MA QUALCUNO CAPACE DI RAGIONARE ANCORA C’È

Per esempio questo signore
Ricky Gervais
e chi ha creato questa striscia
doppiaggio
e chi ha postato questa foto
Che-gay
commentando

Armando Tavano

QUANDO PASSI LA TUA VITA FUCILANDO GAY E POI DIVENTI IL LORO SIMBOLO

E poi questo

Il godimento assoluto del giornale unico del virus per il ritorno e le falle del sistema Veneto, per i contagi nel vicentino, per la rabbia di Luca Zaia che ha denunciato il manager che non si è voluto ricoverare. Sapete quanti sono i positivi di questo scandalo di seconda ondata? Soltanto cinque! (Nicola Porro)

E questo

DUE PERICOLOSI FOCOLAI D’INCENDIO A VICENZA, ORA SPENTI

Ieri sera a Vicenza vi sono stati due pur piccoli focolai d’incendio, potenzialmente devastanti, per fortuna spenti per tempo.
Più precisamente ho acceso due fornelli per prepararmi la cena, spaghetti e salsa di pomodoro. Finita la cottura, ho spento i fornelli.
E ALLORA???????
E allora nessun pericolo, ma se invece di “fornelli accesi” li chiamo “focolai” fa tutto un altro effetto. Si chiama terrorismo psicologico (Enrico Richetti)

E poi Giovanni Bernardini che a un giornalista del TG2 che ha affermato che il nero è la somma di tutti i colori, ha risposto pubblicando questo video in cui una bambina (BAMBINA!) dimostra inequivocabilmente che la somma di tutti i colori è il bianco.

Il nero, piaccia o no agli illuminati antirazzisti, è l’assenza di tutti i colori.

E ancora queste due signore

Federica Chimenti

Le Vite dei Bianchi Non Contano

di

Betta Maselli

La splendida fanciulla raffigurata
Priyamvada Gopal
è Priyamvada Gopal, professoressa di Cambridge.
Qualche giorno fa ha twittato “le vite dei bianchi non contano”.
Il tweet è stato cancellato dal network e lei ne ha rifatto un altro in cui ribadisce il suo pensiero.
L’università di Cambridge, dopo gli attacchi ricevuti da questa formidabile ambasciatrice di pace, ha dichiarato che “difende il diritto dei suoi accademici di esprimere le proprie opinioni legittime che altri potrebbero trovare controverse”
Ora sostituite i colori e immaginate…

Beh, no, non abbiamo alcun bisogno di immaginare: qualcuno ha provato a dire che White lives matter – che dopotutto dovrebbe essere molto meno grave che dire che Black lives don’t matter – e non se l’è passata per niente bene. Quanto alla gentile signora, una volta il luogo comune voleva che le donne belle dovessero essere necessariamente stupide mentre alle cozze sarebbe stata data, come premio di consolazione, l’intelligenza. Ma non sempre i luoghi comuni sono vicini alla verità; per esempio questa signora,
Hedy-Lamarr
oltre che attrice famosa, è stata anche autrice di importanti invenzioni tecnico-scientifiche utilizzate sia in campo civile che militare, mentre le signora là sopra ha dato di sé le prove che abbiamo visto.

E sempre in tema di buon senso e ragionevolezza vi propongo Donald Trump

e Matteo Salvini

e infine alcuni importanti spezzoni del grande discorso di Donald Trump per il 4 luglio tradotti in italiano.

Il 4 luglio di Trump: “Fermeremo il nuovo fascismo di sinistra”

di Redazione

Pubblichiamo il discorso che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha tenuto ieri in occasione delle celebrazioni per il 4 luglio, giorno dell’indipendenza, al monte Rushmore, nella cui roccia sono scolpiti i volti dei presidenti George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln.

(Testo tradotto dal quotidiano “La Verità”).

Non potrebbe esserci posto migliore per celebrare l’indipendenza dell’America, se non sotto questa magnifica, incredibile, maestosa montagna monumentale, dedicata ai più grandi americani che siano mai vissuti. Oggi, rendiamo omaggio alle vite eccezionali e alle straordinarie eredità di George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Teddy Roosevelt . Sono qui come vostro presidente per proclamare davanti al Paese e davanti al mondo che questo monumento non sarà mai profanato, questi eroi non saranno mai sfregiati, il loro retaggio non sarà mai distrutto, i loro successi non saranno mai dimenticati e il Monte Rushmore resisterà per sempre come tributo eterno ai nostri antenati e alla nostra libertà. […]
La nostra nazione sta assistendo a una campagna spietata per spazzare via la nostra storia, diffamare i nostri eroi, cancellare i nostri valori e indottrinare i nostri figli. Folle rabbiose stanno cercando di abbattere le statue dei nostri fondatori, sfigurare i nostri monumenti più sacri e scatenare un’ondata di crimine violento nelle nostre città. Molte di queste persone non hanno idea del perché lo stiano facendo, ma alcuni sanno esattamente che cosa stanno facendo. Pensano che il popolo americano sia debole, molle e sottomesso. Ma no, il popolo americano è forte e orgoglioso e non permetterà che il nostro Paese e tutti i suoi valori, la sua storia e la sua cultura gli siano sottratti. Una delle loro armi politiche è cancellare la cultura, scacciare le persone dal loro lavoro, gettare nella vergogna chi dissente e chiedere la totale sottomissione di chiunque non sia d’accordo.
Questa è la definizione stessa di totalitarismo, ed è completamente estranea alla nostra cultura e ai nostri valori e non ha assolutamente posto negli Stati Uniti d’America. Questo attacco alla nostra libertà, alla nostra magnifica libertà deve essere fermato e sarà fermato molto rapidamente. Non tuteleremo questo movimento pericoloso, proteggeremo i figli della nostra nazione da questo assalto radicale e preserveremo il nostro amato stile di vita americano. Nelle nostre scuole, nelle nostre redazioni, persino nelle nostre sale riunioni aziendali, c’è un nuovo fascismo di estrema sinistra che richiede fedeltà assoluta. Se non parlate la sua lingua, non eseguite i suoi rituali, non recitate i suoi mantra e non seguite i suoi comandamenti, allora sarete censurati, banditi, inseriti nella lista nera, perseguitati e puniti. Non succederà a noi. Non fate errori. Questa rivoluzione culturale di sinistra è progettata per rovesciare la Rivoluzione americana.
In tal modo distruggerebbero la stessa civiltà che ha salvato miliardi di persone dalla povertà, dalle malattie, dalla violenza e dalla fame e che ha portato l’umanità a nuovi livelli di successo, scoperta e progresso. Per renderlo possibile, sono determinati a demolire ogni statua, simbolo e memoria della nostra eredità nazionale. […] Questo è il motivo per cui sto schierando le forze dell’ordine federali per proteggere i nostri monumenti, arrestare i rivoltosi […] Il nostro popolo ha una grande memoria. Non dimenticherà mai la distruzione di statue e monumenti, dedicati a George Washington, Abraham Lincoln, Ulysses S. Grant, abolizionisti e molti altri. Il caos violento che abbiamo visto nelle strade e nelle città che sono gestite dai democratici liberal è il risultato prevedibile di anni di estremo indottrinamento e faziosità nell’istruzione, nel giornalismo e in altre istituzioni culturali.
Contro ogni legge della società e della natura, ai nostri figli viene insegnato a scuola a odiare il proprio Paese e a credere che gli uomini e le donne che l’hanno costruito non fossero eroi ma persone cattive. La visione radicale della storia americana è una rete di bugie, ogni visione viene rimossa, ogni virtù viene oscurata, ogni motivazione viene alterata, ogni fatto viene distorto e ogni difetto è amplificato fino a quando la storia non viene epurata […]. Questo movimento sta attaccando apertamente l’eredità di ogni persona sul Monte Rushmore. Hanno macchiato il ricordo di Washington, Jefferson, Lincoln e Roosevelt. […] Nessun movimento che cerca di smantellare queste preziose eredità americane può nutrire nel profondo un amore per l’America. Non può succedere. Nessuna persona che tace sulla distruzione di questa eredità splendente può condurci a un futuro migliore.
L’ideologia radicale che attacca il nostro Paese avanza sotto la bandiera della giustizia sociale, ma in verità finirebbe col demolire sia la giustizia che la società. Trasformerebbe la giustizia in uno strumento di divisione e vendetta e trasformerebbe la nostra società libera e inclusiva in un luogo di repressione, dominio ed esclusione. Vogliono zittirci, ma non saremo messi a tacere. […] Dichiariamo che gli Stati Uniti d’America sono la nazione più giusta ed eccezionale mai esistita sulla terra. Siamo orgogliosi del fatto che il nostro Paese sia stato fondato sui principi giudaico-cristiani e comprendiamo che questi valori hanno fatto progredire notevolmente la causa della pace e della giustizia in tutto il mondo. Sappiamo che la famiglia americana è il fondamento della vita americana.
Riconosciamo il solenne diritto il dovere morale di ogni nazione a mettere in sicurezza i propri confini e stiamo costruendo il muro. Ricordiamo che i governi esistono per proteggere la sicurezza e la felicità dei propri popoli. […] Siamo il Paese di Andrew Jackson, Ulysses S. Grant e Frederick Douglass. Siamo la terra di Wild Bill Hic – kok eBuffalo Bill Cody. Siamo la nazione che ha dato origine ai fratelli Wright, ai Tuskegee Airmen, a Harriet Tubman, a Clara Barton, a Jesse Owens, al generale George Patton, al grande Louis Armstrong, ad Alan Shepard, ad Elvis Presley e a Muhammad Ali, e solo l’America avrebbe potuto creare tutti loro. Nessun altro posto.

Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d’America, 4 luglio 2020 (qui)

E niente, è un grande.

barbara

MI CHIEDO 1

tassa covid
Leggo interventi indignati, orripilati, scandalizzati, furibondi, inorriditi: la tassa covid?! Esercenti ladri! Con la scusa del covid ci vogliono derubare, si vogliono arricchire a nostre spese! Adesso mi informo e se lo fa anche il mio non ci vado più! E io

Mi chiedo

Ma dove vivono questi? Ma sanno che cosa è successo? Lo sanno che questa gente è rimasta chiusa per due mesi e mezzo? Che per due mesi e mezzo non hanno guadagnato un centesimo? E che però hanno dovuto continuare a pagare l’affitto? Affitti che di norma sono nell’ordine delle migliaia di euro al mese. E adesso hanno dovuto comprare, pagando di tasca propria, gli apparecchi per sanificare. Ed ettolitri di igienizzante, e tutto l’armamentario per sé e per i dipendenti, e l’aggeggio che si appoggia sulla fronte per rilevare istantaneamente la temperatura, e soprascarpe di plastica monouso per i clienti, e, nel caso di estetiste e affini, re-igienizzare le cabine dopo ogni cliente, e, per tutti, poter accettare – vado a occhio – da un quarto a un decimo dei clienti consueti: ma come vi immaginate che possa arrivare questa gente a sbarcare il lunario? Loro sono alla fame e voi, magari col 27 che vi arriva regolarmente in banca, avete la faccia tosta di lamentarvi se vi si chiede un microscopico contributo per metterli in condizione di poter sopravvivere? E avete calcolato che se invece li mettiamo in condizione di dover chiudere e quelli non guadagnano più e di conseguenza non pagano più tasse, presto lo stato non avrà più liquidità per pagare i vostri stipendi, le vostre pensioni, e neanche per mantenere in funzione gli ospedali? E allora vedremo cosa ce ne facciamo delle misure anti-covid.

Vedo un video come questo

e io

Mi chiedo

Ma quelli che stabiliscono le regole,

uomini senza fallo [e intendetela pure come vi pare], semidei
che vivete in castelli inargentati
che di gloria toccaste gli apogei

si sono mai degnati di scendere nel mondo reale? Hanno mai camminato per le strade del comune volgo dove la merda di cane aumenta a vista d’occhio perché i vigili sono troppo occupati a scaraventare giù dalle panchine signore prive di mascherina e le forze dell’ordine hanno troppo da fare a perlustrare spiagge e mari e parchi con elicotteri e droni e auto e quad non sia mai che gli sfugga un untore che rema al largo? Si sono mai trovati a doversi guadagnare il pane? È mai capitato loro di doversi confrontare concretamente con l’applicazione rigida – pena multe devastanti – delle regole da loro imposte? No, vero?

Rileggo questo articolo di Giulio Meotti di due anni fa:

La Turchia minaccia Israele: “Guai se riconoscerete il genocidio armeno”. Io invece penso che, per far chinare la testa al sultano Erdogan e per rendere giustizia a un crimine superato soltanto dalla Shoah degli ebrei, sia giunto il momento per tutti i paesi civili europei e occidentali di riconoscere l’annientamento della più antica nazione cristiana al mondo. Non è un caso che sia stato proprio uno scrittore ebreo, Werfel, a descrivere l’odissea armena con un libro che commosse il mondo. Gli armeni affondati sui barconi a Trebisonda, gli armeni sgozzati a Ak-Hissar, le carovane armene depredate di tutto, assaltate dai lupi, decimate dalla fame, i nonni armeni che precipitavano nei burroni e morivano nelle notti ghiacciate, gli armeni giustiziati a Bitlis, a Sasun, a Erzurum, la pulizia etnica degli armeni in Cilicia, il massacro di madri e figli armeni nel cortile della scuola tedesca di Aleppo, gli armeni rifugiatisi nel Caucaso e buttati nei fiumi come stracci. Hitler, nel 1942, preparando l’Olocausto degli ebrei, disse: “Chi si ricorda più degli armeni?”. Date un bel dispiacere a quel presuntuoso di Erdogan, riconoscete il genocidio armeno! Fu un Isis ante litteram.
Giulio Meotti

E io

Mi chiedo

Fino a quando continueremo a leccare il sedere ai peggiori satrapi e dittatori nella vigliacca speranza di essere mangiati per ultimi? Qualcuno ancora non ha capito che la vigliaccheria della preda ha come unico risultato di stimolare l’appetito del predatore?

Continuo a leggere e sentire in ogni dove che Salvini è un buzzurro, un gaglioffo – ben altra cosa rispetto alla raffinata eleganza di Giuseppi, alla sua pacatezza, alla sua espressione intelligente
Conte 1
l’irresistibile fascino,
Conte 2
il sorriso aperto e schietto
Conte 3
– un uomo rozzo e incolto, capace solo di esaltare demagogicamente le piazze – ignoranti: c’è bisogno di dirlo? – senza una sola idea o proposta concreta. Poi vedo questo video,

oltre a quello già visto qui e io

Mi chiedo

che cosa avrebbe, concretamente, Salvini che non va? Qualcuno potrebbe spiegarmelo con parole sue?

E infine, per oggi, vedo questa foto
bonafede
e io

Mi chiedo

ma l’uomo è disceso dalla scimmia passando per l’asino?
asino-che-ride
PS: Poi arriva l’amico Shevathas e dice: molta carne al fuoco.

barbara

FIGLI DI UN DIO MINORE

Noi.

Figli di un dio maggiore: loro

Quanti reati passibili di arresto immediato ci sono qua dentro? E dove sono tutti gli elicotteri droni auto quad in servizio permanente attivo per dare la caccia al canoista, al sub, al tizio che corre nel parco calzoncini azzurri maglietta verde berrettino bianco eccolo sta entrando nel parco con le forze a terra che lo rincorrono urlando fermati cialtrone? Dove sono quelli che accorrono in massa per tirare fuori a forza un tizio che chiuso nella sua auto strepita un po’ di scempiaggini, stenderlo a terra, tenerlo bloccato e farlo sedare – drogare è la parola giusta – procedendo poi a quattro giorni di ricovero coatto legato al letto e con la flebo sempre attaccata? Qui nient’altro che una cretina che ripete come un disco rotto “tranquilli” e un branco di bastardi troppo impauriti perfino per chiamare rinforzi?  E queste sarebbero le forze dell’ordine che noi paghiamo per difendere i cittadini dai criminali? Vergogna!

Politici figli di un dio minore: quelli che anche se hanno ragione e tutti, a partire dai magistrati, sanno che hanno ragione, vanno comunque attaccati, perché sono dalla parte sbagliata, sono brutti sporchi e cattivi e in più buzzurri a prescindere, qualunque cosa dicano, e pertanto quando si azzardano ad aprire bocca vanno interrotti e sbeffeggiati

Politici figli di un dio maggiore: gli altri, che possono insultare, mentire, sputare sui morti,

possono devastare un settore delicato come la giustizia, possono fare più salti di una cavalletta e più giravolte di Juri Chechi (eccetera. Un lungo lungo lungo eccetera), ma vanno comunque difesi, perché se il governo dovesse, diocenescampieliberi, cominciare a incrinarsi, si sarebbe costretti a permettere al popolo di votare, e si sa che il popolo è stupido e ignorante, e voterebbe nel modo sbagliato. E noi, che siamo buoni, gli impediremo con tutte le nostre forze di sbagliare, anche a costo della sua vita.

barbara

FATTA

Sono riuscita a muovere la macchina prima che si scaricasse la batteria. Naturalmente mi sono portata dietro l’autocertificazione con su scritto “devo ricaricare la batteria perché sono una pensionata povera e non posso permettermi spese extra di meccanico” ma non ho incontrato nessuno. In effetti qui sembrano abbastanza tranquilli, io devo andare tutti in giorni in uno studio medico per un trattamento laser alla schiena; i primi giorni incontravo almeno cinque o sei macchine tra polizia carabinieri vigili e guardie di finanza, adesso al massimo una o due, che non disturbano nessuno. Per la strada vedo persone che camminano, persone ferme che fanno due chiacchiere a debita distanza, e loro passano, evidentemente verificano, come è giusto, che non ci siano assembramenti, e vanno oltre. In compenso sembrano scatenati quelli della guardia costiera presi, a quanto pare, dalla libidine del potere, inseguito raggiunto e multato il tizio in canoa, inseguito raggiunto e multato quello che faceva surf, e i commenti sui social, parecchi “mi sembra che si stia esagerando”, ma anche “Non ci posso credere!! Invece di difendere le forze dell’ordine difendete i trasgressori?!?!” Qualcuno per fortuna si è anche chiesto: “Ma tutta questa esibizione di muscoli con elicotteri e motovedette mossi per un uomo in canoa, a noi quanto costa?” E qualcun altro anche “E dove sono quando cerchiamo di far liberare i parchi dalle bande di spacciatori, dove sono quando vorremmo farci difendere dalla mafia nigeriana e ci sentiamo rispondere che non hanno mezzi?”

Domani comunque tiro fuori la bicicletta. Sull’autocertificazione scriverò “Devo muovermi perché sono vecchia e se mi fermo non mi muovo più. E a voi tocca anche pagarmi la pensione di invalidità”. La scrittura creativa è sempre stata il mio forte. E prima di chiudere per poi tornare alle cose serie, beccatevi questa bella botta di Conteide. NOTA per chi non conosce questi video: guardate bene tutte le facce.

E prima che tutto questo cominciasse…

barbara

IL BOLLETTINO DI GUERRA ODIERNO

(in realtà di ieri, ma finché non vado a letto il vostro ieri è ancora il mio oggi)
09.03.2020
La tragedia è che oltre che nelle mani di un governo di cialtroni incapaci, siamo anche in quelle di questa gente qui

e, come giustamente dice questo signore,

“Nella storia saremo ricordati come il popolo che morì di apericena, si estinse sullo ski-lift, si dissolse nei baretti, con un bicchierone di spritz in mano e la parmigiana di mammà nel trolley”.
Eugenio Capozzi

E farebbero bene, questi branchi di decerebrati, autentici seminatori di morte, ad ascoltare questo

ma sono sicura che direbbero che anche lui è un paranoico catastrofista. Comunque, con un raddoppio di contagiati ogni due giorni, e un tasso di mortalità che in Lombardia ha superato il 6%, se ne accorgeranno presto. Il problema è che ce ne accorgeremo anche noi, senza averlo scelto.

E non dimentichiamo

E chissà se qualcuno farà mai il conto di quanti morti avrà sulla coscienza la piccola greta.

barbara

IL CITOFONO, SALVINI, E LE ANIME BELLE

Comincio con questo articoletto di sette anni e mezzo fa (gelosamente conservato nel mio archivio, perché io lo so che non va buttato via niente perché prima o poi serve. Ecco, adesso serve).

IL MICROCITOFONO

Mark è un caro amico inglese. Ha studiato in Italia, vuole bene agli italiani, si dispera di fronte al nostro declino. L’ho rivisto questa settimana. Si occupa adesso di informazione televisiva, ma ha insegnato a lungo letteratura italiana. Con lui la conversazione è sempre brillante, ha un forte senso del comico e della teatralità. Anni fa ci aveva fatto morire dal ridere imitando le interviste ai politici colti alla sprovvista mentre camminano per strada. Il mutismo di Cuccia gli era sembrato un gioiello alla Chaplin, ma pur sempre un episodio da circo di strada, indegno di una civile e moderna informazione. Ho chiesto a Mark che cosa lo colpisce nei nostri telegiornali. Pensavo mi parlasse degli esiti della sentenza-Berlusconi. La sua risposta mi ha spiazzato più della sentenza della Cassazione, che a dire il vero, per il modo spagnolesco come è stata formulata davanti a milioni di telespettatori, richiedeva come minimo una laurea in giurisprudenza perché si capisse che di condanna e non di assoluzione si trattava. Il microcitofono. Ecco invece che cosa ha colpito la fantasia di Mark. Il microfono appoggiato sul citofono di un ignaro cittadino. Sullo schermo tu vedi una mano reggere un “gelato”, come si dice in gergo. Sia di Mediaset, della Rai o della 7 non fa differenza. Lo sventurato, microcitofonato, quasi sempre, risponde. D’estate capita più spesso, perché la cronaca nera occupa molto spazio nell’informazione e i gelati forse rinfrescano. C’è qualche cosa di impudico, ha osservato Mark, la sera in cui ad essere microcitofonata era una madre che aveva appena perso un figlio nell’incidente del bus in Irpinia. Mark mi ha promesso di fare una piccola inchiesta comparativa per verificare se altri cronisti nel mondo civilizzato sono capaci di tanta crudeltà.
Alberto Cavaglion (21 agosto 2013)

Non so se lo abbia fatto, ma immagino che la risposta sia no, questa cosa incivile credo proprio che ci sia solo in Italia. E dunque in Italia si fa così, è un’abitudine, si fa normalmente, lo fanno tutti e nessuno si scandalizza, nessuno protesta, nessuno lancia anatemi (non sono politici? Non hanno responsabilità di governo? Non rappresentano lo Stato? Vero. Però è anche vero che sono pagati per fare informazione, che dallo sciacallaggio, almeno in qualche dettaglio, si dovrebbe distinguere). L’ha fatto anche Salvini, che però, oltre ad alcuni altri dettagli che fra poco vedremo, non aveva il microfono. E passo a questo articolo di Alessandro Rico.

Peggio di Salvini al citofono c’è la sinistra in fuga dalle periferie

«Scusi, lei spaccia?». La citofonata del leader leghista al tunisino accusato di essere un pusher è, evidentemente, una «salvinata». Uno scivolone, una caduta di stile. Forse figlia di questo tempo, forse dell’immaturità politica di un «Capitano» bravissimo in campagna elettorale, ma ancora poco a suo agio nei panni dell’istituzione. Per citare un ex premier, Matteo Salvini è solo un «senatore semplice». Ma da un ex ministro dell’Interno, che aspira a diventare presidente del Consiglio, ci si aspetterebbe un po’ più di contegno.
C’è persino chi – sul Sole 24 Ore – si è divertito a elencare tutte le potenziali violazioni commesse dal capo del Carroccio. Per carità, critiche sacrosante: se uno pensa a uno statista, persino nell’era dei social e dei tweet al vetriolo, non immagina un politico che fa sceneggiate del genere. Sarebbe troppo pure per personaggi notoriamente sopra le righe, come Boris Johnson o Donald Trump. Detto questo, però, non vorremmo che ci si soffermasse sul dito della «salvinata» e si ignorasse la luna dell’emergenza periferie.
In un quartiere di Bologna, il Pilastro, nel 2020 accade che la brava gente viva in mezzo agli spacciatori (non sarà il caso del tunisino, ma non cadiamo dal pero, fingendo che in quei posti non si smerci droga). Accade che le classi sociali più disagiate condividano i loro spazi con i criminali, che le zone popolari siano diventate zone delinquenziali. Accade che una signora, magari un tantino sanguigna, dichiari candidamente di girare armata per timore di aggressioni. Accade che un mix letale tra buonismo e immigrazione abbiano trasformato certe aree urbane in luoghi senza legge, senza ordine, senza Stato, in cui gli abitanti convivono con il terrore e le intimidazioni. E tutto questo non succede solo a Castel Volturno, la terra di nessuno dove la camorra è stata scalzata dai clan nigeriani. Anche quello è un orrore inaccettabile, ma in un certo senso, ci abbiamo fatto il callo.
Scopriamo invece che il degrado alberga nella civile Emilia Romagna, quella che «non si lega», quella che le sardine vogliono difendere dalla barbarie sovranista. E ci accorgiamo che proprio questa sinistra ricolma di coscienza civile, per cui la vera urgenza, il vero dramma sociale, è il fantomatico ritorno del fascismo, ai citofoni delle borgate non suona da un bel po’.
Per cui Salvini avrà sbagliato, avrà esagerato, sarà stato inelegante, inopportuno, di cattivo esempio; però i moralisti che lo bacchettano, in quelle periferie non si sono mai fatti vedere. Erano troppo impegnati a garantire gli interessi dell’alta borghesia, per accorgersi che la loro bontà, il loro umanitarismo, l’avrebbero pagato i più deboli. È così che – culturalmente, prima ancora che elettoralmente – questa sinistra, a Salvini, la vittoria gliel’ha… citofonata.
Alessandro Rico, 23 gennaio 2020, qui.

Concordo quasi su tutto; il quasi è rappresentato dall’inizio: no, non è stata una guasconata, una caduta di stile, un sintomo di immaturità politica: è stato un segno, il segno giusto da dare a quella fetta di cittadini italiani a cui i buoni di professione hanno rubato perfino il diritto di protestare. È stato un dire a quella gente oppressa e terrorizzata “Io ci sono. Io vedo, io sento, io parlo”. E sembra che anche qualcuno dei commentatori all’articolo la pensi come me. Ne ho presi alcuni, che mi sembrano particolarmente interessanti.

Diciamo che certa sinistra è abituata a frequentare certi quartieri solo per necessità di … rifornimento. E si inkazza se vai da quelle parti a disturbare certi commerci.

La cosa più imbarazzante è che la sinistra pur di dar addosso a Salvini, difende uno spacciatore! ripeto SPACCIATORE. davvero grottesco, patetico e ipocrita.

Sulle prime ho pensato questo episodio come a una simpatica guasconata. Pensandoci meglio, però, ho fatto alcune considerazioni: se uno ha il citofono col nome sopra, vuol dire che gli si può citofonare. Delle due l’una: o in casa ci sta uno spacciatore, o no. Se non c’è, perché c’è un nuovo inquilino, è un errore di persona, e bastano le scuse. Se l’inquilino è in effetti lo spacciatore, dove sta l’offesa? In questo paese a una persona perbene si può dire qualsiasi cosa, ma non si può dire a un delinquente che è un delinquente?
Secondo punto: Salvini è stato sollecitato dalla madre di un ragazzo morto per droga. Vuoi che a suo tempo questa signora non abbia allertato anche polizia e inquirenti? Evidentemente a vuoto. In ogni quartiere si sa chi spaccia, chi ricetta, chi organizza giri di prostitute, dove si riuniscono i rom a consegnare la mazzetta al loro capo, ecc.
Perché le forze dell’ordine non intervengono? Forse perché hanno le mani legate?
Infine: che danno ha ricevuto lo “studente”?
Avrà sicuramente la “carriera” facilitata dall’offesa di Salvini.

nei panni di Salvini che viene avvicinato da una madre che HA PERSO UN FIGLIO PER OVERDOSE, la quale gli indica l’abitazione di una famiglia di spacciatori, cosa avreste fatto ?
Poteva indicarle (od accompagnarla) dai Carabinieri, come predicano le anime belle, ma ipocrite, che fingono di non sapere la TOTALE INUTILITA’ di queste denunce.
Oppure poteva fare ciò che ha fatto, dimostrando concreta solidarietà alla povera madre, evidenziando il disastro sociale dello spaccio libero ed impunito.
Non sono un leghista, ma questo gesto, pur poco ortodosso, dimostra molta più umanità di tanti discorsi pieni di retorica buonista.

@ Rico, che scrive: «In un quartiere di Bologna, il Pilastro, nel 2020 accade che la brava gente viva in mezzo agli spacciatori.» Accade che la signora sanguigna che ha accompagnato Salvini il giorno dopo abbia trovato la sua auto col parabrezza sfondato. Accade anche che la droga viene spacciata non solo al Pilastro, ma anche alla Montagnola, in Piazza Verdi (cuore della zona universitaria), ecc. Accade, accade… Bisognerebbe vivere a Bologna per vedere ciò che accade, e rendersi conto di quanto del degrado della città.

La citofonata “sopra le righe” non è altro che ciò che fanno giornalisti di ogni parte da anni ed anni, quando indagano su fenomeni non raccomandabili.
Magari ricevendo in cambio violenze intimidatorie, come in questo caso la violenza contro l’auto della signora.
Nell’inazione di chi sarebbe deputato ad evitare il degrado, altri soggetti si preoccupano di denunciare (NB: solo denunciare, fermo restando che sul resto ci sarebbe da discutere) ciò che non viene risolto.
Quindi no, non c’è proprio niente di male nel farlo, anzi: è precisamente il modo per dare la giusta attenzione a certi fenomeni, che altrimenti vengono ignorati costantemente, lasciando le persone normali (i veri “deboli” da difendere, oggi), alla mercé di prepotenti di ogni genere.
La sinistra non è solo colpevole di “stare lontana dalle periferie”: è colpevole di difendere questa degenerazione di molti luoghi del paese.
Perché non solo se ne frega, ma non manca di stare sempre dalla parte sbagliata.
L’esempio lampante di tale modo di fare, anche se non italiano, è quello delle gang di stupratori pedofili pakistani in UK, coperti e non perseguiti dalla polizia per non creare “tensioni razziali” e scemenze simili.
Serve un gran bel casino contro questo atteggiamento, altroché.

E a forza di impedire che qualcuno tocchi Caino, siamo arrivati a catturare, legare, bendare, imbavagliare il povero Abele e servirlo su un piatto d’argento. Già appecorinato, così non devono neanche fare la fatica di mettercelo loro.

barbara

AGGIORNAMENTO:

  1. il “citofonato” è stato arrestato SEI volte e segnalato TREDICI volte per spaccio anche di eroina. Tra l’altro lo ha ammesso l’interessato;
  2. il fratello del “citofonato” è stato in carcere per SETTE anni per vari reati tra cui rapina, spaccio e lesioni;
  3. la signora italiana che accompagnava il perfido Matteo ha avuto un figlio morto di overdose;
  4. a seguito di ciò la signora è stata minacciata di stupro e di morte;
  5. dopo la “citofonata” alla signora hanno spaccato parabrezza e vetri dell’auto a sassate;
  6. il palazzo dove è avvenuta la citofonata incriminata è occupato abusivamente da trenta gruppi di preziose risorse maghrebine. (qui)

IL RE È NUDO

Per non parlare delle regine.

Matteo Salvini organizza un convegno sull’antisemitismo, ma la signora Segre, fabbricatrice di una “commissione contro l’odio” (qualunque cosa una simile pagliacciata voglia significare) con particolare attenzione all’antisemitismo, non ha tempo per intervenire. Lo trova però per commentare che «la lotta all’antisemitismo non deve e non può essere disgiunta dalla ripulsa del razzismo e del pregiudizio». Cioè, tradotto in italiano purgato dall’ipocrisia, “non vengo perché Salvini è brutto sporco e cattivo, e qualunque cosa fatta da lui diventa brutta sporca e cattiva”.

Sempre in merito allo stesso convegno la signora* Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e anch’essa latitante, non ha saputo esprimere altro che critiche a Salvini, critiche alle quali risponde da par suo Niram Ferretti.

Negli Stati Uniti i repubblicani propongono una risoluzione a sostegno degli iraniani che protestano contro i sistematici abusi del regime e le sistematiche violazioni dei diritti umani, ma i democratici, con in testa la signora Nancy Pelosi, qui immortalata con annessa latteria,
USA-Nancy-Pelosi
la bloccano.

Ma denunciare la nudità delle regine non solo è politicamente scorretto a livelli inaccettabili ma anche, come direbbe la nota giornalista Rula Jebreal, razzista e sessista.

*Con la signora in questione ho avuto un vivace scambio, un paio d’anni fa, a proposito di questo articolo. Se qualcuno fosse interessato, lo può leggere qui: NOEMI DI SEGNI.

barbara

OCCHIO CHE TORNA L’ANTISEMITISMO

Occhio alla destra che là sono tutti fascisti. Occhio ai sovranisti che coi fascisti fanno anche rima. Occhio a quell’individuo che non dobbiamo lasciar tornare a governare – a costo di cancellare il diritto di voto, cambiare la legge elettorale e qualunque altra diavoleria utile riusciamo a escogitare – se no tempo un paio di settimane ci tocca marciare al passo dell’oca e gli ebrei tutti a nascondersi. Cittadini, compagni, lavoratori, guardate bene quest’uomo e guardatevene bene, o la democrazia sarà stritolata e voi vi ritroverete confinati nelle barbare caserme.

Se il primo vi sembra troppo lungo, limitatevi a guardare l’ultimo minuto (però fareste bene a guardarvelo tutto).

Questo invece è breve e dovete guardarlo tutto.

E concludo con questa foto
Boris Johnson
e con questo commento di Giulio Meotti, di cui condivido totalmente l’entusiasmo:

“Boris Johnson glielo ha fatto grosso così a Jeremy Corbyn. Grandi inglesi!”

Dai, che tra Johnson, Trump, Bolsonaro, Salvini e Orban forse ce la facciamo a restare a galla.

(PS: fino a domani sera non ci sono)

barbara

QUANDO I POLITICI SI DANNO ALL’ITTICA 2

Quelli che sono convinti di avere inventato una novità.

Folle d’Italia, o della cronologia di un fallimento annunciato

Nel 2007 c’è il primo V day, abbreviazione di “vaffanculo day”, in cui Travaglio (che Beppe Grillo “vorrebbe come ministro di grazia e giustizia”) recita alla folla liste di corrotti come fosse Savonarola. È un momento storico, sono supportati da migliaia, milioni di semplici cittadini né di destra né di sinistra che si sono organizzati dal basso per “mandare affanculo i politici”.
È così che nasce il Movimento 5 stelle, destinato a ripristinato la legalità, aprire il parlamento come una scatoletta di tonno e rendicontare anche gli scontrini del caffè. Peccato poi glie li abbiano rubati (oh nooo), poi li abbiano falsificati, poi sticazzi degli scontrini e oggi combattono per tenersi case che non gli spettano.

Nel 2009 c’è il “No B. day”

Ben 300.000 persone si riuniscono in piazza San Babila per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi dopo la bocciatura del lodo Alfano. Organizzati via Internet, dal basso, semplici cittadini né di destra né di sinistra, è un momento storico. L’anno dopo si ritroveranno al teatro Vittoria con Di Pietro e Vendola via webcam, sul palco PCI, Verdi, Radicali, PDCI e PD mentre in platea ci saranno a malapena cento persone. Oggi il sito è in vendita, ma va ricordato il climax quando a gran voce si chiede se a Veronica Lario di diventare segretaria del PD in quanto donna capace di divorziare.

Nel 2010 c’è Raiperunanotte

Il 25 marzo centinaia di piazze d’Italia guidate da Michele Santoro si riempiono per aggirare la sospensione di messa in onda di Talk show politici. Organizzati via Internet, dal basso, semplici cittadini né di destra né di sinistra hanno trasmesso in diretta streaming un momento storico, proiettandolo su megaschermi in collaborazione con altre emittenti.
Raiperunanotte è stato “il primo sciopero degli abbonati RAI”, “una scossa tellurica alla TV italiana”, con Vauro e Santoro che pronunciano un solenne giuramento. Quale? Boh, chi se lo ricorda. Oggi Vauro “è felice di andare a pranzo con un fascista” e Santoro vorrebbe tornare in Rai.

Nel 2011 è “Senonoraquando”

Il 13 febbraio le piazze si riempiono di donne che pretendono le dimissioni di Silvio Berlusconi, indignate dalle feste eleganti, le olgettine e la dura legge del Bunga. Organizzate via Internet, dal basso, semplici cittadine né di destra né di sinistra volevano un mondo morale per le loro figlie. Era un momento storico, una data che avrebbe cambiato l’Italia. Oggi si scannano tra di loro dopo essersi scisse in ottotremila fazioni su questioni che sostanzialmente vertono su “tutte le donne dovrebbero X”.
Lo stesso anno, causa spread fuori controllo, Berlusconi si dimette.

Arriva Mario Monti

Nel 2012 c’è il NO MONTI DAY, a cui segue il Movimento 9 dicembre detto “dei forconi”. Semplici cittadini da nord e sud Italia, né di destra né di sinistra, coordinati via Facebook, si organizzano dal basso per organizzare uno sciopero a oltranza con blocchi stradali finché “qualcuno dei politici farà qualcosa”. È un momento storico, a migliaia paralizzano il paese finché salta fuori che il leader è un allevatore di pesce bancarottaro che ha la brillante idea di presentarsi in Jaguar e sorriso smagliante.
Complice la scoperta che all’interno del movimento né di destra né di sinistra ci sono svariati esponenti di Forza Nuova, tutto finisce nel nulla a macchia di leopardo, con sparuti gazebi qui e lì che vengono irrisi dai passanti. Da allora si scindono in “9 dicembre forconi per la sovranità” (22,000 like), “Movimento dei forconi” (63.000) e “Coordinamento nazionale per la rivoluzione 9 dicembre”.

Perché non hanno mai funzionato?

Bè, perché la folla non è geneticamente in grado di essere propositiva e men che meno costruttiva. È come il monossido di carbonio. Infinitamente potente e altrettanto volatile, sprovvista di memoria od organizzazione, si concentra, esplode e scompare senza lasciare traccia di sé se non i danni a case, macchine e cestini.
Costruire un partito (o leggere i curriculum dei candidati), trovare soluzioni efficaci (o credere al realismo invece che alle promesse facili) richiede uno sforzo intellettuale perdurante, cioè richiede impegno e fatica costanti senza divertimento. E questo la folla non lo può, non lo sa, non lo vuole fare; è contro la sua natura. La folla si riunisce per antagonismo, perché solo nel nemico trova la propria identità. Non importa se coi sassi e i bastoni che ha a disposizione potrebbe ricostruire Notre Dame; la folla preferirà sempre usarli per lapidare chi reputa l’abbia incendiata.

È questa la sua forza, e anche la sua condanna.

Nicolò Zuliani (qui)

Qui lo vediamo in una prospettiva diversa, ma la sostanza non cambia molto.
sardine 1
Credo sia interessante leggere la parte finale di questo articolo di Marcello Veneziani, che risponde a una domanda che si pongono in molti: ma in che modo le sardine impedirebbero di andare a sentire Salvini? Ve lo spiega molto bene lui.

La svolta ittica della sinistra ha poi un pericoloso contorno. Sono i centri sociali che autonomamente scendono in piazza ogni volta che si affaccia Salvini o la Meloni. E vorrebbero impedire coi loro modi facinorosi di esprimersi. Voi direte: ma le sardine, le innocue, dietetiche sardine, cosa c’entrano con gli estremisti dei centri sociali? Nulla, per carità, marciano divisi anche se poi colpiscono uniti lo stesso obiettivo, e magari cantano da ambo le parti Bella Ciao.
Ma vorrei far notare cosa succede quando Salvini va in piazza. È uno schema fisso, naturalmente casuale, che però si ripete puntuale. Si mobilitano le sardine da una parte e le murene dall’altra. Le une presentano una piazza dalla faccia pulita e senza curriculum politico; c’è un popolo, er valoroso popolo de sinistra, a piede libero, non di partito, non di corrente, se non marina. E le altre, le murene, servono a intimidire coloro che hanno intenzione di andare ad ascoltare Salvini. Si temono scontri, assalti, incidenti, lanci di roba, picchetti, così ti passa la voglia di andarci, soprattutto se sei una persona mite, un moderato, uno che non ha alcuna voglia di trovarsi coinvolto in qualche scontro tra polizia e manifestanti. Insomma s’innesca una tenaglia perversa in cui le sardine hanno il compito di persuasori, le murene fungono da dissuasori.
Ero in tour di conferenze tra l’Emilia e Romagna, e mi sono trovato nei luoghi in cui avrebbe parlato Salvini e in cui sarebbero usciti dalle scatole le sardine; i giornali locali tappezzavano le città di locandine sul pericolo di centri sociali in rivolta contro l’arrivo di Salvini. Si alimentava una psicosi, e naturalmente la colpa era di Salvini che con la sua presenza provoca e profana una terra antifascista.
Insomma vedi i ragazzi-sardina, pensi che siano merce nuova e poi ti ritrovi in versione marina, proprio nelle zone che furono il triangolo rosso della guerra civile, il vecchio fantasma dell’Anpi e dei nuovi partigiani fosco-emiliani. Vuoi vedere che la i finale dell’Anpi sta ora per partigiani ittici?
E il Pd come risponde alle sardine? Si fa piatto come una sogliola, per non farsi notare. Ma rischia di finire in padella. Indorato e fritto.

MV, La Verità 21 novembre 2019 (qui) 

E ricordatevi: se vuoi suonerete le vostre sardine, noi suoneremo i nostri gattini
gattini
Che poi alla fine comunque andrà a finire così
lotta
Continua

barbara

NO, QUESTO NON È INCITAMENTO ALL’ODIO

Salvini spara 1
Salvini spara 2
Salvini spara 3
Commento di Lisa Piccolo

In Italia continuano a crollare ponti e viadotti, ed è normale dal momento che son lì da quando ce li ha messi Mussolini 80 anni fa, però l’emergenza è fermare Salvinih!1!!1 (che è all’opposizione).
Addirittura i giornalai e le zecche elogiano una pseudo scultura che tutto è tranne arte. Ma andiamola a vedere attentamente questa scultura e vediamo il messaggio vero che ne viene fuori:

1) Salvini è un assassino;
2) Il cristianesimo è merda;
3) I neri sono primitivi che vanno ancora in giro nudi, su zattere prive di ogni tecnologia e sono piccolini, piccolini, quindi inferiori rispetto al cattivone gigante bianco supertecnologico e vestito;

Conclusione (risaputa): la sinistra è razzista e cristianofobica.

Io noterei anche quanto hanno fatto brutti e semi-deformi quei due negri: non saranno, sotto sotto, anche tremendamente negrofobici? Sapete quando per fare rivelare a dei bambini dei terribili segreti che non avrebbero mai il coraggio di lasciar scoprire con le parole, viene proposto loro di fare dei disegni, e dai disegni spesso viene fuori quella inconfessata verità? Ecco…

barbara