più o meno ricca cerchia di parenti e amici, perché proprio lui? Che sarà sicuramente una persona per bene, onestissima, buonissima, che paga tutte le tasse e non cornifica mai la moglie, ma non mi sembra che sia famoso per avere compiuto qualche impresa speciale, operare salvataggi, sventare rapine, impedire attentati… E allora, allora, che cosa avrà mai questo uomo di diverso dal non uomo? Guarda e riguarda, pensa e ripensa, ponza e riponza, mugina e rimugina (sì, lo so, mugina non c’è, risparmiatevi la fatica di venirmi a fare le pulci), niente, non trovo niente, non riesco a venirne a capo. A meno che… no, aspetta, non è possibile, non ci posso credere… Eppure…  l’unica differenza fra i due è il colore della pelle, non riesco a vederne altre, non riesco a indovinarne altre. Cioè, quello che distingue un uomo da un non uomo è il colore della pelle?! Non riesco a capacitarmene, ma d’altra parte, se il messaggio non volesse essere quello, perché mai avrebbero cercato un negro per contrapporlo come uomo al bianco-non-uomo? E perché avrebbero pubblicato le foto senza una sola parola di spiegazione se la differenza fra i due non fosse qualcosa che si vede, qualcosa che salta immediatamente agli occhi? E a questo punto mi chiedo anche: questo che non è un uomo, che cosa sarà mai? Forse un… Untermensch? Un… Stück da caricare su un carro bestiame piombato per essere mandato alla destinazione… finale? Sì, deve essere così, perché noi, lo sanno tutti, siamo antifascisti, antirazzisti, contro ogni discriminazione, contro ogni prevaricazione; per dirla in tre parole siamo DALLA PARTE GIUSTA, per dirla con una parola sola siamo quelli BUONI. E quindi negro=uomo, bianco=non uomo. Ecco, finalmente l’ho detto, che neanche ve lo immaginate da quant’è che  ce l’avevo qui nel gozzo.

(Poi vai a dare un’occhiata qui, che male non ti farà)

barbara

HE HAD A DREAM

he had a dream
Ci illudevamo che i sogni non potessero invecchiare? Che non potessero passare di moda? Ci sbagliavamo, purtroppo. Tanto è vero che qualcuno sembra convinto che le vite di bianchi, gialli, rossi (e chissà dove si collocheranno i negri albini) non contino,
blacklivesmatter
lebensunwerte Leben le chiamava qualcuno, qualche decennio fa: vite indegne di essere vissute, e noi lo chiamiamo, quel qualcuno, razzista.
E non mi si venga a raccontare che è per via della mano più pesante che certi poliziotti sembrano avere nei confronti dei negri (non so se si sia notato: ho deciso di abbandonare i ridicoli sostituti inventati per evitare la parola negro, come se negro fosse un insulto o una parolaccia, come quando si dice signorine allegre ma lo sanno tutti che si intende puttane) rispetto ai bianchi: se di questo si trattasse, troverei logico rivendicare che “all lives matter” o, meglio ancora, “every life matters”. Invece no: rivendicano che valgono le vite dei negri; non anche quelle, no: quelle e basta. E questa cosa si chiama razzismo. Se esiste un aldilà in cui le anime sopravvivono al corpo e “conoscono”, il povero Martin Luther King deve sembrare un’elettroturbina.

barbara