SALVINI ERA IL MALE ASSOLUTO

Ma poi per fortuna il suo posto è stato preso da una signora per bene, e adesso finalmente viviamo nel migliore dei mondi possibili.

Scandalo Lamorgese: “Poteva capitare ovunque”, la ministra Pilato se ne lava le mani

Ne ha accoltellati cinque, tra cui un bambino alla gola, siccome pretendeva di viaggiare senza biglietto. Era pericoloso, segnalato dalle polizie di tutta Europa, ce l’avevamo noi, arrivato da qualche mese in fama di rifugiato somalo. Balordo, fatto, con addosso coltelli e forbici. L’hanno messo dentro e ovviamente ha cominciato a dar di matto, a dire che sente le voci e l’avvocato ha chiesto l’immancabile perizia psichiatrica. Troveranno un modo per definirlo disturbato, spaventato, vittima del capitalismo globalista, del razzismo sovranista, lo manderanno da qualche prete manager, in breve sarà ancora libero.
È solo l’ennesimo di una serie infinita, ormai questi “martiri” del mondo hanno capito due cose: la prima è che l’Italia li mantiene, la seconda è che non li punisce, anzi più delinquono e più li esaltano. Qualunquista dirlo? No, è l’unica realtà dei fatti e si ripete ogni giorno: mentre il somalo cercava la sua strage, su un treno uno del Mali prendeva a testate il controllore che gli chiedeva il biglietto, poi si scagliava contro i passeggeri. Abbiamo un ministro di polizia che prima esprime rammarico, vicinanza alla famiglia, poi con una scrollata di spalle: “Cose che succedono, poteva capitare ovunque”. Ma è capitato qui, e lei ne ha la responsabilità oggettiva.
Chi è questa Lamorgese che non sa arginare nessuna invasione, si tratti di clandestini o di parassiti da rave party? È una che, da prefetto a Milano, ha lasciato ridurre la metropoli a una Babele invivibile e in premio l’hanno fatta ministro, secondo le logiche degli equilibri politici, delle lottizzazioni in nome della democrazia. Dice di lei il presidente Draghi: è un ottimo ministro, fa il meglio del meglio, la proteggo io. I risultati si vedono, non solo o non tanto sul piano operativo, amministrativo, quanto su quello umano: poteva succedere in ogni luogo, in ogni momento, a chiunque. Così la ministra Pilato se ne lava le mani, con fastidio al limite del disprezzo. Ma se il bambino pugnalato alla gola fosse morto, cosa mai direbbe? Che è colpa di chi l’ha preceduta? Del liberismo? Del Covid? O di non farla tanto lunga, che son cose che capitano?
La Verità sta portando avanti una campagna per farla dimettere, meritoria, doverosa campagna perché Lamorgese semplicemente non è in grado di fare il ministro, men che meno di polizia (e la situazione di Milano dimostra che nemmeno il prefetto): sono i risultati a condannarla, è la situazione fuori controllo, sono i crimini regolari, quotidiani, è il suo disinteresse esibito come da un’aliena, una che considera suo mestiere mandare le guardie a mazzolare gli insofferenti al lasciapassare, ma lasciar correre tutto il resto.
La sua copertura ai diecimila del rave nel Viterbese è stata scandalosa, la sua latitanza sui clandestini vergognosa, il suo disprezzo per le conseguenze, per le vittime parla da solo. Eppure nessuno la tocca. I media la sostengono, il premier la blinda, il capo dello Stato, così solerte quando al Viminale c’era Salvini, non fiata, il Pd ovviamente ringhia contro chiunque ne sindachi l’operato. Una così dovrebbe tutelarci dalla risorgenza del terrorismo islamista di matrice afghana? Che i nostri Servizi ci proteggano, ma dovesse succedere il peggio, sarà anche per l’inconsistenza di un prefetto fallimentare, messo nel posto sbagliato e lasciato ad onta della sua inettitudine. Sarà responsabilità condivisa, e non perdonabile.
Max Del Papa,15 Set 2021, qui.

Già, Speranza lo protegge Draghi, Lamorgese la protegge Draghi, Di Maio lo protegge Draghi, la Costituzione la protegge Mattarella e noi ci becchiamo questo

con l’aggiunta dell’impunità garantita per chi delinque, non importa quanto grave sia il crimine. Ma l’importante è avere tolto il telecomando all’orco Salvini, mangiatore di bambini e affossator di clandestini, per omnia saecula saeculorum. Se poi ci scappa il ferito o anche il morto pazienza, sono cose che capitano. E poi mica sono parenti suoi.

barbara

TALEBANI: UN’OCCHIATA IN CASA NOSTRA

Cominciamo con l’ineffabile Alessandro Di Battista.

Niram Ferretti

PADRONI E PADRINI DEL PIANETA

E’ tornato, e c’era bisogno che tornasse, perché ogni volta che apre bocca dice cose giuste, vere, inesorabili.

«Chi è interessato davvero al popolo afghano dovrà parlare con i talebani. Il resto è ipocrisia». «Anche la prima vittima della guerra in Afghanistan è stata la verità. Una verità che ancora oggi, nonostante i nodi siano tutti venuti al pettine, viene vilipesa, oltraggiata, assassinata. Gli Stati Uniti e i suoi servi sciocchi non hanno bombardato l’Afghanistan (così come l’Iraq, la Libia o la Siria) per eliminare il terrorismo, la shari’a, il burqa o per garantire diritti umani. E chi ancora si beve questa balla è complice dei padroni e padrini del pianeta».

Così Alessandro Di Battista, uno dei maîtres à penser del M5S. Lui conosce la verità, il motivo per il quale gli USA intervennero in Afghanistan vent’anni fa, non per la lotta contro il terrorismo islamico (ma quale terrorismo islamico!), e in Iraq, Libia e Siria. Si tratta, naturalmente, di altri motivi, molto biechi, molto terra a terra.

“I padroni e i padrini del pianeta” (Povia dovrebbe chiedere che gli vengano riconosciuti i diritti) quando si muovono si muovono solo tramite motivi di facciata, falsi e i gonzi, quasi tutti ci cascano, ma lui Di Battista no, lui sa esattamente di cosa si è trattato, di cosa si tratta e presto lo sapremo anche noi quando lo esporrà in modo vero, giusto, inesorabile, sempre che i “i padroni e i padrini del pianeta” e i loro “servi sciocchi” glielo permetteranno.

Qualcuno si affretti a metterlo al sicuro.

Ma farà poca tenerezza con quell’aria da son piccina son carina son la gioia di papà?

Un altro fulgido esempio della nostra Sinistra dalla gloriosa storia ce lo fornisce tale signor Claudio Mazzanti, assessore piddino a Bologna, dallo spettacolare senso dell’umorismo

E passiamo ora alle cose serie.

«I nostri islamici benedicono le esecuzioni»

Ci sono i talebani veri, quelli che sparano sulla folla e seminano il terrore. E poi ci sono i talebani de noantri, di imitazione ma non meno pericolosi, che sparano balle sui giornali e sfiorano il ridicolo. Parliamo di quanti, illuminati sulla via di Kabul, sono convinti che l’avvento dei talebani sia stato un affare. Essi credono che mullah e compagnia armata abbiano preso il potere con il consenso degli afghani (chissà perché, tuttavia, i cittadini fuggono); che non abbiano mai fiancheggiato i terroristi (hanno ospitato per anni Bin Laden? E chi è costui?); che siano personaggi dialoganti (infatti fanno parlare bene le armi) e molto migliori degli americani (chiedere alle donne afghane, che non vedono l’ora di rimettersi il burqa).

LA LUCE Tra i più accaniti sostenitori di Baradar, il capo talebano, e dei suoi accoliti figura Davide Piccardo, coordinatore del Caim (Coordinatore delle associazioni islamiche di Milano) e direttore di laluce.news, nome divertente dato che difende degli oscurantisti. Sul suo sito Piccardo si è cimentato in una filippica contro gli invasori a stelle e strisce, fautori per 20 anni di una «guerra coloniale» in Afghanistan, funzionale non a «combattere il terrorismo», ma a «stabilire un avamposto in Asia Centrale». In quest’ottica l’11 settembre sarebbe stato «la scusa perfetta per lanciare l’offensiva contro i Talebani». I quali, sebbene «mostrificati» dalla propaganda, sono molto «più umani e corretti degli invasori occidentali», anzi capaci di «portare pace e stabilità» e pertanto arrivati al potere con «ampio consenso» della popolazione. E di certo «non sono terroristi» perché «non hanno mai contemplato la possibilità di compiere attentati in Occidente». [ho idea che questa sia funzionale all’escludere che gli attentati in Israele siano terrorismo] No, si sono limitati a ospitare la mente del più grande attentato contro l’Occidente nella storia… E poco importa che, come ha ricordato l’Onu in un report, i talebani continuino a proteggere al Qaeda e ospitarla in 15 province del Paese. Da cui l’allarme negli Usa di nuovi attentati in occasione del ventennale dell’11 settembre e il rischio di infiltrazione di terroristi tra i profughi. Ma sulla bontà d’animo dei talebani giura anche Massimo Fini che, su la Fatwa Quotidiana, pardon il Fatto Quotidiano, ricorda come i talebani ospitassero Bin Laden in qualità di benefattore: «Bin Laden in Afghanistan godeva di popolarità perché con le sue risorse personali aveva costruito ospedali, strade, infrastrutture». Com’era buono lui… L’unico effetto collaterale del ritorno al potere dei talebani sarebbero le epurazioni ma anche qui, garantisce Fini, non c’è problema: «I “collaborazionisti” potrebbero essere passati per le anni, come si è sempre fatto da che mondo è mondo». E che male c’è. Del resto, anche secondo Piccardo «le ritorsioni, gli arresti, i processi, le condanne e le esecuzioni purtroppo sarebbero normali in una situazione del genere» contro «gente che sosteneva delle forze armate che in questi anni hanno ucciso decine di migliaia di talebani».

LO SCAMBIO È con questi ultimi dunque, esecutori ragionevoli di epurazioni di massa, che si deve dialogare. Lo crede anche il mullah Travaglio per cui, se trattiamo, «può darsi che i vincitori ascoltino» gli sconfitti. Già ce li vediamo i tagliagole ad ascoltare i miti consigli di Europa, grillini e Tale-Biden, il presidente Usa responsabile della fuga dell’Occidente. Gli unici a credere possibile una conversazione con i talebani, oltre a Travaglio, sono l’Ue, Giuseppi Conte e il redivivo Alessandro Di Battista: già celebre per volere «intavolare una discussione» con l’Isis, ieri l’ex 5 Stelle avvertiva che «bisogna parlare con i talebani», se si vorranno «corridoi umanitari per profughi» e «aprire strutture sanitarie». Quindi i talebani sarebbero i garanti di azioni umanitarie. Dibba ha capito tutto, come sempre. Insieme a Travaglio, Fini e Piccardo, potrebbe aspirare a un ruolo nel governo talebano. A proposito, suggeriamo un accordo distensivo ai mullah: noi ci prendiamo i profughi e vi diamo in cambio Dibba e Co.
Gianluca Veneziani, qui.

Se per profughi sono da intendere i profughi veri, quelli che a rimanere lì rischiano la vita, io ci sto.
Poi ho trovato questa cosa che mi è piaciuta molto, non proprio strettamente ed esclusivamente di casa nostra, ma che bene o male ci riguarda.

Gianfranco Damico (via Fulvio Del Deo)

Ve lo ricordate Charlie Hebdo vero? Quelli che nel cuore di Parigi furono massacrati da quattro coglioni islamici…
A parte la vicinanza incondizionata per quel massacro, io li ho criticati a volte. Le vignette non mi sembravano taglienti, mi sembravano cretine.
Oggi però fanno un balzo avanti e nel farlo ci lanciano un dardo al cuore. Dritto al cuore della più insopportabile delle ipocrisie.
Perché quei pervertiti, sessuali e mentali, di talebani che stanno facendo quello che stanno facendo, quei nazicoglioni con la sharia maomettana, hanno anche dei foraggiatori. E il principale è il Qatar. È a Doha che si fanno le trattative. È a Doha che il capo di quegli altri coglioni palestinesi di Hamas si è fatto fotografare congratulante con il talebano del cazzo.
E sapete chi è il proprietario dello stellare Paris Saint Germain che da poco si è comprato anche Messi e Donnarumma? Sissì, i qatarini. E sapete cosa avverrà l’anno prossimo in Qatar? I mondiali di calcio. Sì, andremo a fare i mondiali di calcio a casa dei principali finanziatori dei maniaci sessuali fascisti afghani figli di Allah.
Charlie Hebdo è l’unico che lo sta dicendo.
Ora, a parte che io mi aspetto per tutto questo inginocchiamenti spettacolari da parte di tutti i campioni di moralità inginocchiati precedentemente -Messi, Mbappè, Neymar and Co., sui chiodi- , dico questo: io amo il calcio, e come un bambino mi entusiasmo per i grandi eventi sportivi. Capisco anche l’ambivalenza delle cose, che questo è un mondo fatto di polvere. E guardo sempre con sospetto tutte le robe di boicott questo e boicott quello.
Ma questa volta no.
Questa volta il Paris Saint Germain e i mondiali di calcio se ne possono andare affanculo.
Amo il calcio. Ma non sulla pelle delle mamme, delle figlie, delle sorelle, dei bambini e degli uomini liberi di Afghanistan.
Perché a quel punto, sono davvero solo quattro coglioni che corrono in mutande appresso a una palla.
Perché se hai le palle, quelle vere, le guerre -in cui credo- le combatti con le armi sul campo, e poi le combatti, con quelle palle, anche altrove.

D’altra parte, se pensiamo alle olimpiadi di Monaco proseguite allegramente coi cadaveri della strage ancora caldi, come se niente fosse, come aspettarsi una qualsiasi presa di coscienza adesso?

barbara

ITALIA OGGI

Questo è il ragazzo di Fano, quello talmente pazzo squilibrato esagitato fuori di testa che hanno dovuto strapparlo fuori dalla scuola, montagli sopra in tre e sedarlo – cioè drogarlo – e infine ricoverarlo in quello che non si chiama più manicomio ma la sostanza non cambia moltissimo.

Poi da Fano passiamo a Terzigno.

Fulvio Del Deo

Terzigno, una bella serata primaverile. Ragazzi si attardano per strada e uno dei tanti alessandri-gassman del posto chiama il 118. All’arrivo della pattuglia, tutti riescono a darsela a gambe, tranne il più lento. Uno dei carabinieri lo aggredisce, neanche fosse il peggiore dei delinquenti. Il povero ragazzino si scusa perfino.
Il militare non perderà il posto: è sotto procedimento disciplinare e al massimo rischia il trasferimento. In realtà, lo mettono al sicuro da eventuali vendette, perché dietro a un ragazzino indifeso può esserci spesso un padre o un amico grande e grosso che non ci pensa due volte.

E non mi si venga a raccontare che l’intervento è un atto dovuto, che obbediscono agli ordini e altre analoghe puttanate, perché qua i calci comincio a tirarli io.
E poi ci sono i progressisti figlidizan.

Simone Pillon

Volete un esempio di prevaricazione dei maschi sulle femmine, di maschilismo tossico, di patriarcato allo stato puro? Eccolo, fresco di vernice. La sede di Arcilesbica nazionale è stata imbrattata da maschi che si sentono femmine e che si firmano “rabbia trans”.
Al grido di “arcistronze” questi paladini del ddl Zan hanno dato una bella dimostrazione di quello che tocca a chiunque esprima il proprio dissenso nei riguardi del pensiero Gender.
I soliti democratici…

Cari maschietti che vi esibite con enormi cartelli che gridano “Ci sono ragazze con il cazzo, fatevene una ragione”, per quanti pizzi indossiate, per quanto fondotinta vi schiaffiate addosso, per quanti smalti fedezeschi vi spennelliate, a comandare è sempre il testosterone prodotto da quelle due microscopiche cosine che si chiamano XY. Fatevene una ragione.
E poi c’è il virus. Ci avevano promesso che il coprifuoco – gioite gioite – sarebbe stato spostato alle 23, o addirittura, anzi addiritturissima, alle 24 – gioiamo gioiamo che il cielo è azzurro e il sole splende

– ma grazie alla provvidenziale micidialissima variante sudafricana adesso non se ne fa più niente. Impossibile, perché i famigerati assembramenti sono perniciosissimi

anche se qualche pericoloso soggetto non è d’accordo

E poi c’è il famoso vaccino italiano

e poi ci sono gli intelligentissimi sinistri

e poi ci sono i televirologi

(della signora Viola si era già parlato qui. Per la verità se ne era parlato anche qui ma, come potrete vedere, sono stati oscurati tutti i video che documentavano le puttanate sparate dai nostri esperti. Lei comunque spiegava che è ovvio che il coprifuoco non serve a diminuire i rischi di contagio, ma è necessario mantenerlo per dare un segno. Di che cosa? Del fatto che dobbiamo cambiare radicalmente il nostro stile di vita. Quanto a Galli che annuncia il ritiro, ricorda tanto quello che spiega che smettere di fumare è talmente facile che lui è capace di farlo anche tenta volte al giorno)
E infine ci sono le garbate critiche a Salvini che ha preso posizione a favore di Israele martoriato da razzi e incendi e guerriglia urbana e pogrom

Formidabile soprattutto “figlio di puttana con la mamma troia”: e vorrei proprio vederlo un figlio di puttana con la mamma casta.

E niente ragazzi: siamo nella merda.

barbara

SCENE DA UN MANICOMIO 2

Cominciamo col battesimo ai tempi del coronavirus

e proseguiamo con le lungimiranti politiche di Nostra Santa Madre Europa

con il benefico ddl e prossimamente legge Zan

Nota: “NEGLI esseri umani”. Cioè tutti.

e, sempre più o meno in tema, di Laurel Hubbard

Simone Pillon 

Cari amici buongiorno.
Oggi raccontiamo la storia di Laurel Hubbard.
Questo signore di mezza età si chiamava Gavin e da ragazzino aveva la passione per il sollevamento pesi. Si era classificato primo in un concorso junior nel 1998, ma poi non aveva più vinto un bel niente.
Nel 2012 la svolta: dopo aver deciso di diventare donna, ha cominciato a gareggiare nelle competizioni femminili.
A quel punto è diventato campione di tutto: Australian open, Pacific games, Oceania e Commonwealth championship, etc etc.
Ora ci tengono a far sapere che rappresenterà la Nuova Zelanda nelle gare femminili delle prossime olimpiadi di Tokyo.
Ovviamente si tace delle proteste per slealtà (transfobiche?) sollevate dalle atlete australiane, della Samoa e della stessa Nuova Zelanda che si sono viste battute e sconfitte dai muscoli maschili di Gavin-Laurel.
Una cosa del genere accadrà presto anche in Italia, a meno che non riusciamo a bloccare la follia del #ddlzan
Altro che diritti LGBT+. Questa è una vergogna.
Rispetto per tutti, ma maschi gareggino coi maschi, e le femmine con le femmine, indipendentemente dalla loro “autopercezione”.

Non possono mancare il vergognoso privilegio bianco

e i vergognosi trucchi dei conservatori per impedire alla gente di votare

E ora due coppie celebri a confronto

Gerardo Verolino

Nella foto in alto, Andrej Sacharov, fisico nucleare, accademico delle scienze e premio Nobel per la pace nel 1975, con la moglie Elena Bonner, medico, intellettuale, scrittrice, insignita della medaglia Robert Schuman dal Parlamento europeo. Per la loro lotta in difesa dei diritti umani e per le loro critiche alla dittatura comunista verranno perseguitati dal regime sovietico.

Sotto, Federico Leonardo detto Fedez, cantante, autore di testi impareggiabili come “Dai cazzo Federico” da cui il verso: “e con tutto questo affetto mi sento così commosso però fammi andare al cesso che mi sto cagando addosso”; insieme alla moglie Chiara Ferragni, influencer, fashion blogger (boh?). La gente ritiene che oggi questi due siano i nuovi difensori dei diritti umani e oppositori del regime.

Aiuto! Cosa è andato storto in questi ultimi decenni?

E un assaggio di sinistra politica interna

E concludo questa manicomiale carrellata col manicomio vero

Tso a Fano, rivolta per lo studente: “Ha 18 anni, è assurdo”

Ondata di proteste dopo il ricovero in psichiatria imposto al ragazzo che non voleva indossare la mascherina in classe. Un docente: “Io lo seguo da un anno ed è sempre stato corretto con i compagni, che gli vogliono anche bene”

Fano, 7 maggio 2021 – “Si porti subito questo ragazzo in seno alla sua famiglia e si assista lui e i suoi cari con quella prossimità necessaria e di civiltà”, ha scritto ieri Vito Inserra dell’associazione Libera.mente. Perché l’incredibile vicenda dello studente che si è incatenato al banco della scuola per protestare con l’imposizione delle mascherina e poi ricoverato in psichiatria a Pesaro, ha suscitato reazioni anche a livello nazionale.

L’aggiornamento Tso studente mascherina Fano, a Muraglia spuntano i no mask

Tra le telefonate anche quella del senatore della Lega Armando Siri: “Voglio i dettagli di questa vicenda – dice – che ha dell’incredibile. Andrò a fondo”. Poi aggiunge: “Mi sto informando per avere dettagli. Ma se fosse vero sarebbe di una gravità inaudita che ad un adolescente venga fatto un Tso a scuola perché inscena una protesta. Ma viva Dio! Li vogliamo tutti imbanbolati, rimbecilliti davanti ad un computer e senza spirito critico? Nessuna evoluzione si realizza senza attrito tra generazioni. Le interperanze giovanili sono il sintomo di una società viva e noi che facciamo? Invece di confrontarci la sediamo, le soffochiamo con la forza? E’ dovere della politica e delle istituzioni approfondire questa vicenda nei minimi dettagli non accontentandosi certo che venga derubricata con la frase frettolosa ‘tanto questo è matto’. Perché è inaccettabile. Su questa vicenda occorre fare chiarezza senza esitazioni e approssimazioni”.
La cosa che ha colpito tutti è stata la scelta del trattamento sanitario obbligatorio. Dibattito anche in città con tutti i giovani che frequentano l’istituto, che si dicono solidali con il ragazzo, ma la discussione si è aperta anche tra i docenti; più quelli che ritengono il provvedimento eccessivo di quelli che invece sostengono la tesi “che il ragazzo andava fermato prima”.
“Mi dicono che mi terranno qui per una settimana“, rispondeva ieri il giovane al cellulare. Calmo, tranquillo. “Devo dire la verità, io lo seguo da un anno – dice uno degli insegnanti – e si è sempre comportato bene con i compagni di classe che fra l’altro gli vogliono bene. Mai un atteggiamento aggressivo anche se parlava sempre in terza persona. Anzi un giovane che dà soddisfazioni perché ha sempre approfondito quello che si era spiegato in classe. Alcuni docenti ne hanno chiesto l’allontanamento, ma io non sono mai stato d’accordo e sostengo la linea della preside”.
Ma la cosa che ha colpito è “quel parlava in terza persona”. Che fa riferimento al manipolatore che da mesi è dietro a questo giovane “perché è forse lui il vero caso psichiatrico”, commenta un medico. L’uomo che la preside, quando lo ha visto davanti all’istituto, ha detto: “Volevo scendere e dargli un pugno in faccia”. Un problema questo che si è posto anche il sindaco Massimo Seri che conosce bene la vicenda: “Il problema vero qui è capire chi è questo presunto ’costituzionalista’ che ha manipolato questo ragazzo”.
Massimo Seri è quello che ha firmato il ricovero “ma è un atto dovuto, perché il ricovero forzato – continua lo psichiatra – deve essere proposto da un medico e controfirmato ad un altro collega. La firma del sindaco è solo un atto formale”. Il ricovero deve essere avallato anche da un giudice del tribunale.
Vito Inserra di Libera.mente insorge: “Due ore non sono bastate per convincerlo? Bene si prosegua con tutto il tempo e la pazienza necessarie”. Ed aggiunge: “Non ci sono risorse umane e disponibilità di servizi? Non è una giustificazione per passare alle vie di fatto come è accaduto per questo giovane che non voleva fare la guerra ai marziani o proclamarsi Napoleone, visto il periodo. Voleva solo, in modo evidente e scomodo, dire che la nostra Carta va attesa anche nelle libertà personali… Non prendiamo l’abitudine di risposte brevi per questioni che necessitano di ponderazione e di calma. E’ difficile e impegnativo ciò? Sì, lo è e tale comportamento fa la differenza tra una medicina di territorio civile e una medicina vista solo come correzione e non come salute e guarigione”.
Il partito Potere al Popolo scrive: “Pur considerando la necessità di indossare i dispositivi di protezione, riteniamo inaccettabile e protestiamo contro questo trattamento fascista, con la scusa dell’emergenza Covid. Bastava accompagnare il ragazzo a casa. Non può accadere che si venga internati perchè si sta protestando contro una disposizione di legge. Chiediamo la liberazione del ragazzo”.
m.g. (qui)

Per inciso, l’intervento sul ragazzo è stato questo

molto simile a quest’altro di un anno esatto fa.
Passo a un paio di cose carine, partendo da questa

Noi che amiamo Israele

Benaya Peretz,

gravemente ferito nell’attacco terroristico nello svincolo di Tapuach, si è svegliato dall’intervento chirurgico e ha chiesto di ascoltare la canzone che tanto ama. Il suo cantante preferito, Benaya Barby, si è presentato per cantargli di persona. Un gesto bellissimo.
Guarda l’emozionante incontro e il sorriso di Benaya

Forza campione, auguri di pronta guarigione!

e poi, sempre in Israele

E una nei commenti ha chiesto: “E cosa se ne fanno i malati dei capelli?”

E infine questa: di qua Israele, di là Egitto

E concludo con una nota di spirito

barbara

A SINISTRA SONO BUONI

Cristiano Nisoli

Volete controllare la sincerità di chi si atteggia a difensore di donne, minoranze, omosessuali, immigrati? Guardate come trattano donne, minoranze, omosessuali, o immigrati che si rifiutano di obbedirgli.
In genere, la risposta è il tentativo di annichilazione totale e completa.
Nel 2016 ci veniva chiesto di salivare all’idea della prima donna candidata alla presidenza–come se il mondo non avesse mai visto donne con potere ben più ampio su intere nazioni. Era sessismo non votare la Clinton. Andate però a vedere come lo stesso partito aveva trattato otto anni prima Sarah Palin, candidata alla vice presidenza per gli avversari. Andate a vedere le sbavate di odio contro Kellyanne Conway, colpevole di essere la prima donna direttrice di campagna presidenziale a far vincere le presidenziali al suo cliente (perché il suo cliente era Trump).
Obama andava obbligatoriamente votato, altrimenti si era razzisti. Ma andate a vedere come ridicolizzavano il nero Ben Carson, tra i papabili Repubblicani, primario nella scuola di medicina più prestigiosa degli USA.
Andate anche a vedere gli attacchi a Dolce e Gabbana, omosessuali felicemente e pubblicamente dichiarati da più di trent’anni, per aver detto una cosa non proprio pazza: “noi abbiamo avuto non due padri ma un padre ed una madre e pensiamo che ogni bimbo abbia lo stesso diritto”. Od il boicottaggio contro di loro, per aver proposto di creare l’abito per l’inaugurazione a Melania Trump.
Anzi, andate a vedere gli insulti contro Melania Trump (moglie russa comperata per posta–che poi è Slovena, neanche Russa–bambola stordita, eccetera), o quelli per via del suo accento estero, da parte di chi considererebbe razzista il minimo commento anche benigno sull’accento di qualsiasi altro immigrato, non parliamo di immigrata.
Andate a vedere cos’ha detto Biden qualche settimana fa ad un nero che vota Trump: “se non voti per me allora non sei nero”. Chi è nero, cioè chi è “vittima” che va “amata”, lo decidono loro. Alcuni lo sono, altri vanno odiati.
Andate a vedere i vari epiteti razzisti (Zio Tom, negro domestico) riservati a Thomas Sowell– raffinato intellettuale nero, professore formatosi in scuole prestigiose–da parte dei professionisti dell’antirazzismo, che lui smaschera come “quelli che si fanno le congratulazioni da soli”. Scrisse tra l’altro: “Il razzismo non è morto, ma è in sala rianimazione: a tenerlo in vita ci pensano politici imbroglioni e gente che li segue perché prova un senso di superiorità nel dare del razzista agli altri”. E la lista dei neri disobbedienti trattati similmente sarebbe molto lunga.
Andate a vedere gli insulti verso i vari leghisti neri, o nordafricani.

Poi, se ancora pensate che a questa gente freghi qualcosa di neri, donne, minoranze, omosessuali, od immigrati, non andate a vedere più niente. Ma andate a farvi vedere.

Lorenzo Capellini Mion

Ho appena saputo della Maersk Etienne, la nave mercantile che ha prestato soccorso a 27 migranti davanti alle coste libiche e che da oltre tre settimane attende un porto “sicuro”.
Con oggi sono 24 giorni, un’attesa in mare senza precedenti per la sua lunghezza.
E se la memoria non mi inganna per molto meno si mobilitarono all’unisono il giornale unico globale, i blogger, gli influencer, i guru copiatori, la magistratura, le tv, il Parlamento, Capalbio, il Papa, la Presidenza della Repubblica, la UE, l’Onu e tutto il circo che conosciamo.
Erano tempi, nemmeno tanto lontani, di capitane coraggiose, di scioperi della fame, di chef, sportivi, politici e di attori marinai.
Erano i tempi in cui più che salvare vite la priorità era quella di abbattere il nemico.
Ecco, dopo 24 giorni il silenzio sulla Maersk Etienne è la certificazione della loro ipocrisia.

Questi pezzi sono di un paio di settimane fa: non c’erano ancora stati gli insulti alla candidata leghista negra

perché se sei negra ma non voti nel modo giusto te lo scordi che your life matters. E non c’era stata l’aggressione a Salvini col solito corollario di commenti

perché se non sei dalla parte giusta col piffero che la commissione contro l’odio, Liliana Segre in testa, emergono dal letargo. E quindi niente, il problema in Italia è il fascismo che avanza a marce serrate, come quello degli assassini di Willy Monteiro.

O no?

barbara

FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE, PARTE OTTAVA (LA PROSSIMA È L’ULTIMA, GIURO) (FORSE)

Perché abbiamo un numero relativamente alto di positivi: più tamponi e…

Coronavirus, possibile sovrastima dei casi: i test rilevano anche virus morto

Pubblicato il: 05/09/2020

I numeri dei soggetti positivi a Covid-19 potrebbero essere ‘falsati’. E questo perché il test principale utilizzato per diagnosticare il coronavirus è così sensibile che potrebbe rilevare anche frammenti di virus morto legato a vecchie infezioni. Lo sostengono scienziati britannici, autori di uno studio ‘ad hoc’. La maggior parte delle persone è contagiosa solo per circa una settimana, ma potrebbe risultare positiva nelle settimane successive. E i ricercatori affermano che questa ‘eccessiva sensibilità’ dei test potrebbe portare a una sovrastima dell’attuale dimensione della pandemia.

Carl Heneghan, dell’Università di Oxford, uno degli autori dello studio, ha affermato che invece di fornire un risultato “sì/no” in base al rilevamento di un virus, i test dovrebbero avere un punto limite in modo che quantità molto piccole di virus non si traducano in una positività, riferisce la Bbc online. E proprio il rilevamento di tracce di vecchi virus potrebbe in parte spiegare perché in Gran Bretagna (e non solo) il numero di casi è in aumento mentre i ricoveri ospedalieri rimangono stabili. Il Center for Evidence-Based Medicine dell’Università di Oxford ha esaminato i dati di 25 studi in cui campioni di virus da test positivi sono stati messi in una capsula di Petri per vedere se si sviluppavano. Questo metodo di “coltura virale” può indicare se il test positivo ha davvero rilevato virus attivi che possono riprodursi e diffondersi, o solo frammenti di virus morti che non crescono in laboratorio, o in una persona.

Secondo Heneghan, i dati suggeriscono che l’infettività del coronavirus “sembra diminuire dopo circa una settimana”. Inoltre, benché non sia possibile controllare ogni test per vedere se è presente un virus attivo, la probabilità di falsi positivi potrebbe essere ridotta se gli scienziati riuscissero a individuare un discrimine. Ciò impedirebbe anche quarantene inutili. (qui)

Perché la situazione appare tanto negativa: per i numeri manipolati, per i falsi positivi e…

Covid, 3 tecniche di manipolizzazione di massa

Non c’è alcun dubbio: un redivivo George Orwell, se potesse seguire le cronache del Coronavirus in questo 2020, troverebbe ogni giorno nuovi e fantasiosi esperimenti del suo newspeak, la neolingua da lui prefigurata in 1984. E badate bene: nella dimensione distopica immaginata da Orwell, questo nuovo linguaggio non doveva essere solo un mezzo espressivo, ma uno strumento per rendere pressoché impossibile qualunque altra forma di pensiero, qualsiasi altro approccio alla realtà, confinando ogni eventuale eresia nel recinto del tradimento o della follia. Ecco le ultime tre applicazioni, individuate fresche fresche dai giornali della scorsa settimana.

1. La prima ha a che fare con l’uso della parola “negativizzati” per indicare chi non sia più positivo, ad esempio dopo un ulteriore tampone di verifica. Se ci pensate bene, qui siamo dinanzi a un virtuosismo della manipolazione: per indicare un evento rassicurante, per descrivere cioè l’uscita da una situazione che poteva destare preoccupazione, si utilizza una parola che a sua volta inquieta, che porta con sé un alone cupo. Avete fatto caso che, per la ragione uguale e contraria, nessuno usi la parola “sano”?

2. La seconda ha a che fare, quando qualcuno risulta positivo al test, con la naturalezza con cui siamo tutti portati (ecco la nuova forma di pensiero imposta) a inviare auguri di pronta guarigione. Peccato che essere positivi non significhi essere malati, né dover necessariamente sviluppare una malattia o sopportare sintomi. Anzi: l’osservazione clinica ci dice che, in questa fase, circa 9 su 10 dei contagiati non hanno sintomi. Questo dovrebbe per un verso – naturalmente – farci valutare positivamente la precauzione di un breve isolamento domestico per queste persone (e per ciascuna di loro è indubbiamente una terribile scocciatura: non sono malati ma potrebbero rivelarsi contagiosi), ma per altro verso dovrebbe indurre un senso generale di sollievo. Diversamente da quanto accadde a marzo e ad aprile, con numeri impressionanti di decessi, ospedalizzazioni e ricoveri in terapia intensiva, stavolta queste tre voci rimangono fortunatamente con numeri bassissimi. Eppure, il pattern mentale in cui ci siamo infilati è quello dell’equivalenza logica tra “positivo” e “malato”.

3. La terza, più che una modalità espressiva, è un giudizio, un approccio psicologico, che per educazione molti non esplicitano, ma ci è stato inculcato e inoculato in modo capillare. Mentre a marzo e ad aprile, se avevamo la notizia di una persona trovata positiva, scattava un moto di solidarietà e simpatia, adesso – incredibilmente – scatta in automatico una specie di sospetto. “Ah, ma allora sei andato in vacanza nel tale posto?” oppure “Ah, ma allora sei andato in discoteca?” oppure “Ah, ma allora sei uno di quelli della movida?”, necessariamente associando la sopravvenuta positività a un meccanismo di colpevolizzazione.

Sembra incredibile, ma è così. L’esperimento è tragicamente riuscito. Mesi di messaggio mediatico e di terrore indotto hanno cambiato il nostro modo di parlare e di pensare.

Daniele Capezzone, 7 settembre 2020, qui.

Perché l’economia versa in condizioni drammatiche: perché più o meno tutto è rimasto fermo per due mesi e quasi fermo per altri due e…

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Matteo Salvini

“Io credo semplicemente che ci dobbiamo vergognare. Dobbiamo ricevere ancora i soldi della cassa integrazione. Avevo dipendenti che prendevano 1.200 euro al mese e si sono ritrovati con 400: una persona come fa a vivere così? Come lo paga il mutuo, l’affitto, le bollette?

Per me sarebbe stato meglio fare un anno bianco. Tasse sospese almeno fino all’anno prossimo e poi si vedeva, ma la verità è che Conte ha tagliato fuori l’imprenditoria.

Sto pensando a una class action contro il governo. I nostri diritti sono stati calpestati.”

Lo sfogo di Gianfranco Vissani, e come lui tantissimi ristoratori, commercianti, imprenditori, partite Iva stanchi di questo governo pericoloso.

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Caro Porro, il governo ha lasciato indietro le Agenzie di viaggi

Riportiamo di seguito una lettera che una nostra commensale ci ha inviato mettendo nero su bianco tutta la sua rabbia contro “questa disinformazione, questo terrorismo e questa incompetenza del governo che ci sta portando allo sbaraglio in tutti i campi dove loro mettono le mani”.

Gentile Direttore,

vorrei porre alla Sua attenzione quanto sta accadendo nel settore Turismo ma, nello specifico, nelle Agenzie di viaggi e/o Tour Operator medio-piccoli. Dal 18 maggio abbiamo aperto le Agenzie e gli Uffici con la speranza di poter vendere le poche destinazioni europee in cui a noi italiani era concesso. Fin da subito è stato il delirio in quanto, contrariamente ad altri Paesi europei, mancavano le linee guida e i corridoi turistici preventivamente studiati e programmati. Nonostante ciò, abbiamo lavorato qualcuno bene , qualcuno meno bene (eufemismo in certi casi) e abbiamo tutti dato assistenza pre e post vacanze rincorrendo come dei pazzi le varie disposizioni che il governo decideva e cambiava di giorno in giorno con il grave pericolo, non esistendo informazione, di fare errori letali per il cliente. Abbiamo fatto tutto ciò con grande serietà e professionalità senza alcun aiuto da parte di nessuno.

Il problema, forse molto più serio, arriva da oggi in poi anche grazie a dei giornalisti scriteriati ed asserviti. Il giornalismo italiano si è sempre contraddistinto sin da marzo – non tutto ad onor del vero ma la maggior parte – per aver divulgato notizie allarmanti, terroristiche e molto spesso mai totalmente veritiere. E questo continua ancora adesso e comporta un allarmismo ed una insicurezza continua e costante riportando le agenzie di viaggi in condizioni di assoluta precarietà.

I piccoli Tour Operator e noi agenzie di conseguenza, abbiamo dovuto cancellare innumerevoli prenotazioni per settembre ed anche ottobre e la situazione è raccapricciante visto che tra una manciata di giorni l’Italia ed il Mediterraneo non sarà più possibile venderli a causa delle condizioni climatiche  e cosa venderemo da ottobre in poi? Quali sono le guide che il Ministero del turismo divulga ? Cosa viene fatto per aiutare tutto il settore delle Agenzie di viaggi? Niente, non è stato fatto niente di niente, nemmeno una buona comunicazione oppure delle linee guida chiare, esaustive e di supporto a tutto il comparto delle agenzie.

E poi, a fine agosto, primi di settembre cosa siamo venuti a sapere? Che nonostante gli Italiani non potessero ‘sconfinare’ oltre i Paesi Cee, ci sono agenzie di viaggi che tranquillamente e senza problema alcuno hanno mandato clienti alle Maldive – un esempio su tutti ma potrei fargliene altri – che sono partiti, hanno fatto la vacanza senza seccature di tamponi od altro e sono rientrati appagati dalla vacanza senza alcuna preoccupazione di quarantena . A voi sembra normale tutto ciò? Solo le Maldive hanno avuto una presenza di italiani, in agosto, di 180 persone! Abbiamo un ministro del Turismo che è imbarazzante, ignorante come una capra, chiedendo scusa alle capre, e che non sa nemmeno le basi del turismo. Non compare mai e quando è comparso ha sostenuto una serie di cazzate senza senso altrimenti ha fatto scena muta perché non conosce minimamente la materia. Il turismo non è fatto solo di alberghi e compagnie aeree ma anche da noi agenti di viaggi che tutti hanno dimenticato e pochissimo menzionato nei vari programmi televisivi.

Ora davvero, basta terrorismo, basta piagnistei, basta urlare che si chiude perché, io non voglio chiudere ma voglio lavorare dando tutta la mia professionalità ai miei clienti che vogliono, comunque, vivere continuando anche a viaggiare in sicurezza!  Mi aiuti Direttore a far chiarezza , a far capire che abbiamo bisogno di linee guida e di informazioni sicure per vendere in tranquillità anche i viaggi extra Cee che per l’inverno sono in assoluto l’unica cosa vendibile e proponibile.

Grazie per la sua attenzione e per il tempo dedicato alla mia lettura.

Monica Corinti, 7 settembre 2020, qui.

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IL MISTERO DEI BANCHI DI ARCURI PRODOTTI AD OSTIA

(di Paula Filipe Dejesus )

È la Nexus made srl di Ostia una delle 11 ditte che ha vinto il discusso appalto degli arredi scolastici. Peccato che l’azienda organizza e promuove eventi fieristici, una garanzia di saper fabbricare banchi con le rotelle. Fatturato di 400mila euro, appalto vinto di 45MLN di euro. Insomma, un’azienda dalle forti capacità tecniche ed economiche come richiesto dal bando, visto che dovrebbe lavorare 112 anni per arrivare all’importo garantito dal Governo e ha presentato il bilancio 2018 a marzo 2020 e quello del 2019 a luglio 2020. Dovrà produrre (???) 180mila banchi, 20mila dovranno essere consegnati entro il 12 settembre, 160mila il 31 ottobre. La Nexus non ha un sito internet, non si trova il numero di telefono. Il titolare Franco Aubry (socio con 100 euro, proprietario e amministratore unico), così come Fabio Aubry (socio con 3.900 euro, fabbricatore di tende) non sono reperibili, secondo quanto riferisce la giornalista de La Verità. La sede della società è nello stesso stabile di quella dell’Arcigay di Ostia, e ha un capitale sociale di 4.000 euro. Le sono stati pagati 247,80 euro a banco. Visto che non li produce, come fa ad avere una capacità di acquisto di questa portata?

I misteri di Ostia e le boiardate di Arcuri. (qui)

Ovviamente non faranno altro che comprare su Amazon i banchi cinesi a 30 dollari – 27 euro – l’uno, ma comprandone 180.000 riusciranno sicuramente a spuntarli a 20-25 euro con un guadagno medio di 225 euro a banco, che moltiplicato per 180.000 fanno 40.500.000 euro depredati dalle nostre esauste tasche. Aggiunti a tutti i mancati guadagni di un’infinita serie di categorie professionali, causati da un governo criminale. Mancati guadagni che significano mancate tasse che significano meno soldi per sanità, istruzione, sicurezza, trasporti, rete viaria (manutenzione ponti compresa) eccetera eccetera.

barbara

E LA FIGURACCIA L’AVREBBE FATTA SALVINI?!

A questo punto ho idea che anche un’espressione come “la faccia come il culo” diventi un eufemismo. E mi è piaciuto un sacco il sarcastico sottolineare col “dlin!” le cose elencate da Salvini come quelle di cui hanno bisogno gli italiani, come se si trattasse di qualche insulso mantra del fissato di turno. Sinceramente una figura di merda come quella che vedo fare qui dai conduttori, pur nella cloaca in cui ci troviamo a navigare, non capita spesso di vederla.

Approfitto dell’occasione per lanciare un appello al marito della signora che mi accingo a presentarvi: Egregio signore, posso benissimo capire le sue ragioni ma per favore, rinunci a qualche nottata in rete, o al bar con gli amici, e onori più spesso il letto coniugale, perché se no lo vede cosa succede! Se invece mi sono sbagliata e la signora non ha un marito, faccio appello a qualche volontario di buon cuore, affinché si sacrifichi per il bene della Patria. Grazie.

barbara

MA CI PENSATE

se dovesse diventare la preside dei vostri figli?

Mi sono presa la briga – ma non certo il gusto – di trascrivere tutto lo sproloquio, per poter inserire qualche commento.

– Da oggi ghiamerò Salvini “Salvini il gaglgliofffo” [sorrisino furbetto, aria ammiccante, occhietto sbieco, ma non dice perché ritiene che meriti di essere chiamato così]

– Addirittura!

– È ridicolo. Salvini avrebbe bisogno di studiare, di leggere [Salvini: “tante famiglie in tutta Italia che chiedono sorrisi e speranza per i loro figli, non il plexiglas” Azzolina: “E non sai neanche come si scrive “plexiglass”. Essere bocciata da te è una promozione” Ma si scrive plexiglas. Chi è che avrebbe bisogno di studiare?] Perché tutte le volte che parla di scuola dice delle – – scscempiagggini.

(si inserisce un brevissimo video in cui dice: “Però noi abbiamo fatto dei lavori nelle scuole, abbiamo allargato le aule” [Allargato? Soffiandoci dentro per allontanare le pareti, come i palloncini? O come altro?])

– Ma perché dargli del gaglioffo che è un insulto?

– E perché?

– È un insulto.

– Ogni tanto ci sta [“ci sta” è italiano, signora aspirante preside, che per fare il concorso da preside devi avere necessariamente insegnato almeno cinque anni in ruolo e quindi, presumibilmente, più di cinque anni in tutto?] Sarà perché [“Sarà”? Cioè non sai neppure di preciso il motivo per cui “ci sta” di insultarlo?] noi di insulti ne subiamo [“noi”? In questo momento sei TU, in prima persona, che stai insultando] anche tanti [? Anche?] ma non si può arrivare a questi livelli [quali livelli?] perché questi livelli sono livelli da – – trogloditi, da persone – – abbrutite [si noti la pausa strategica prima di calare l’asso]

– Adesso non c’è Salvini quindi non ce lo faccia difendere a noi

– Ma non mi interessa! [e certo: non attaccare chi non è presente e non può controbattere è il fondamento della civiltà: perché mai alla signora Azzolina dovrebbe interessare comportarsi da persona civile? Da quando in qua? From when in here, come dicono a Oxford] Cioè, non è questo il problema! [Ribadiamo: comportarsi da persona incivile non è un problema per la signora Azzolina] Mentre una risposta alle famiglie va data [e lei di risposte ce ne a date tante alle famiglie, vero che ce ne a date signora Azzolina? Risposte chiare, univoche, coerenti!] se si decidesse di mandare in quarantena una classe perché c’è un caso conclamato di covid [e che cosa dovremmo intendere esattamente per “conclamato”? Una persona malata? Una persona con qualche vago sintomo? Una persona perfettamente sana risultata casualmente positiva a un casuale tampone?]

– La sua opinione su questo e il bonus babysitter, è d’accordo?

– Guardi, io non intendo entrare su quale misura [entrare “su”?] debba essere data [le misure si “danno”? A parte questo, chi è che dodici secondi fa ha perentoriamente affermato, in faccia al gaglioffo ridicolo ignorante troglodita abbrutito Salvini, che “UNA RISPOSTA ALLE FAMIGLIE VA DATA”?] però le faccio un’altra riflessione: non è necessariamente la donna a dover restare a casa [WTF?! Dalle parti di certi amici nostri questo si chiama “pensiero sbandante”, ed è caratteristica peculiare di una specifica categoria di fessi, che sono un po’ più fessi dei fessi normali]

– Io ho detto bonus babysitter! Mica ho detto per la madre! Ho detto per un padre, un single [mentre lei continua incivilmente a parlargli sopra]

– E io le sto dicendo invece quello che – che penso [tesorodolce, ma non è che una cazzata fuori contesto diventi oro solo perché è passata attraverso la tua deliziosa testolina e sia quindi per forza meritevole di essere detta] che secondo me questa potrebbe essere anche l’occasione per il paèse [in realtà dice più pèse che paèse] per rispondere alle tante mamme lavoratrici [“l’occasione per il paese per rispondere”? Ho imparato molte lingue (cinque lingue e due dialetti bene, un po’ di infarinatura di una mezza dozzina d’altre), ma questa qui non la conosco mica] come quel medico che abbiamo appena visto, e se vogliamo, modernizzarlo un po’ questo paese anche da quel punto di vista. [Cioè, ricapitolando, c’erano tante mamme lavoratrici che volevano una risposta ma la risposta non c’era, poi per fortuna è arrivato il covid, trentacinquemila e passa morti, medici con turni di diciotto ore, ospedali intasati, rianimazioni sature, sessanta milioni di persone bloccate in casa, PIL in caduta a due cifre, centinaia di migliaia di imprese fallite, famiglie alla fame, suicidi per disperazione, scuola – unica al mondo – chiusa fino alla fine dell’anno, l’anno prossimo non si sa se riaprirà, non si sa come riaprirà, non si sa cosa succederà con i positivi che OVVIAMENTE ci saranno perché per la tua deliziosa testolina (si può dire “sotto il rossetto niente”?) qualcosa di vagamente somigliante a un pensiero, un’idea, un programma non c’è pericolo che riesca a passare ma – evviva evviva! – la risposta per le mamme ce l’abbiamo! E in più – due piccioni con una fava – modernizziamo anche il paèse, perché lo sanno tutti che è con la miseria che la modernizzazione avanza. No, non ti insulterò, perché, pur con il ricco vocabolario turpiloquente che, da orgogliosa figlia del sottoproletariato urbano, possiedo e domino, purtroppo non conosco insulti adeguati alla tua persona in generale e a questa esibizione in particolare].

E poi guardate che meravigliosa chicca, trovata in questo articolo, a proposito dei trabiccoli a rotelle

No, non sono indispensabili. Sono molto migliorativi, però: sono più piccoli, funzionali, moderni. Favoriscono la didattica di gruppo, non frontale. Non ci trovi sotto il chewingum di tuo nonno. Arredi nuovi inducono a prendersene cura, come sempre si dovrebbe.

Funzionali in che senso? Con le tavolette su cui un libro e un quaderno, per non parlare di un vocabolario (o un tablet) e un foglio protocollo, non ci stanno? Con le rotelle che, come già è stato detto, se viene una scossa di terremoto – perché non esiste solo il covid, esistono anche i terremoti, sai – ci troviamo con migliaia di contusi, centinaia di feriti, e qualcuno anche in rianimazione? Moderni in che senso? Favoriscono la didattica di gruppo? Bimba, lo sai che cos’è un lavoro di gruppo? È una roba in cui da 3 a 5 scolari lavorano insieme per sviluppare un certo percorso, e devono parlare a voce molto bassa per non disturbare gli altri gruppi della stessa classe, cioè devono avere le teste a pochi centimetri uno dall’altro: ma tutta questa baracconata non era stata fatta, con enormi capitali regalati agli assassini cinesi, per mettere in atto il distanziamento? È vero, non ci trovi sotto il chewingum di tuo nonno, ma neanche sotto i banchi di legno, se sono nuovi, o se li pulisci a fine anno scolastico (o, meglio, se obblighi ogni scolaro a pulire il proprio banco, controllandolo poi accuratamente) o se, più semplicemente, vieti di masticare la gomma (in italiano si chiama gomma) in classe, come facevo io, e relativa punizione in caso di trasgressione – e se sei un’insegnante e non una cialtrona, oltretutto con la tesi copiata, stai tranquilla che se uno mastica lo becchi entro cinque secondi. Arredi nuovi invitano a prendersene cura? E quindi i vecchi no? È questo che vogliamo insegnare ai nostri ragazzi? È questo l’esempio che vogliamo dare loro? O forse stai cercando di preparare gli italiani a farsi una ragione del fatto che i “tuoi” trabiccoli non hanno alcuna possibilità di diventare vecchi e fra un paio d’anni dovremo tirare fuori altri miliardi di euro? E, a parte tutte queste bestialità, ma veramente non te l’ha ancora detto nessuno che la nuova norma UNI specifica l’uso destinato agli adulti e che la norma stessa per evitare ogni disquisizione capziosa, cita che l’uso non è consentito negli istituti scolastici? Veramente veramente? E tu saresti quella che si ritiene in diritto di dare del gaglioffo ridicolo ignorante troglodita abbrutito a qualcun altro?

barbara

INSOMMA, IO BISOGNA CHE LO DICA

e poi sarà quel che sarà: cicciobello “guardate-quanto-sono-figo”
BHL
Bernard-Henry Lévy è un mastodontico pezzo di merda e una mastodontica testa di cazzo. Ecco, adesso mi sento decisamente meglio. Ho cominciato a pensarlo quando ha aderito a JCall, filiale europea di JStreet, organizzazioni sedicenti filoisraeliane, fautrici del BDS, finanziate, tra gli altri, da Richard Abdoo, membro dell’Arab American Institute, da Genevieve Lynch, membro del National Iranian American Council, dall’avvocato Nancy Dutton, già rappresentante dell’ambasciata saudita a Washington, dal National Iranian American [informazioni prese qui] e – sorpresa sorpresa – dal signor Soros [informazione presa qui]. Ho continuato a pensarlo in numerose occasioni nel corso degli anni.  Ne ho avuto la conferma definitiva, se mai ne avessi avuto bisogno, quando ho letto che è andato provocatoriamente in mezzo ai jihadisti libici che, inaspettatamente, gli hanno detto brutte parole come sporco ebreo, che veramente chi mai avrebbe potuto immaginare che facessero una cosa simile, povero cicciobello. Potrebbe bastare? A me sì, a cicciobello no, e così ha la brillante idea di venire a dare lezioni di democrazia in casa nostra. Al governo che ha avocato a sé tutti i poteri, che ha licenziato il Parlamento, cancellato la Costituzione, legiferato per decreto personale come, se non peggio, le peggiori dittature, che ha messo in galera 60 milioni di cittadini innocenti e stabilito multe, per una passeggiata solitaria sulla battigia o una vogata altrettanto solitaria a centinaia di metri dalla riva, multe, dicevo, degne di un’aggressione a mano armata? Ma neanche per sogno! Con l’opposizione, se l’è presa, all’opposizione ha spudoratamente impartito lezioncine di democrazia, il marxista ammiratore del ripugnante pedofilo Sartre, all’opposizione che vorrebbe quelle democratiche elezioni che il governo da un anno impedisce con tutte le proprie forze. E non dovrei dire che è un mastodontico pezzo di merda? Non dovrei dire che è una mastodontica testa di cazzo? Glielo dico sì che glielo dico, e lo mando anche affanculo. E poi gli faccio dire un paio di cosine anche da quest’altro signore.

Quell’arrogante francese che ci offende in diretta tv

Che il virus renda folli, come recita l’ultimo pamphlet del filosofo francese Bernard-Henri Lévy, ce l’ha fatto ben capire il suo autore protagonista – lunedì sera – di un borioso testa a testa con Matteo Salvini nel corso del programma di Nicola Porro Quarta Repubblica su Rete4. Reduce da un viaggio in Libia dove è stato accolto al grido di «uccidi il cane ebreo» e salutato con festose raffiche di kalashnikov ad altezza d’uomo il filosofo ha preferito però concentrarsi su «xenofobia, nazionalismo e sovranismo» mettendo sotto accusa i «barbari» italiani colpevoli di dar la caccia ai migranti «diventati i principali untori del coronavirus». Insomma per l’ex nouveau philosophe il principale problema non è il contenimento di un morbo responsabile della morte di 35mila nostri concittadini, ma la protervia «sovranista» di chi vorrebbe bloccare i migranti infetti bollandoli come possibile causa di una seconda ondata di contagi. In preda a un delirio auto-referenziale il cui unico obiettivo sembrava la conquista delle fila anti-salviniane [che però sarebbero file: le fila sono un’altra cosa. Abbiate pazienza, ma l’italianista che è in me, a questi obbrobri reagisce sempre con acuti crampi allo stomaco] e la vendita di qualche copia in più Henri Lévy è arrivato a liquidare come «terribili ignobili e vergognose» le parole del sindaco di Lampedusa Totò Martello, già simbolo dell’accoglienza solidale e progressista. La colpa imperdonabile del povero Totò, trasformato in icona della peggior xenofobia, è quella di spiegare come i pescatori tunisini, oltre a traghettare migranti a pagamento, gettino le reti nelle acque territoriali di Lampedusa sottraendo pesci e proventi ai loro colleghi italiani. Una verità chiaramente illustrata nel reportage della brava Lodovica Bulian sottotitolato in francese per renderlo comprensibile anche all’ospite francese. Ma per l’indispettito Lévy quelle riprese non contano nulla. Anzi è «vergognoso mostrare immagini di questo genere come se rappresentassero l’opinione del popolo italiano». [perché lui lo sa qual è l’opinione del popolo italiano, urca se lo sa!] Insomma per il presunto campione del pensiero liberale d’oltralpe sarebbe meglio non far vedere – ovvero censurare – un servizio colpevole di «stigmatizzare e individuare come problema qualche barchetta che viene a pescare al largo delle coste italiane». Che quelle barchette abbiano scaricato un terzo dei 12mila migranti arrivati quest’anno – dopo i 600mila sbarcati dalla fine del 2013 – è ça va sans dire irrilevante. I veri problemi degli italiani li conosce un filosofo pronto a dipingere l’Italia come un Paese piegato da mafia e terrorismo e pronto a vendersi a Putin. Un Paese che – come ripete Lévy rivolgendosi a Salvini – «senza l’Europa sparirebbe dalla mappa dell’Europa e dell’economia». «Voce del sen fuggita» – verrebbe da dire visto che l’Italia durante il contagio ha subito il blocco delle forniture sanitarie e ha dovuto attendere cinque mesi per veder abbozzata la promessa, ancora virtuale, del Recovery Fund. Ma per sfortuna degli spettatori di Quarta Repubblica, abituati a dibattiti più pertinenti e informati, la performance del filosofo francese non si ferma là. La vera ciliegina arriva alla fine quando il «filosofo» spiega sotto gli sguardi sconcertati di Porro, che soltanto grazie ai migranti potremo trovare cure e vaccino contro il Covid 19. «Senza immigrazione maghrebina e africana non c’è ricerca e non si troverà mai un vaccino o una cura contro il Covid» ripete l’invasato Lévy citando l’infettivologo di Marsiglia Didier Raoult più famoso, in verità, per aver curato il Covid con la clorochina. «Quindi – conclude – se in Francia o in Italia si troverà un vaccino bisognerà dire grazie ai migranti». A quel punto Henry Lévy avrà anche conquistato qualche lettore anti-salviniano, ma Salvini, in compenso, ha moltiplicato i propri voti.

Gian Micalessin, qui.

Peccato che non l’abbia spiegata quella cosa del vaccino grazie al maghrebini e agli africani: sicuramente migliaia di scienziati, ma che dico migliaia, centinaia di migliaia di milioni di miliardi di scienziati sarebbero accorsi a pendere dalle sue turgide labbra sensuali per riceverne il Verbo. E rivaffanculo, va’.

Quanto al sovranismo, non sarebbe male ricordare che dal 1861 l’Italia è uno STATO SOVRANO, e fino a quando non verremo commissariati, o colonizzati da una potenza straniera, continuiamo a essere uno STATO SOVRANO, con confini internazionalmente riconosciuti e il sacrosanto diritto di difenderli. Alla faccia di chi sputa parole a vanvera.

barbara

MA QUALCUNO CAPACE DI RAGIONARE ANCORA C’È

Per esempio questo signore
Ricky Gervais
e chi ha creato questa striscia
doppiaggio
e chi ha postato questa foto
Che-gay
commentando

Armando Tavano

QUANDO PASSI LA TUA VITA FUCILANDO GAY E POI DIVENTI IL LORO SIMBOLO

E poi questo

Il godimento assoluto del giornale unico del virus per il ritorno e le falle del sistema Veneto, per i contagi nel vicentino, per la rabbia di Luca Zaia che ha denunciato il manager che non si è voluto ricoverare. Sapete quanti sono i positivi di questo scandalo di seconda ondata? Soltanto cinque! (Nicola Porro)

E questo

DUE PERICOLOSI FOCOLAI D’INCENDIO A VICENZA, ORA SPENTI

Ieri sera a Vicenza vi sono stati due pur piccoli focolai d’incendio, potenzialmente devastanti, per fortuna spenti per tempo.
Più precisamente ho acceso due fornelli per prepararmi la cena, spaghetti e salsa di pomodoro. Finita la cottura, ho spento i fornelli.
E ALLORA???????
E allora nessun pericolo, ma se invece di “fornelli accesi” li chiamo “focolai” fa tutto un altro effetto. Si chiama terrorismo psicologico (Enrico Richetti)

E poi Giovanni Bernardini che a un giornalista del TG2 che ha affermato che il nero è la somma di tutti i colori, ha risposto pubblicando questo video in cui una bambina (BAMBINA!) dimostra inequivocabilmente che la somma di tutti i colori è il bianco.

Il nero, piaccia o no agli illuminati antirazzisti, è l’assenza di tutti i colori.

E ancora queste due signore

Federica Chimenti

Le Vite dei Bianchi Non Contano

di

Betta Maselli

La splendida fanciulla raffigurata
Priyamvada Gopal
è Priyamvada Gopal, professoressa di Cambridge.
Qualche giorno fa ha twittato “le vite dei bianchi non contano”.
Il tweet è stato cancellato dal network e lei ne ha rifatto un altro in cui ribadisce il suo pensiero.
L’università di Cambridge, dopo gli attacchi ricevuti da questa formidabile ambasciatrice di pace, ha dichiarato che “difende il diritto dei suoi accademici di esprimere le proprie opinioni legittime che altri potrebbero trovare controverse”
Ora sostituite i colori e immaginate…

Beh, no, non abbiamo alcun bisogno di immaginare: qualcuno ha provato a dire che White lives matter – che dopotutto dovrebbe essere molto meno grave che dire che Black lives don’t matter – e non se l’è passata per niente bene. Quanto alla gentile signora, una volta il luogo comune voleva che le donne belle dovessero essere necessariamente stupide mentre alle cozze sarebbe stata data, come premio di consolazione, l’intelligenza. Ma non sempre i luoghi comuni sono vicini alla verità; per esempio questa signora,
Hedy-Lamarr
oltre che attrice famosa, è stata anche autrice di importanti invenzioni tecnico-scientifiche utilizzate sia in campo civile che militare, mentre le signora là sopra ha dato di sé le prove che abbiamo visto.

E sempre in tema di buon senso e ragionevolezza vi propongo Donald Trump

e Matteo Salvini

e infine alcuni importanti spezzoni del grande discorso di Donald Trump per il 4 luglio tradotti in italiano.

Il 4 luglio di Trump: “Fermeremo il nuovo fascismo di sinistra”

di Redazione

Pubblichiamo il discorso che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha tenuto ieri in occasione delle celebrazioni per il 4 luglio, giorno dell’indipendenza, al monte Rushmore, nella cui roccia sono scolpiti i volti dei presidenti George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln.

(Testo tradotto dal quotidiano “La Verità”).

Non potrebbe esserci posto migliore per celebrare l’indipendenza dell’America, se non sotto questa magnifica, incredibile, maestosa montagna monumentale, dedicata ai più grandi americani che siano mai vissuti. Oggi, rendiamo omaggio alle vite eccezionali e alle straordinarie eredità di George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Teddy Roosevelt . Sono qui come vostro presidente per proclamare davanti al Paese e davanti al mondo che questo monumento non sarà mai profanato, questi eroi non saranno mai sfregiati, il loro retaggio non sarà mai distrutto, i loro successi non saranno mai dimenticati e il Monte Rushmore resisterà per sempre come tributo eterno ai nostri antenati e alla nostra libertà. […]
La nostra nazione sta assistendo a una campagna spietata per spazzare via la nostra storia, diffamare i nostri eroi, cancellare i nostri valori e indottrinare i nostri figli. Folle rabbiose stanno cercando di abbattere le statue dei nostri fondatori, sfigurare i nostri monumenti più sacri e scatenare un’ondata di crimine violento nelle nostre città. Molte di queste persone non hanno idea del perché lo stiano facendo, ma alcuni sanno esattamente che cosa stanno facendo. Pensano che il popolo americano sia debole, molle e sottomesso. Ma no, il popolo americano è forte e orgoglioso e non permetterà che il nostro Paese e tutti i suoi valori, la sua storia e la sua cultura gli siano sottratti. Una delle loro armi politiche è cancellare la cultura, scacciare le persone dal loro lavoro, gettare nella vergogna chi dissente e chiedere la totale sottomissione di chiunque non sia d’accordo.
Questa è la definizione stessa di totalitarismo, ed è completamente estranea alla nostra cultura e ai nostri valori e non ha assolutamente posto negli Stati Uniti d’America. Questo attacco alla nostra libertà, alla nostra magnifica libertà deve essere fermato e sarà fermato molto rapidamente. Non tuteleremo questo movimento pericoloso, proteggeremo i figli della nostra nazione da questo assalto radicale e preserveremo il nostro amato stile di vita americano. Nelle nostre scuole, nelle nostre redazioni, persino nelle nostre sale riunioni aziendali, c’è un nuovo fascismo di estrema sinistra che richiede fedeltà assoluta. Se non parlate la sua lingua, non eseguite i suoi rituali, non recitate i suoi mantra e non seguite i suoi comandamenti, allora sarete censurati, banditi, inseriti nella lista nera, perseguitati e puniti. Non succederà a noi. Non fate errori. Questa rivoluzione culturale di sinistra è progettata per rovesciare la Rivoluzione americana.
In tal modo distruggerebbero la stessa civiltà che ha salvato miliardi di persone dalla povertà, dalle malattie, dalla violenza e dalla fame e che ha portato l’umanità a nuovi livelli di successo, scoperta e progresso. Per renderlo possibile, sono determinati a demolire ogni statua, simbolo e memoria della nostra eredità nazionale. […] Questo è il motivo per cui sto schierando le forze dell’ordine federali per proteggere i nostri monumenti, arrestare i rivoltosi […] Il nostro popolo ha una grande memoria. Non dimenticherà mai la distruzione di statue e monumenti, dedicati a George Washington, Abraham Lincoln, Ulysses S. Grant, abolizionisti e molti altri. Il caos violento che abbiamo visto nelle strade e nelle città che sono gestite dai democratici liberal è il risultato prevedibile di anni di estremo indottrinamento e faziosità nell’istruzione, nel giornalismo e in altre istituzioni culturali.
Contro ogni legge della società e della natura, ai nostri figli viene insegnato a scuola a odiare il proprio Paese e a credere che gli uomini e le donne che l’hanno costruito non fossero eroi ma persone cattive. La visione radicale della storia americana è una rete di bugie, ogni visione viene rimossa, ogni virtù viene oscurata, ogni motivazione viene alterata, ogni fatto viene distorto e ogni difetto è amplificato fino a quando la storia non viene epurata […]. Questo movimento sta attaccando apertamente l’eredità di ogni persona sul Monte Rushmore. Hanno macchiato il ricordo di Washington, Jefferson, Lincoln e Roosevelt. […] Nessun movimento che cerca di smantellare queste preziose eredità americane può nutrire nel profondo un amore per l’America. Non può succedere. Nessuna persona che tace sulla distruzione di questa eredità splendente può condurci a un futuro migliore.
L’ideologia radicale che attacca il nostro Paese avanza sotto la bandiera della giustizia sociale, ma in verità finirebbe col demolire sia la giustizia che la società. Trasformerebbe la giustizia in uno strumento di divisione e vendetta e trasformerebbe la nostra società libera e inclusiva in un luogo di repressione, dominio ed esclusione. Vogliono zittirci, ma non saremo messi a tacere. […] Dichiariamo che gli Stati Uniti d’America sono la nazione più giusta ed eccezionale mai esistita sulla terra. Siamo orgogliosi del fatto che il nostro Paese sia stato fondato sui principi giudaico-cristiani e comprendiamo che questi valori hanno fatto progredire notevolmente la causa della pace e della giustizia in tutto il mondo. Sappiamo che la famiglia americana è il fondamento della vita americana.
Riconosciamo il solenne diritto il dovere morale di ogni nazione a mettere in sicurezza i propri confini e stiamo costruendo il muro. Ricordiamo che i governi esistono per proteggere la sicurezza e la felicità dei propri popoli. […] Siamo il Paese di Andrew Jackson, Ulysses S. Grant e Frederick Douglass. Siamo la terra di Wild Bill Hic – kok eBuffalo Bill Cody. Siamo la nazione che ha dato origine ai fratelli Wright, ai Tuskegee Airmen, a Harriet Tubman, a Clara Barton, a Jesse Owens, al generale George Patton, al grande Louis Armstrong, ad Alan Shepard, ad Elvis Presley e a Muhammad Ali, e solo l’America avrebbe potuto creare tutti loro. Nessun altro posto.

Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d’America, 4 luglio 2020 (qui)

E niente, è un grande.

barbara