RECAP DEL 2018

Per una degna chiusura d’anno, ricordiamo alcuni dei migliori momenti ideologici espressi nel corso del 2018. In approssimativo ordine cronologico e senza pretesa di completezza:

1) Lo sciopero della fame a staffetta a favore dello “ius soli”: sostenuta anche da ministri delle infrastrutture che avrebbero dovuto preoccuparsi maggiormente di certi ponti genovesi, l’idea di uno sciopero della fame “a staffetta” aveva anche un pizzico di ribalda quanto involontaria comicità. Peccato che oltre ad essere a staffetta, detto sciopero della fame si svolgesse in genere dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 20. Fusi orari.

2) “L’immigrazione di massa è un fenomeno che non si può arrestare”. Sono poi bastati un Minniti e un Salvini qualsiasi (non Churchill e Napoleone), per far crollare gli sbarchi dell’85 per cento, letteralmente dall’oggi al domani. Eventi epocali.

3) L’“uovo fascista”: una selvaggia aggressione razzista a base di uova colpisce la bravissima atleta negra rischiando di farle perdere non solo i campionati ma persino un occhio. Per fortuna si scopre poi che a lanciare l’uovo è stato un rampollo del PD, e allora miracolosamente l’atleta guarisce in poche ore per andare a conquistare un mediocre risultato ai campionati. Ordine Uovo

4) Il “cane fascista”. Meraviglioso.

5) Le magliette rosse: per contrastare l’ondata di xenofobia populista, tutti i migliori volti della sinistra si fanno fotografare con indosso magliette rosse in segno di solidarietà con i migranti e i diseredati del mondo. Splendida iniziativa appena indebolita dall’utilizzo di Lacoste abbinate a Rolex, e dalle ambientazioni fotografiche in esclusivi luoghi di villeggiatura, governati da amministrazioni di sinistra che di accogliere pezzenti africani neanche vogliono sentire parlare. Magletta vossa la tvionfeva…

6) Le mani imbrattate di vernice rossa per denunciare le morti in mare causate, a loro dire, dalla chiusura dei porti. Grande entusiasmo finché qualcuno non ha fatto notare che “avere le mani sporche di sangue” è esattamente ciò di cui la sinistra e la sua politica immigrazionista sono accusate. Profondo Rosso.

7) La nave Diciotti. A bordo di una nave dal curioso nome numerico, per tutte le figure e le mezze figure di sinistra appena il tempo di fare una passerella a favore dell’immigrazione, prima che i clandestini finalmente sbarcati si dileguassero facendo perdere le proprie tracce, invano ricercati dal procuratore zelante che voleva usarli come testimoni contro Salvini, reo di averli sequestrati. Ingrati. Dare i numeri.

8) Asia Argento e il movimento “MeToo”. Che tempi: una coraggiosa donna non fa in tempo a ricordarsi di essere stata violentata vent’anni prima da un potente produttore (che poi è stato il suo fidanzato per un lustro), e subito un tipo la accusa a sua volta di aver abusato di lui minorenne. Delitto e castigo.

9) Cucchi, Pamela e Desirée: certi spacciatori drogati da morti divengono innocui “ragionieri”, mentre due ragazzine minorenni stuprate (anche da vergini) e messe a pezzi dentro i trolley diventano invece due puttanelle drogate e pure un po’ stronze. Trasmutazioni

10) Mimmo Lucano e il suo “modello”. Il “sindaco esemplare” è stato poi indagato con le accuse di associazione a delinquere, truffa, falso, concorso in corruzione, abuso d’ufficio e malversazione. Ma poteva andare peggio: poteva essere accusato di populismo. Lo Stronzo di Riace.

Attendo con incuriosita ansia il 2019.

di P. Molinari

Mi sono dimenticata di segnare dove l’ho trovato, ma era troppo bello per rinunciarci.

barbara

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MA CHE SENSO HA?!

No, scusate, ma che senso ha sbattere in galera un poveretto che da trent’anni non ha più ammazzato nessuno? Ma poi vi rendete conto quanto ci guadagna Salvini?! Fosse anche solo per questo dovreste seriamente chiedervi se sia una cosa giusta.

I comunisti Ferrando, Ferrero e Caruso non ci stanno: “Arresto di Battisti è propaganda di governo. No alla vendetta”

Il portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori: “La soluzione logica è l’amnistia”

By Huffington Post

Amnistia per Cesare Battisti. Il portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori Marco Ferrando commenta così l’arresto del terrorista rosso, avvenuto per mano dell’Interpol in Bolivia. “Per fatti di 30 anni fa, la soluzione logica dovrebbe essere l’amnistia per Cesare Battisti“, ha dichiarato dicendosi contrario all’estradizione.

“SALVINI VUOLE ESIBIRLO COME TROFEO” – “Da parte del governo – dice Ferrando – c’è il tentativo di sfruttare questa cosa come occasione propagandistica. Noi siamo sempre stati ferocemente contrari, da un punto di vista anticapitalistico e rivoluzionario, a ogni teoria e pratica del terrorismo, che porta acqua alle classi dominanti e disorienta la classe operaia. Detto questo, per fatti di 30 anni fa, la soluzione logica dovrebbe essere l’amnistia. Nessun elemento di enfasi, di gioia o di solidarietà verso un governo reazionario come quello di Salvini e Di Maio”. E ha aggiunto: “Noi non abbiamo nulla a che spartire con la collaborazione tra un governo ultra-reazionario come quello di Bolsonaro e quello di Salvini. Entrambi vogliono esibire Battisti come trofeo”.

FERRERO: “PROPAGANDA DI GOVERNO” – È una propaganda del governo anche secondo Paolo Ferrero, ex deputato ed ex segretario di Rifondazione Comunista: “È evidente che siamo a un’altra puntata del depistaggio di massa che questo governo e in particolare Salvini fanno. Prima gli immigrati, adesso Battisti. Il problema vero è che tutti i problemi che c’erano prima, dalla disoccupazione alla precarietà, alle bollette che aumentano… tutto il disagio della gente è peggiorato”.
“Siamo alla produzione teatrale continua di fuochi artificiali per cercare di far sì che la gente non pensi ai problemi veri. Il problema vero – osserva – è che i ricchi sono troppo ricchi, hanno una ricchezza pazzesca”. Sulla eventuale estradizione di Battisti, Ferrero dice: “Questo lo decidono i brasiliani, mi pareva ci fossero ragioni nel governo precedente che aveva negato l’estradizione, perché ci sono pasticci processuali…”. C’è chi chiede l’amnistia per il terrorista dei Pac: “Vedremo, ne discuteremo”, risponde l’ex parlamentare.

CARUSO: “VENDETTA NON SERVE” – Per Francesco Caruso, ex deputato di Rifondazione Comunista, “mi sembra una sete di vendetta che non ha nessuna altra funzione se non ripagare l’odio e il rancore di questi signori al governo”. Il terrorista dei Pac “ha le sue colpe, ma il Battisti che aveva vent’anni e il settantenne di oggi – sottolinea – sono due persone diverse. Il carcere ha una funzione riabilitativa. Non si capisce cosa debba fare questo signore in carcere se il principio del carcere resta quello sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, che si chiama ‘rieducazione’, non ‘vendetta’. Questo esisteva nelle società pre-cristiane…”.
Confrontando la condizione di Battisti con quella dei latitanti di mafia, Caruso osserva: “La logica punitiva può avere sua logica nel momento in cui serve a intimorire, punire… quella con la mafia è una guerra che c’è ancora ed è bene che vecchi e nuovi mafiosi vengano perseguiti, condannati… qua invece si tratta di prigionieri politici di una guerra civile finita 40 anni fa. In Italia non si è mai voluto fare i conti con tutto questo”. (qui)

La più spettacolare secondo me è quella delle società pre-cristiane, cioè adesso che siamo in una società cristiana non è più ammissibile. Detto da gente di una setta che ha l’ateismo come dogma fondamentale.

barbara

AGGIORNAMENTO: uno scenario futuro tutt’altro che irrealistico.

RIACE IN DUE BREVI SINTESI

RIPOPOLAMENTI

Il sindaco di Riace intendeva “ripopolare” con i migranti territori abbandonati. Ce lo hanno detto con voce tremante dall’emozione conduttori e conduttrici di vari TG. Poco mancava che aggiungessero: “ma che bravo!”.
Il sindaco di Riace non ha inventato nulla di nuovo. Popolare territori semi desertici con immigrati è stata una politica seguita negli Stati Uniti. Ma in quel caso si trattava di immigrati RICHIESTI dal governo di quel paese, gente di cui si aveva davvero bisogno.
C’è invece un precedente più antico ma molto più simile. Nella fase iniziale del suo disfacimento l’impero romano era pressato da popoli che cercavano di migrare in massa entro i suoi confini. Visto che era difficile e costoso tenerli tutti lontani si pensò di usarne una parte per ripopolare zone dell’impero che la crisi demografica aveva quasi spopolato. I migranti non erano necessari all’impero, semplicemente si sperava che sistemandoli in zone inospitali e semi desertiche si sarebbe allentata la pressione ai suoi confini. Si crearono invece dentro l’impero autentiche sacche di popolazioni che in larga misura erano estranee ai valori della romanità. Si ebbero in certi casi processi di integrazione, ma in larga misura le sacche restarono tali. Quando poi la pressione sull’impero si fece sempre più forte ed iniziarono le migrazioni-invasioni moltissimi degli accolti aiutarono gli invasori.
Cose vecchie? Forse, ma terribilmente attuali.
Giovanni Bernardini

Un sindaco che celebra e promuove matrimoni falsi è un caso gravissimo, proprio perché è un sindaco e ha il potere di mutare ilo stato delle persone. E’ un caso analogo, ma molto più grave dell’ipotesi che io, come professore, segnassi sul libretto dei voti a chi non ha fatto l’esame perché mi sta simpatico o perché appartiene alla mia parte politica. O un vigile cha facesse le multe ai suoi nemici. Sono cose gravissime, che “privatizzano” il potere pubblico e ne distruggono la credibilità. Che ci sia o meno interesse economico conta relativamente poco. Questo signore ci ha rubato ben più dei soldi di cui a quanto pare ha abusato, ha rubato la legalità stessa.
Ugo Volli

Giusto per dare un’idea:
Domenico Lucano
Per risolvere i problemi comunque c’è un sistema molto semplice: cancellare Salvini!

Che poi, diciamolo, Salvini ha dei gusti orridamente razzisti, guardate che roba!
salvini
Farebbe bene a prendere esempio da Macron, farebbe: lui si che è buono!
macron 1
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macron 3
(NOTA: quello a destra nella prima foto è un criminale appena uscito di galera. 

barbara

UN SACCO…

Un sacco di politica interna.

Per quanto riguarda i “famosi” 49 milioni di cui tutti sanno tutto, un paio di considerazioni di non trascurabile importanza.

La recente sentenza della magistratura genovese sui conti della Lega, fino al recupero immediato dei famosi 49  milioni di Euro, appare una clamorosa conferma del marasma legislativo e dell’arbitrio che sembrano caratterizzare la nostra democrazia (democrazia?).

Intanto qualche precisazione, per avere una quadro passabilmente chiaro del problema.

1-I fatti risalgono a circa dieci anni fa, quando segretario della Lega era Bossi e l’amministratore era Belsito.

2- I soldi contestati sono poco più di 300.000 Euro, ma i giudici pretendono il recupero di 49 milioni di Euro, cioè l’intero ammontare del finanziamento pubblico ricevuto dalla Lega negli anni 2008- 2010 (ora il finanziamento pubblico non esiste più), contestandone l’invalidità di principio per l’intero ammontare, perché considerato infedele.

3- In un caso analogo il partito La Margherita, con Rutelli segretario e Lusi amministratore, non fu tenuto a rimborsare i soldi rubati e anzi fu considerato parte lesa e risarcito.

4-Bossi e Belsito sono stati condannati solo in primo grado, ma i giudici non si sono fermati davanti ad una simile quisquilia, pretendendo il recupero immediato dei soldi e condannando la Lega di Salvini a morte certa per asfissia. (consiglio di leggere anche il resto del post qui)

E ancora, per una più dettagliata analisi tecnica della questione, raccomando di leggere qui.

barbara

ANCHE ELIO CABIB SOSPESO DA FB

In principio era l’articolo. Quello pubblicato il 31 agosto da Repubblica. Questo.

“Io liceale, ho scoperto il terrore per il colore della mia pelle”

Tre anni fa camminavo per le strade di Palermo senza paura. Avevo tredici anni e il razzismo non sapevo cosa fosse. Ora è diverso. Ho sedici anni e il razzismo lo sento sulla mia testa come una minaccia. Il clima è cambiato rispetto a tre anni fa e adesso ho paura a camminare per strada.
Sono arrivato a Palermo dall’Eritrea quando ero bambino, frequento un liceo della città, ho amici che mi vogliono bene. Leggo, mi informo e ora ho paura di chi incontro per strada. I miei amici palermitani non possono capirlo. Se camminano da soli non devono preoccuparsi degli altri ragazzi che incontrano. Io invece sì: temo gli insulti, le minacce, un’aggressione.
Temo, insomma, quello che è già successo in Italia e anche vicino Palermo durante l’estate ad altri ragazzi di colore colpevoli semplicemente di non essere nati qui.
Ma i politici della Lega, Salvini in persona, non si rendono conto dei pericoli ai quali espongono i ragazzi come me? Fomentare il razzismo significa mettere in pericolo tanti ragazzi di colore, significa trasformare le loro vite in un incubo.
Con i miei amici parlo di questo ma cerco sempre di non parlare del mio caso: faccio un discorso generale, perché non voglio essere un peso per loro e perché il razzismo è un dramma che colpisce tutti. I miei amici sono dalla mia parte ma alcuni hanno parenti, anche i genitori stessi, che invece su Facebook si schierano palesemente dalla parte di chi attacca i migranti.
A scuola mi sento al sicuro. O almeno mi sono sentito al sicuro fino a ora. Però sui social ho visto che alcuni compagni hanno iniziato a simpatizzare per chi attacca i migranti. Spero cambino idea. Amo Palermo, è ancora una città accogliente, dovessi andare via non vivrei mai nel Nord Italia. Lì i razzisti sono tanti. Sono gli ultimi giorni di vacanza vorrei potermi divertire come tutti, senza avere paura che qualcuno mi provochi per il colore della mia pelle. Vorrei vivere una vita normale come tutti i miei amici. Chiedo tanto? (qui)

Inizialmente avevo intenzione di inserire, come faccio spesso, qualche commento nel testo, ma poi ho rinunciato: cosa vuoi commentare in questo affresco di un’Italia che il Sudafrica dell’apartheid in confronto era una bazzecola. Cosa vuoi commentare in questa lagna vittimistica. Cosa vuoi commentare in questo patetico frignamento. Elio Cabib invece lo ha fatto, pubblicando su FB questo post:

Questo ragazzo è terrorizzato da quel mostro di Salvini. Il quale Salvini si oppone al salvataggio dei migranti, anzi spera che muoiano e quelli che si salvano li ricaccia sulle coste libiche, vuol fare leggi razziali antirom, ma soprattutto odia i negri e li vuol discriminare, come questo ragazzo dimostra sulla sua pelle. Sicuramente sta progettando di spargere la peste tra i musulmani, infettare i tappeti delle moschee coi sui piedi, anzi con gli zoccoli, e magari sgozzerebbe volentieri qualche bimbo musulmano per la Pasqua. Ma … Salvini…. sarà mica ebreo?

Sarà stato per la parola “negri”, che come tutti sappiamo è peggio che bestemmiare in chiesa e pisciare negli aperitivi magari anche già con l’olivetta infilzata nello stuzzicadenti e ficcata dentro, o sarà stato per l’uso dell’ironia, tabù dei tabù (tabus tabuorum), fatto sta che è stato sospeso da FB. Che poi sarà un caso, anzi sono sicura, sicurissima, sicurissimerrimissima che è un caso, ma il fatto è che continuo a vedere sospesa gente manifestamente e attivamente pro Israele: gente che scrive ebrei ai forni, Israele cancro dell’umanità deve essere annientato, tu li segnali e ti senti rispondere che “non viola i nostri standard”. Vabbè. Ma la storia non finisce qui. Perché succede che Enrico Richetti dà, sempre su FB, la notizia della sospensione, così:

Elio Cabib bloccato per avere deriso chi demonizza Salvini. E poi sarebbe Salvini il fascista? Oggi i fascisti sono rossi

Segue, nei commenti, uno scambio a dir poco delirante fra un certo Daniel Haviv e Mirella, di cui riporto alcuni interventi salienti (non tutti, perché il signor Haviv, oltre che delirante, è anche un tantino ripetitivo).
D. H. Dire che Salvini è fascista non è demonizzarlo, è la verità. Cmq si può discutere senza deridersi a vicenda. La derisione ti sembra un modo civile e rispettoso di comunicare? Se uno usa questo modo offensivo non si sorprenda se qualcuno lo denuncia a FB e se viene bloccato. [quindi la censura è cosa buona e giusta, anche quando non si tratta che di una banale presa in giro][…]
In Italia il comunismo non ha espulso studenti e professori ebrei dalle scuole e dalle universita’ (facendo un danno irreparabile alla cultura e alla scienza italiane) e non ha fatto perdere il lavoro a migliaia di impiegati ebrei riducendoli alla fame, molti dei quali hanno dovuto emigrare per sopravvivere. Cmq dire che qualcuno ha fatto di peggio non diminuisce il danno e i milioni di morti che il fascismo ha provocato in Italia agli Italiani, prima e oltre che agli Ebrei italiani. [forse il Nostro ignora che il comunismo, in Italia, non è mai stato al potere. Provi un po’ a chiedere agli ebrei dell’intero impero comunista, e in particolare nell’Unione Sovietica, come se la sono passata prima della caduta del comunismo]

M. Su FB girano materiali antisemiti e di incitamento ad attacchi terroristici contro Israele. Direi proprio che Fb avrebbe cose decisamente più serie di cui occuparsi. Comunque, deridere una persona non è corretto, ma demonizzarne una perché ha idee diverse dalle proprie non è certo meglio.

D. H.
Appunto ma bisogna vedere se criticare Salvini (o chi altro) è demonizzazione. Bollare la critica come demonizzazione equivale a delegittimarla, è un atteggiamento intollerante.

M. Hai presente di che cosa si trattasse, critica (legittima) o demonizzazione (illegittima)? Non ho visto quindi io non lo so.

D. H. Io so che c’è molta critica a Salvini e che per un filo-Salvini come Elio Cabib questa è demonizzazione. Per lui (che conosco bene) ogni critica al suo idolo è illegittima e la bolla come demonizzazione. Si vede che ha deriso qualcuno e che questo, offeso, lo ha segnalato. [si noti che evita accuratamente di rispondere alla domanda]

M. OK, ma non sai cosa abbia scritto lui, cosa sia stato scritto su Salvini (sai del “vade retro” sul giornale per esempio?) e se si tratti di una persona in particolare o meno. Direi che in ogni caso su FB gira impunemente ben di peggio.

D. H. Certo che di ogni cosa c’è di peggio, ma anche di meglio. Io non cavillerei troppo Mirella, Enrico ha scritto “Elio Cabib bloccato per avere deriso chi demonizza Salvini” e io credo a Enrico, anche conoscendo Elio. Punto.

M. Allora devi credere anche che si tratti di demonizzazione… Ovviamente, anch’io credo a Enrico!

D. H. Forse non mi sono spiegato: credo che Elio sia stato bloccato perché ha deriso qualcuno. Conoscendolo so che lo fa con chi la pensa diversamente da lui. Sulla demonizzazione ho forti dubbi (se me lo permetti) perché conoscendo Elio e leggendo quello che scrive so che per lui la critica a Salvini è “demonizzazione”. Adesso sono stato chiaro?

Come si può vedere, il signor D. H. continua a parlare del post di Elio in termini di “credo”, “si vede che”, “lo conosco bene”: infatti, io lo so con certezza, D. H. NON ha letto il post, non ha la minima idea di che cosa ci sia scritto, non sa a chi sia rivolto (“ha deriso qualcuno”), ma si esprime come se lo conoscesse (Elio Cabib ha bollato come demonizzazione una critica” – ahi, queste famose legittime critiche -, usa questo modo offensivo, Salvini è il suo idolo). E giudicare e valutare qualcosa che non si conosce è il massimo della scorrettezza oltre che – mi sia permesso dirlo – della stupidità. Ma c’è qualcosa di ancora peggio. Molto peggio: Elio Cabib, per ragioni tecniche, non può leggere i commenti di D. H., ossia i suoi attacchi frontali non solo a Salvini ma anche a lui. Non li può leggere, non può controbattere, non può difendersi.
C’è un’espressione, in ebraico: “lashon hara”: letteralmente “lingua del male”, da non confondere con la semplice maldicenza. Il lashon hara è in assoluto, nell’ebraismo, il peggiore peccato che si possa commettere nei confronti del prossimo, al punto da essere equiparato all’omicidio. Questo è il peccato dell’antropologicamente e moralmente superiore signor Daniel Haviv. Fra due settimane sarà Yom Kippur: farebbe bene a ricordarsene.

POST SCRIPTUM: come per Niram Ferretti, invito a rendere noto su blog e FB l’orrendo crimine di Elio Cabib, che gli è valso la messa al bando dalla società civile.

barbara

QUEI BAMBINI NAUFRAGHI DELLA DICIOTTI

bambini diciotti
Qualche considerazione, che condivido, trovata in rete. Enrico Richetti:

Ecco il mio parere. Se i 150 migranti hanno il passaporto e il visto per l’ingresso in Italia (ovviamente non li hanno) devono essere liberi di scendere, e possono essere trattenuti solo per motivi di salute pubblica, per le loro malattie. Se vogliono andarsene, e qualche nave propone loro di portarli in un Paese straniero, non si può impedire loro di farlo, perché non sono agli arresti e sarebbe sequestro di persona. Ma se ci si limita ad impedire loro di entrare in Italia per assenza di documenti validi, senza impedire loro di andarsene, non è sequestro di persona. Proviamo a spiegarlo al magistrato? Quanto al diritto del mare e al diritto dei naufraghi di essere portati eccetera eccetera, se è vero che non erano naufragati, non stavano naufragando, non volevano essere soccorsi ma trasportati in Italia, il diritto del mare direi che non c’entri un c@@@o…. O sbaglio? Chiedo a chi ne sa più di me di diritto di illuminarmi.

Cui segue un commento di Alberto Cesati:

Inutile sforzo di razionalizzazione, per altro corretto e condivisibile. È stato un trappolone ben costruito (in questo sono abili) che ha anche distolto dal ponte di Genova. Il che dimostra che il governo è accerchiato e tutti gli apparati, Marina compresa, sono saldamente in mano al PD. Il colle tace perché l’umore della gente è per Salvini. Ma agli italiani non piacciono i perdenti e, purtroppo Salvini si è fatto incartare come un pollo. Purtroppo per noi che perdiamo l’occasione di ristabilire alcuni principi di sana convivenza che il PD e Berlusconi (lo ha attaccato per primo sulla Rai) hanno messo sotto i piedi. Auguri a tutti ne abbiamo bisogno!

E due riflessioni di Giovanni Bernardini:

ERRORI

E’ giustissimo difendere Salvini ed il governo dagli attacchi faziosi di cui sono fatti oggetto, ma è anche giusto sottolineare i loro errori.

Non ha molto senso mandare la guardia costiera a raccogliere migranti fin quasi in acque maltesi, permettere l’attracco di una nave in un porto italiano salvo poi non far sbarcare i passeggeri. In questo modo si da vita ad un braccio di ferro da cui è difficile uscire vittoriosi. Probabilmente nel governo ci sono sensibilità molto diverse sui migranti. E si vede.

E’ sbagliato mettere al centro della polemica la cosiddetta “equa distribuzione dei migranti”. L’Europa occidentale è già piena di migranti, non a caso è tormentata dal terrorismo islamico. E’ vero che Francia, Germania, Spagna ed altri perseguono politiche ipocrite: si dicono favorevoli alla “accoglienza” a condizione che ad accogliere sia solo l’Italia. Ciò non elimina il fatto che il vero problema è l’azzeramento o almeno la drastica riduzione di partenze e sbarchi ed il rimpatrio degli irregolari, non l’”equa distribuzione” di chi arriva.

In tanta confusione un briciolo di ottimismo. Comunque vada a finire la vicenda della “Diciotti” il clima è radicalmente cambiato, e si vede.

CINQUE PUNTI

1) Pare che i migranti scenderanno dalla “diciotti”, Albania e Irlanda ne accoglieranno, ho sentito, un cinquantina in tutto. Un centinaio la CEI. Ma… la CEI è forse uno stato? Non è sottoposta alle leggi italiane? Il clero cattolico considera la Chiesa uno stato nello stato? Solo per chiarire.

2) In questa crisi la UE ha assunto un atteggiamento di totale chiusura, perché? Non perché Francia o Germania non potessero farsi carico di qualche decina di migranti. La UE voleva battere il governo italiano, infliggergli una umiliazione politica.

3) A Genova crollano 200 metri di viadotto, ad Amatrice non si sono ancora sgombrate la macerie a due anni dal sisma, e la gente aspetta ancora le casette prefabbricate. Ma la magistratura italica indaga formalmente il ministro dell’interno “reo” di compiere atti che rientrano pienamente nelle sue prerogative. Uno scandalo! Non è il primo, non sarà l’ultimo.

4) E’ fin troppo facile prevederlo: mirano a far cadere il governo per sostituirlo, probabilmente, con un governo tecnico sostenuto da PD, sinistre, pezzi dei 5 S o di FI. E’ un piano difficilissimo da realizzarsi, ma possiamo starne certi: lo tenteranno.

5) L’Italia è sempre meno una democrazia. La elite mondialista non vuole cedere un grammo del suo potere. Le elezioni contano sempre meno: chiunque vinca a dettare l’agenda politica sono sempre gli stessi. Occorre reagire o anche le ultime parvenze di stato di diritto saranno spazzate via.

E infine una considerazione mia: dato che i clandestini non avevano subito un naufragio e non erano in pericolo quando la Diciotti li ha presi a bordo, e dato che si trovavano in acque maltesi e non italiane, il comandante della nave non è, esattamente al pari degli scafisti, colpevole del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina? E la magistratura che non solo interviene indebitamente sull’operato del ministro dell’Interno, ma tenta di impedirgli di far rispettare le leggi dello stato – l’immigrazione clandestina è reato – non è colpevole di qualcosa tipo concorso esterno in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina?

barbara

NIRAM FERRETTI SOSPESO DA FB PER 30 GIORNI

Per la terza volta in brevissimo tempo. Questo l’orrendissimo articolo che gli ha meritato la severa punizione.

“Gaza, mamma palestinese incinta e la figlia di un anno e mezzo uccise nei bombardamenti”. Questo è il titolo di un articolo sull’edizione online di La Repubblica. L’intento è esplicito. Fomentare l’odio verso Israele e dare la stura all’antisemismo. Cosa c’è di meglio se non evidenziare che Israele uccide le donne e i bambini? Fa sempre un certo effetto e rincuora gli animi di chi afferma che i soldati dell’IDF sarebbero come i nazisti. La notizia della morte, vera o presunta, della donna è fornita da Hamas. Ovviamente nel titolo si omette qualsiasi riferimento al fatto che da Gaza sono partiti 150 razzi contro Israele e che, Israele ha risposto di conseguenza. Si titola così, ad effetto. Funziona sempre. Goebbels lo ha insegnato bene, poche idee, semplici, costantemente ripetute. Israele che ammazza donne e bambini è irresistibile, è uno dei capisaldi del romanzo criminale sullo Stato ebraico, null’altro se non la continuazione del romanzo criminale sugli ebrei che dura da millenni. Bisogna dire che La Repubblica è ormai diventata poco più di una latrina. Il tanfo è irrespirabile, soprattutto in estate, quando gli odori si percepiscono più netti a causa della calura. Da quando la direzione è sotto la tutela di Mario Calabresi, il precipitare verso il basso è una picchiata senza sosta. Meno male che l’esimio titolare del giornale e del gruppo L’Espresso, l’ingegnere Carlo DeBenedetti, ha saputo individuare in Matteo Salvini il vero antisemita.

Invito tutti gli amici a condividerlo nel proprio blog e, se qualcuno se la sente, anche su FB, come ha fatto l’amico Enrico Richetti, dal quale l’ho ripreso.

Restando in tema di spudorata disinformazione su Israele, aggiungo l’infame episodio della foto della “bambina di due anni uccisa dagli israeliani insieme alla mamma incinta”, naturalmente con l’immancabile corredo di pupazzo orsacchiotto e la tenerissima Hello Kitty in mezzo alle macerie della casa, ovviamente pulitissimi, come sempre.
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Si tratta in realtà della foto di una bambina americana presa a caso da Instagram,
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per toccare cuore e pancia con quegli occhioni innocenti spalancati sul mondo, che i perfidi giud sionisti hanno chiuso per sempre. Perché è così che funziona: prima inventi l’etichetta (israeliani=nazisti), poi inventi la notizia (israeliani uccidono donne e bambini), poi peschi fuori da un sito qualsiasi un’immagine qualsiasi che si sposi con la notizia inventata, ed ecco dimostrato che l’etichetta era corretta. E funziona sempre.

barbara