SALVINI PREDICA ODIO! UUUHHHH!!!!!

Salvini, incita alla violenza! UUUHHHH!!!!! Salvini truce trucissimo! UUUHHHH!!!!!
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Spara a Salvini 1
Spara a Salvini 2
sparoavista
lega stretto
piazzale loreto
E guardate quel sorriso laido dell’ultima foto come assomiglia a quest’altro
negozio ariano
barbara

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IL MAESTRO DI FOLIGNO E ALTRE STORIE

Questo è un articolo recentissimo, con gli ultimi aggiornamenti.

Atti persecutori, maltrattamenti, violenza privata con l’aggravante dell’odio razziale e della minore età dei soggetti passivi: sono questi i reati per i quali Mauro Bocci, l’insegnante di Foligno che avrebbe rivolto insulti razziali nei confronti di due minori nigeriani, potrebbe finire sotto processo. A chiedere che il maestro venga sottoposto ad un procedimento penale è l’avvocato Silvia Tomassoni, mamma di una bambina della scuola del terzo circolo dov’è avvenuto il fatto e legale della famiglia nigeriana. A ricostruire la vicenda che ha coinvolto il maestro Bocci è l’esposto presentato in queste ore alla Procura. “I miei assistiti sono rimasti vittime di ben tre episodi. Il bambino che frequenta la quinta elementare l’8 febbraio durante la ricreazione – spiega l’avvocato Tomassoni – è stato invitato dal maestro a seguirlo. Ingenuamente il bimbo l’ha fatto e si è trovato in un’aula (ndr non la sua) dove è stato additato con un “guardate com’è brutto”. Ma non basta.

Secondo quanto riporta l’esposto il 9 febbraio l’insegnante, supplente a contratto fino al prossimo mese di giugno, sarebbe entrato in aula e avrebbe detto all’alunno di colore: “Ma che brutto che è questo bambino nero! Bambini, non trovate anche voi che sia proprio brutto? Girati, così non ti devo guardare”. Parole che hanno fatto seguito ad un gesto altrettanto vessatorio: il maestro, infatti, avrebbe fatto girare il banco del bambino verso la finestra e l’avrebbe inviato a guardare fisso fuori dalla finestra aggiungendo “Non ti voltare così non vedo come sei brutto”.

A finire additata dal maestro Bocci sarebbe anche la sorella del bambino nigeriano: “Secondo quanto hanno riportato i bambini e quanto mi ha riferito la famiglia – spiega Silvia Tomassoni – a fine gennaio l’insegnante in quarta elementare si sarebbe rivolto alla bambina dicendole: “Io conosco tuo fratello tu sei brutta come lui. Che nome lungo ti hanno dato i tuoi genitori ti posso chiamare scimmia?”. Frasi che hanno mortificato i due bambini: “Non volevano più andare a scuola. Sono stati i genitori – spiega il legale – ad insistere per non darla vinta al maestro. Hanno rassicurato i bambini e hanno informato la preside che è venuta a sapere degli episodi l’11 febbraio scorso, quando si è impegnata con i genitori a verificare i fatti e a trasmettere il tutto all’ufficio scolastico regionale”.

A peggiorare la situazione dell’insegnante ora ci sarebbero anche altre accuse non contenute nell’esposto. Secondo alcuni genitori, il docente più di una volta avrebbe impedito ai bambini di andare in bagno e alcuni se la sarebbero fatta addosso. Non solo. Secondo quanto riportato da una maestra all’avvocato Tomassoni, in una quinta nelle ultime due settimane il maestro avrebbe mostrato ai bambini un film sulla Shoah con scene piuttosto violente e crude lasciando la classe incustodita e senza un adulto che li aiutasse a contestualizzare gli episodi. Dal canto suo, Bocci, che nel frattempo è stato sospeso dall’insegnamento continua a difendersi dicendo che si è trattato di un “esperimento sociale” e che avrebbe avvertito i bambini a far tempo. Una strategia difensiva che il legale della famiglia respinge: “E’ un argomento che il maestro ha tirato fuori a posteriori. Esperimenti di questo genere non si fanno e non è vero che i bambini erano stati informati”. (qui)

Secondo un’altra versione, sempre dello stesso maestro, non si tratterebbe neppure di un esperimento sociale bensì di un’attività educativa
maestro di foligno
– e trovo assolutamente esilarante questa cosa del “far prendere coscienza del concetto di differenza razziale”: cioè, abbiamo stabilito una volta per tutte che le razze non esistono, e per educare i bambini in questo senso il maestro dice vedete bambini? Lui è negro, cioè di una razza diversa dalla nostra. Comunque. Tutto questo è solo il ponte che porta all’argomento che intendo trattare in questo post. Che è quello del “razzismo di parte”: da quando l’episodio è stato reso noto è tutto un levarsi di alti lamenti sul razzismo leghista e chiamate in causa di Salvini quale istigatore del razzismo che dal 4 marzo dell’anno scorso avanza al galoppo senza pietà per nessuno. È questo l’elemento dominante dei commenti che si possono leggere in giro: cosa vuoi aspettarti da un leghista duro e puro, tipico razzismo leghista, tipico effetto lega, Salvini docet, con un ministro dell’interno leghista razzista cos’altro c’è da aspettarsi – con alcuni deliziosi intermezzi, da parte di questi fieri antileghisti, quali “hai visto che questi africani hanno trovato il modo di arricchirsi con i risarcimenti a spese degli italiani!”.  Insomma, tutto un fiorire di maestro leghista e Salvini boia. Poi viene fuori che no, il caro maestrino non è esattamente leghista, anzi, è un bravo comunista tutto d’un pezzo. Molti ancora resistono a chiamarlo leghista, perché non è credibile, anzi, non è neppure pensabile, che un sinistro sia cattivo e razzista, ma prima o poi, per quanto refrattari, dovranno arrendersi anche loro alla realtà. E allora mi sa che succederà come con l’uovo di Moncalieri – uovo inconfondibilmente fascista, figlio di un governo neonazista che classifica i cittadini in razzialmente puri e impuri e manda in giro bande neonaziste per attaccare i razzialmente impuri – lanciato contro un’atleta negra, che si è fatta tantissimo male, che rischia di perdere l’occhio, che forse non potrà più gareggiare, forse anche resterà sfregiata; poi è quasi subito venuto fuori che in realtà era un uovo comunista, e l’atleta è guarita all’istante e nessuno ha protestato più.

L’altro tema che intendo toccare è quello dell’esperimento sociale a scopo edificante. Oggettivamente: non avrebbe potuto inventare una scusa più idiota. Mi viene in mente quel tizio portato in tribunale da una sua sottoposta con l’accusa di averle messo le mani sul sedere. Avesse detto qualcosa come “Scusate, ma lo avete visto? Davvero voi riuscireste a resistere di fronte a un culo così?” non dico che lo scuserei, ma qualche attenuante penso che sarei disposta a riconoscergliela. Invece che cosa ha detto? “Le si era posato sopra un capello e glielo volevo togliere”. Cinquemila anni più le spese, minimo, sarebbe da dargli. Idem per il maestro. Perché qualunque imbecille ritardato troglodita sa che gli esperimenti si fanno informando per prima cosa la vittima designata, e nel caso in questione anche i genitori: ho intenzione di fare così e così per vedere come reagiscono gli altri bambini, e se lo fanno nel modo sbagliato spiegare perché è sbagliato e che cosa è giusto fare. Ti dirò cose brutte, ma NON SONO LE COSE CHE PENSO DI TE, mi servono per fare questa prova: sei d’accordo? Ci stai? Voi genitori che cosa ne pensate? Preciso che anche così sarebbe un’idiozia assoluta, ma sarebbe almeno credibile. Forse. Non sono invece consapevoli le vittime degli scherzi o degli esperimenti sociali fatti con la candid camera, che rispettano però tre regole ferree: le vittime sono persone RIGOROSAMENTE ADULTE, sono sottoposte a UNA SOLA prova, appena terminato il gioco, ne vengono IMMEDIATAMENTE INFORMATE:

C’è ancora una cosa di cui vorrei parlare, a proposito di “esperimenti sociali”. Qualche mese fa è uscita questa roba qui, che si presenta appunto come esperimento sociale. Guardatela bene:

Classi di una decina di alunni. L’insegnante: se è un supplente che entra in quelle classi per la prima volta ci si aspetterebbe che dica qualcosa come “sono il supplente del professor Tale che è ammalato”, ma non dice niente del genere; se è il professore solito della classe (in tre istituti diversi? Qualcuno ha mai visto qualcosa del genere?) e si mette improvvisamente a comportarsi in quel modo, oltretutto con argomenti così assolutamente insensati, nessuno che gli chieda cosa si sia fumato prima di entrare in classe? La banalità degli argomenti degli studenti, e gli stessi per tutti – e non uno, in tutte e tre le classi, che manifesti la minima diffidenza, la minima antipatia, il minimo disinteresse nei confronti della velata, o che faccia almeno presente che la copertura del viso è illegale. Insomma, l’ennesima pagliacciata in cui, vittima, professore e studenti sono tutti attori consapevoli che recitano una parte, spacciata per esperimento sociale di cui gli studenti vengono informati solo alla fine. Il tutto allo scopo di edificare il popolo. Ma andate a…

Quanto al tizio di Foligno, vabbè, quella è una roba genetica, come autoriconosciuto dagli stessi folignati:

barbara

A CHE COSA SERVE IL FESTIVAL DI SANREMO?

Ovvio: a metterlo in c**o a Salvini, che altro? Lo ha capito bene questo signore, che adesso giustamente gongola e festeggia:

Questa sera il mio pensiero va a #Salvini e i suoi elettori che si sono visti vincere un ragazzo per metà sardo (la secessioneeeeee!), metà egiziano (invadono pure i palchiiiiii!) e omosessuale (vogliono i nostri stessi dirittiiiiii!) .
Bacioni
[letto su twitter] (qui)

Non so se le altre canzoni fossero meglio o peggio, perché non le ho sentite. Ho però voluto sentire la sua, e devo dire che è proprio bruttarella assai, insulsina assai, ripetitivuccia assai, squinternatina e sconclusionatina assai un bel po’. Insomma, non credo sia complottismo pensare che sia proprio una vittoria decisa a tavolino – viste oltretutto le premesse, le dichiarazioni preliminari del Grande Capo, le esclusioni note – per “dare un segno”. Quello che fa scompisciare è vedere questa gente convinta che chi ha votato Salvini, o comunque lo apprezza, in tutto o in parte, stia perdendo il sonno e strappandosi i capelli per la tremenda batosta che gli hanno rifilato facendo vincere quello lì. Il fatto che la sua vittoria sia stata realmente decisa a priori poi mi sembra ampiamente dimostrato da tutti quei giornalisti che gli hanno detto cose come “saranno stati contenti i tuoi genitori”. Che evidentemente non hanno ascoltato una sola parola della canzone. Perché se lo avessero fatto si sarebbero accorti che, pur nel suo inesistente valore artistico, la canzone è una pesante requisitoria nei confronti del padre egiziano, che ha abbandonato lui ancora bambino e la madre. Interessante poi il verso “Beve champagne sotto Ramadan”, con cui da una parte ironizza sull’ipocrisia religiosa del padre musulmano, dall’altra dimostra, sull’islam, un’abissale ignoranza, dato che a Ramadan è vietato mangiare e bere qualunque cosa, non solo l’alcol, e d’altra parte l’alcol è vietato sempre, non solo a Ramadan. Perché questa è l’altra cosa buffa di tutta la baracca: tutti i discorsi sul trionfo dell’integrazione. Quando questo qua è nato in Italia da madre italiana, la sua madrelingua è l’italiano, di arabo conosce giusto le tre parole inserite nel testo, non so quale sia la sua religione formale, ma sicuramente non è né di cultura né di pratica musulmana: a cosa diavolo si doveva integrare? Ma ha un cognome arabo, e tanto basta ai moralmente superiori per festeggiare la vittoria su Salvini. O tempora, o mores!

PS: d’altra parte, come ha giustamente osservato qualcuno, al festival delle mummie
mummie
baglioni
chi altro poteva vincere se non un egiziano?

barbara

LA SEA WATCH, I MINORI E IL DIRITTO DI NAVIGAZIONE

Iniziamo col colpo di genio del nostro brillante politico:
minori
Diamo poi un’occhiata più estesa ai bambini presenti sulla nave (ricordiamo che “minore” significa al di sotto di 14 anni. E non dimentichiamo che questi disgraziati sono in fuga da guerra miseria e fame, quindi sottonutriti, se non denutriti, e dunque con uno sviluppo ridotto rispetto ai coetanei cresciuti in condizioni normali nel nostro ricco Occidente. Per cui un tredicenne può facilmente essere assimilabile a un nostro bambino di nove anni)

Infine qui la docente di diritto di navigazione Elda Turco Bulgherini ci spiega le ragioni per le quali la Sea Watch non sarebbe MAI dovuta arrivare in Italia. Mi sia pertanto permesso di dire che trovo indecente la gioia che alcuni manifestano per il fatto che si è finalmente “trovata una soluzione”: per ogni nave fatta abusivamente arrivare in Italia per la quale si “trova una soluzione”, altre dieci navi verranno fatte abusivamente arrivare in Italia, contando sul fatto che tanto “una soluzione bene o male si troverà”, ossia si perpetrerà un assassinio premeditato della legalità, con conseguente distruzione della nostra società e anche – piccolo effetto collaterale – un nuovo aumento esponenziale delle morti in mare, dato che se partono in massa, non sarà comunque possibile arrivare a tutti. Mentre i trafficanti di carne umana e tutti i loro complici, fiancheggiatori e “utilizzatori finali” (di manodopera schiava, di prostitute, di fornitori – un tantino inconsapevoli – di organi) continueranno ad arricchirsi a dismisura, senza che ciò turbi la coscienza delle anime belle. Se poi vi restano ancora due minuti, vi suggerirei di leggere qualche riflessione qui.

PS: alle ultime elezioni non ho votato Salvini. Alle prossime lo farò.

barbara

MA CHE OVVOVE QUEL SALVINI

che va a pvendeve Battisti all’aevopovto!

E l’orrore che proviamo noi moralmente inferiori ve lo faccio dire da tre persone che stimo molto.

QUALCUNO ARRICCIA IL NASINO PERCHÉ SALVINI HA “ACCOLTO” A FIUMICINO L’ASSASSINO BATTISTI.
Quando invece c’erano “loro” il ritorno a casa di un terrorista era una festa…

DILIBERTO, LA BARALDINI E L’ACCOGLIENZA FESTOSA
Silvia Baraldini è tornata in Italia. Il Falcon 900 del governo che la ha prelevata negli Stati Uniti è atterrato alle 11.20 all’aeroporto di Ciampino. Ad aspettarla, la madre, la cugina e l’avvocato italiano Grazia Volo: le sue prime parole sono state “sto bene, sono contenta”.
Il ministro della Giustizia Oliviero Diliberto, la cui annunciata presenza all’aeroporto aveva suscitato polemiche, è invece tornato indietro dopo aver accompagnato la signora Maria Dolores Baraldini, 82 anni, gli ultimi sedici passati ad aspettare la figlia.
Con la Baraldini, a bordo dell’aereo che è andato a prenderla, c’erano Manuela Palermi, consigliere politico del ministro, tre agenti donne, fra cui un medico, e un dirigente dell’Interpol.
La pista dell’aeroporto dove il Falcon è atterrato è rimasta off-limits per i giornalisti. Su disposizione del ministero della Giustizia sono stati ammessi solo una trentina di cineoperatori e fotografi. Silvia, in un elegante completo nero, è rimasta sull’aereo un quarto d’ora. Poi ha sceso spedita la scaletta dell’aereo ed è salita su una delle quattro macchine della polizia che l’attendevano, diretta a Rebibbia, dove da questa mattina si tiene un sit-in di benvenuto. E dove, nel pomeriggio, la protagonista della vicenda tiene una conferenza stampa.
Alle dodici e un quarto la Baraldini è arrivata a Rebibbia. Il lungo corteo delle auto di scorta è stato accolto al grido “Per Silvia Baraldini libertà “, e “Liberi tutti”.
Ma un consistente schieramento delle forze dell’ordine ha impedito che i partecipanti al sit-in, contrariamente a quanto era stato reso noto in precedenza, riuscissero a salutare Silvia. Qualcuno ha stappato una bottiglia di champagne che ha bagnato la folla, di circa trecento persone, e alcune donne hanno gettato mazzi di rose sull’auto.
Alla manifestazione spontanea oltre al direttore di “Liberazione” Sandro Curzi, partecipano anche Lucio Manisco, Giovanni Russo Spena, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, Armando Cossutta, Marco Rizzo e la delegazione parlamentare quasi al completo dei Comunisti italiani, che colgono l’occasione per marcare un punto politico sull’utilità della loro permanenza nel governo D’Alema. Ma ci sono anche gli ex compagni di Rifondazione comunista.
Una vera e propria festa, con tanto di esibizione di gruppi musicali che suoneranno le canzoni dedicate in questi anni alla Baraldini e la vendita di magliette con la sua foto.
(R.R.)

Pubblicato da Ugo Volli

E vale la pena di ricordare che per avere la Baraldini ci siamo svenduti i morti del Cermis (certo poi che quello lì, tra mafia, terrorismo nostrano e terrorismo islamico, ci ha sempre marciato alla grande)

ESPOSIZIONE MEDIATICA

Molto spesso fior di ministri sono andati ad accogliere navi cariche di migranti che arrivavano in Italia privi di qualsiasi tipo di documento.
Nel 2017 mezzo governo ed altissime cariche dello stato hanno partecipato a Fermo ai funerali di un nigeriano morto in una rissa.
A suo tempo Renzi fece recuperare dal fondo del mediterraneo un barcone affondato ed i corpi di alcuni migranti. Dopo il recupero, costoso e pericoloso, il barcone fu esposto a Milano. Val la pena di notare che tutti i mari sono pieni di relitti di vari naufragi coi corpi delle vittime.
In tutti questi casi, e tantissimi altri potrei citarne, NESSUNO, mi pare, ha parlato di eccessiva “esposizione mediatica”.
E poi, scusate, forse che quando è stato catturato Totò Riina, o quando viene catturato qualche noto boss della mafia, non ci sono scene di esultanza, conferenze stampa, dichiarazioni roboanti?
Cesare battisti era latitante da quasi 40 anni, nessuno era riuscito a prenderlo, anche perché difeso da note icone della sinistra: Mitterand prima e Lula dopo.
E’ stato catturato non a pochi chilometri da casa sua, in Italia, come è successo per tanti boss mafiosi, ma in Bolivia, a migliaia di chilometri da casa nostra.
Perché chi ha condotto questa operazione che è lecito definire brillante non deve mostrare soddisfazione? Certo, Saviano, Vauro, Gentiloni, Giuliano Ferrara e tanti altri avrebbero preferito che quasi non si parlasse della cattura di Battisti, al massimo due parole in coda ai titoli dei TG. Per fortuna al mondo non ci sono soltanto questi personaggi.

Giovanni Bernardini

I giubbotti di Salvini e l’amorevole attenzione per Cesare Battisti

Herman Göring amava indossare divise militari personalizzate, non gli si addiceva la plumbea sobrietà di altri gerarchi nazisti, Matteo Salvini ama invece fare sfoggia di giubbotti delle forze dell’ordine e ciò proprio non piace al Tribuno della Virtù, Roberto Saviano e ad altri come lui, i quali vi vedono un preoccupante segno, insieme ad altri, naturalmente, di propensioni dittatoriali.
D’altronde chi se non il Grande Moralista di Repubblica, il barbuto e fiero Eugenio, inventando una nuova categoria politica, ha definito Salvini, “semi-dittatore”? Quella per cui si è dittatori al 50% o forse al 25% o con una quota di partecipazione ancor più bassa. E’ probabile che anche l’Eugenio Furioso veda nel fatto che Salvini indossi giubbotti della polizia il segno di quella dittatura che presto arriverà e non sarà più, immaginiamo, semi, ma completa.
E un giubbotto della polizia indossava il Ministro dell’Interno a Ciampino, in attesa di vedere sbarcare dall’aereo sul quale volava, il “regalo” di Jair Bolsonaro, quel Cesare Battisti, pluriomicida, che da 37 anni era latitante e che ora, finalmente, è stato consegnato alle patrie galere.
Non è certo un caso che questo sia accaduto dopo che la sinistra al governo in Brasile e quella al governo in Italia, abbia dovuto cedere il passo alla destra, perché fino a quando Matteo Renzi e altri prima di lui, si intrattenevano con l’attuale detenuto Lula, Cesare Battisti, da quest’ultimo graziato, poteva godersela pienamente la sua abusiva libertà. Ma queste sono, come dire?, specificazioni insostanziali, ciò che conta è accusare il semi-dittatore della Lega di avere apparecchiato tutto uno spettacolo per il rientro di Battisti che altro non sarebbe se non uno spot pro domo sua.
Ed eccolo dunque in “divisa”, barbuto e accigliato che attende l’arrivo dell’assassino che si mascherò da rivoluzionario e per questo godette dei favori di tutti i cultori a sinistra di quei giovani e di quelle giovani che sbandarono sì, ma per ideali giusti, mica come gli eversori neri, i fascisti, implacabilmente da condannare come si devono fermamente condannare fascismo e nazismo lasciando tuttavia una pirroniana sospensione del giudizio sul comunismo.
Matteo Salvini in giubbotto della polizia che augura all’omonimo del patriota italiano di “marcire” in cella non piace agli umanisti e ipergarantisti di un altro giornale, Il Foglio, dove è tutta una sassaiola di sferzate ed epiteti contro Il Truce. Ci si mette pure il Gran Dottore in pietas ed umanesimo che è diventato Adriano Sofri, il quale dopo averci detto che il carcere è vendetta cestinando Beccaria ci informa che nel non pensarla come lui la “grandissima maggioranza delle autorità pubbliche“, alcune di esse avrebbero oltrepassato “la soglia della legalità formale“. Chi in particolare? Il Truce, ça va sans dire.
“Salvini è rivelatore per eccesso”, scrive Sofri, “si prende una licenza personale, da buffone di corte promosso a titolare delle guardie in un nuovo carnevale. Ha anche detto, ieri, dopo essere andato a ricevere Battisti all’aeroporto: ‘Spero di non vederlo da vicino’. Bastava la televisione. Ha fatto capire che sarebbe stato più forte di lui, da vicino, l’impulso a farsi giustizia con le sue mani, tenetemi sennò. Gli agenti penitenziari, quelli nei cui panni mi ero messo sopra, lo vedranno giorno e notte da vicinissimo, Battisti. Speriamo che siano più controllati del ministro”.
E’ alta e nobile questa preoccupazione nei confronti dei rei da parte di un ex reo, affinché non subiscano danneggiamenti in carcere, soprattutto quando il Ministro dell’Interno usa un linguaggio colorito. Non sia mai che qualcuno possa prenderlo in parola e torcere un capello al Battisti, proprio come venne preso in parola Adriano Sofri parecchi anni fa da chi poi tolse la vita al commissario Calabresi.
Ma in uno stato di diritto è importante che gli assassini siano protetti e garantiti, fu così anche per Charles Manson che non uscì mai dal carcere fino alla fine e che non risulta sia stato malmenato o vessato in carcere. L’importante è sottolineare, quanto pericoloso o potenzialmente tale sia Salvini.
Battisti oggi non lo è più, scrive libri polizieschi dove sono i suoi protagonisti ad ammazzare, lui lo ha fatto tanto tempo fa, ed è giusto preoccuparsi come fa Sofri, che venga trattato con adeguata considerazione soprattutto quando Ministro dell’Interno è un semi-dittatore a cui piace indossare temibili giubbotti

Niram Ferretti, 16/01/19

Mi pare che ci sia tutto, quindi posso chiudere.

barbara

RECAP DEL 2018

Per una degna chiusura d’anno, ricordiamo alcuni dei migliori momenti ideologici espressi nel corso del 2018. In approssimativo ordine cronologico e senza pretesa di completezza:

1) Lo sciopero della fame a staffetta a favore dello “ius soli”: sostenuta anche da ministri delle infrastrutture che avrebbero dovuto preoccuparsi maggiormente di certi ponti genovesi, l’idea di uno sciopero della fame “a staffetta” aveva anche un pizzico di ribalda quanto involontaria comicità. Peccato che oltre ad essere a staffetta, detto sciopero della fame si svolgesse in genere dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 20. Fusi orari.

2) “L’immigrazione di massa è un fenomeno che non si può arrestare”. Sono poi bastati un Minniti e un Salvini qualsiasi (non Churchill e Napoleone), per far crollare gli sbarchi dell’85 per cento, letteralmente dall’oggi al domani. Eventi epocali.

3) L’“uovo fascista”: una selvaggia aggressione razzista a base di uova colpisce la bravissima atleta negra rischiando di farle perdere non solo i campionati ma persino un occhio. Per fortuna si scopre poi che a lanciare l’uovo è stato un rampollo del PD, e allora miracolosamente l’atleta guarisce in poche ore per andare a conquistare un mediocre risultato ai campionati. Ordine Uovo

4) Il “cane fascista”. Meraviglioso.

5) Le magliette rosse: per contrastare l’ondata di xenofobia populista, tutti i migliori volti della sinistra si fanno fotografare con indosso magliette rosse in segno di solidarietà con i migranti e i diseredati del mondo. Splendida iniziativa appena indebolita dall’utilizzo di Lacoste abbinate a Rolex, e dalle ambientazioni fotografiche in esclusivi luoghi di villeggiatura, governati da amministrazioni di sinistra che di accogliere pezzenti africani neanche vogliono sentire parlare. Magletta vossa la tvionfeva…

6) Le mani imbrattate di vernice rossa per denunciare le morti in mare causate, a loro dire, dalla chiusura dei porti. Grande entusiasmo finché qualcuno non ha fatto notare che “avere le mani sporche di sangue” è esattamente ciò di cui la sinistra e la sua politica immigrazionista sono accusate. Profondo Rosso.

7) La nave Diciotti. A bordo di una nave dal curioso nome numerico, per tutte le figure e le mezze figure di sinistra appena il tempo di fare una passerella a favore dell’immigrazione, prima che i clandestini finalmente sbarcati si dileguassero facendo perdere le proprie tracce, invano ricercati dal procuratore zelante che voleva usarli come testimoni contro Salvini, reo di averli sequestrati. Ingrati. Dare i numeri.

8) Asia Argento e il movimento “MeToo”. Che tempi: una coraggiosa donna non fa in tempo a ricordarsi di essere stata violentata vent’anni prima da un potente produttore (che poi è stato il suo fidanzato per un lustro), e subito un tipo la accusa a sua volta di aver abusato di lui minorenne. Delitto e castigo.

9) Cucchi, Pamela e Desirée: certi spacciatori drogati da morti divengono innocui “ragionieri”, mentre due ragazzine minorenni stuprate (anche da vergini) e messe a pezzi dentro i trolley diventano invece due puttanelle drogate e pure un po’ stronze. Trasmutazioni

10) Mimmo Lucano e il suo “modello”. Il “sindaco esemplare” è stato poi indagato con le accuse di associazione a delinquere, truffa, falso, concorso in corruzione, abuso d’ufficio e malversazione. Ma poteva andare peggio: poteva essere accusato di populismo. Lo Stronzo di Riace.

Attendo con incuriosita ansia il 2019.

di P. Molinari

Mi sono dimenticata di segnare dove l’ho trovato, ma era troppo bello per rinunciarci.

barbara

MA CHE SENSO HA?!

No, scusate, ma che senso ha sbattere in galera un poveretto che da trent’anni non ha più ammazzato nessuno? Ma poi vi rendete conto quanto ci guadagna Salvini?! Fosse anche solo per questo dovreste seriamente chiedervi se sia una cosa giusta.

I comunisti Ferrando, Ferrero e Caruso non ci stanno: “Arresto di Battisti è propaganda di governo. No alla vendetta”

Il portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori: “La soluzione logica è l’amnistia”

By Huffington Post

Amnistia per Cesare Battisti. Il portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori Marco Ferrando commenta così l’arresto del terrorista rosso, avvenuto per mano dell’Interpol in Bolivia. “Per fatti di 30 anni fa, la soluzione logica dovrebbe essere l’amnistia per Cesare Battisti“, ha dichiarato dicendosi contrario all’estradizione.

“SALVINI VUOLE ESIBIRLO COME TROFEO” – “Da parte del governo – dice Ferrando – c’è il tentativo di sfruttare questa cosa come occasione propagandistica. Noi siamo sempre stati ferocemente contrari, da un punto di vista anticapitalistico e rivoluzionario, a ogni teoria e pratica del terrorismo, che porta acqua alle classi dominanti e disorienta la classe operaia. Detto questo, per fatti di 30 anni fa, la soluzione logica dovrebbe essere l’amnistia. Nessun elemento di enfasi, di gioia o di solidarietà verso un governo reazionario come quello di Salvini e Di Maio”. E ha aggiunto: “Noi non abbiamo nulla a che spartire con la collaborazione tra un governo ultra-reazionario come quello di Bolsonaro e quello di Salvini. Entrambi vogliono esibire Battisti come trofeo”.

FERRERO: “PROPAGANDA DI GOVERNO” – È una propaganda del governo anche secondo Paolo Ferrero, ex deputato ed ex segretario di Rifondazione Comunista: “È evidente che siamo a un’altra puntata del depistaggio di massa che questo governo e in particolare Salvini fanno. Prima gli immigrati, adesso Battisti. Il problema vero è che tutti i problemi che c’erano prima, dalla disoccupazione alla precarietà, alle bollette che aumentano… tutto il disagio della gente è peggiorato”.
“Siamo alla produzione teatrale continua di fuochi artificiali per cercare di far sì che la gente non pensi ai problemi veri. Il problema vero – osserva – è che i ricchi sono troppo ricchi, hanno una ricchezza pazzesca”. Sulla eventuale estradizione di Battisti, Ferrero dice: “Questo lo decidono i brasiliani, mi pareva ci fossero ragioni nel governo precedente che aveva negato l’estradizione, perché ci sono pasticci processuali…”. C’è chi chiede l’amnistia per il terrorista dei Pac: “Vedremo, ne discuteremo”, risponde l’ex parlamentare.

CARUSO: “VENDETTA NON SERVE” – Per Francesco Caruso, ex deputato di Rifondazione Comunista, “mi sembra una sete di vendetta che non ha nessuna altra funzione se non ripagare l’odio e il rancore di questi signori al governo”. Il terrorista dei Pac “ha le sue colpe, ma il Battisti che aveva vent’anni e il settantenne di oggi – sottolinea – sono due persone diverse. Il carcere ha una funzione riabilitativa. Non si capisce cosa debba fare questo signore in carcere se il principio del carcere resta quello sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, che si chiama ‘rieducazione’, non ‘vendetta’. Questo esisteva nelle società pre-cristiane…”.
Confrontando la condizione di Battisti con quella dei latitanti di mafia, Caruso osserva: “La logica punitiva può avere sua logica nel momento in cui serve a intimorire, punire… quella con la mafia è una guerra che c’è ancora ed è bene che vecchi e nuovi mafiosi vengano perseguiti, condannati… qua invece si tratta di prigionieri politici di una guerra civile finita 40 anni fa. In Italia non si è mai voluto fare i conti con tutto questo”. (qui)

La più spettacolare secondo me è quella delle società pre-cristiane, cioè adesso che siamo in una società cristiana non è più ammissibile. Detto da gente di una setta che ha l’ateismo come dogma fondamentale.

barbara

AGGIORNAMENTO: uno scenario futuro tutt’altro che irrealistico.

RIACE IN DUE BREVI SINTESI

RIPOPOLAMENTI

Il sindaco di Riace intendeva “ripopolare” con i migranti territori abbandonati. Ce lo hanno detto con voce tremante dall’emozione conduttori e conduttrici di vari TG. Poco mancava che aggiungessero: “ma che bravo!”.
Il sindaco di Riace non ha inventato nulla di nuovo. Popolare territori semi desertici con immigrati è stata una politica seguita negli Stati Uniti. Ma in quel caso si trattava di immigrati RICHIESTI dal governo di quel paese, gente di cui si aveva davvero bisogno.
C’è invece un precedente più antico ma molto più simile. Nella fase iniziale del suo disfacimento l’impero romano era pressato da popoli che cercavano di migrare in massa entro i suoi confini. Visto che era difficile e costoso tenerli tutti lontani si pensò di usarne una parte per ripopolare zone dell’impero che la crisi demografica aveva quasi spopolato. I migranti non erano necessari all’impero, semplicemente si sperava che sistemandoli in zone inospitali e semi desertiche si sarebbe allentata la pressione ai suoi confini. Si crearono invece dentro l’impero autentiche sacche di popolazioni che in larga misura erano estranee ai valori della romanità. Si ebbero in certi casi processi di integrazione, ma in larga misura le sacche restarono tali. Quando poi la pressione sull’impero si fece sempre più forte ed iniziarono le migrazioni-invasioni moltissimi degli accolti aiutarono gli invasori.
Cose vecchie? Forse, ma terribilmente attuali.
Giovanni Bernardini

Un sindaco che celebra e promuove matrimoni falsi è un caso gravissimo, proprio perché è un sindaco e ha il potere di mutare ilo stato delle persone. E’ un caso analogo, ma molto più grave dell’ipotesi che io, come professore, segnassi sul libretto dei voti a chi non ha fatto l’esame perché mi sta simpatico o perché appartiene alla mia parte politica. O un vigile cha facesse le multe ai suoi nemici. Sono cose gravissime, che “privatizzano” il potere pubblico e ne distruggono la credibilità. Che ci sia o meno interesse economico conta relativamente poco. Questo signore ci ha rubato ben più dei soldi di cui a quanto pare ha abusato, ha rubato la legalità stessa.
Ugo Volli

Giusto per dare un’idea:
Domenico Lucano
Per risolvere i problemi comunque c’è un sistema molto semplice: cancellare Salvini!

Che poi, diciamolo, Salvini ha dei gusti orridamente razzisti, guardate che roba!
salvini
Farebbe bene a prendere esempio da Macron, farebbe: lui si che è buono!
macron 1
AFP_19M3ZN
macron 3
(NOTA: quello a destra nella prima foto è un criminale appena uscito di galera. 

barbara