ALLUVIONE IN GERMANIA, UN ARTICOLO E UN COMMENTO

Questo è l’articolo, con un po’ di dati.

Alluvioni: ecco le più devastanti della storia d’Italia

Quali sono le alluvioni più devastanti della storia d’Italia? Dal 14 al 19 ottobre 1951 nell’Aspromonte e nella Calabria Jonica, tra Nardodipace, Africo, Canolo, Careri, Plati, si verificò una delle più violente alluvioni del Meridione. Il nubifragio fu causato dalla combinazione di venti di Scirocco e di Levante, provocando 70 morti e ingenti danni a colture e infrastrutture. Il 14 novembre 1951 fu la volta dell’alluvione del Polesine. Un violento nubifragio causò lo straripamento del Po che superò di 80 cm la massima di piena. L’acqua invase borghi, campi, distruggendo raccolti, allagando numerosi comuni, con maggiori conseguenze a Rovigo dove si registrarono 180 morti. Il 4 settembre 1948 un violento nubifragio tra le province di Asti, Albese, Chivass e Piemonte Orientale causò 42 morti. Il 21 ottobre 1953 in Calabria ci furono 51 morti, 100 dispersi e 2000 senzatetto per via del nubigrafio che gonfiò d’acqua la fiumana Valanidi.
Tra il 25 e il 26 ottobre 1954 un violento nubifragio colpì la Campania e la Costiera Amalfitana. I morti furono 318 con un dissesto territoriale senza precedenti. Dal 4 al 6 novembre 1966 a Firenze straripò l’Arno, provocando 35 vittime e numerosi danni alle opere artistico-letterarie; a luglio 1987 , nel territorio della provincia di Sondrio, il fiume Adda ruppe gli argini e nel comune di Valdisotto persero la vita 53 persone. Il 5 maggio 1998 A Sarno il maltempo ed il dissesto idrogeologico provocarono 159 morti. Altrettanto nota l’alluvione di Soverato del 9 settembre 2000, a causa di un grosso nubifragio venne inondato un campeggio e furono 12 le vittime. Dal 13 al 16 ottobre l’evento interessò il Po e gran parte dei suoi afflueti in Valle d’Aosta, Liguria, Piemonte e Lombardia con 23 vittime e 40 mila sfollati. Da ricordare l’alluvione di Carrara del 23 settembre 2000, in cui per il nubifragio morirono 2 persone; l’alluvione e colata di detrito nel comune di Villar Pellice, datata 29 maggio 2008; l’alluvione di Cancia il 18 luglio 2009, quella di Messina del 1 ottobre 2009; quella di Atrani del 9 settembre 2010.
In termini di vite umane, la catastrofe peggiore rimane quella della diga del Vajont.* Era il lontano 9 ottobre 1963 quando una frana si staccò dal Monte Toc, cadendo nel bacino della diga e creando un’onda che trascinò, investendo i paesi sottostanti, tra cui Longarone. Furono 1909 i morti ufficiali che, secondo altre stime, ammontano a 2000. Sempre una diga causò 356 morti nel 1 dicembre 1923 in Val di Scalve (Bergamo); il pilone centrale della diga del Gleno cedette e le acque del lago artificiale si riversarono nella vallata sottostante. Ma la storia racconta di altre alluvioni: l’alluvione dei Campi Bisenzio che il 22 novembre 1926 procurò una vittima; l’alluvione di Palermo (11 vittime) del 21 febbraio 1931, quando un’ondata eccezionale di precipitazioni per 5 giorni continui e un forte vento di tramontana causarono lo straripamento dei principali fiumi che attraversano la città: il disastro di Molare (111 vittime) del 13 agosto 1935 quando a causa di una violenta precipitazione il lago di Ortiglieto straripò, inondando divrsi paesi e campagne in provincia di Alessandria.
Caterina Lenti, Settembre 2017, qui.

* No, il Vajont no per favore, non mettetemelo fra le catastrofi naturali!

E questa è la riflessione di Giovanni Bernardini.

L’articolo che posto non fa altro che elencare alcune delle più devastanti alluvioni avvenute in Italia. Riporta fatti di 30, 60, 80 anni fa. Eventi tragici che hanno causato o centinaia, in alcuni casi oltre un migliaio di morti ed enormi danni.
Nessuno le allora le attribuì ai “mutamenti climatici”.
Oggi invece la tragica alluvione che ha colpito la Germania viene immediatamente addebitata al clima assassino. Prima ancora di dare notizia delle vittime e dei danni i media puntano l’indice accusatore sul clima. La strage del clima titola “La repubblica”. Se Trump fosse ancora presidente sarebbe lui il responsabile di tutto…
Però… però se 70 od 80 anni fa le alluvioni provocavano centinaia di morti e da allora le cose sono costantemente peggiorate a causa della “umana follia” oggi le alluvioni di vittime dovrebbero provocarne a migliaia, o a decine di migliaia, ce lo dice la logica.
Ma la logica non è il forte dei giornalai di regime.
Gli stessi che questo inverno, di fronte ad un freddo fuori del comune, assicuravano il popolo bue che era il riscaldamento globale a provocarlo.
E che domani indicheranno nel riscaldamento globale antropico la causa di eventuali siccità.
Ad essere davvero globale ai nostri giorni è la propaganda becera.

Poi magari volendo ci sarebbe anche questo

Poi magari, se restano ancora due minuti, può valere la pena di leggere anche questo.

barbara

DI VATICANO, DI ZAN, DI ZANINI E DI ALTRI INCOMPARABILI IDIOTI

(È un po’ lungo, portate pazienza. Poi domani se non capita qualche imprevisto importante vi porterò via pochissimo tempo, quindi magari leggetelo a rate, se è troppo)

Dato che i crociati contro l’omofobia rappresentano la crema della crema della sinistra, inizio con questa deliziosa carrellata

e proseguo con questo quadro che illustra quanto sia effettivamente grave e bisognosa di interventi la situazione da noi orrendevolissimi occidentali.

E una riflessione sulla famigerata legge Zan.

Niram Ferretti

SULL’AVANZAMENTO DEL PROGRESSO

Siamo arrivati a questo. Lo spartiacque tra luce e tenebra, progresso e regresso, civiltà e barbarie è il DDL Zan.
Alessandro Zan, parlamentare PD e militante LGBT, ha l’onore e l’onere di avere dato il proprio nome a questa legge fondamentale. Il futuro dirà di lui, per il momento accontentiamoci del presente. Un presente derelitto in cui un disegno di legge marcatamente ideologico e lobbista frutto di una organizzazione che è una Chiesa a sé, con i suoi dogmi, le sue scomuniche, il suo clero variopinto (e implacabile è soprattutto nei confronti di quegli omosessuali, uomini o donne che non si allineano alle sue direttive), è stato abilmente trasformato in un vessillo di libertà.
Se non verrà approvato, dicono i suoi sostenitori, Fedez, Elodie, Paola Turci, Vladimir Luxuria e altri pensosi intellettuali, l’Italia sprofonderà nel buio. Infatti, il DDL Zan fornirà, con il pretesto della difesa dei diritti umani e la lotta alle discriminazioni, una protezione impareggiabile a omosessuali, transgender, trans, e a coloro che, nonostante, l’inequivocabilità dei loro attributi sessuali e del loro aspetto fisico si percepiscono all’opposto di come appaiono. Lo farà facendo in modo che chi ritiene che l’eterosessualità è la norma e la famiglia naturale è quella composta da un uomo e una donna, non possa avanzare critiche o anche opposizione alle famiglie arcobaleno, all’acquisizione di figli da parte di coppie omosessuali tramite la maternità surrogata o la fecondazione eterologa, e altro ancora.
Non è vero che il DDL Zan, come dice il suo promulgatore e insieme a lui i suoi sostenitore, garantisca la liberà di opinione, che, diciamolo, non ha bisogno di Alessandro Zan per essere garantita, essendo già fermamente salvaguardata dall’Articolo 21. Basterebbe leggersi l’Articolo 4 del disegno di legge, il cosiddetto “salva idee” dove è scritto che “ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atto discriminatori o violenti”.
Tutto sta nella congiunzione “purché”. Il diavolo, si sa, è nei dettagli.
Come ha sottolineato Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, “Non si può usare il concetto di ‘idoneità’ nella valutazione di un’idea, chissà quando, come e per quale finalità espressa, e trasformare quella idea in un reato penale”.
O meglio, sì, si può. Si può in un regime autoritario o totalitario, dove il pensiero è irreggimentato rigorosamente, e insieme ad esso, ovviamente il linguaggio.
Non sono più i tempi, fortunatamente, dell'”amore che non osa dire il proprio nome” tempi che costarono a Oscar Wilde i lavori forzati, da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, ma non vorremmo che si inaugurassero i tempi in cui ci possano essere dei giudici i quali condannassero un cittadino per avere osato dire che l’omossesualità è una inclinazione statisticamente deviante rispetto all’eterosessualità o che affermi che l’unico matrimonio degno di questo nome è quello tra un maschio e una femmina.
Se si dicesse con franchezza e limpidezza che questo disegno di legge è il frutto di una ben precisa ideologia, che ha trasformato l’omosessualità da inclinazione sessuale a strumento politico, si renderebbe solo un servizio alla verità. E se al posto di Fedez ci fosse Pier Paolo Pasolini, avremmo la certezza che vedrebbe in esso l’estensione omologante, coartante e fascistizzante di un brand. Purtroppo ogni epoca ha i testimonial che si merita.

E veniamo alla odierna pietra dello scandalo: l’intervento del Vaticano

Gerardo Verolino

Non dicono una parola (anzi sono propensi a giustificare i loro carnefici) se gli omosessuali sono perseguitati, torturati ed impiccati alle gru negli Stati e nelle teocrazie islamiche ma, adesso, i nuovi maître à penser della sinistra (da Fedez a Elodie) si inalberano e protestano indignati se la Chiesa cattolica (per essere più precisi: la Cei) dice una cosa giusta quando ricorda allo Stato italiano che non bisogna discriminare gli omosessuali, ma neppure il prete che seguita a dire che il matrimonio religioso è solo fra un uomo e una donna. Ma andate a fanzan

D’altra parte, quando abbiamo a che fare con la sinistra, si sa cosa ci si deve aspettare

Qui.

Cioè la sinistra praticamente è come l’AIDS: se la conosci la eviti. Aggiungo ancora questo

“La Chiesa non contesta il Ddl Zan ne’ sul piano teologico ne’ nel merito” – Monsignor Filippo Di Giacomo, canonista: “Il confronto verte sulla difesa di quegli spazi di libertà religiosa che riguardano non solo i cattolici ma anche ebrei, musulmani e seguaci di altre confessioni” – “Si tratta di una “nota verbale”, il modo usuale con cui le diplomazie si parlano. Enfatizzarlo come una ‘lettera ufficiale’ è pura idiozia” – “Chi ha dato alla stampa la “nota” puntava a fare uno sgarbo al Papa” – Gli attacchi di Fedez sulla tasse del Vaticano? Notizia mezza tarocca. Evidentemente si considera uno specchio di virtu’…“

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/zan-zan-quot-chiesa-non-contesta-nbsp-ddl-zan-ne-39-piano-274375.htm

Il machiavellismo della Curia mi ha sempre affascinato.
Comunque godo.

Fantastica la gente con il cartello con scritto “L’odio non è un diritto”… Che di solito, se togli l’odio a quei dementi col cartello arcobaleno, si sgonfiano come palloncini.
Nota: L’Odio è un diritto (qui)

Perché se lo stato ha il diritto di sindacare sui sentimenti e addirittura farne materia di diritto, chi ci metterà al riparo da futuri ghiribizzi statali di sindacare su qualunque altro sentimento umano, dall’invidia alla gelosia all’antipatia e magari – perché no? – alla simpatia, alla riconoscenza, all’affetto, all’amore?
Poi ci sono quelli che, dopo essersi spellati le mani a forza di applaudire i papali interventi pro clandestini, pro le deliranti teorie gretiane sull’ambiente eccetera, chiedono a gran voce di “denunciare” il concordato, ai quali faccio dire due parole da

Giovanni Bernardini

CONCORDATO

I patti lateranensi regolano ancora oggi i rapporti fra lo stato italiano e la Santa Sede.
Firmati nel 1929 fra il governo Mussolini e la Santa sede sono stati inseriti nella costituzione nel 1948, col voto favorevole di Togliatti.
Sono stati modificati nel 1984 dopo una lunga trattativa fra rappresentanti del Vaticano ed il governo Craxi.
Il fatto che i patti siano inseriti nella costituzione ha una conseguenza ben precisa che sfugge a coltissimi personaggi come Fico e Fedez: lo stato italiano NON può denunciare unilateralmente i patti, come avviene per gli altri accordi internazionali, meglio, può farlo ma SOLO tramite una legge COSTITUZIONALE. Si rassegnino i pasdaran del gender.
Questi i fatti
Quanto al resto, non val la pena di sprecare ancora una volta molte parole sul DDL Zan.
Telegraficamente: NON si tratta di una legge in difesa di diritti. Già ora non è possibile aggredire, insultare, picchiare, discriminare ingiustamente nessuno, per nessun motivo. Volendo si può essere più chiari in proposito, ma non è questo il punto.
Il DDL Zan equipara il sesso “biologico” con il sesso “sentito”, pretende che nelle scuole si propagandi la filosofia gender e, cosa più grave di tutte, trasforma in reato penale la critica del gender. E’ vero che la legge concede, bontà sua, la libertà di esprimere opinioni diverse, ma subordina questa libertà graziosamente concessa alla assenza del “pericolo” che questa possa provocare azioni violente e discriminanti. Per capirci: un prete afferma che per la Chiesa l’omosessualità è un peccato, un magistrato ritiene che questa affermazione possa indurre qualcuno ad atti violenti ed il prete finisce in galera. Degno di Goebbels.
La Chiesa può condannare chi insulta, aggredisce o discrimina qualcuno per motivi legati alle preferenze sessuali, NON PUO’, se non vuole rinnegare completamente se stessa, accettare che nelle scuole cattoliche venga propagandata la filosofia gender né può accettare che interi passi della Bibbia vengano censurati perché ritenuti “omofobi”.
Staremo a vedere come evolverà la situazione, penso che le carte siano molto intricate. Per ora mi limito a ridere pensando a coloro che esaltano papa Bergoglio quando si tratta di migranti salvo poi strapparsi i capelli quando il Vaticano ribadisce cose che sono da tempo immemorabile parte della dottrina cattolica.
Personalmente detesto ogni tipo di argomento “ad personam”. Non credo che X sia giusto se lo dice Tizio salvo diventare sbagliato se lo afferma Caio. Sono contrario alla immigrazione clandestina anche se il papa la difende e sono contrario al DDL Zan quale che sia la posizione in proposito del Vaticano.
E tanto basta.

Perché non c’è niente da fare: più sono ignoranti e più salgono in cattedra. E, come dice giustamente – e documenta – Giulio Meotti, quella con cui stiamo  avendo a che fare è una vera e propria inquisizione, altro che Vaticano che interferisce!

La nuova Inquisizione non viene dal Vaticano, ma dai Buoni

Ecco il catalogo dei perseguitati (scrittori, politici, pasticcieri, insegnanti, informatici, vescovi, giuristi). Nel liberissimo Occidente è in nome dell’Amore che si censura, licenzia e reprime

“I benpensanti sono diventati come una religione”, ha scritto Nicolas Beytout sul quotidiano liberale francese L’Opinion. “Impone le sue regole, la sua liturgia, le sue messe. Scomunica coloro che non rispettano questo nuovo catechismo progressista. Il pensiero dominante e travolgente è seguace della teoria del gender”. George Orwell aveva capito che la “neolingua” non sarebbe stata radicalmente nuova, ma la manipolazione di quella esistente. Così l’aggettivo “libero” non si sarebbe più usato nel significato di “intellettualmente indipendente”, ma in frasi come “questo cane è libero dalle pulci” o “questo campo è libero da erbacce”.

In Occidente nessuno viene più licenziato perché omosessuale e la questione transgender è diventata egemonica. Al contrario, chi dissente, senza demonizzare nessuno, rischia molto. Si criminalizzano ormai non i comportamenti, ma i pensieri in sè. La nuova Inquisizione non viene dal Vaticano, ma dall’“Impero del Bene” di Philippe Muray. Le leggi contro l’odio in tutto l’Occidente, nate su intenzioni “inclusive”, oggi sono usate per censurare, licenziare e reprimere. Ecco il catalogo (parziale) dei perseguitati in nome dell’Amore…

  • L’ex ministro dell’Interno finlandese, Päivi Räsänenuna, che è anche un medico, aveva criticato la partecipazione della Chiesa luterana finlandese (di cui è membro) ai festival Lgbt e citato la Bibbia (Genesi, “maschio e femmina li creò”) nei suoi social. Ora deve andare a processo.
  • Ha scritto che è in atto una “dittatura gender”. Per questo Bob Eschliman, caporedattore del quotidiano dell’Iowa Newton Daily News, è stato licenziato. Aveva espresso le sue opinioni sul suo blog e fuori dall’orario di lavoro, ma non gli è servito a salvargli la carriera.
  • Germund Hesslow è professore di neurofisiologia a Lund, in Svezia, ed è finito sotto inchiesta per avere affermato che esistono differenze biologiche tra maschi e femmine.
  • Sasha White ha perso il lavoro alla Tobias Literary Agency dopo avere espresso solidarietà all’autrice di Harry Potter. La sua bio sui social diceva già tutto: “Il gender non conformista è meraviglioso; negare il sesso biologico no”. Poi il rifiuto di usare pronomi neutri gender fluid.
  • Jack Phillips è il pasticciere più famoso d’America. Ed è di nuovo stato trascinato in tribunale perché non vuole realizzare dolci contrari alla sua fede cristiana. Se nel 2012 una coppia omosessuale gli aveva chiesto una torta per celebrare il proprio matrimonio gay, al tempo della richiesta illegale nello stato, questa volta un avvocato ha preteso da Phillips una torta per festeggiare la propria “transizione di genere”. Nello storico processo Masterpiece Cakeshop v. Colorado Civil Rights Commission, la Corte Suprema stabilì che rientra a pieno titolo nel Primo emendamento il diritto a non creare con le proprie capacità artistiche qualcosa che vada contro le proprie convinzioni religiose. “Oggi tocca a Jack, domani potrebbe toccare a voi”, ha detto la sua legale, Kristen Waggoner.
  • Brendan Eich, programmatore creatore della lingua del web (il JavaScript), amministratore delegato di Mozilla solo per undici giorni, è stato licenziato a causa di mille dollari donati alla campagna in favore del “sì” al referendum della California per vietare i matrimoni gay. A difenderlo ci ha pensato Andrew Sullivan, icona gay, giornalista inglese trapiantato in America e che fu uno dei primi a dichiararsi omosessuale, secondo cui Eich è stato “scotennato da attivisti gay, trattato da eretico. Brendan è vittima dell’intolleranza della sinistra liberal e della mafia gay. Adesso sarà costretto a sfilare per le strade nella vergogna? Perché non metterlo ai ceppi? Se l’attivismo omosex è diventato questo, mi dimetto subito dal movimento. Se si tratta di minacciare la libertà di parola degli altri, allora non siamo meglio dei prepotenti anti gay che ci hanno preceduto”.
  • Il vicedirettore di una rivista universitaria è stato licenziato per “transfobia”, dopo aver twittato che “le donne non hanno il pene”. Angelos Sofocleous è stato cacciato da Critique, la rivista di filosofia dell’Università di Durham e come direttore da The Bubble, la rivista online dell’università.
  • When Harry became Sally, il libro di Ryan Anderson critico del gender, è stato bandito da Amazon. E non importa che non ci sia alcuna fobia o odio nel libro di Anderson, basta mettere in discussione l’identità di genere per finire all’indice e perdere proventi e reputazione.
  • Maya Forstater, ricercatrice licenziata da un think tank di Londra per aver scritto sui social che “le donne trans non sono donne”, ha cercato giustizia per tre anni dopo il licenziamento.
  • L’American Humanist Association ha cancellato venticinque anni dopo il “Premio Umanista dell’Anno” a Richard Dawkins, sulla base del fatto che non è sufficientemente devoto al “culto del transgenderismo”, come il famoso biologo lo ha definito sul Times, dicendo che da biologo non può ignorare i cromosomi XX e XY.
  • Sarah Honeychurch dell’Universià di Glasgow è stata licenziata come redattrice della rivista accademica Hybrid Pedagogy, dopo aver firmato una lettera di femministe che metteva in dubbio il rapporto delle università con l’ente Lgbt Stonewall.
  • L’ex cappellano del Trinity College di Cambridge, Bernard Randall, è stato cacciato dal Trent College per le critiche al programma Lgbt introdotto nella sua scuola. Aveva detto Randall agli studenti: “Dobbiamo trattarci l’un l’altro con rispetto, non attacchi personali: questo è ciò che significa amare il prossimo come se stessi. Discuti con tutti i mezzi, fai un dibattito ragionato sulle convinzioni, ma mentre va bene cercare di persuadersi a vicenda, a nessuno dovrebbe essere detto che deve accettare un’ideologia. Ama la persona, anche quando non ti piacciono le sue idee. Non denigrare una persona semplicemente per avere opinioni e convinzioni che non condividi”.
  • Uno degli autori della serie Doctor WhoGareth Roberts, è stato estromesso da una nuova antologia a causa di quello che la Bbc Books (di proprietà della Penguin Random House e dell’emittente pubblica inglese) ha descritto come “linguaggio offensivo sulla comunità transgender”. Roberts, che è gay, aveva solo detto di non credere nell’identità di genere: “E’ impossibile per una persona cambiare il proprio sesso biologico”.
  • Un vescovo spagnolo, nominato cardinale da Papa Francesco, di cui è anche amico personale, è stato incriminato per “omofobia”. Si tratta dell’arcivescovo di Pamplona, Fernando Sebastián Aguilar, che in un’intervista a Diario Sur aveva spiegato: “La sessualità ha una struttura e un fine, che è quello della procreazione. L’omosessualità, in quanto non può raggiungere questo fine, sbaglia”. Per queste parole si è ritrovato nel registro degli indagati.
  • All’Università di Bordeaux, in Francia, è stata eliminata la conferenza di Sylviane Agacinski, celebre femminista e psicoanalista, per aver attaccato il gender nel libro Femmes entre sexe et genre.
  • La procura di Parigi ha aperto una inchiesta sul giurista di origine armena della Sorbona, Aram Mardirossian, per “incitamento all’omofobia e alla transfobia” (sei mesi di carcere e 22.500 euro di ammenda) perché ha difeso il matrimonio naturale.
  • Un professore di filosofia, Philippe Soual, membro della società internazionale di studi su Hegel e del centro Cartesio della Sorbona, si sia visto cancellare un corso all’ateneo Jean Jaurès di Tolosa, dopo che è stato accusato da un’associazione di studenti di essere un “portavoce della Manif pour tous”, il movimento che ha riempito le piazze per manifestare contro le nozze gay.
  • Per non parlare di quei famosi odiatori gay di Dolce & Gabbana, quelli che “la famiglia è solo quella tradizionale e non ci convincono bambini sintetici e uteri in affitto”.

Nell’Occidente dove si scrive per asterischi e il relativismo è assolutistico, l’opinione è diventata legge e siamo tutti un po’ “omotransofobi”. Fino a prova contraria.
Giulio Meotti

E vedrete che prima o poi arriveranno anche a questo:

Concludo con le preziose intellettuali che irraggiano sapienza su tutti noi. Inizio con l’inevitabile immaginifica signorina Murgia

Qui

per passare alla nostra Oca preferita, che esige di essere riconosciuta come intellettuale, pretende di essere chiamata dottoressa, si atteggia a italianista e scrive libri per insegnare, appunto, a parlare e scrivere in un italiano impeccabile, e soprattutto a storica, profondissima conoscitrice e grandissima esperta da non restare indietro a nessuno. Per il caso in questione, grazie appunto alla vastissima conoscenza di tutte le vicende storiche occorse dalla notte dei tempi a oggi, ha trovato il paragone giusto che dia la misura esatta del misfatto compiuto oggi dal Vaticano, e ha scritto un post che inizia così:

Galatea Vaglio

Storie di bambini rapiti e ingerenze vaticane.
Il 23 giugno del 1858 il seienne Edgardo Mortara, nato in una famiglia ebrea [ebraica, cara, ebraica: per descrivere un sostantivo serve un aggettivo, e “ebrea” non lo è] di Bologna, veniva allontanato con la forza dai genitori dalle autorità dello Stato Pontificio e trasferito a Roma in un convento.

Adesso per commentare come merita questo incredibile concentrato di ignoranza e cretinitudine servirebbe un’opera delle dimensioni dell’Enciclopedia Britannica, ma sono sicura che a dargli il suo giusto valore riuscirete anche da soli.
Concludo definitivamente, anche se non c’entra direttamente con zanismo e dintorni, ma c’entra in compenso col pensiero unico dominante, rendendo omaggio a sei Uomini che non si sono piegati.

barbara

COVID ECCETERA

Inizio ripescando un post vecchio (o forse nuovo) di un anno.

GRANDI PANDEMIE

La grande pandemia di peste nera del ‘300 durò, in Europa, dal 1347 al 1352. Nella sola Europa fece circa 30 milioni di vittime, un terzo della popolazione dell’epoca. Causata da topi e pulci, con buona pace di quanti parlano di “amorosa convivenza di tutte le forme di vita esistenti in natura”, si diffuse con incredibile velocità a causa delle pessime condizioni igieniche del tempo. Eppure si era in epoca pre industriale, quella che tanti rimpiangono e paragonano con nostalgia all’attuale in cui “l’umana follia” ha “trasformato il pianeta in una pattumiera”.
Molti attribuirono l’epidemia all’ira di Dio e organizzarono cerimonie e processioni di massa, col solo risultato di accrescere il numero dei contagiati.
Vittime fra le vittime furono, tanto per cambiare, gli ebrei, immediatamente identificati come untori.
Tempi lontani, per fortuna, anche se qualche vago ricordo delle tragiche superstizioni ed intolleranze di allora si riverbera anche oggi. Il Santo padre ha parlato di vendetta della natura ed il governo iraniano se la prende non con gli ebrei… solo con Israele.
I parallelismi storici sono sempre molto imprecisi e forieri di errori, lasciamoli perdere.
Una sola domanda: la pandemia del ‘300 è durata 5 anni e si è ripresentata sia pure in forma meno virulenta in seguito. Le cose oggi sono ben diverse, malgrado “l’umana follia” di cui tanti pseudo filosofi si riempiono la bocca. C’è l’igiene, la medicina, i sistemi sanitari.
Però… non è escluso che la pandemia da Covid 19 possa durare ancora a lungo. Cosa intendiamo fare, stare sei mesi o un anno col paese spento? Possibile che le uniche misure possibili contro questo flagello siano gli arresti domiciliari ed il blocco dell’economia? Personalmente questa mi sembra una abdicazione della intelligenza. Potrà andare bene per chi adora l’irrazionale, non per le persone ancora capaci di pensare.
Giovanni Bernardini, 2 maggio 2020, qui.

Il buon Giovanni un anno fa sparava “un anno col paese spento” come ipotesi di massima follia. Era stato spaventosamente ottimista dato che è passato proprio un anno giusto, e di riaccendere il paese non se ne parla proprio. E infatti

E molto opportuna, direi, la domanda finale (ma saranno poco strepitose queste due voci?)
La lezione su come uscire dalla merda ci viene, una volta di più* dalla perfida Albione

Vaccini, così il liberale Johnson ha battuto l’Ue

Per uno studioso del CEO capitalism, scanzonato come me, il biennio Venti-Ventuno, sia sul lato della dottrina, sia su quella della execution, mi sta dando (purtroppo!) grandi soddisfazioni personali: aver capito con largo anticipo il fallimento di una intera classe dirigente fatta con lo stampino, tutta comunicazione da talk show ma incapace di gestire la complessità, da loro stessi creata. Se la “amazonizazione”, leggi “sociopatia logistica” (ne rivendico il copyright) del mondo occidentale dovesse andare avanti come ha stabilito Jeff Bezos ne sarei disperato. Osservo, approfondisco, analizzo: cosa vedo è orrendo, ma non posso farci nulla, se non dichiararmi all’opposizione di tutto questo mondo ignobile che quattro sociopatici stanno costruendo.

L’arroganza del Ceo capitalism
La gestione del virus di Wuhan da parte della Classe Dominante mi ha intellettualmente annichilito, facendomi capire le terribili prospettive che può riservarci questo progetto di futuro. Il CEO capitalism, sia per sua natura, sia per l’arroganza intellettuale che lo contraddistingue, non è attrezzato per le emergenze. Lo sapevo, ma ora è certificato. Essendo una burocrazia estrema ha l’ossessione del rischio (solo un idiota elitario può sognare il rischio zero), quindi vorrebbero sottoporci a norme preventive per proteggere i singoli e la società.

Il fallimento di Francia e Germania
La dimostrazione è di come siano state fallimentari nella gestione della pandemia le due super amministrazioni statali a cui si ispira l’Europa: la Germania e la Francia. In Germania il protocollo di vaccinazione prevede che un “farmacista” riempia una siringa, un’”infermiera” faccia l’inoculazione, un “dottore” spieghi al vaccinando il protocollo e “tre impiegati” della Croce Rossa riempiano tutti i formulari, otto fogli, che il “dottore” deve poi firmare. In Francia il 40% del personale medico e paramedico è subissato da attività amministrative: si è ridotto a essere “mezzo medico mezzo burocrate” come mi dice un amico parigino.Sono i due Paesi ultra burocratizzati che, per vendicarsi del successo mondiale del modello “leggero” di Boris Johnson (ricordate? È quel matto della Brexit che ha voluto rispettare le scelte del suo popolo contro gli euroburocrati), hanno deciso di rompere i rapporti con AstraZeneca (stessa qualità certificata ma gli uni li pagavano 2,80 € mentre ora pagano il Pfizer 19,50 €!). Senza parole.

Il modello BoJo
Che ha fatto invece Boris Johnson di così sconvolgente? Si è comportato da leader, da liberale nature. Ha chiamato Kate Bingham, da un decennio la miglior “venture-capitalist”, una delle massime competenti del “medical risk”, con una rete infinita di contatti, tutti nell’ambito della scienza medica e le ha affidato l’organizzazione del tutto. Così, semplicemente. Il leader “buzzurro” BoJo ha puntato su una donna competente, i sofisticati eurocrati Angela e Emmanuel hanno puntato su una languida baronessa che guida 27 collaboratori di 27 paesi, tutti selezionati con criteri politici. Tutti i 28 avevano titoli di studio e skill giuste per fallire. E così è stato.

Cade pure la Svizzera
E i mitici svizzeri? A forza di essere succubi dell’Europa sono precipitati anche loro nel torpore burocratico e hanno clamorosamente fallito. Essendo seri faranno una Commissione parlamentare d’inchiesta, mentre noi dobbiamo sperare nelle Procure di Bergamo e di Gorizia, per dare giustizia alle famiglie dei morti causa la sciatteria del Conte Bis Interessante il caso sollevato sul Corriere del Ticino dal finanziere Tito Tettamanti. La lenta burocrazia svizzera non ha degnato d’attenzione l’offerta del Gruppo Lonza per una catena di produzione comune di principi attivi del vaccino a Visp (Canton Vallese). Via Moderna potevano avere un’indipendenza logistico produttiva. Invece i burocrati si sono spaventati dinnanzi a un investimento a rischio dell’ordine di 60 milioni di franchi (il buzzurro Donald Trump buttò 20 miliardi $ al buio sui vaccini americani) mentre la Covid sta costando alla Svizzera 70 miliardi!Tettamanti si chiede come mai un personaggio di altissimo livello come il Consigliere federale Alain Berset (uno dei sette che governa collegialmente la Confederazione) abbia commesso o tollerato errori simili. Si risponde da solo: Berset era arrivato già all’età di trent’anni ad alte cariche politiche, quindi del mondo vero poco o nulla conosce. Uscito dall’università è entrato nella politica, quindi nella burocrazia federale: questi i risultati. CEO capitalism in purezza.Che dire? Aggiungendo avidità e vanità alla routine burocratica europea si è creato un gran torpore da vaccino, sottoprodotto della sociopatia logistica dominante. Che Dio ci protegga da costoro!Riccardo Ruggeri, 25 aprile 2021, qui.

Ieri sera comunque sono stata in strada dalle dieci e venticinque alle dieci e quaranta. Lungo il percorso ho incrociato cinque auto, due biciclette e sei pedoni, fermi a chiacchierare a due a due: qualcuno finalmente comincia a ribellarsi. Ce ne sarebbe stato anche un settimo ma quello non lo conto perché aveva il cane e quindi aveva una giustificazione. Per la verità l’avrei avuta anch’io dato che stavo tornando dall’ospedale dove ero andata a fare un’infiltrazione; le prime volte, dopo l’introduzione del coprifuoco, mi ero fatta rilasciare un certificato che attestava il motivo per cui ero fuori, ma stavolta ho detto basta: mi sono improvvisamente resa conto che facendomi scrivere il certificato mi rendo complice di un atto illegale e anticostituzionale, e quindi niente. La volta che mi fermeranno dirò che sono fuori perché ho il diritto di farlo, punto. E credo che tornerò alla mia vecchia abitudine di farmi delle bellissime, rilassanti camminate alle due di notte. Se voi invece non siete così coraggiosi da sfidare il tiranno, consolatevi col fatto che potrete comunque mangiare nei ristoranti all’aperto.

* Dopo avere messo rapidamente in ginocchio tutta l’Europa orientale, Hitler è passato a quella occidentale, Belgio Olanda Danimarca Francia, buttate giù come birilli al bowling; poi è passato all’Inghilterra, convinto di proseguire la serie dei successi. Ignorava evidentemente una cosa: che l’Inghilterra, in tutta la sua storia, non si era mai arresa. In qualunque situazione si sia trovata, mai. Non so se ce l’avrebbe fatta a resistere fino in fondo se non fosse poi intervenuta l’America, ma per un anno e mezzo l’Inghilterra ha continuato a resistere da sola contro il più grande e feroce esercito che mai il mondo avesse visto, salvando così il mondo intero. L’Inghilterra che non si era mai arresa, non si è arresa neppure a Hitler. E oggi ha proseguito nella gloriosa tradizione, rifiutando di arrendersi all’Unione Europea.

barbara

AMERICA, QUALCHE FATTO E QUALCHE RIFLESSIONE

Per partire dal principio bisogna ricordare la feroce guerra scatenata contro Trump fin dal momento in cui, nel 2016, ha annunciato di volersi candidare alle elezioni presidenziali: guerra senza quartiere, condotta con tutti i mezzi leciti e illeciti – soprattutto illeciti – da parte dei mass media, del mondo dello spettacolo (vogliamo ricordare la “marcia delle donne contro Trump” guidata da una signora che aveva promesso pompini a chi avesse votato la Clinton? Vogliamo ricordare l’intensa partecipazione di quell’altra signora che sul palco si fa agguantare la passera dagli spettatori? E si potrebbe continuare a lungo), mentre i politici hanno passato tutti interi questi quattro anni a fabbricare macchinazioni e inventare favole, per sostenere le quali hanno pagato testimoni e coinvolto innocenti a cui hanno distrutto carriera ed esistenza – al costo di decine di milioni di dollari – per poterlo esautorare. E bisogna ricordare come la metà abbondante dell’America che stava dalla sua parte è stata trattata da fascista, troglodita, ignorante, mentre il consenso per Trump aumentava di pari passo con l’aumento dell’occupazione nera e ispanica e dei loro salari. E bisogna ricordare come, per danneggiarlo, siano state scatenate le rivolte delle bande razziste e terroriste degli Antifa e dei Black Lives Matter. Bisogna ricordare, in poche parole, come la politica dem – e solo quella – abbia letteralmente spaccato l’America in due.

E come alla fine, sapendo benissimo che la maggioranza era per Trump, abbia messo in piedi la gigantesca macchina dei brogli che abbiamo visto, e come la magistratura e la pubblica amministrazione abbiano semplicemente rifiutato di prendere in esame tutte le documentazioni che in questi due mesi sono state presentate in merito ai brogli – cosa che non si spiegherebbe se non col fatto che tutti sapevano esattamente che cosa sarebbe successo se quei documenti fossero stati studiati in maniera onesta e se fosse stato verificato il funzionamento delle macchine di voto.
Alla fine la corda troppo tirata si è rotta. E come sempre, i mass media semplicemente capovolgono i fatti, o li addomesticano, come la famosa telefonata di un’ora dalla quale sono stati selezionati ed estratti quei quattro minuti da dare in pasto al pubblico – tipo noccioline alle scimmie dello zoo, che se le mangiano di gusto senza che venga loro in mente di chiedersi e chiedere da dove vengano quelle noccioline – sistema col quale è un gioco da ragazzi far dire a chiunque qualunque cosa. E uno splendido esempio di disinformazione e capovolgimento dei fatti lo abbiamo da Paolo Guzzanti sul Giornale:

I membri del Congresso e il presidente eletto hanno chiesto invano al Presidente di richiamare la folla. Si sa che il Presidente, ancora per pochi giorni, si sarebbe limitato ad un blando invito a «calmare gli animi». Lo stato delle cose purtroppo non consente di evitare il sospetto di una insurrezione armata contro lo Stato federale, sostenuta da un presidente che già viene dai media definito traditore [che i manifestanti NON fossero armati è, ovviamente, un dettaglio di nessuna importanza]. Biden ha implorato Trump di andare davanti alle telecamere e richiamare la rivolta, ma finora nulla del genere è accaduto. (qui)

E infatti

Per non parlare di Mentana

che come se non bastasse si compiace del bando decretato a Trump da FB, e qualcuno, giustamente…

Diciamo che il rapporto fra i fatti e la rappresentazione dei fatti che danno i mass media è sostanzialmente questo

Per quanto riguarda i fatti di sangue:

Cullà: è certo che a sparare sia stata la Capitol Police, la donna era una manifestante trumpiana, 14 anni nell’Areonautica, e disarmata.
Myollnir: Non so voi, io ho fatto in tempo a vedere il video dello sparo, prima che lo facessero sparire (forse si può ancora trovare su zerohedge o simili). Impressionante, un colpo al collo da un metro di distanza. Volontario, una cosa alla Jack Ruby. Impressionante.

Ma il pericolo viene da Trump e dai suoi sostenitori, naturalmente. E quanto all’irruzione in Campidoglio

Nino Pepe

Non credo che chiedere di ricontare i voti sia un atto eversivo. A Washington c’è stato il trappolone. Con quella marea impressionante di persone, mettere a guardia del Campidoglio soltanto una ventina di agenti, che poi si sono fatti da parte e hanno fatto entrare delle persone comunque disarmate, mi puzza di cosa organizzata dai democratici. Domanda retorica: a quale scopo?

E magari non sarà stata programmata e organizzata in anticipo, ma per puzzare puzza proprio, eccome se puzza.
Aggiungo una risposta di Giovanni Bernardini a una sua lettrice, ma che risponde anche a tanti altri.

Giovanni Bernardini

1) Le prove non si riducono affatto a semplici dichiarazioni di Trump e dei sui legali. Ci sono filmati, centinaia di affidavit, dichiarazioni scritte giurate (e chi mente in un affidavit finisce in galera) pareri di tecnici, testimonianze prestate di fronte ai parlamenti di vari stati (che hanno convinto tali parlamenti a non convalidare i voti per Biden). C’è l’incredibile andamento della notte elettorale, con il blocco dello spoglio in tutti gli stati contestati e la ancora più incredibile rimonta di Biden.

2) Ovviamente il rifiuto dei giudici di prendere in esame le montagne di materiale probatorio si basa su leggi e regolamenti, ma di certo i magistrati potevano interpretare leggi e regolamenti in maniera tale che si potesse entrare nel merito delle varie contestazioni. Nessuno era obbligato a fare il muro di gomma. Due giudici della corte suprema del resto si sono espressi affinché si entrasse nel merito delle contestazioni del Texas e di altri 19 stati. Se il materiale non è stato esaminato è solo, a mio parere, perché i giudici non volevano assumersi una responsabilità troppo grossa.

3) Se fossero entrati nel merito la soluzione sarebbe stata molto più soddisfacente per tutti, non ci sarebbe stata nessuna serie infinita di ricorsi. Se ad esempio le macchine dominium fossero state esaminate da un team di tecnici e trovate affidabili il discorso si sarebbe chiuso. E ora non ci sarebbe mezza America che si ritiene truffata.

4) Concordo sull’assalto al parlamento, un atto inqualificabile, ma di certo non è stato Trump ad organizzarlo. Tra l’altro gli si è rivoltato contro, cosa ampiamente prevedibile.

5) Un presidente dovrebbe esser garante della legalità, non assumere atteggiamenti eversivi. Beh…il primo attacco alla legalità è avvenuto nella notte fra il 3 ed il 4 novembre. Quanto ai toni accesi di Trump, come dimenticare che questi è da 4 anni costantemente sotto assedio? Che è stato fatto di tutto per impallinarlo? Che abbiamo assistito allo spettacolo questo si unico, di un presidente censurato, addirittura oscurato, da social e reti televisive? C’è molto poco di legale nel modo in cui per anni i dem hanno tentato tutto pur far fuori il loro nemico…

6) Non credo proprio che Trump avesse, o abbia in mente di tentare un golpe. Lo dimostra tra l’altro l’appello di oggi affinché i suoi seguaci tornino a casa. E poi, se vuoi un golpe organizzi per bene le cose, mobiliti l’esercito, non quattro imbecilli scalmanati.

Direi che basta… 

E una di

Flavio Gastaldi

In sintesi:

– il conteggio dei voti viene bloccato per ore e quando riprende i voti sono stati attribuiti al 100% ad uno solo dei candidati
– c’è il sospetto gravissimo di brogli elettorali
– il potenziale danneggiato chiede di verificare i voti, come dovrebbe avvenire in tutte le democrazie, vari tribunali non glielo concedono senza entrare mai nel merito e dichiarandosi tutti fondamentalmente incompetenti
– la gente si sente defraudata e protesta
– le autorità locali fanno entrare senza alcuna resistenza in Campidoglio chi protesta salvo freddare una giovane disarmata con addirittura accanto decine di militari con mitra spianati

Risultato:

– l’eversivo è quello che ha semplicemente chiesto di ricontrollare i voti.

(Alfonso Maria Avitabile, trovato e riproposto grazie a Betta Maselli)

In molti dicono: se aveva le prove doveva portarle in tribunale, non fare la rivoluzione. Giusto, ma se anche da Berlino sono spariti tutti i giudici, cosa si deve fare? Rassegnarsi a restare cornuti e mazziati?

Aggiungo ancora questa riflessione

Noi con Trump

LA NOSTRA RIFLESSIONE SULL’INCREDIBILE GIORNATA DI IERI

Abbiamo modificato il post che avevamo scritto a caldo perché la situazione nel frattempo si è evoluta, abbiamo riflettuto e al netto che confermiamo ciò che pensiamo, ci è sembrato doveroso riscrivere facendo delle distinzioni e delle precisazioni.
Come associazione

Noi con Trump 

abbiamo dato fin dal primo giorno il nostro supporto al presidente

Donald J. Trump

e alla sua amministrazione perché crediamo fermamente che la sua sia stata una politica straordinariamente rivoluzionaria e che i risultati ottenuti non sarebbero stati possibili con nessun’altra persona al posto di comando in USA.
Noi quindi ci occupiamo di politica e di proposte politiche rivoluzionarie, osservandone gli effetti nella più grande e antica democrazia del mondo. Quel che sta succedendo in queste ore, però, non ha nulla a che vedere con la politica. Questa è qualcosa che somiglia più ad una guerra.
Soprattutto, abbiamo la certezza di come questo scontro fosse incredibilmente difficile da evitare. Noi siamo convinti che ci siano stati dei brogli elettorali ma, anche prendendo per buoni i risultati, in America ci sono quasi 160 milioni di persone che hanno espresso il proprio voto, una percentuale incredibilmente alta, un numero mai raggiunto da nessun’altra elezione nella storia del paese, il tutto con dei dubbi che serpeggiano e spesso evidenziati da logiche di numeri. Il risultato è un’America spaccata a metà, lacerata, con oltre 70 milioni di persone che hanno visto il proprio sogno infrangersi nel giro di poche ore, quello di avere altri 4 anni di benessere e di crescita, di sicurezza e di opportunità, attraverso un secondo mandato del presidente Trump.
Quello di ieri è stato un evento catastrofico, mortificante per la democrazia americana, ma è comunque solo uno dei sintomi di questo malcontento diffuso in tutto il paese. Ci sono persone che hanno dato tutto quel che avevano fiduciosi nella rielezione di Trump, hanno lottato, hanno resistito agli attacchi e alle critiche. Trump ha rappresentato per loro l’unica vera salvezza in un panorama politico che ha perso sempre più interesse per i più deboli. Questo è successo perché Trump ha reso forti quei deboli, ha dato loro speranza, li ha fatti rialzare e reagire e lo ha fatto attraverso delle politiche di tutela del cittadino. Oggi quelle persone si sentono tradite, truffate, in pericolo e sono arrabbiate e sono pronte a combattere con la propria vita perché grazie a Trump hanno scoperto che non fa bene avere paura ma che bisogna “stand your ground”.
Trump ha emancipato un’intera fascia sociale completamente abbandonata dalla politica e queste persone sono prima tornate alle urne per la prima volta dopo decenni e oggi sono pronte a fare una rivoluzione.
Come associazione, vi invitiamo a non lasciare che sia solo la narrazione dei media mainstream a spiegarvi cosa stia davvero succedendo in America ma di provare a sentire anche altri punti di vista, cercando di schivare gli sciacalli delle fake news e chi oggi vuole sfruttare il sensazionalismo degli eventi in corso.
Stiamo assistendo ad una delle pagine più importanti, controverse ed articolate della storia contemporanea mondiale.
Noi ci impegneremo, come sempre, a riportare gli eventi dal punto di vista dei supporter di Trump perché mai come oggi siamo stati convinti che questo possa essere uno spunto di confronto necessario per tutti.

E un articolo di Fiamma Nirenstein

“Questo finale rovina tutta la storia di una presidenza diffamata per anni”. Intervista a David Wurmser

 Il Giornale, 08 gennaio 2021

Seduti uno di qua e uno di là dall’Oceano, da Washington e da Gerusalemme, contempliamo con la testa fra le mani, insieme a David Wurmser, il disastro di Capitol Hill, la parabola del presidente che ha trasformato la conclusione del suo mandato in un circo di leoni impazziti. David è uno dei migliori intellettuali conservatori degli Stati Uniti, è stato consigliere speciale al Dipartimento di Stato di John Bolton, e prima di Dick Cheney, vicepresidente degli Stati Uniti, membro dell’American Enterprise Institute.
Cos’è successo a Capitol Hill? «E successo un disastro. Tutta la storia della presidenza Trump sarà ricordata soprattutto per questa conclusione, e la sua memoria ne sarà interamente compromessa».
Le critiche a Trump erano già insistenti, asfissianti… «Di più, ed è stata proprio la persecuzione totalizzante del personaggio e dei suoi che ha portato al discorso scandaloso di due giorni fa. Trump è stato sempre un’antenna dello stato d’animo della sua folla, non di violenti, ma di cittadini su cui il fatto di non essere di sinistra è diventato un’accusa di essere una sorta di “nazisti”. Una parola che non ammette replica, perché implica storicamente la sua totale indecenza. Trump e la sua gente in questi anni sono stati bombardati da accuse di ignominia: ci sono stati licenziamenti, fratture familiari, messe al bando di vecchi amici, odio, disgusto e shaming sui media, attacchi fisici al ristorante, per la strada ai trumpiani. La legittimazione appartiene a gruppi che per altro negli ultimi 8 mesi hanno distrutto migliaia di negozi, ferito cittadini, sparato ai poliziotti…».
La campagna elettorale ha peggiorato molto. «Non è stata nemmeno una campagna elettorale, ma un coro di diffamazione mentre agli altri tutto veniva condonato, la violenza, i rapporti del figlio di Biden coi cinesi».
Ma Trump ha sbagliato a reclamare ancora la vittoria e a chiederla alla folla. «Sì ha sbagliato, ha compiuto svariati errori, anche col Covid mentre faceva politiche giuste proclamava posizioni sbagliate. E induce oggi con gli ultimi fatti all’oblio dei molti errori storici che aveva curato con azioni giuste: aveva sgominato la paura paralizzante della Cina, l’ubbidienza ai no palestinesi promuovendo una serie di processi di pace; aveva posto fine alla pretesa che con l’Iran qualsiasi accordo sia migliore di un non accordo e alla passività di fronte all’ostilità di Onu ed Europa. E in politica interna ha promosso la riabilitazione in base alle regole di un mercato libero ma nazionalista di una larghissima classe sociale vilipesa. Da questa via Trump ha guadagnato sempre più consensi».
Adesso possiamo dire che siamo in mezzo a un disastro? «I disastri sono due: il primo è quello legato agli scontri, il secondo è quello della Georgia. E’ una tragedia per Biden non avere un Senato conservatore dietro cui nascondersi per bloccare l’estremismo del suo partito».
Il problema è la democrazia americana: si potrà ricostruire una situazione in cui governo e opposizione si confrontano serenamente? «C’è sempre stato molto in comune nelle due parti politiche, nell’idea che ogni individuo è un depositario di “diritti inalienabili” dati da Dio o dalla Storia o dalla natura, cda qualcosa di più grande di lui. Ma ora la sinistra si è staccata da questa sponda, la sua propensione è verso una deriva socialista alla Bernie Sanders».
Pensi che nei prossimi giorni Trump possa fare ancora qualcosa che possa sconvolgere il mondo? «Non direi. Trump ha abdicato all’interventismo Usa, lasciando a ciascuno i suoi guai e le sue scelte. Ha anche posto fine alla scelta politica di un inutile restraint internazionale. E così ha avviato parecchi cambiamenti positivi, ma…».
Ma ha rovinato tutto. «Diciamo danneggiato».

E infine la conclusione.

Gerardo Verolino

Attenzione, il famoso colpo di Stato messo in atto, a Washington, dai Village People, gli indiani Arrapaho di Ciro Ippolito, i trapezisti del circo Togni, i mandriani, gli hillibilly, Buffalo Bill e i guerrieri vichinghi con le corna di Bisonte, (come sostenevano tutti quelli che avevano preso un colpo di sonno o un colpo di Sole) è già finito. È durato la bellezza di cinque ore: meno del tempo di un reality show e più di una puntata di Dallas. Informiamo allora i telespettatori che non è stata istituita la corte marziale, non girano i carri armati per le strade, non esistono i dpcm di Conte né i proclama del generale Jaruzelsky, non c’è coprifuoco e non esiste la polizia politica a controllarti. Ieri, l’Aula ha lavorato come sempre e ha decretato l’elezione del presidente e della sua vice.
La notte nera della democrazia americana, l’ora più buia, la dittatura, la fine della democrazia liberale sono rinviate a data da destinarsi. Augh!

Ecco, sull’ultima frase ho purtroppo qualche dubbio: La notte nera della democrazia americana, l’ora più buia per l’America e per il mondo intero, stanno in realtà cominciando adesso. E chissà se dalle macerie, alla fine, sarà ancora possibile ricostruire qualcosa. (Se vi resta ancora un po’ di tempo e di energia e di pazienza, suggerirei di leggere anche questo e questo)

barbara

E PASSIAMO ALLE COSE SERIE: IL CINEGIORNALE

Seguito da qualche considerazione sulla drammatica situazione che stiamo vivendo.

Giovanni Bernardini

DUE CASI, FORSE TRE.

Stando alle cifre ufficiali l’Italia ha avuto ad oggi 71.319 decessi per covid, 1.188 per milione di abitanti. Siamo al secondo posto nel mondo, dopo l’ultra europeo Belgio, per numero di decessi raffrontato all’ammontare della popolazione.
Ora, i casi sono due, forse tre.
A) Il numero dei decessi è artificiosamente gonfiato per terrorizzare la popolazione e farle accettare le misure incostituzionali messe in atto dal governo Conte. In questo caso siamo governati da mascalzoni.
B) Il numero dei decessi è veritiero. In questo caso le misure di lokdown sono del tutto inutili al fine di contenere l’epidemia ed hanno il solo risultato di distruggere l’economia. In questo caso siamo governati da perfetti imbecilli.
C) Sono possibili diverse combinazione fra A e B.
In ogni caso, prima il signor Conte e la sua schiera di buoni a nulla capaci di tutto vanno a casa meglio è. Per tutti.

Io propendo decisamente per il C. Più D: sono venduti. E sappiamo benissimo a chi.

Piergiorgio Molinari

Finito di festeggiare il primo Natale EC (Era Covid) – perché a capire che, senza ribellione, questo sarà solo il primo di tanti altri ci siete arrivati anche voi, vero? – con la Costituzione sospesa da dieci mesi e la gente costretta ad andare in giro mascherata, con il coprifuoco notturno, con trattamenti sanitari sperimentali imposti a una popolazione di zombie, la propaganda martellante e l’economia in ostaggio, e mentre negli USA un altro “partito democratico” ha grossolanamente falsificato i risultati elettorali per mandare al potere un candidato manciuriano, e mentre autobombe dotate di altoparlante esplodono qua e là, sembra davvero di essere in uno di quei cupi film di fantapolitica dove il cielo è sempre piovoso. Film che sono sì angoscianti per il mondo di follia, miseria e oppressione che rappresentano, ma che poi finiscono sempre per essere noiosamente ripetitivi e sconclusionati. Più che altro, spiace constatare che noi, in questa specifica produzione, ci stiamo lasciando trattare da comparse, di quelle che si intravedono sullo sfondo nelle scene di massa e poi non hanno neanche il nome nei titoli di coda.
(Inoltre, penso che Conte, il PD e i Cinque Stelle debbano essere trascinati a processo per i loro crimini, assieme ai magistrati eversivi e golpisti.)

Il problema è la qualità della poltrona

e mi sa che ci hanno messo sopra il Bostic.

Aggiungo questo grafico

E una mia osservazione: ogni santo giorno sentiamo e leggiamo (con qualche variante) che “il maggior numero dei contagi si registra in Lombardia Veneto Piemonte Emilia Romagna Lazio Toscana…” Ci fosse un cane che si ricordasse che

Lombardia: 10.060.000
Lazio: 5.879.000
Veneto: 4.894.000
Emilia Romagna: 4.474.000
Piemonte: 4.356.000
Toscana: 3.722.000

Umbria: 880.285
Prov. Aut. di Bolzano: 532.250
Prov. Aut. di Trento: 541.214
Molise: 300.116
Valle d’Aosta: 124.968

Così, giusto per dire.

Concludo con una spettacolare profezia della nostra maga merlina nazionale

E con l’angolo della poesia

Angelo Michele Imbriani

“Il furgone passava e quell’uomo gridava: ‘Vaccini!’.
Al 21 del mese i nostri anticorpi erano già finiti.
Io pensavo a Borrelli e rivedevo i suoi bollettini.
Il più bello era quello con gli asintomatici non ancora guariti.
Che anno è? Che V day è?
Questo è il tempo di vaccinarmi insieme a te…
Mascherine, retrovirus ed allergie
Dove corrono gravissime le mie ipocondrie
L’Rna cerca spazio dentro me…
Ma il coraggio di uscire quello ancora non c’è… “

barbara

CE N’È DI COVIDDI, MA CE N’È ANCHE DI MOLTO PIÙ PEGGIO ASSAI

Innanzitutto gli auguri di Natale di Donald Trump, che non ve li può fare direttamente perché Twitter lo ha censurato (evidentemente il Natale è una fake news) ma per fortuna qualcuno lo ha ripreso in tempo

Poi il gioco più tipico di queste festività

E a proposito del Natale:

Poi c’è questo signore che non ha paura di chiamare le cose col loro nome e dirle a chi di dovere

E un altro signore che da ormai quasi un anno sta sperperando (e incamerando) miliardi nostri e alle richieste di spiegazioni risponde – abitualmente, non occasionalmente (che sarebbe comunque gravissimo) con intimidazioni di tipo mafioso

Roberto Lorenzetti

#Arcuri ‘non ho voglia di giustificare’ perché abbiamo acquistato siringhe che costano il doppio.
‘Perché sono soldi pubblici’, risponde il giornalista.
E il supercommissario replica in toni mafiosi.
Non posso commentare oltre.

Qui la sequenza completa, con la domanda del giornalista. E poi domando: è solo a me che viene da vomitare, letteralmente, a vedere quella faccia da maiale all’ingrasso, quell’espressione sordida, e a sentire quella voce unta e untuosa da sottosacrestia cosanostresca? E vale la pena di guardare anche questo

clic per l’immagine ingrandita

Non sono sicura che ventimila anni di galera – previa restituzione del maltolto, beninteso, che con tutti quei miliardi forse qualche impresa si riuscirebbe a salvarla – basterebbero a punire in maniera equa quello che ha fatto questo individuo.

Sul coviddi e i problemi ad esso correlati ha voluto mettere bocca anche il sedicente papa sedicente cattolico

E poi c’è la “variante inglese”, già, la terribile mutazione del virus. E sapete perché lo chiamano virus inglese?

Angelo Michele Imbriani

La “variante inglese” si chiama così, non perché il virus sia mutato in Inghilterra ma perché la mutazione l’hanno scoperta i ricercatori inglesi. I quali hanno sequenziato 150.000 genomi di virus – il 60% di tutti i sequenziamenti effettuati nel mondo – a fronte di soli 976 in Italia.
Ma si sa che da noi vanno per la maggiore gli “esperti” che vanno in TV e che ottengono incarichi politici, non quelli che lavorano nei laboratori e negli ospedali.

E ricordando che di mutazioni finora se ne sono contate 4000, ma quella dei famigerati brexiter è ovviamente la più peggissima di tutte. Compresa la varietà cinese, ovviamente, che comunque non si può dire, solo il perfido Trump ha osato. E giustamente la Gran Bretagna va severamente punita bloccandole tutte le merci

Giovanni Bernardini

A suo tempo la UE si è letteralmente prostrata di fronte alla Cina.
Gli stessi che oggi parlano di “variante inglese” strillavano al “razzismo” quando qualcuno parlava di virus cinese.
In Italia si sono sprecate le esortazioni ad “abbracciare un cinese”.
Chi voleva mettere in quarantena tutti coloro che, cinesi e non cinesi, arrivavano dalla Cina è stato bollato di “razzismo”.
I traffici con la Cina non si sono mai interrotti. Di Maio ha spedito in Cina milioni di mascherine che in Italia mancavano.
I virus mutano spesso, lo sa anche un ignorante come me. Ma il virus “inglese”, anche se molto contagioso, non è, dicono gli esperti, più letale di quello già in circolazione.
Eppure basta ai burocrati della UE per mettere in atto una sorta di blocco economico nei confronti della Gran Bretagna.
Come spesso accade il virus è solo un pretesto. Si cerca di punire la Gran Bretagna per la brexit.
Gli euroburocrati però conoscono poco la storia. Napoleone cercò di strozzare la Gran Bretagna con il blocco economico, gli andò male. Ed andò male, un po’ di tempo dopo, ad un tale chiamato Adolf Hitler.
Non credo che il paese che ha sconfitto Napoleone ed Hitler si spaventi di fronte a Macron, alla signora Merkel o a … Giuseppe Conte!

Ah, e poi il vaccino. Sono sempre stata assolutamente favorevole, come ho sempre detto, anche se soffro di diverse allergie, però ho appena visto una notizia, che rimette in gioco tutto

(“Il primo vaccino che non guarda in faccia nessuno”, ha commentato qualcuno)

Nel frattempo per noi sono pronti 70.000 agenti con droni e ogni altra sorta di strumenti di repressione, mentre con loro, invece, le stelle stanno a guardare.

barbara

ALTRI COMMENTI RACCATTATI IN GIRO

Ma comincio con una considerazione mia: possiamo essere ottimisti. Sul serio, possiamo davvero farcela, può davvero andare tutto bene; dopotutto non è che serva moltissimo, basta solo avere una visione chiara della situazione e un programma serio, tutto qui.

E giustamente il mitico Osho

Il ministro Disperazione auspicava di andare ancora oltre

ed è stato prontamente accontentato: vietato addirittura uscire di casa (io uscirò, naturalmente).

E arrivati a questo punto

Il muratore siamo noi, la gravità è il Covid, il cappio è Giuseppi + il PD (rubato qui)

Ma la colpa è chiaramente nostra

e giustamente verremo controllati per impedirci di combinare altri disastri

Se poi c’è bisogno di un aiuto supplementare

È certo, comunque, che quando il signor Conte scriverà le sue memorie

Fabio Bertoncelli

Blade Conte: “Io ho fatto cose che voi italiani non avreste immaginato. Flotte di clandestini al largo del porto di Lampedusa. E ho detto alla Lilli che eravamo prontissimi quando invece non avevamo fatto un tubo. Ma tutti quei momenti finiranno perduti nel tempo quando l’Italia colerà a picco.
È tempo di ciurlare”

Passando alle cose serie

Giovanni Bernardini

LUSSO O CARTA STRACCIA

Una crisi di governo in un momento come questo sarebbe una follia, strillano PD e 5 stelle; e molti pseudo giornalisti di regime sembrano concordare.
In Gran Bretagna ci fu una crisi di governo nella primavera del 1940, mentre le armate di Hitler dilagavano in Francia, il dittatore nazista diventava padrone dell’Europa continentale e la prospettiva di un’invasione dell’isola appariva molto realistica.
Molti politici e i loro pennivendoli sembrano convinti che le costituzioni democratiche siano una sorta di lusso. Vanno bene nei periodi di vacche grasse, diventano carta straccia in quelli di crisi.
Non è così. Fermo restando che in periodi eccezionali sono possibili alcune limitazioni di alcune libertà, democrazia, costituzione e diritti costituzionali fondamentali sono SEMPRE validi, nelle democrazie occidentali degne di questo nome.
Ma nelle democrazie occidentali degne di questo nome i Giuseppe Conte non diventano primi ministri, né diventano ministri personaggi come Bonafede, Azzolina o Toninelli.
Nelle democrazie occidentali degne di questo nome i fondi sono amministrati dai governi, sotto il controllo dei parlamenti, non dalle “cabine di regia” o dai “comitati di esperti”…
Noi NON siamo una democrazia occidentale degna di questo nome… tutto qui.

Mai capita questa cosa che nel corso di un’emergenza non si possa affrontare una crisi di governo. Sarebbe come dire che finché sono in salute posso cambiare medico, ma se mi ammalo e il mio medico si rivela incapace di curarmi, allora no, quel medico me lo devo tenere fino a quando non guarisco per conto mio o schiatto.

Quanto alle regole deliranti, che in un Paese normale farebbero ricorrere al TSO per chi le ha elaborate, vi propongo questa riflessione

Da Angelo Michele:

Una coppia con un figlio di 15 anni deve tirare a sorte chi resta a casa, fra il padre, la madre e il ragazzino. In tre non possono muoversi. Se invece hanno 7 figli di non più di 14 anni possono spostarsi col pulmino.
Se i nonni non sono automuniti e si vuole ospitarli, bisogna andare a prenderli, ma uno alla volta per evitare di essere in tre in auto.
Due, tre, quattro, dieci coppie potrebbero spostarsi alla stessa ora per far visita alla stessa famiglia, le une all’insaputa delle altre. Ma giunti a destinazione, i loro amici non potrebbero riceverli tutti, ma solo due alla volta. Magari mettendo il numeretto davanti all’ingresso come nelle pasticcerie la domenica o negli uffici postali.
Tutti devono comunque rientrare a casa entro le 22. Se qualche ospite, per un qualsiasi contrattempo, fa tardi bisogna farlo pernottare. E’ quindi consigliabile avere sempre pronta la stanza degli ospiti e se si prevede di ricevere parecchie visite allestire una camerata tipo ostello.
Nei giorni feriali e non prefestivi ci si può spostare senza nessuna limitazione, ma solo tra comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti. Pertanto prima di mettersi in viaggio bisogna consultare un censimento aggiornato.
Inoltre non si può andare verso i capoluoghi di provincia, per cui se ci si vuole spostare fra due piccoli comuni che stanno ai due estremi del capoluogo di provincia, bisogna aggirare l’ostacolo e allungare anche di molto il percorso, se il capoluogo è una metropoli. Stando attenti a tornare in tempo per il coprifuoco.
Il prossimo che dice che “bisogna rispettare le regole” lo elimino dai miei contatti, social ed extrasocial, per manifesta insufficienza mentale.

E ancora, sempre in tema, questo interessante post.

Emergency!

La politica anti Covid del governo annega nelle contraddizioni.

  1. A novembre ci erano stati imposti sacrifici con la prospettiva di salvare il Natale, adesso ci viene imposto di sacrificare il Natale per evitare la terza ondata a gennaio.
  2. Due settimane fa si vaticinava di Italia tutta gialla a Natale, adesso che 16 regioni sono gialle e cinque arancio si azzera il metodo dei colori e si impone a tutti il rosso senza alcuna giustificazione “scientifica” ma solo per evitare presunti “assembramenti”.
  3. Si era promesso per mesi di evitare misure nazionali e di procedere per zone e invece si fa una norma nazionale che prescinde completamente dalla situazione delle singole regioni;
  4. Il mitologico indice Rt (ma c’è anche qualcuno che dubita sia un indice), di cui non esiste peraltro una formula rintracciabile su internet che consenta un minimo di verifica e di replica, era presentato come strumento scientifico infallibile quando aumentava ma, adesso che è sceso sotto a 1, i suoi esiti vengono disattesi a favore di altri parametri ovviamente avvolti nella nebbia.
  5. Nell’ultima settimana si parlava addirittura di allentamento delle misure ma adesso una strambata improvvisa e immotivata pare condurci verso 15 giorni di zona rossa: possibile che Mutti Merkel abbia chiamato un’altra volta per imporre di non essere lasciata sola?
  6. Il governo ha lanciato il cashback per rilanciare gli acquisti nei negozi fisici ma, appena il meccanismo dimostra un minimo di successo, si parte subito con la criminalizzazione dei consumatori che in quei negozi si recano per usufruirne.

Boccia, all’interno del governo, fa la parte dell’isterico urlatore a caccia di assembramenti. Gli ultras del lockdown sono lui, Franceschini e Speranza ed è strana la convergenza di due ex democristiani con un estremista ma tant’è, è il segno del rimescolamento politico nel segno del Great Reset. Boccia evidentemente non ha visto gli assembramenti di nuovi poveri in coda per una ciotola di zuppa ma ha messo a fuoco solo quelli dello shopping. Ma ha visto pure male perché quelli che stigmatizza non sono “assembramenti” ma “affollamenti”: non siamo di fronte ad una folla compatta che si muove in modo omogeneo ma alla casuale, ancorché prevedibile, concentrazione dei consumatori che si muovono individualmente nei luoghi dello shopping. Non è un corteo che marcia in modo univoco ma una massa di persone che si incrociano occasionalmente e per pochi istanti. L’app Immuni si basa sulla rilevazione della vicinanza ad un soggetto rivelatosi positivo per almeno un quarto d’ora, tempo che lascia ipotizzare un rischio di contagio: chi può ragionevolmente pensare che due persone estranee in fase di shopping stazionino a meno di un metro per oltre un quarto d’ora? Oltretutto le foto mostrano persone in tranquillo movimento che portano regolarmente le mascherine: si diceva, specie all’inizio quando forse c’era più paura ma meno ossessione ideologica, che le mascherine erano un rimedio all’impossibilità di mantenere la distanza di un metro dagli altri. E allora, se tutti portano la mascherina, dov’è il problema? E se invece la mascherina non è sufficiente, perché imporre di indossarla?

Il cittadino qualunque, che vorrebbe vivere almeno scampoli di vita, continua ad essere, come in estate, il bersaglio della costante criminalizzazione a scopo educativo, repressivo e giustificativo per una classe politica che ha ampiamente perso, a tutti i livelli, non solo il controllo della situazione ma anche il contatto con la realtà. Ma in questo caso siamo al di fuori della logica: per quanto fosse prevedibile l’affollamento, come poteva un individuo, che ha posto in essere comportamenti non solo leciti ma addirittura incentivati dalle politiche governative, coordinarsi con migliaia di sconosciuti? Ed una volta trovatosi nel mezzo della folla, pur munito di presidi sanitari, cosa doveva fare? Fuggire a casa? Per quale motivo? Se il rischio c’era, toccava ai pubblici poteri prendere provvedimenti per limitarlo: con i centri commerciali chiusi e gli orari contingentati, gli affollamenti erano davvero imprevedibili? Perché non ci sarebbe dovuto essere affollamento in pochi luoghi centrali? E se si temeva questo, perché i sindaci non hanno chiuso le strade “pericolose” o almeno regolamentato gli accessi? E poi, se si ha paura degli assembramenti e mentre si recrimina su poche migliaia di persone in movimento per un breve periodo, perché si pianifica di riaprire le scuole nel mezzo della stagione influenzale quando ormai è evidente a tutti che i movimenti scolastici, in tutti i loro aspetti, sono stati il motore della seconda ondata? Ma certo, basta dire che il problema non sono le aule piccole o i trasporti affollati ma le occasioni di socialità che la scuola crea: sempre colpa degli studenti che attendono l’apertura dei cancelli unico momento in cui evidentemente il virus si attiva, sempre colpa delle persone che ormai, a tutta evidenza, vengono considerate solo come un problema sanitario, una massa di untori ed appestati. [continua]

Concludo con un paio di cose su altri temi, come l’ennesimo delirio sulla regolamentazione dei rapporti sessuali

Lorenzo Capellini Mion

Danimarca

Il Parlamento unicamerale danese,
con 96 voti a favore e nessun contrario, ha approvato la legge che penalizza il rapporto sessuale in assenza di un consenso esplicito delle persone coinvolte. Cosa vorrà dire non è poi così chiaro, si arriverà alla richiesta di una dichiarazione giurata sulla volontarietà di voler entrare in intimità.
Come se ballare in mutande in una stanza con un uomo fosse uguale che essere aggredita al parco mentre stai facendo jogging.
Questo lo si deve al combinato disposto tra femminismo di maniera che vede il maschio come un nemico, agli effetti devastanti dell’immigrazione musulmana ma questo non si può dire e alla pavidità dei conservatori.
Ci hanno messo poco le Nazioni più libertarie del mondo a diventare la capitale del bigottismo, dell’ipocrisia e dello stupro. Citofonare Svezia.
E lo scrive uno, cioè io, che crede che lo stupro andrebbe equiparato all’omicidio volontario ma quando una legge interviene arbitrariamente sulla morale e suo buon senso non risolve nulla, anzi genera orrori.

Poi c’è questa bella dichiarazione da parte di uno di quelli che combattono a spada tratta contro l’odio

una chicca di tre anni fa del nostro ineffabile mattarello

e una comprensibile esternazione di Filippo Facci

E per oggi ho concluso.

barbara

COMMENTI RACCATTATI IN GIRO

Partiamo con i deliranti provvedimenti del nostro governo cialtrone e assassino.

Matteo Brandi

Puro terrorismo. Ecco a cosa sono sottoposti gli italiani da mattina a sera.
“Paura”, “Terrore”, “Catastrofe”, “Incubo”… Queste le parole ripetute nelle orecchie di milioni di lettori e spettatori, trascinati quotidianamente nel vortice dell’ansia, dell’ipocondria e dello scontro sociale.
In questo modo, i pennivendoli ottengono tre risultati: spaventano il pubblico che ancora gli da credito, rinnovano la fedeltà alla narrazione dominante e accusano preventivamente coloro che non si lasceranno intimidire.
Ma dov’erano questi zerbini della carta stampata quando veniva massacrato il nostro sistema sanitario nazionale? Dov’erano quando ospedali e posti letto venivano polverizzati? Ovviamente a lodare quei tagli come giusto sacrificio per compiacere Santa Europa.
Il giornalismo in Italia è un morto che cammina. Di questo dovremmo davvero avere paura.

Diciamo “anche” di questo, che di cose di cui aver paura, in giro ne vedo parecchie – e fra queste il covid, per me, è l’ultimissimo della lista.
E, perfettamente in tema:

Giovanni Bernardini

ETEROGENESI DEI FINI

Penso sia quasi impossibile per una persona normale seguire la rete intricatissima, super particolareggiata di norme e contro norme, deroghe e contro deroghe partorite da Conte e dai suoi sodali per le festività natalizie.
Il governo dei buoni a nulla capaci di tutto cerca di realizzare l’incubo di Orwell: controllare sin nei minimi dettagli TUTTA la vita dei cittadini. Si potranno ricevere due persone ma solo una volta al giorno. Le persone ricevute possono portare con se i figli, ma solo se inferiori ai 14 anni (infatti si può contagiare qualcuno solo dai 15 anni in su…). Il grande timoniere poi ammonisce: anche all’interno della case è bene che si mangi in tavole separate. Come tutti sanno le case degli italiani sono una sorta di ristoranti. Comunque, niente paura, si tratta di un paterno consiglio, non di un obbligo. Per ora la polizia non può fare irruzione nelle case degli italiani per controllare in quanti sono a tavola. E neppure ci sono degli apparecchi televisivi che ci controllano dentro le nostre abitazioni. Forse saranno introdotti col prossimo DPCM…
Queste misure, mortali per l’economia, liberticide ed incostituzionali, non solo non servono a nulla contro l’epidemia, sono addirittura controproducenti dal punto di vista sanitario.
Un sacco di gente si sta mettendo in viaggio per raggiungere le seconde case, o ricongiungersi a genitori e parenti prima che le misure del governo dei cialtroni diventino operative. Il solo risultato della follia di Conte e dei suoi compari è proprio il formarsi di enormi assembramenti che favoriscono lo sviluppo dell’epidemia.
Si chiama eterogenesi dei fini. Molte azioni umane hanno conseguenze non previste, diverse e spesso opposte a quelle che si intendeva raggiungere. Questo capita quasi sempre quando si cerca di imporre a enormi quantità di persone una regolamentazione minuziosa della loro esistenza. E’ un fenomeno studiato con attenzione da filosofi, psicologi ed economisti, da Mandeville a Von Hayek. Ne parla anche Solgenycin in “arcipelago gulag”, quando evidenzia come la minuziosissima programmazione del lavoro forzato non otteneva nessuno dei mirabolanti fini economici proclamati; si traduceva invece in la pigrizia, corruzione, spreco di enormi risorse.
Ma pretendere che Conte, Di Maio o Boccia abbiano letto Hayek, Mandeville o Solgenycin è davvero una esagerazione…
Il guaio è che questa banda di cialtroni semi analfabeti sta distruggendo l’economia, facendo a pezzi la costituzione senza garantire in alcun modo la nostra salute.
Vanno fermati, il più presto possibile.

Vero che molte azioni umane hanno conseguenze non previste, ma se chiudo tutto e poi riapro per un giorno, anche l’ultimo degli imbecilli può prevedere che tutta la gente che in condizioni normali si sarebbe spalmata in un mese, adesso è costretta a concentrarsi in un giorno.

Enrico Richetti

se ho ben capito,
vietata la Messa di mezzanotte
andrà anticipata
vietato uscire di casa il 24 dicembre
ma si potrà farlo autocertificando che si sta andando alla Messa.
e se voglio celebrare una funzione religiosa diversa?
se voglio invocare Budda?
ci diranno anche se la Messa andrà svolta col rito preconciliare o post conciliare?

Eh, ma vogliamo invocare addirittura la libertà religiosa? Non è che fra un po’ ti metterai a pretendere anche di respirare?
E a proposito di orari…

Chiudo questa parte con un bell’intervento di Enrico Ruggeri, che dice letteralmente, parola per parola, quello che io dico da sempre:

Non si può rinunciare a vivere per paura di ammalarsi! E non mi si venga a dire che si tratta di rinunce temporanee, perché nessuno sa se sarà vivo fra sei mesi, fra sei settimane, fra sei giorni, fra sei ore: pensate che fregatura se accetto di rinunciare a vivere per sei mesi, e fra due crepo di qualcos’altro. E, come dice Ruggeri, certamente la vita non è il film al cinema, non è il concerto, non è la cena con gli amici, ma tutte queste cose insieme SONO la vita, e lasciarsele portare via significa rinunciare a vivere, né più né meno.

E ora spostiamoci oltre oceano.

Giovanni Bernardini

GIORNALAI MEDIASET

Ascolto, mentre faccio colazione, “prima pagina” del TG 5. Lo faccio per sapere se durante la notte è successo qualcosa di importante. Sono gli unici 5 minuti di telegiornale che seguo in tutto il giorno.
E faccio male. Sarebbe bene rinunciare anche a quelli, vista la loro insopportabile faziosità.
“Liberati i pescatori italiani in Libia” annuncia con un gran sorriso un giornalaio Mediaset. “Pare che i negoziatori italiani siano stati aiutati dagli 007 di JOE BIDEN”, aggiunge giulivo.
Sì, ha detto proprio così: gli 007 di BIDEN!!!
Lo sa questo giornalaio (mi scuso con i giornalai) che fino al 20 gennaio 2021 il presidente degli USA è Donald Trump? Che lo era a maggior ragione 100 giorni fa, quando è iniziata la vicenda dei pescatori che il “nostro” governo ha lasciato per oltre tre mesi in mani libiche? Lo sa che ci sono centinaia di ricorsi negli USA contro la vittoria alquanto sospetta del grande Biden?
Se gli 007 hanno dato una mano a Conte e Di Maio, questi non sono gli 007 di Biden, semmai lo sono dell’orco Trump.
Per chiunque sia capace di articolare un pensiero, non per i giornalai Mediaset.

E quindi, se questo è l’andazzo, aspettiamoci anche che

Giovanni Bernardini

SUPER NEMBO BIDEN

Il grande Joe Biden deve ancora diventare presidente, qualche maligno osa dubitare che lo divenga davvero, ma già i suoi meriti si moltiplicano, giorno dopo giorno.
Joe Biden ed i “suoi” 007 hanno parte del merito per la liberazione dei pescatori italiani in Libia.
E’ merito di Joe Biden la scoperta negli USA del vaccino anti covid.
Fra un po’ saranno merito di Joe Biden:
La caduta del muro di Berlino ed il crollo del comunismo.
Lo sbarco sulla luna.
Lo sbarco di Normandia e la vittoria nella seconda guerra mondiale.
La fine della schiavitù.
La dichiarazione di indipendenza.
Superman Nembo Kid è un cucciolo se paragonato a super nembo Biden!
Almeno per i giornalai Mediaset…

E poi questa, che è carina un sacco.

Giovanni Bernardini

UNA TELEFONATA DAGLI USA

Ieri sera mia moglie ha ricevuto una telefonata da una sua amica che vive negli Stati Uniti.
E’ una gran brava persona, divorata però da un autentico odio nei confronti di Donald Trump.
Ieri sera, come fa di solito, ha iniziato ad angustiare mia moglie con un lunghissimo pistolotto sulle malefatte dell’orco Trump. Con lui gli USA sono diventati un inferno, diceva.
Sperando di interrompere la sua filippica mia moglie le ha detto: “dai, coraggio, il 20 gennaio subentra Biden e voi vivrete tutti felici e contenti”.
“Io ho paura” le ha risposto l’amica. “Sai, qui la gente è per Trump. Quasi tutti i giorni ci sono cortei e manifestazioni a favore di Trump e contro Biden e ci va un sacco di gente. Sono scemi, tutti scemi”…
Spesso chi spara cazzate ha una funzione positiva. Fornisce involontariamente informazioni preziose. Le stesse che i media di regime cercano in tutti i modi di tener nascoste.

Ed eccoli qui, infatti: buona visione!

barbara

ARTE SACRA E DINTORNI

Arte sacra dei secoli bui

Siracusa, IV secolo

Arte sacra dei secoli illuminati

Che poi il punto non è neanche quanto è brutta questa roba: il punto è che col Natale ha meno di niente a che fare: qualcuno riesce a vederci una natività? Qualcuno riesce a ritrovarci qualcosa che ricordi, anche solo vagamente, la narrazione evangelica? Qualcuno vede un neonato? Perché i casi sono due: o sei un cattolico credente, e allora fai il presepio, o non lo sei, e allora non lo fai; e questa roba non rientra in nessuna delle due casistiche (e che dire della biondona coi capelli arrotolati stile anni Sessanta, che mi hanno detto essere un angelo? Per non parlare del bue e l’asino che riscaldano amorosamente la pecora). Il commento comunque ve lo faccio fare da uno più bravo di me.

Giovanni Bernardini

Molti dicono che questo presepe è brutto. Però non è la bruttezza il problema. A me non piace, ma in fondo qualcuno lo può anche trovare bello.
Il fatto grave è che questo NON è un presepe. I cilindri che lo costituiscono possono essere qualsiasi cosa. Immagini stilizzate di Giuseppe, Maria e Gesù, ma anche di fedeli musulmani, o buddisti. Paracarri, astronauti marziani o venusiani, qualsiasi cosa.
Non si tratta di contrapporre l’arte figurativa a quella astratta, si tratta di stabilire se il presepe è ancora simbolo, richiamo ad una tradizione, una storia, una fede.
Il presunto presepe di piazza San Pietro è solo astrazione, simbolo separato da ciò che si vuole simbolizzare.
E’ simbolo, a ben vedere le cose, della Chiesa di Bergoglio. Una Chiesa interessata a ridurre al minimo, fino ad eliminare, ogni differenza fra se e gli altri. Una Chiesa che aborre il concetto stesso di identità e fa di tutto per non avere identità alcuna, ed esaltare le identità altrui. Sempre, comunque, anche quando c’è ben poco da esaltare.
E simboleggiano, questi cilindri e questi massi con la vaga forma di bue, asino e pecora, l’occidente della non differenza. Una grandissima civiltà che oggi si vergogna di se stessa e si vuole senza identità. E non a caso ha in Bergoglio uno dei suoi massimi esponenti.

Nel frattempo i nostri premurosi governanti hanno genialmente trovato il modo di farci passare un Natale praticamente normale

mentre, sempre grazie ai nostri premurosi e benevoli e paterni governanti, le file davanti alle mense dei poveri, a Milano

come a Napoli

e in ogni altra parte d’Italia si allungano sempre più.

barbara

EVVIVA EVVIVA ARRIVANO I SOLDI!

E un giorno i nostri figli e i nostri nipoti, ricordando questi giorni gloriosi, canteranno

Si fece una grande festa
Da fare girar la testa
Scoppiarono I mortaretti
Si fecero dei banchetti
Per tutti ci fu un sorriso, che giorni di paradiso
Con tutti quei miliardi del Recovery!

Giovanni Bernardini

BUONI A NULLA MALATI DI IDEOLOGIA

Siamo di fronte ad una crisi economica senza precedenti e come intendono spendere i fondi del recovery fund?
Gli investimenti maggiori riguarderanno la “transizione ecologica”. Traducendo, verranno utilizzati in stronzate alla “piccola Greta”. Cose che peggiorerebbero la situazione anche se non fossimo in crisi, figuriamoci i loro esiti in un momento come questo. Tanto per capirci, a cosa porterebbe l’azzeramento delle emissioni in 10 anni di cui parlano la piccola Greta e Zingaretti? Facile prevederlo.
Sono anche previsti oltre 17 miliardi per la “parità di genere”. Costa cara la “parità”! Le persone normali pensano che per garantire la parità basta fare buone leggi che impediscano le discriminazioni di ogni tipo, al massimo usare i fondi già a disposizione per asili o scuole materne. No, ora scopriamo che per assicurare la “parità di genere” (genere, il sesso NON ESISTE) occorrono 17 miliardi di euro…
Per la sanità invece bastano 9 miliardi la metà circa dei fondi destinati alla “parità di genere”, un ottavo di quelli destinati alla “transizione ecologica”. E dire che i vari TG di regime ci martellano i genitali 24 ore al giorno con la crisi sanitaria!!!!
Siamo in mano a dei cialtroni malati di ideologia. Un branco di buoni a nulla capaci di tutto che stanno letteralmente facendo a pezzi il paese.

“Stanno”? No caro Giovanni: in tutta quell’ammucchiata di futuri e di gerundi già a suo tempo denunciata da Mario Giordano, questa è l’unica cosa che possiamo mettere al passato prossimo.
Poi, visto che stiamo parlando di disastri, ricordiamo

E concludiamo con una piccola nota di colore:

Ema Bolo

Ricapitolando, alla Lamorgese fanno il tampone, senza aspettarne l’esito lei partecipa ad un Consiglio dei ministri, nel mentre le viene comunicato che risulta positiva al Covid-19 … si tratta dello stesso elemento che sta schierando 70.000 appartenenti alle forze dell’ordine, con tanto di droni e altri mezzi che raramente vengono considerati reperibili per contrastare la criminalità, per impedire, tra l’altro, che un nipote possa andare a trovare la nonna per Natale …

E così la seconda storia che vi voglio raccontare
È quella di Luciana Lamorgese
Ha un grosso baco chiuso nel cervello
E ormai le cose giuste non le capisce più.
Anche con il tampon positivo
Tra amici deficienti,
E i droni sempre pronti
La poltrona attaccata al suo culo,
Viveva felice così.

Oh Lamorgese
Uccidi, uccidi la nostra libertà, la libertà-à-à!

barbara