AMERICA, QUALCHE FATTO E QUALCHE RIFLESSIONE

Per partire dal principio bisogna ricordare la feroce guerra scatenata contro Trump fin dal momento in cui, nel 2016, ha annunciato di volersi candidare alle elezioni presidenziali: guerra senza quartiere, condotta con tutti i mezzi leciti e illeciti – soprattutto illeciti – da parte dei mass media, del mondo dello spettacolo (vogliamo ricordare la “marcia delle donne contro Trump” guidata da una signora che aveva promesso pompini a chi avesse votato la Clinton? Vogliamo ricordare l’intensa partecipazione di quell’altra signora che sul palco si fa agguantare la passera dagli spettatori? E si potrebbe continuare a lungo), mentre i politici hanno passato tutti interi questi quattro anni a fabbricare macchinazioni e inventare favole, per sostenere le quali hanno pagato testimoni e coinvolto innocenti a cui hanno distrutto carriera ed esistenza – al costo di decine di milioni di dollari – per poterlo esautorare. E bisogna ricordare come la metà abbondante dell’America che stava dalla sua parte è stata trattata da fascista, troglodita, ignorante, mentre il consenso per Trump aumentava di pari passo con l’aumento dell’occupazione nera e ispanica e dei loro salari. E bisogna ricordare come, per danneggiarlo, siano state scatenate le rivolte delle bande razziste e terroriste degli Antifa e dei Black Lives Matter. Bisogna ricordare, in poche parole, come la politica dem – e solo quella – abbia letteralmente spaccato l’America in due.

E come alla fine, sapendo benissimo che la maggioranza era per Trump, abbia messo in piedi la gigantesca macchina dei brogli che abbiamo visto, e come la magistratura e la pubblica amministrazione abbiano semplicemente rifiutato di prendere in esame tutte le documentazioni che in questi due mesi sono state presentate in merito ai brogli – cosa che non si spiegherebbe se non col fatto che tutti sapevano esattamente che cosa sarebbe successo se quei documenti fossero stati studiati in maniera onesta e se fosse stato verificato il funzionamento delle macchine di voto.
Alla fine la corda troppo tirata si è rotta. E come sempre, i mass media semplicemente capovolgono i fatti, o li addomesticano, come la famosa telefonata di un’ora dalla quale sono stati selezionati ed estratti quei quattro minuti da dare in pasto al pubblico – tipo noccioline alle scimmie dello zoo, che se le mangiano di gusto senza che venga loro in mente di chiedersi e chiedere da dove vengano quelle noccioline – sistema col quale è un gioco da ragazzi far dire a chiunque qualunque cosa. E uno splendido esempio di disinformazione e capovolgimento dei fatti lo abbiamo da Paolo Guzzanti sul Giornale:

I membri del Congresso e il presidente eletto hanno chiesto invano al Presidente di richiamare la folla. Si sa che il Presidente, ancora per pochi giorni, si sarebbe limitato ad un blando invito a «calmare gli animi». Lo stato delle cose purtroppo non consente di evitare il sospetto di una insurrezione armata contro lo Stato federale, sostenuta da un presidente che già viene dai media definito traditore [che i manifestanti NON fossero armati è, ovviamente, un dettaglio di nessuna importanza]. Biden ha implorato Trump di andare davanti alle telecamere e richiamare la rivolta, ma finora nulla del genere è accaduto. (qui)

E infatti

Per non parlare di Mentana

che come se non bastasse si compiace del bando decretato a Trump da FB, e qualcuno, giustamente…

Diciamo che il rapporto fra i fatti e la rappresentazione dei fatti che danno i mass media è sostanzialmente questo

Per quanto riguarda i fatti di sangue:

Cullà: è certo che a sparare sia stata la Capitol Police, la donna era una manifestante trumpiana, 14 anni nell’Areonautica, e disarmata.
Myollnir: Non so voi, io ho fatto in tempo a vedere il video dello sparo, prima che lo facessero sparire (forse si può ancora trovare su zerohedge o simili). Impressionante, un colpo al collo da un metro di distanza. Volontario, una cosa alla Jack Ruby. Impressionante.

Ma il pericolo viene da Trump e dai suoi sostenitori, naturalmente. E quanto all’irruzione in Campidoglio

Nino Pepe

Non credo che chiedere di ricontare i voti sia un atto eversivo. A Washington c’è stato il trappolone. Con quella marea impressionante di persone, mettere a guardia del Campidoglio soltanto una ventina di agenti, che poi si sono fatti da parte e hanno fatto entrare delle persone comunque disarmate, mi puzza di cosa organizzata dai democratici. Domanda retorica: a quale scopo?

E magari non sarà stata programmata e organizzata in anticipo, ma per puzzare puzza proprio, eccome se puzza.
Aggiungo una risposta di Giovanni Bernardini a una sua lettrice, ma che risponde anche a tanti altri.

Giovanni Bernardini

1) Le prove non si riducono affatto a semplici dichiarazioni di Trump e dei sui legali. Ci sono filmati, centinaia di affidavit, dichiarazioni scritte giurate (e chi mente in un affidavit finisce in galera) pareri di tecnici, testimonianze prestate di fronte ai parlamenti di vari stati (che hanno convinto tali parlamenti a non convalidare i voti per Biden). C’è l’incredibile andamento della notte elettorale, con il blocco dello spoglio in tutti gli stati contestati e la ancora più incredibile rimonta di Biden.

2) Ovviamente il rifiuto dei giudici di prendere in esame le montagne di materiale probatorio si basa su leggi e regolamenti, ma di certo i magistrati potevano interpretare leggi e regolamenti in maniera tale che si potesse entrare nel merito delle varie contestazioni. Nessuno era obbligato a fare il muro di gomma. Due giudici della corte suprema del resto si sono espressi affinché si entrasse nel merito delle contestazioni del Texas e di altri 19 stati. Se il materiale non è stato esaminato è solo, a mio parere, perché i giudici non volevano assumersi una responsabilità troppo grossa.

3) Se fossero entrati nel merito la soluzione sarebbe stata molto più soddisfacente per tutti, non ci sarebbe stata nessuna serie infinita di ricorsi. Se ad esempio le macchine dominium fossero state esaminate da un team di tecnici e trovate affidabili il discorso si sarebbe chiuso. E ora non ci sarebbe mezza America che si ritiene truffata.

4) Concordo sull’assalto al parlamento, un atto inqualificabile, ma di certo non è stato Trump ad organizzarlo. Tra l’altro gli si è rivoltato contro, cosa ampiamente prevedibile.

5) Un presidente dovrebbe esser garante della legalità, non assumere atteggiamenti eversivi. Beh…il primo attacco alla legalità è avvenuto nella notte fra il 3 ed il 4 novembre. Quanto ai toni accesi di Trump, come dimenticare che questi è da 4 anni costantemente sotto assedio? Che è stato fatto di tutto per impallinarlo? Che abbiamo assistito allo spettacolo questo si unico, di un presidente censurato, addirittura oscurato, da social e reti televisive? C’è molto poco di legale nel modo in cui per anni i dem hanno tentato tutto pur far fuori il loro nemico…

6) Non credo proprio che Trump avesse, o abbia in mente di tentare un golpe. Lo dimostra tra l’altro l’appello di oggi affinché i suoi seguaci tornino a casa. E poi, se vuoi un golpe organizzi per bene le cose, mobiliti l’esercito, non quattro imbecilli scalmanati.

Direi che basta… 

E una di

Flavio Gastaldi

In sintesi:

– il conteggio dei voti viene bloccato per ore e quando riprende i voti sono stati attribuiti al 100% ad uno solo dei candidati
– c’è il sospetto gravissimo di brogli elettorali
– il potenziale danneggiato chiede di verificare i voti, come dovrebbe avvenire in tutte le democrazie, vari tribunali non glielo concedono senza entrare mai nel merito e dichiarandosi tutti fondamentalmente incompetenti
– la gente si sente defraudata e protesta
– le autorità locali fanno entrare senza alcuna resistenza in Campidoglio chi protesta salvo freddare una giovane disarmata con addirittura accanto decine di militari con mitra spianati

Risultato:

– l’eversivo è quello che ha semplicemente chiesto di ricontrollare i voti.

(Alfonso Maria Avitabile, trovato e riproposto grazie a Betta Maselli)

In molti dicono: se aveva le prove doveva portarle in tribunale, non fare la rivoluzione. Giusto, ma se anche da Berlino sono spariti tutti i giudici, cosa si deve fare? Rassegnarsi a restare cornuti e mazziati?

Aggiungo ancora questa riflessione

Noi con Trump

LA NOSTRA RIFLESSIONE SULL’INCREDIBILE GIORNATA DI IERI

Abbiamo modificato il post che avevamo scritto a caldo perché la situazione nel frattempo si è evoluta, abbiamo riflettuto e al netto che confermiamo ciò che pensiamo, ci è sembrato doveroso riscrivere facendo delle distinzioni e delle precisazioni.
Come associazione

Noi con Trump 

abbiamo dato fin dal primo giorno il nostro supporto al presidente

Donald J. Trump

e alla sua amministrazione perché crediamo fermamente che la sua sia stata una politica straordinariamente rivoluzionaria e che i risultati ottenuti non sarebbero stati possibili con nessun’altra persona al posto di comando in USA.
Noi quindi ci occupiamo di politica e di proposte politiche rivoluzionarie, osservandone gli effetti nella più grande e antica democrazia del mondo. Quel che sta succedendo in queste ore, però, non ha nulla a che vedere con la politica. Questa è qualcosa che somiglia più ad una guerra.
Soprattutto, abbiamo la certezza di come questo scontro fosse incredibilmente difficile da evitare. Noi siamo convinti che ci siano stati dei brogli elettorali ma, anche prendendo per buoni i risultati, in America ci sono quasi 160 milioni di persone che hanno espresso il proprio voto, una percentuale incredibilmente alta, un numero mai raggiunto da nessun’altra elezione nella storia del paese, il tutto con dei dubbi che serpeggiano e spesso evidenziati da logiche di numeri. Il risultato è un’America spaccata a metà, lacerata, con oltre 70 milioni di persone che hanno visto il proprio sogno infrangersi nel giro di poche ore, quello di avere altri 4 anni di benessere e di crescita, di sicurezza e di opportunità, attraverso un secondo mandato del presidente Trump.
Quello di ieri è stato un evento catastrofico, mortificante per la democrazia americana, ma è comunque solo uno dei sintomi di questo malcontento diffuso in tutto il paese. Ci sono persone che hanno dato tutto quel che avevano fiduciosi nella rielezione di Trump, hanno lottato, hanno resistito agli attacchi e alle critiche. Trump ha rappresentato per loro l’unica vera salvezza in un panorama politico che ha perso sempre più interesse per i più deboli. Questo è successo perché Trump ha reso forti quei deboli, ha dato loro speranza, li ha fatti rialzare e reagire e lo ha fatto attraverso delle politiche di tutela del cittadino. Oggi quelle persone si sentono tradite, truffate, in pericolo e sono arrabbiate e sono pronte a combattere con la propria vita perché grazie a Trump hanno scoperto che non fa bene avere paura ma che bisogna “stand your ground”.
Trump ha emancipato un’intera fascia sociale completamente abbandonata dalla politica e queste persone sono prima tornate alle urne per la prima volta dopo decenni e oggi sono pronte a fare una rivoluzione.
Come associazione, vi invitiamo a non lasciare che sia solo la narrazione dei media mainstream a spiegarvi cosa stia davvero succedendo in America ma di provare a sentire anche altri punti di vista, cercando di schivare gli sciacalli delle fake news e chi oggi vuole sfruttare il sensazionalismo degli eventi in corso.
Stiamo assistendo ad una delle pagine più importanti, controverse ed articolate della storia contemporanea mondiale.
Noi ci impegneremo, come sempre, a riportare gli eventi dal punto di vista dei supporter di Trump perché mai come oggi siamo stati convinti che questo possa essere uno spunto di confronto necessario per tutti.

E un articolo di Fiamma Nirenstein

“Questo finale rovina tutta la storia di una presidenza diffamata per anni”. Intervista a David Wurmser

 Il Giornale, 08 gennaio 2021

Seduti uno di qua e uno di là dall’Oceano, da Washington e da Gerusalemme, contempliamo con la testa fra le mani, insieme a David Wurmser, il disastro di Capitol Hill, la parabola del presidente che ha trasformato la conclusione del suo mandato in un circo di leoni impazziti. David è uno dei migliori intellettuali conservatori degli Stati Uniti, è stato consigliere speciale al Dipartimento di Stato di John Bolton, e prima di Dick Cheney, vicepresidente degli Stati Uniti, membro dell’American Enterprise Institute.
Cos’è successo a Capitol Hill? «E successo un disastro. Tutta la storia della presidenza Trump sarà ricordata soprattutto per questa conclusione, e la sua memoria ne sarà interamente compromessa».
Le critiche a Trump erano già insistenti, asfissianti… «Di più, ed è stata proprio la persecuzione totalizzante del personaggio e dei suoi che ha portato al discorso scandaloso di due giorni fa. Trump è stato sempre un’antenna dello stato d’animo della sua folla, non di violenti, ma di cittadini su cui il fatto di non essere di sinistra è diventato un’accusa di essere una sorta di “nazisti”. Una parola che non ammette replica, perché implica storicamente la sua totale indecenza. Trump e la sua gente in questi anni sono stati bombardati da accuse di ignominia: ci sono stati licenziamenti, fratture familiari, messe al bando di vecchi amici, odio, disgusto e shaming sui media, attacchi fisici al ristorante, per la strada ai trumpiani. La legittimazione appartiene a gruppi che per altro negli ultimi 8 mesi hanno distrutto migliaia di negozi, ferito cittadini, sparato ai poliziotti…».
La campagna elettorale ha peggiorato molto. «Non è stata nemmeno una campagna elettorale, ma un coro di diffamazione mentre agli altri tutto veniva condonato, la violenza, i rapporti del figlio di Biden coi cinesi».
Ma Trump ha sbagliato a reclamare ancora la vittoria e a chiederla alla folla. «Sì ha sbagliato, ha compiuto svariati errori, anche col Covid mentre faceva politiche giuste proclamava posizioni sbagliate. E induce oggi con gli ultimi fatti all’oblio dei molti errori storici che aveva curato con azioni giuste: aveva sgominato la paura paralizzante della Cina, l’ubbidienza ai no palestinesi promuovendo una serie di processi di pace; aveva posto fine alla pretesa che con l’Iran qualsiasi accordo sia migliore di un non accordo e alla passività di fronte all’ostilità di Onu ed Europa. E in politica interna ha promosso la riabilitazione in base alle regole di un mercato libero ma nazionalista di una larghissima classe sociale vilipesa. Da questa via Trump ha guadagnato sempre più consensi».
Adesso possiamo dire che siamo in mezzo a un disastro? «I disastri sono due: il primo è quello legato agli scontri, il secondo è quello della Georgia. E’ una tragedia per Biden non avere un Senato conservatore dietro cui nascondersi per bloccare l’estremismo del suo partito».
Il problema è la democrazia americana: si potrà ricostruire una situazione in cui governo e opposizione si confrontano serenamente? «C’è sempre stato molto in comune nelle due parti politiche, nell’idea che ogni individuo è un depositario di “diritti inalienabili” dati da Dio o dalla Storia o dalla natura, cda qualcosa di più grande di lui. Ma ora la sinistra si è staccata da questa sponda, la sua propensione è verso una deriva socialista alla Bernie Sanders».
Pensi che nei prossimi giorni Trump possa fare ancora qualcosa che possa sconvolgere il mondo? «Non direi. Trump ha abdicato all’interventismo Usa, lasciando a ciascuno i suoi guai e le sue scelte. Ha anche posto fine alla scelta politica di un inutile restraint internazionale. E così ha avviato parecchi cambiamenti positivi, ma…».
Ma ha rovinato tutto. «Diciamo danneggiato».

E infine la conclusione.

Gerardo Verolino

Attenzione, il famoso colpo di Stato messo in atto, a Washington, dai Village People, gli indiani Arrapaho di Ciro Ippolito, i trapezisti del circo Togni, i mandriani, gli hillibilly, Buffalo Bill e i guerrieri vichinghi con le corna di Bisonte, (come sostenevano tutti quelli che avevano preso un colpo di sonno o un colpo di Sole) è già finito. È durato la bellezza di cinque ore: meno del tempo di un reality show e più di una puntata di Dallas. Informiamo allora i telespettatori che non è stata istituita la corte marziale, non girano i carri armati per le strade, non esistono i dpcm di Conte né i proclama del generale Jaruzelsky, non c’è coprifuoco e non esiste la polizia politica a controllarti. Ieri, l’Aula ha lavorato come sempre e ha decretato l’elezione del presidente e della sua vice.
La notte nera della democrazia americana, l’ora più buia, la dittatura, la fine della democrazia liberale sono rinviate a data da destinarsi. Augh!

Ecco, sull’ultima frase ho purtroppo qualche dubbio: La notte nera della democrazia americana, l’ora più buia per l’America e per il mondo intero, stanno in realtà cominciando adesso. E chissà se dalle macerie, alla fine, sarà ancora possibile ricostruire qualcosa. (Se vi resta ancora un po’ di tempo e di energia e di pazienza, suggerirei di leggere anche questo e questo)

barbara

E PASSIAMO ALLE COSE SERIE: IL CINEGIORNALE

Seguito da qualche considerazione sulla drammatica situazione che stiamo vivendo.

Giovanni Bernardini

DUE CASI, FORSE TRE.

Stando alle cifre ufficiali l’Italia ha avuto ad oggi 71.319 decessi per covid, 1.188 per milione di abitanti. Siamo al secondo posto nel mondo, dopo l’ultra europeo Belgio, per numero di decessi raffrontato all’ammontare della popolazione.
Ora, i casi sono due, forse tre.
A) Il numero dei decessi è artificiosamente gonfiato per terrorizzare la popolazione e farle accettare le misure incostituzionali messe in atto dal governo Conte. In questo caso siamo governati da mascalzoni.
B) Il numero dei decessi è veritiero. In questo caso le misure di lokdown sono del tutto inutili al fine di contenere l’epidemia ed hanno il solo risultato di distruggere l’economia. In questo caso siamo governati da perfetti imbecilli.
C) Sono possibili diverse combinazione fra A e B.
In ogni caso, prima il signor Conte e la sua schiera di buoni a nulla capaci di tutto vanno a casa meglio è. Per tutti.

Io propendo decisamente per il C. Più D: sono venduti. E sappiamo benissimo a chi.

Piergiorgio Molinari

Finito di festeggiare il primo Natale EC (Era Covid) – perché a capire che, senza ribellione, questo sarà solo il primo di tanti altri ci siete arrivati anche voi, vero? – con la Costituzione sospesa da dieci mesi e la gente costretta ad andare in giro mascherata, con il coprifuoco notturno, con trattamenti sanitari sperimentali imposti a una popolazione di zombie, la propaganda martellante e l’economia in ostaggio, e mentre negli USA un altro “partito democratico” ha grossolanamente falsificato i risultati elettorali per mandare al potere un candidato manciuriano, e mentre autobombe dotate di altoparlante esplodono qua e là, sembra davvero di essere in uno di quei cupi film di fantapolitica dove il cielo è sempre piovoso. Film che sono sì angoscianti per il mondo di follia, miseria e oppressione che rappresentano, ma che poi finiscono sempre per essere noiosamente ripetitivi e sconclusionati. Più che altro, spiace constatare che noi, in questa specifica produzione, ci stiamo lasciando trattare da comparse, di quelle che si intravedono sullo sfondo nelle scene di massa e poi non hanno neanche il nome nei titoli di coda.
(Inoltre, penso che Conte, il PD e i Cinque Stelle debbano essere trascinati a processo per i loro crimini, assieme ai magistrati eversivi e golpisti.)

Il problema è la qualità della poltrona

e mi sa che ci hanno messo sopra il Bostic.

Aggiungo questo grafico

E una mia osservazione: ogni santo giorno sentiamo e leggiamo (con qualche variante) che “il maggior numero dei contagi si registra in Lombardia Veneto Piemonte Emilia Romagna Lazio Toscana…” Ci fosse un cane che si ricordasse che

Lombardia: 10.060.000
Lazio: 5.879.000
Veneto: 4.894.000
Emilia Romagna: 4.474.000
Piemonte: 4.356.000
Toscana: 3.722.000

Umbria: 880.285
Prov. Aut. di Bolzano: 532.250
Prov. Aut. di Trento: 541.214
Molise: 300.116
Valle d’Aosta: 124.968

Così, giusto per dire.

Concludo con una spettacolare profezia della nostra maga merlina nazionale

E con l’angolo della poesia

Angelo Michele Imbriani

“Il furgone passava e quell’uomo gridava: ‘Vaccini!’.
Al 21 del mese i nostri anticorpi erano già finiti.
Io pensavo a Borrelli e rivedevo i suoi bollettini.
Il più bello era quello con gli asintomatici non ancora guariti.
Che anno è? Che V day è?
Questo è il tempo di vaccinarmi insieme a te…
Mascherine, retrovirus ed allergie
Dove corrono gravissime le mie ipocondrie
L’Rna cerca spazio dentro me…
Ma il coraggio di uscire quello ancora non c’è… “

barbara

CE N’È DI COVIDDI, MA CE N’È ANCHE DI MOLTO PIÙ PEGGIO ASSAI

Innanzitutto gli auguri di Natale di Donald Trump, che non ve li può fare direttamente perché Twitter lo ha censurato (evidentemente il Natale è una fake news) ma per fortuna qualcuno lo ha ripreso in tempo

Poi il gioco più tipico di queste festività

E a proposito del Natale:

Poi c’è questo signore che non ha paura di chiamare le cose col loro nome e dirle a chi di dovere

E un altro signore che da ormai quasi un anno sta sperperando (e incamerando) miliardi nostri e alle richieste di spiegazioni risponde – abitualmente, non occasionalmente (che sarebbe comunque gravissimo) con intimidazioni di tipo mafioso

Roberto Lorenzetti

#Arcuri ‘non ho voglia di giustificare’ perché abbiamo acquistato siringhe che costano il doppio.
‘Perché sono soldi pubblici’, risponde il giornalista.
E il supercommissario replica in toni mafiosi.
Non posso commentare oltre.

Qui la sequenza completa, con la domanda del giornalista. E poi domando: è solo a me che viene da vomitare, letteralmente, a vedere quella faccia da maiale all’ingrasso, quell’espressione sordida, e a sentire quella voce unta e untuosa da sottosacrestia cosanostresca? E vale la pena di guardare anche questo

clic per l’immagine ingrandita

Non sono sicura che ventimila anni di galera – previa restituzione del maltolto, beninteso, che con tutti quei miliardi forse qualche impresa si riuscirebbe a salvarla – basterebbero a punire in maniera equa quello che ha fatto questo individuo.

Sul coviddi e i problemi ad esso correlati ha voluto mettere bocca anche il sedicente papa sedicente cattolico

E poi c’è la “variante inglese”, già, la terribile mutazione del virus. E sapete perché lo chiamano virus inglese?

Angelo Michele Imbriani

La “variante inglese” si chiama così, non perché il virus sia mutato in Inghilterra ma perché la mutazione l’hanno scoperta i ricercatori inglesi. I quali hanno sequenziato 150.000 genomi di virus – il 60% di tutti i sequenziamenti effettuati nel mondo – a fronte di soli 976 in Italia.
Ma si sa che da noi vanno per la maggiore gli “esperti” che vanno in TV e che ottengono incarichi politici, non quelli che lavorano nei laboratori e negli ospedali.

E ricordando che di mutazioni finora se ne sono contate 4000, ma quella dei famigerati brexiter è ovviamente la più peggissima di tutte. Compresa la varietà cinese, ovviamente, che comunque non si può dire, solo il perfido Trump ha osato. E giustamente la Gran Bretagna va severamente punita bloccandole tutte le merci

Giovanni Bernardini

A suo tempo la UE si è letteralmente prostrata di fronte alla Cina.
Gli stessi che oggi parlano di “variante inglese” strillavano al “razzismo” quando qualcuno parlava di virus cinese.
In Italia si sono sprecate le esortazioni ad “abbracciare un cinese”.
Chi voleva mettere in quarantena tutti coloro che, cinesi e non cinesi, arrivavano dalla Cina è stato bollato di “razzismo”.
I traffici con la Cina non si sono mai interrotti. Di Maio ha spedito in Cina milioni di mascherine che in Italia mancavano.
I virus mutano spesso, lo sa anche un ignorante come me. Ma il virus “inglese”, anche se molto contagioso, non è, dicono gli esperti, più letale di quello già in circolazione.
Eppure basta ai burocrati della UE per mettere in atto una sorta di blocco economico nei confronti della Gran Bretagna.
Come spesso accade il virus è solo un pretesto. Si cerca di punire la Gran Bretagna per la brexit.
Gli euroburocrati però conoscono poco la storia. Napoleone cercò di strozzare la Gran Bretagna con il blocco economico, gli andò male. Ed andò male, un po’ di tempo dopo, ad un tale chiamato Adolf Hitler.
Non credo che il paese che ha sconfitto Napoleone ed Hitler si spaventi di fronte a Macron, alla signora Merkel o a … Giuseppe Conte!

Ah, e poi il vaccino. Sono sempre stata assolutamente favorevole, come ho sempre detto, anche se soffro di diverse allergie, però ho appena visto una notizia, che rimette in gioco tutto

(“Il primo vaccino che non guarda in faccia nessuno”, ha commentato qualcuno)

Nel frattempo per noi sono pronti 70.000 agenti con droni e ogni altra sorta di strumenti di repressione, mentre con loro, invece, le stelle stanno a guardare.

barbara

ALTRI COMMENTI RACCATTATI IN GIRO

Ma comincio con una considerazione mia: possiamo essere ottimisti. Sul serio, possiamo davvero farcela, può davvero andare tutto bene; dopotutto non è che serva moltissimo, basta solo avere una visione chiara della situazione e un programma serio, tutto qui.

E giustamente il mitico Osho

Il ministro Disperazione auspicava di andare ancora oltre

ed è stato prontamente accontentato: vietato addirittura uscire di casa (io uscirò, naturalmente).

E arrivati a questo punto

Il muratore siamo noi, la gravità è il Covid, il cappio è Giuseppi + il PD (rubato qui)

Ma la colpa è chiaramente nostra

e giustamente verremo controllati per impedirci di combinare altri disastri

Se poi c’è bisogno di un aiuto supplementare

È certo, comunque, che quando il signor Conte scriverà le sue memorie

Fabio Bertoncelli

Blade Conte: “Io ho fatto cose che voi italiani non avreste immaginato. Flotte di clandestini al largo del porto di Lampedusa. E ho detto alla Lilli che eravamo prontissimi quando invece non avevamo fatto un tubo. Ma tutti quei momenti finiranno perduti nel tempo quando l’Italia colerà a picco.
È tempo di ciurlare”

Passando alle cose serie

Giovanni Bernardini

LUSSO O CARTA STRACCIA

Una crisi di governo in un momento come questo sarebbe una follia, strillano PD e 5 stelle; e molti pseudo giornalisti di regime sembrano concordare.
In Gran Bretagna ci fu una crisi di governo nella primavera del 1940, mentre le armate di Hitler dilagavano in Francia, il dittatore nazista diventava padrone dell’Europa continentale e la prospettiva di un’invasione dell’isola appariva molto realistica.
Molti politici e i loro pennivendoli sembrano convinti che le costituzioni democratiche siano una sorta di lusso. Vanno bene nei periodi di vacche grasse, diventano carta straccia in quelli di crisi.
Non è così. Fermo restando che in periodi eccezionali sono possibili alcune limitazioni di alcune libertà, democrazia, costituzione e diritti costituzionali fondamentali sono SEMPRE validi, nelle democrazie occidentali degne di questo nome.
Ma nelle democrazie occidentali degne di questo nome i Giuseppe Conte non diventano primi ministri, né diventano ministri personaggi come Bonafede, Azzolina o Toninelli.
Nelle democrazie occidentali degne di questo nome i fondi sono amministrati dai governi, sotto il controllo dei parlamenti, non dalle “cabine di regia” o dai “comitati di esperti”…
Noi NON siamo una democrazia occidentale degna di questo nome… tutto qui.

Mai capita questa cosa che nel corso di un’emergenza non si possa affrontare una crisi di governo. Sarebbe come dire che finché sono in salute posso cambiare medico, ma se mi ammalo e il mio medico si rivela incapace di curarmi, allora no, quel medico me lo devo tenere fino a quando non guarisco per conto mio o schiatto.

Quanto alle regole deliranti, che in un Paese normale farebbero ricorrere al TSO per chi le ha elaborate, vi propongo questa riflessione

Da Angelo Michele:

Una coppia con un figlio di 15 anni deve tirare a sorte chi resta a casa, fra il padre, la madre e il ragazzino. In tre non possono muoversi. Se invece hanno 7 figli di non più di 14 anni possono spostarsi col pulmino.
Se i nonni non sono automuniti e si vuole ospitarli, bisogna andare a prenderli, ma uno alla volta per evitare di essere in tre in auto.
Due, tre, quattro, dieci coppie potrebbero spostarsi alla stessa ora per far visita alla stessa famiglia, le une all’insaputa delle altre. Ma giunti a destinazione, i loro amici non potrebbero riceverli tutti, ma solo due alla volta. Magari mettendo il numeretto davanti all’ingresso come nelle pasticcerie la domenica o negli uffici postali.
Tutti devono comunque rientrare a casa entro le 22. Se qualche ospite, per un qualsiasi contrattempo, fa tardi bisogna farlo pernottare. E’ quindi consigliabile avere sempre pronta la stanza degli ospiti e se si prevede di ricevere parecchie visite allestire una camerata tipo ostello.
Nei giorni feriali e non prefestivi ci si può spostare senza nessuna limitazione, ma solo tra comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti. Pertanto prima di mettersi in viaggio bisogna consultare un censimento aggiornato.
Inoltre non si può andare verso i capoluoghi di provincia, per cui se ci si vuole spostare fra due piccoli comuni che stanno ai due estremi del capoluogo di provincia, bisogna aggirare l’ostacolo e allungare anche di molto il percorso, se il capoluogo è una metropoli. Stando attenti a tornare in tempo per il coprifuoco.
Il prossimo che dice che “bisogna rispettare le regole” lo elimino dai miei contatti, social ed extrasocial, per manifesta insufficienza mentale.

E ancora, sempre in tema, questo interessante post.

Emergency!

La politica anti Covid del governo annega nelle contraddizioni.

  1. A novembre ci erano stati imposti sacrifici con la prospettiva di salvare il Natale, adesso ci viene imposto di sacrificare il Natale per evitare la terza ondata a gennaio.
  2. Due settimane fa si vaticinava di Italia tutta gialla a Natale, adesso che 16 regioni sono gialle e cinque arancio si azzera il metodo dei colori e si impone a tutti il rosso senza alcuna giustificazione “scientifica” ma solo per evitare presunti “assembramenti”.
  3. Si era promesso per mesi di evitare misure nazionali e di procedere per zone e invece si fa una norma nazionale che prescinde completamente dalla situazione delle singole regioni;
  4. Il mitologico indice Rt (ma c’è anche qualcuno che dubita sia un indice), di cui non esiste peraltro una formula rintracciabile su internet che consenta un minimo di verifica e di replica, era presentato come strumento scientifico infallibile quando aumentava ma, adesso che è sceso sotto a 1, i suoi esiti vengono disattesi a favore di altri parametri ovviamente avvolti nella nebbia.
  5. Nell’ultima settimana si parlava addirittura di allentamento delle misure ma adesso una strambata improvvisa e immotivata pare condurci verso 15 giorni di zona rossa: possibile che Mutti Merkel abbia chiamato un’altra volta per imporre di non essere lasciata sola?
  6. Il governo ha lanciato il cashback per rilanciare gli acquisti nei negozi fisici ma, appena il meccanismo dimostra un minimo di successo, si parte subito con la criminalizzazione dei consumatori che in quei negozi si recano per usufruirne.

Boccia, all’interno del governo, fa la parte dell’isterico urlatore a caccia di assembramenti. Gli ultras del lockdown sono lui, Franceschini e Speranza ed è strana la convergenza di due ex democristiani con un estremista ma tant’è, è il segno del rimescolamento politico nel segno del Great Reset. Boccia evidentemente non ha visto gli assembramenti di nuovi poveri in coda per una ciotola di zuppa ma ha messo a fuoco solo quelli dello shopping. Ma ha visto pure male perché quelli che stigmatizza non sono “assembramenti” ma “affollamenti”: non siamo di fronte ad una folla compatta che si muove in modo omogeneo ma alla casuale, ancorché prevedibile, concentrazione dei consumatori che si muovono individualmente nei luoghi dello shopping. Non è un corteo che marcia in modo univoco ma una massa di persone che si incrociano occasionalmente e per pochi istanti. L’app Immuni si basa sulla rilevazione della vicinanza ad un soggetto rivelatosi positivo per almeno un quarto d’ora, tempo che lascia ipotizzare un rischio di contagio: chi può ragionevolmente pensare che due persone estranee in fase di shopping stazionino a meno di un metro per oltre un quarto d’ora? Oltretutto le foto mostrano persone in tranquillo movimento che portano regolarmente le mascherine: si diceva, specie all’inizio quando forse c’era più paura ma meno ossessione ideologica, che le mascherine erano un rimedio all’impossibilità di mantenere la distanza di un metro dagli altri. E allora, se tutti portano la mascherina, dov’è il problema? E se invece la mascherina non è sufficiente, perché imporre di indossarla?

Il cittadino qualunque, che vorrebbe vivere almeno scampoli di vita, continua ad essere, come in estate, il bersaglio della costante criminalizzazione a scopo educativo, repressivo e giustificativo per una classe politica che ha ampiamente perso, a tutti i livelli, non solo il controllo della situazione ma anche il contatto con la realtà. Ma in questo caso siamo al di fuori della logica: per quanto fosse prevedibile l’affollamento, come poteva un individuo, che ha posto in essere comportamenti non solo leciti ma addirittura incentivati dalle politiche governative, coordinarsi con migliaia di sconosciuti? Ed una volta trovatosi nel mezzo della folla, pur munito di presidi sanitari, cosa doveva fare? Fuggire a casa? Per quale motivo? Se il rischio c’era, toccava ai pubblici poteri prendere provvedimenti per limitarlo: con i centri commerciali chiusi e gli orari contingentati, gli affollamenti erano davvero imprevedibili? Perché non ci sarebbe dovuto essere affollamento in pochi luoghi centrali? E se si temeva questo, perché i sindaci non hanno chiuso le strade “pericolose” o almeno regolamentato gli accessi? E poi, se si ha paura degli assembramenti e mentre si recrimina su poche migliaia di persone in movimento per un breve periodo, perché si pianifica di riaprire le scuole nel mezzo della stagione influenzale quando ormai è evidente a tutti che i movimenti scolastici, in tutti i loro aspetti, sono stati il motore della seconda ondata? Ma certo, basta dire che il problema non sono le aule piccole o i trasporti affollati ma le occasioni di socialità che la scuola crea: sempre colpa degli studenti che attendono l’apertura dei cancelli unico momento in cui evidentemente il virus si attiva, sempre colpa delle persone che ormai, a tutta evidenza, vengono considerate solo come un problema sanitario, una massa di untori ed appestati. [continua]

Concludo con un paio di cose su altri temi, come l’ennesimo delirio sulla regolamentazione dei rapporti sessuali

Lorenzo Capellini Mion

Danimarca

Il Parlamento unicamerale danese,
con 96 voti a favore e nessun contrario, ha approvato la legge che penalizza il rapporto sessuale in assenza di un consenso esplicito delle persone coinvolte. Cosa vorrà dire non è poi così chiaro, si arriverà alla richiesta di una dichiarazione giurata sulla volontarietà di voler entrare in intimità.
Come se ballare in mutande in una stanza con un uomo fosse uguale che essere aggredita al parco mentre stai facendo jogging.
Questo lo si deve al combinato disposto tra femminismo di maniera che vede il maschio come un nemico, agli effetti devastanti dell’immigrazione musulmana ma questo non si può dire e alla pavidità dei conservatori.
Ci hanno messo poco le Nazioni più libertarie del mondo a diventare la capitale del bigottismo, dell’ipocrisia e dello stupro. Citofonare Svezia.
E lo scrive uno, cioè io, che crede che lo stupro andrebbe equiparato all’omicidio volontario ma quando una legge interviene arbitrariamente sulla morale e suo buon senso non risolve nulla, anzi genera orrori.

Poi c’è questa bella dichiarazione da parte di uno di quelli che combattono a spada tratta contro l’odio

una chicca di tre anni fa del nostro ineffabile mattarello

e una comprensibile esternazione di Filippo Facci

E per oggi ho concluso.

barbara

COMMENTI RACCATTATI IN GIRO

Partiamo con i deliranti provvedimenti del nostro governo cialtrone e assassino.

Matteo Brandi

Puro terrorismo. Ecco a cosa sono sottoposti gli italiani da mattina a sera.
“Paura”, “Terrore”, “Catastrofe”, “Incubo”… Queste le parole ripetute nelle orecchie di milioni di lettori e spettatori, trascinati quotidianamente nel vortice dell’ansia, dell’ipocondria e dello scontro sociale.
In questo modo, i pennivendoli ottengono tre risultati: spaventano il pubblico che ancora gli da credito, rinnovano la fedeltà alla narrazione dominante e accusano preventivamente coloro che non si lasceranno intimidire.
Ma dov’erano questi zerbini della carta stampata quando veniva massacrato il nostro sistema sanitario nazionale? Dov’erano quando ospedali e posti letto venivano polverizzati? Ovviamente a lodare quei tagli come giusto sacrificio per compiacere Santa Europa.
Il giornalismo in Italia è un morto che cammina. Di questo dovremmo davvero avere paura.

Diciamo “anche” di questo, che di cose di cui aver paura, in giro ne vedo parecchie – e fra queste il covid, per me, è l’ultimissimo della lista.
E, perfettamente in tema:

Giovanni Bernardini

ETEROGENESI DEI FINI

Penso sia quasi impossibile per una persona normale seguire la rete intricatissima, super particolareggiata di norme e contro norme, deroghe e contro deroghe partorite da Conte e dai suoi sodali per le festività natalizie.
Il governo dei buoni a nulla capaci di tutto cerca di realizzare l’incubo di Orwell: controllare sin nei minimi dettagli TUTTA la vita dei cittadini. Si potranno ricevere due persone ma solo una volta al giorno. Le persone ricevute possono portare con se i figli, ma solo se inferiori ai 14 anni (infatti si può contagiare qualcuno solo dai 15 anni in su…). Il grande timoniere poi ammonisce: anche all’interno della case è bene che si mangi in tavole separate. Come tutti sanno le case degli italiani sono una sorta di ristoranti. Comunque, niente paura, si tratta di un paterno consiglio, non di un obbligo. Per ora la polizia non può fare irruzione nelle case degli italiani per controllare in quanti sono a tavola. E neppure ci sono degli apparecchi televisivi che ci controllano dentro le nostre abitazioni. Forse saranno introdotti col prossimo DPCM…
Queste misure, mortali per l’economia, liberticide ed incostituzionali, non solo non servono a nulla contro l’epidemia, sono addirittura controproducenti dal punto di vista sanitario.
Un sacco di gente si sta mettendo in viaggio per raggiungere le seconde case, o ricongiungersi a genitori e parenti prima che le misure del governo dei cialtroni diventino operative. Il solo risultato della follia di Conte e dei suoi compari è proprio il formarsi di enormi assembramenti che favoriscono lo sviluppo dell’epidemia.
Si chiama eterogenesi dei fini. Molte azioni umane hanno conseguenze non previste, diverse e spesso opposte a quelle che si intendeva raggiungere. Questo capita quasi sempre quando si cerca di imporre a enormi quantità di persone una regolamentazione minuziosa della loro esistenza. E’ un fenomeno studiato con attenzione da filosofi, psicologi ed economisti, da Mandeville a Von Hayek. Ne parla anche Solgenycin in “arcipelago gulag”, quando evidenzia come la minuziosissima programmazione del lavoro forzato non otteneva nessuno dei mirabolanti fini economici proclamati; si traduceva invece in la pigrizia, corruzione, spreco di enormi risorse.
Ma pretendere che Conte, Di Maio o Boccia abbiano letto Hayek, Mandeville o Solgenycin è davvero una esagerazione…
Il guaio è che questa banda di cialtroni semi analfabeti sta distruggendo l’economia, facendo a pezzi la costituzione senza garantire in alcun modo la nostra salute.
Vanno fermati, il più presto possibile.

Vero che molte azioni umane hanno conseguenze non previste, ma se chiudo tutto e poi riapro per un giorno, anche l’ultimo degli imbecilli può prevedere che tutta la gente che in condizioni normali si sarebbe spalmata in un mese, adesso è costretta a concentrarsi in un giorno.

Enrico Richetti

se ho ben capito,
vietata la Messa di mezzanotte
andrà anticipata
vietato uscire di casa il 24 dicembre
ma si potrà farlo autocertificando che si sta andando alla Messa.
e se voglio celebrare una funzione religiosa diversa?
se voglio invocare Budda?
ci diranno anche se la Messa andrà svolta col rito preconciliare o post conciliare?

Eh, ma vogliamo invocare addirittura la libertà religiosa? Non è che fra un po’ ti metterai a pretendere anche di respirare?
E a proposito di orari…

Chiudo questa parte con un bell’intervento di Enrico Ruggeri, che dice letteralmente, parola per parola, quello che io dico da sempre:

Non si può rinunciare a vivere per paura di ammalarsi! E non mi si venga a dire che si tratta di rinunce temporanee, perché nessuno sa se sarà vivo fra sei mesi, fra sei settimane, fra sei giorni, fra sei ore: pensate che fregatura se accetto di rinunciare a vivere per sei mesi, e fra due crepo di qualcos’altro. E, come dice Ruggeri, certamente la vita non è il film al cinema, non è il concerto, non è la cena con gli amici, ma tutte queste cose insieme SONO la vita, e lasciarsele portare via significa rinunciare a vivere, né più né meno.

E ora spostiamoci oltre oceano.

Giovanni Bernardini

GIORNALAI MEDIASET

Ascolto, mentre faccio colazione, “prima pagina” del TG 5. Lo faccio per sapere se durante la notte è successo qualcosa di importante. Sono gli unici 5 minuti di telegiornale che seguo in tutto il giorno.
E faccio male. Sarebbe bene rinunciare anche a quelli, vista la loro insopportabile faziosità.
“Liberati i pescatori italiani in Libia” annuncia con un gran sorriso un giornalaio Mediaset. “Pare che i negoziatori italiani siano stati aiutati dagli 007 di JOE BIDEN”, aggiunge giulivo.
Sì, ha detto proprio così: gli 007 di BIDEN!!!
Lo sa questo giornalaio (mi scuso con i giornalai) che fino al 20 gennaio 2021 il presidente degli USA è Donald Trump? Che lo era a maggior ragione 100 giorni fa, quando è iniziata la vicenda dei pescatori che il “nostro” governo ha lasciato per oltre tre mesi in mani libiche? Lo sa che ci sono centinaia di ricorsi negli USA contro la vittoria alquanto sospetta del grande Biden?
Se gli 007 hanno dato una mano a Conte e Di Maio, questi non sono gli 007 di Biden, semmai lo sono dell’orco Trump.
Per chiunque sia capace di articolare un pensiero, non per i giornalai Mediaset.

E quindi, se questo è l’andazzo, aspettiamoci anche che

Giovanni Bernardini

SUPER NEMBO BIDEN

Il grande Joe Biden deve ancora diventare presidente, qualche maligno osa dubitare che lo divenga davvero, ma già i suoi meriti si moltiplicano, giorno dopo giorno.
Joe Biden ed i “suoi” 007 hanno parte del merito per la liberazione dei pescatori italiani in Libia.
E’ merito di Joe Biden la scoperta negli USA del vaccino anti covid.
Fra un po’ saranno merito di Joe Biden:
La caduta del muro di Berlino ed il crollo del comunismo.
Lo sbarco sulla luna.
Lo sbarco di Normandia e la vittoria nella seconda guerra mondiale.
La fine della schiavitù.
La dichiarazione di indipendenza.
Superman Nembo Kid è un cucciolo se paragonato a super nembo Biden!
Almeno per i giornalai Mediaset…

E poi questa, che è carina un sacco.

Giovanni Bernardini

UNA TELEFONATA DAGLI USA

Ieri sera mia moglie ha ricevuto una telefonata da una sua amica che vive negli Stati Uniti.
E’ una gran brava persona, divorata però da un autentico odio nei confronti di Donald Trump.
Ieri sera, come fa di solito, ha iniziato ad angustiare mia moglie con un lunghissimo pistolotto sulle malefatte dell’orco Trump. Con lui gli USA sono diventati un inferno, diceva.
Sperando di interrompere la sua filippica mia moglie le ha detto: “dai, coraggio, il 20 gennaio subentra Biden e voi vivrete tutti felici e contenti”.
“Io ho paura” le ha risposto l’amica. “Sai, qui la gente è per Trump. Quasi tutti i giorni ci sono cortei e manifestazioni a favore di Trump e contro Biden e ci va un sacco di gente. Sono scemi, tutti scemi”…
Spesso chi spara cazzate ha una funzione positiva. Fornisce involontariamente informazioni preziose. Le stesse che i media di regime cercano in tutti i modi di tener nascoste.

Ed eccoli qui, infatti: buona visione!

barbara

ARTE SACRA E DINTORNI

Arte sacra dei secoli bui

Siracusa, IV secolo

Arte sacra dei secoli illuminati

Che poi il punto non è neanche quanto è brutta questa roba: il punto è che col Natale ha meno di niente a che fare: qualcuno riesce a vederci una natività? Qualcuno riesce a ritrovarci qualcosa che ricordi, anche solo vagamente, la narrazione evangelica? Qualcuno vede un neonato? Perché i casi sono due: o sei un cattolico credente, e allora fai il presepio, o non lo sei, e allora non lo fai; e questa roba non rientra in nessuna delle due casistiche (e che dire della biondona coi capelli arrotolati stile anni Sessanta, che mi hanno detto essere un angelo? Per non parlare del bue e l’asino che riscaldano amorosamente la pecora). Il commento comunque ve lo faccio fare da uno più bravo di me.

Giovanni Bernardini

Molti dicono che questo presepe è brutto. Però non è la bruttezza il problema. A me non piace, ma in fondo qualcuno lo può anche trovare bello.
Il fatto grave è che questo NON è un presepe. I cilindri che lo costituiscono possono essere qualsiasi cosa. Immagini stilizzate di Giuseppe, Maria e Gesù, ma anche di fedeli musulmani, o buddisti. Paracarri, astronauti marziani o venusiani, qualsiasi cosa.
Non si tratta di contrapporre l’arte figurativa a quella astratta, si tratta di stabilire se il presepe è ancora simbolo, richiamo ad una tradizione, una storia, una fede.
Il presunto presepe di piazza San Pietro è solo astrazione, simbolo separato da ciò che si vuole simbolizzare.
E’ simbolo, a ben vedere le cose, della Chiesa di Bergoglio. Una Chiesa interessata a ridurre al minimo, fino ad eliminare, ogni differenza fra se e gli altri. Una Chiesa che aborre il concetto stesso di identità e fa di tutto per non avere identità alcuna, ed esaltare le identità altrui. Sempre, comunque, anche quando c’è ben poco da esaltare.
E simboleggiano, questi cilindri e questi massi con la vaga forma di bue, asino e pecora, l’occidente della non differenza. Una grandissima civiltà che oggi si vergogna di se stessa e si vuole senza identità. E non a caso ha in Bergoglio uno dei suoi massimi esponenti.

Nel frattempo i nostri premurosi governanti hanno genialmente trovato il modo di farci passare un Natale praticamente normale

mentre, sempre grazie ai nostri premurosi e benevoli e paterni governanti, le file davanti alle mense dei poveri, a Milano

come a Napoli

e in ogni altra parte d’Italia si allungano sempre più.

barbara

EVVIVA EVVIVA ARRIVANO I SOLDI!

E un giorno i nostri figli e i nostri nipoti, ricordando questi giorni gloriosi, canteranno

Si fece una grande festa
Da fare girar la testa
Scoppiarono I mortaretti
Si fecero dei banchetti
Per tutti ci fu un sorriso, che giorni di paradiso
Con tutti quei miliardi del Recovery!

Giovanni Bernardini

BUONI A NULLA MALATI DI IDEOLOGIA

Siamo di fronte ad una crisi economica senza precedenti e come intendono spendere i fondi del recovery fund?
Gli investimenti maggiori riguarderanno la “transizione ecologica”. Traducendo, verranno utilizzati in stronzate alla “piccola Greta”. Cose che peggiorerebbero la situazione anche se non fossimo in crisi, figuriamoci i loro esiti in un momento come questo. Tanto per capirci, a cosa porterebbe l’azzeramento delle emissioni in 10 anni di cui parlano la piccola Greta e Zingaretti? Facile prevederlo.
Sono anche previsti oltre 17 miliardi per la “parità di genere”. Costa cara la “parità”! Le persone normali pensano che per garantire la parità basta fare buone leggi che impediscano le discriminazioni di ogni tipo, al massimo usare i fondi già a disposizione per asili o scuole materne. No, ora scopriamo che per assicurare la “parità di genere” (genere, il sesso NON ESISTE) occorrono 17 miliardi di euro…
Per la sanità invece bastano 9 miliardi la metà circa dei fondi destinati alla “parità di genere”, un ottavo di quelli destinati alla “transizione ecologica”. E dire che i vari TG di regime ci martellano i genitali 24 ore al giorno con la crisi sanitaria!!!!
Siamo in mano a dei cialtroni malati di ideologia. Un branco di buoni a nulla capaci di tutto che stanno letteralmente facendo a pezzi il paese.

“Stanno”? No caro Giovanni: in tutta quell’ammucchiata di futuri e di gerundi già a suo tempo denunciata da Mario Giordano, questa è l’unica cosa che possiamo mettere al passato prossimo.
Poi, visto che stiamo parlando di disastri, ricordiamo

E concludiamo con una piccola nota di colore:

Ema Bolo

Ricapitolando, alla Lamorgese fanno il tampone, senza aspettarne l’esito lei partecipa ad un Consiglio dei ministri, nel mentre le viene comunicato che risulta positiva al Covid-19 … si tratta dello stesso elemento che sta schierando 70.000 appartenenti alle forze dell’ordine, con tanto di droni e altri mezzi che raramente vengono considerati reperibili per contrastare la criminalità, per impedire, tra l’altro, che un nipote possa andare a trovare la nonna per Natale …

E così la seconda storia che vi voglio raccontare
È quella di Luciana Lamorgese
Ha un grosso baco chiuso nel cervello
E ormai le cose giuste non le capisce più.
Anche con il tampon positivo
Tra amici deficienti,
E i droni sempre pronti
La poltrona attaccata al suo culo,
Viveva felice così.

Oh Lamorgese
Uccidi, uccidi la nostra libertà, la libertà-à-à!

barbara

CHIAMAMI…

Chiamami Scanzi, sarò la tua coerenza

Qui

Chiamami Conte, sarò la tua materia grigia

Giovanni Bernardini

SEMANTICA

Lo annunciano fra squilli di tromba i media di regime.
Il giorno di Natale, fermo restando il divieto di spostamento da comune a comune (che si tratti di Milano o Rocca Cannuccia è indifferente), fermo restando, dicevo, tale saggio divieto, si potranno ricevere I CONVIVENTI.
Penso: o sono scemo io o sono scemi loro. Io RICEVO a casa mia i NON conviventi. Convivo con mia moglie ma non la “ricevo” tutte le mattine, né lei tutte le mattina “riceve” me.
Probabilmente la nostra saggia guida Giuseppe Conte ha in mente una riforma della semantica. Lunga vita a lui!
Sempre lui, il nostro saggio e coraggioso condottiero, ha avvisato il popolo bue: “bisogna prevenire la terza ondata” ha detto con voce ferma e virile.
Di nuovo sono perplesso. Si può parlare di prevenzione della “terza ondata” se intanto la seconda è finita. Se una squadra perde due a zero ha senso dire che attacca per segnare il goal del vantaggio? Non mi pare, prima bisogna fare i goal del pareggio, poi quello del vantaggio, mi sembra.
E’ finita la seconda ondata ed ha quindi senso parlare di prevenzione della terza? Non mi pare, stando alle cifre ufficiali.
Egregio dottor Conte, lei ed i suoi compari vi state dimostrando del tutto incapaci di far fronte alla crisi sanitaria. State letteralmente distruggendo l’economia. Avete ridotto la costituzione, da voi definita “la più bella del mondo”, a rotolo di carta igienica. Abbiate almeno un minimo, solo un minimo, di rispetto per la madre lingua e la sua semantica!

Chiamami Zingaretti, sarò il tuo luminoso sol dell’avvenir

Giovanni Bernardini

UN INCUBO

Sono sempre più numerosi i sottili intellettuali che, parlando del “dopo pandemia”, affermano, scuotendo gravemente la testa possente: “una volta che tutto sarà finito non si può tornare alla situazione pre covid”. Uno degli ultimi a fare simili dichiarazioni è stato Zingaretti, giustamente considerato un gigante del pensiero e dell’azione.
Mi permetto di chiedere umilmente a queste menti eccelse: cosa intendono dire con precisione? Forse si riferiscono alla necessità di avere un miglior sistema sanitario? Se è così non si può che concordare, ma non credo che fosse necessario il covid per rendersene conto.
O si riferiscono ad altro? E a cosa, in questo caso?
Perché non si dovrebbe tornare alla situazione pre covid? Forse che la pandemia è da addebitarsi a ristoratori e proprietari di palestre? Sono loro e non il governo comunista cinese i “cattivoni”? Ce lo dicano, per favore.
Cosa sognano i coltissimi ed intelligentissimi personaggi che non vogliono che “tutto torni come prima”? Forse un mondo senza piccole e medie imprese, senza commercio al minuto, bar, ristoranti e pizzerie? Sognano città con i centri storici semi deserti? Vagheggiano una società perfetta in cui la gente se ne stia tappata in casa per gran parte del suo tempo, i contatti faccia a faccia siano sempre più rari e l’unica forma di socialità sia quella virtuale? Vogliono una “democrazia” in cui i parlamenti eletti dai popoli non contino più nulla e tutto il potere sia concentrato nelle mani di grandi organismi internazionali non eletti da nessuno e responsabili solo di fronte a se stessi?
Ho il vago sospetto che sia questo il mondo che agognano: atomizzazione e potere assoluto. Contrazione delle relazioni sociali volontarie ed imposizione a tutti di una socialità coatta, con i governi che decidono sin nei dettagli la vita degli esseri umani. Una prospettiva degna di Orwell. Un incubo, non un sogno
Che in molti cercano di trasformare in realtà.

Chiamami Bertolaso, sarò la coscienza nera del governo

Guido Bertolaso

Ecco fatto: segregati in casa per tutte le feste, anziani abbandonati, turismo demolito, nazioni confinanti strapiene di sciatori, decessi fra i più alti del mondo, e lo saranno ancora per settimane.
Strillate per i morti negli USA? Il rapporto di popolazione fra noi e gli americani è di 5,5. I nostri 993 che abbiamo perso ieri fanno in proporzione 5.461 poco più del 50% degli USA!! Lo sapete quanti giorni di scuola hanno fatto i liceali della Campania dal 4 marzo scorso ad oggi? 14.
Tutto questo perché il Governo non è stato in grado di gestire la seconda ondata che loro stessi avevano previsto. Continuano a chiamarla EMERGENZA, a quasi un anno dall’inizio della pandemia. Chiamiamola con il giusto nome: INCOMPETENZA. I Covid hospital della Fiera di Milano e di Civitanova Marche sono pieni da settimane (purtroppo) ma erano inutili giusto?
Il Presidente del Consiglio continua a fare conferenze a reti unificate senza contraddittorio, ignorando l’esistenza del Parlamento e omettendo di usare l’unica parola che dovrebbe pronunciare: SCUSATECI

Chiamami Golia, sarò la tua caramella

(ma voi l’avevate capito che quella intorno al nome è una stella di David?)

Chiamami Zaia, sarò il tuo condizionale

Chiamami covid, sarò il tuo controllore

Chiamami Biden, sarò l’amico dei tuoi bambini

barbara

QUANDO LA REALTÀ SUPERA LA FANTASIA

Sì lo so, è tremendamente banale, ma non ci sono altre espressioni adeguate.

REALTÀ VS FANTASIA 1

Covid a Napoli, scuole chiuse per maltempo e si ferma anche la didattica a distanza: genitori in rivolta

L’ordinanza del sindaco Luigi de Magistris per l’allerta meteo con la chiusura delle scuole, prorogata anche a oggi, ha scatenato attriti tra genitori e dirigenti scolastici. Sotto accusa le scuole Bracco, Quarati, Maiuri, Cuoco-Schipa, E. A. Mario che non hanno erogato Didattica a distanza per le prime classi della primaria che erano in presenza, ma anche per tutte le altre di ogni ordine e grado come segnalato dai genitori degli alunni dell’istituto comprensivo Madonna Assunta che hanno definito la decisione «ingiustificata». Si sono quindi rivolti al consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli il quale ha inviato una nota per capire «perché il maltempo impedisce la didattica a distanza». A rispondere in merito sono tutte le organizzazioni sindacali che attraverso un comunicato unitario chiariscono che la Dad è prevista «esclusivamente per l’emergenza Covid e non per allerta meteo» e a non essere conformi alle leggi vigenti sono le scuole che invece hanno erogato tale servizio «avvalendosi del volontarismo dei docenti, che da contratto di lavoro non avrebbero dovuto. Come federazione stiamo valutando con i nostri legali di adire alle vie legali, nel caso si siano verificati eventuali abusi» precisa Graziano Forlani di Gilda Unams. (qui)

Randellate sulle gengive, pannocchia gigante abbrustolita e rovente nel culo, aghi sotto le unghie dei piedi, serie di frustate sulle natiche (rigorosamente nude) con nerbo di bue… Per me possono andare bene tutte, anche in combinazione, ma se avete idee migliori sono disponibile a prenderle in considerazione.

REALTÀ VS FANTASIA 2

Giovanni Bernardini

PAZZI

Non lo credevo possibile, eppure riescono ancora a stupirmi.
Per Natale, santo Stefano e capodanno divieto di spostarsi da un comune all’altro. Peccato che in Italia ci siano comuni con oltre un milione di abitanti ed altri con meno di mille.
Sono vietati gli spostamenti fra regioni. E’ vietato sciare ma nelle località di montagna sarà consentito aprire alberghi e ristoranti. Per cosa? Per ammirarli vuoti? Per aumentare le spese fisse in assenza di ricavi?
Lo abbiamo detto e ripetuto in tanti. Questo è un governo di incompetenti malati di ideologia ed incollati alle poltrone. Ma le cose stanno anche peggio. Questi sono PAZZI, pazzi da legare.
Sono incapaci del più elementare ragionamento logico. Non vedono cose che qualsiasi comune mortale vede benissimo. Vivono in un mondo tutto loro. Un mondo allucinato fatto di DPCM, “ristori”, covid come “occasione” per la “riconversione verde dell’economia”, la “parità di genere” e stronzate di questo tipo.
Stanno letteralmente distruggendo il paese, hanno già trasformato la costituzione in un rotolo di carta igienica.
Altro che “dialogo costruttivo fra governo e opposizioni”!
Questi vanno fermati, prima che la loro furia nichilista ci porti in fondo al baratro.

Alberto Godena

Maledetti!!!

– I ristoratori potevano risollevarsi con i pranzi di Natale ed hanno imposto il divieto di spostamento tra un comune l’altro.
– Gli alberghi potevano riempirsi con l’ultimo dell’anno, hanno imposto il cenone in camera decretando in pratica la chiusura delle strutture.
– Il settore croceristico poteva recuperare un anno disastroso ed hanno vietato le crociere.
– Impianti di risalita e alberghi in montagna sono condannati al fallimento.
– Vogliono mettere in una quarantena solo punitiva (perché indipendente da un eventuale tampone negativo) chi torna dall’estero.

Questa gente andrà processata ed auspicabilmente condannata all’ergastolo solo perché purtroppo da noi non esiste la sedia elettrica.

Tra l’altro il nostro illustre governo evidentemente ignora che lo sci è uno sport individuale che si pratica all’aperto e scafandrati in un modo che non ha molto da invidiare al personale ospedaliero dei reparti covid, che i biglietti per gli impianti di risalita sono quasi ovunque acquistabili online (e dove non lo sono non dovrebbe volerci moltissimo per organizzarsi in tal senso) e per la risalita ci sono le cabine famigliari.

E ignora altresì che ci sono figli con genitori anziani separati da poche centinaia di metri ma in comuni diversi, e quanto ai dialoghi costruttivi…

DPCM Natale, il vicepresidente Carloni esprime il totale disappunto della Regione Marche

“Esprimo il totale disappunto della Regione Marche per questo modo di procedere del Governo senza alcun confronto. Le chiusure anche a Natale penalizzano i cittadini e creno forti disparità”. Queste le parole del vicepresidente Mirco Carloni a margine della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che si è svolta giovedì mattina.

“Abbiamo ricevuto mercoledì notte – ha proseguito Carloni – la bozza del DPCM che non tiene conto delle nostre posizioni, nemmeno quelle concordate in conferenza delle Regioni. Abbiamo espresso un giudizio negativo e la nostra contrarietà rispetto alle decisioni del Governo, che anche a Natale costringe i cittadini a non spostarsi tra Comuni. Queste posizioni creano forti disparità tra i cittadini, non tengono affatto conto che in Italia e in particolare in regioni come le Marche, esistono centinaia di piccole realtà, tanti piccoli Comuni e con una popolazione spesso anziana che rischia di restare sola e isolata anche durante le festività natalizie. Verrà impedito ai familiari e ai congiunti di trascorrere insieme anche il giorno di Natale e quello di Santo Stefano, si pensi ad esempio a famiglie che vivono a pochi chilometri di distanza ma in Comuni diversi, a chi non vede da tempo genitori anziani, a chi ha vissuto settimane in isolamento, a chi vive in realtà molto piccole. Decisioni che avranno una ricaduta sociale soprattutto sulle fasce più fragili della popolazione. Riceviamo i sentimenti negativi rispetto a queste scelte. Questo modo di fare crea un danno enorme al nostro territorio, dove la penalizzazione sulla mobilità intercomunale incide fortemente anche dal punto di vista economico.
Siamo entrati in zona arancione ingiustamente – incalza Carloni – senza alcun preavviso e senza alcuna concertazione con le autorità centrali, nonostante dati che già cominciavano a stabilizzarsi e a scendere, come dimostra il calo dell’indice Rt delle ultime settimane. Sono state danneggiate le nostre attività economiche che hanno risentito di una stretta calata dall’altro. C’è una totale mancanza di dialogo. Il confronto è soltanto formale, non c’è nulla di sostanziale.
Quando un Governatore – ha concluso il vicepresidente – o addirittura tutta la Conferenza fanno delle proposte congiunte, ragionevoli e calate sui territori, e puntualmente queste proposte cadono nel vuoto, di fronte a questo modo di procedere ci pare evidente che il nostro parere, il parere delle Regioni che rappresentano i cittadini, non interessi a nessuno”.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it

A “quelli”, per la verità, non interessa il parere di nessuno, neppure quello del CTS, se contrasta con quello che il conte Dracula ha deciso per i sudditi.

REALTÀ VS FANTASIA 3

Giorgia Meloni 

Lo scorso 17 ottobre gli scienziati del CTS mettevano nero su bianco che i protocolli di sicurezza imposti ai ristoranti erano efficaci, quindi non c’era alcun bisogno di chiuderli. È stato il Governo a scegliere di inasprire le misure, dando un’altra pesantissima mazzata ad un settore fondamentale dell’economia italiana. Conte e i suoi sodali dimostrano ancora una volta di voler scaricare la propria incapacità di gestione dell’epidemia sulle imprese e sulle partite iva, compromettendo l’intera economia italiana.
Come abbiamo detto fin dall’inizio, se i protocolli di sicurezza imposti a tutte le categorie sono efficaci le attività devono riaprire tutte subito, se non lo sono Conte deve chiedere scusa e risarcire le imprese che hanno investito i loro soldi per adeguarsi alle norme anti Covid.

E per quanto riguarda il blocco degli spostamenti, mi sa che deve essere andata così

Concludo con un’altra botta di realtà che neanche con la più sfrenata fantasia si sarebbe potuta, in questi duemila anni, immaginare

barbara

LO SCENARIO CHE SI PROSPETTA

Cominciamo coi programmi esplicitamente dichiarati.

I “democratici” sognano già il pogrom contro i trumpiani

Joe Biden ha vinto le elezioni. Sarà “il presidente di tutti”, assicura lui. Speriamo. Lo dovrebbe spiegare soprattutto ai suoi compagni di partito. Quelli che ora si lamentano del Donald Trump eversivo, che non riconosce il vincitore, dopo che per tre anni hanno cercato di cacciarlo dalla Casa Bianca con la bufala della sua vittoria frutto di un trucco dagli hacker russi.
Quelli come Alexandria Ocasio-Cortez, la deputata progressista che piace alla gente che piace. La quale, ancor prima che i principali media Usa attribuissero Nevada e Pannsylvania a Biden, già proclamava la sua sete di vendetta. Così, su Twitter: “Qualcuno sta prendendo nota degli adulatori di Trump per quando proveranno a tirarsi indietro, o negheranno in futuro la loro complicità?”. Chiaramente Twitter, che ha battuto il record di censure nei confronti del candidato sconfitto, non ha nulla da ridire su questa chiamata alle armi.
Precisamente, cos’è che vuole, la signorina? Liste di proscrizione? La pubblica gogna? Visite a domicilio con annesso rogo, come facevano in Italia i partigiani a guerra finita? La revoca dei diritti politici per i complici del regime di destra? Il pogrom dei trumpiani?
Ce lo chiediamo, perché se Biden vuole essere il presidente di tutti gli americani, se i suoi avversari non sono nemici, questi campioni di democrazia dovrebbe isolarli. E invece, ne ha nominata una sua vice alla Casa Bianca.
Del resto, la sinistra che ormai ha trovato il suo motore ideologico nella guerra permanente delle minoranze, appositamente rieducate al rancore, ragiona così ovunque. Anche da noi. Dove, nel clou della crisi da coronavirus, che ammazza i malati e pure gli imprenditori, la maggioranza giallorossa, quella che sostiene un governo incapace di riorganizzare gli ospedali e convinto di “ristorare” i lavoratori distribuendo briciole, ha urgentemente approvato la legge anti omofobia.
Già ce lo vediamo, il crescendo rossiniano. Partono con la scusa dei crimini d’odio, poi stilano la lista dei collaborazionisti del sovranismo, infine ti sbattono in galera per le tue opinioni. E chissà se si accontenteranno. Non esagerare – direte – ci protegge la Costituzione. Sicuri? Avete visto che è bastato un microrganismo, per ridurla a carta straccia?
Alessandro Rico, 8 novembre 2020, qui.

E passiamo ai pericoli concreti.

Le 3 insidie di una presidenza Biden

Man mano che passano le ore, diventa sempre più probabile che Joe Biden la spunti. A meno di un colpo di coda di Donald Trump e al netto di ricorsi e riconteggi delle schede, il senatore settantasettenne dovrebbe diventare il quarantaseiesimo presidente degli Stati Uniti. Il suo mandato potrebbe riservare sorprese positive, ma nasconde anzitutto delle insidie. Eccone tre, le più allarmanti.

Più polarizzazione
La coppia Biden-Kamala Harris è quella più votata nella storia delle elezioni americane. Un’ottima premessa, se l’intento del democratico è di pacificare un’America divisa, che probabilmente – visto anche il record di affluenza, la più alta degli ultimi 120 anni – ha concepito questo voto come un referendum su Trump. Nel discorso con cui di fatto anticipa la vittoria finale, Biden ha pronunciato una frase molto bella: “Dobbiamo smetterla di trattare i nostri avversari come nemici. […] Io ho fatto campagna da democratico, ma governerò da presidente americano”.Il problema è che questo nobile progetto cozza con quello che è il motore ideologico della sinistra: la cosiddetta “politica delle identità”. Un’ideologia che alimenta il rancore delle minoranze, facendo leva sul conflitto permanente. E che ha offerto alla destra trumpiana un assist per raccogliere il senso di accerchiamento della maggioranza silenziosa, innescando un circolo di azione e reazione. La polarizzazione della società Usa viene da lì.I democratici sono dunque disposti a rinunciare alla politica delle identità? Biden lo ha spiegato alla sua vice, la Harris, che su questa modalità ha costruito la propria carriera? E agli Obama? Di sicuro, la debolezza di Sleepy Joe, tanto moderato quanto privo di spina dorsale, non lo mette al riparo dal pericolo di trasformarsi nel burattino della sinistra radicale.E non lo aiutano, nel proposito di pacificazione nazionale, neppure le polemiche che accompagneranno la sua elezione – e delle quali non si può dare la colpa a Trump, che ha tutto il diritto di chiedere verifiche sul voto e che, a sua volta, è stato sottoposto a un costante fuoco di fila da parte dello schieramento opposto, culminato nel tentativo di farlo fuori tramite impeachment.Ancor più complicato sarebbe lo scenario in cui i democratici non fossero in pieno controllo del Senato, con la Corte Suprema già a schiacciante maggioranza conservatrice. Ne risulterebbe una presidenza dimidiata, incalzata a destra dal trumpismo, al quale il Partito repubblicano è ancora lungi dal trovare un’alternativa, e a sinistra dai movimenti estremisti. I vari Antifa e Black lives matter possono essere tenuti a bada per un po’, ma non rimarranno eterni burattini nelle mani dei democratici. Se la Casa Bianca non concretizzerà almeno una parte della loro agenda, è probabile che le si rivolteranno contro. Se lo farà, d’altronde, le sarà difficile stemperare il clima da guerra civile razziale, su cui l’asinello blu soffia da decenni.

La resa al Dragone
La seconda insidia ha a che fare con l’atteggiamento di Washington nei confronti della Cina. Il Dragone, come l’Unione sovietica, è considerato univocamente, da repubblicani e democratici, un avversario strategico. Ma come sarà condotta la nuova guerra fredda dipende da una cornice teorica. In sostanza, o si mira a ridimensionare la Cina, neutralizzando l’impatto del suo funambolismo sul sistema globale, oppure ci si rassegna a gestire ed edulcorare il declino degli Usa.Trump, al netto della distorta narrazione mediatica di questi anni, è stato piuttosto bravo nell’alzare i toni quando era opportuno, costringendo Pechino a sedersi al tavolo delle trattative e a placare la propria aggressiva concorrenza internazionale. The Donald è notoriamente un ottimo negoziatore e lo ha dimostrato in varie occasioni, dagli accordi di Abramo al dialogo con la Corea del Nord. Punta a 10, spara a 100 e magari porta a casa 50.Viceversa, il timore è che Biden propenda per l’altro approccio. Che è perdente in partenza, esattamente come lo sarebbe stato, sul lungo periodo, il tentativo americano, negli anni Settanta, di congelare i rapporti di forze con l’Urss, nella convinzione che l’America non potesse confidare né in una sconfitta militare, né in un tracollo politico dei sovietici. Ci volle la muscolarità di Ronald Reagan, per soggiogare l’“impero del male”. Gli Stati Uniti rimangono militarmente, tecnologicamente ed economicamente più forti del Dragone, che d’altro canto non ha pretese egemoniche e punta essenzialmente al riscatto nazionale, entro i cento anni dalla rivoluzione maoista (2049).L’Occidente si è già fatto sfuggire il potenziale treno anticinese della pandemia. S’è svegliato in un mondo in cui Pechino ha disseminato pedine fondamentale in tutte le istituzioni multilaterali. Giocarsi le proprie carte su un appeasement, per Washington (e per i suoi alleati), sarebbe esiziale.

La globalizzazione
Governare la globalizzazione è diventato imperativo. Non saranno la sconfitta di Trump e gli smacchi dei populisti in Europa a dimostrare che, tutto sommato, quella sovranista era solo una parentesi. Le nazioni rimangono centrali, gli Stati stanno riemergendo quali istituzioni tutt’altro che superate. E non è stato ancora risolto il problema delle classi medie occidentali, danneggiate dalla religione globalista.Su questo, la ricetta di Biden appare molto lacunosa. Il candidato democratico dovrebbe aver in parte riconquistato l’operaia muraglia blu del Midwest, ma è anche del tutto subalterno all’agenda ambientalista, uno dei grimaldelli globalisti per cui è passata la distruzione dell’industria. Con costi umani elevatissimi: quelli che, nel 2016, spostarono verso il rosso il tradizionale blue wall.Biden è pronto a riportare gli Usa pienamente nell’alveo delle liturgie mondialiste: Oms, trattati internazionali, liberoscambismo. Aver ignorato che il paradigma ereditato dagli anni Novanta è decotto è stata una delle cause del tracollo della sinistra occidentale. Se il probabile presidente Usa decidesse di voltarsi dall’altra parte anche stavolta, danneggerebbe il Paese e il suo stesso partito. Specie con la Corte Suprema ostile, un Senato malsicuro e una vittoria molto meno convincente delle aspettative, oltre che contestata. Così, per la sinistra, Biden finirebbe per essere il canto del cigno.
Alessandro Rico, 5 novembre 2020, qui.

Per non parlare di quello che accadrà al Medio Oriente e al lavoro pazientemente portato avanti da Trump per porre fine a uno stato di guerra che durava da quasi un secolo. Qualcuno poi, comprensibilmente, si chiede quanto tempo ci metterà Biden a porre rimedio a questa anomalia:

Passando alle chiacchiere da mercato del pesce, leggo da Giovanni Bernardini che

Un giornalista delle sempre più incredibili reti Mediaset ha twittato: “che farà Melania? Si mette sul mercato?”

Come prostituta, intende dire? Caro signor giornalista, non si dovrebbero misurare gli altri col proprio metro: il fatto che VOI siate dei prostituti non significa che anche il resto del mondo lo sia. Qualcun altro invece insinua che voglia divorziare: forse ignora che la signora Melania non ha sposato un presidente, pensando magari che lo restasse a vita, e pronta quindi a lasciarlo quando dovesse smettere di esserlo: lo ha sposato 15 anni fa, quando la politica era lontanissima da lui. E leggo ancora, sempre da Giovanni Bernardini, che

Un altro della “Stampa” ha definito la vittoria (salvo verifiche) di Biden il 25 APRILE DEL MONDO.

Cioè Trump = Hitler, guerre su mezzo pianeta, decine di milioni di morti, razzismo a manetta, un continente in macerie… E che dire dell’ineffabile Severgnini?

Ineffabile in senso letterale: non si trovano parole per commentarlo.
Io comunque non ho ancora perso la speranza che la catastrofe si possa scongiurare.
Un’ultima cosa, dedicata a quelli che sanno esattamente che tipo di persona è Trump, perché si informano

barbara