TORNIAMO UN MOMENTO AI VACCINI

In Russia stanno morendo di covid come mosche: come mai?

Covid: Russia, 929 morti in 24 ore, massimo da inizio epidemia

Anche in Romania e Bulgaria ne stanno morendo un bordello

Perché, vi piaccia o no, è così che funziona:

Poi ci sono quelli che amano confrontare i morti in una certa data dell’anno scorso, quando non c’erano i vaccini e quelli della stessa data di quest’anno per “dimostrare” che i vaccini non servono a niente, come se avesse senso confrontare i dati di situazioni totalmente diverse, e soprattutto come se avesse senso confrontare dati singoli. Io, che sono un po’ meno pigra, ho cercato i dati di una intera settimana, la prima di ottobre. Questi sono i dati della prima settimana di ottobre di quest’anno, con una precisazione: i bollettini pubblicano (mi verrebbe quasi voglia di dire: si divertono a pubblicare) il numero di morti dichiarati in quel determinato giorno, salvo poi precisare sotto (sotto sotto sotto: dopo aver cliccato continua a leggere, dopo aver cliccato bollettino, dopo avere letto tutto il bollettino, dopo avere letto alcune altre cose, quando si arriva finalmente alle note delle regioni) che in realtà un certo numero dei morti segnalati quel giorno – numero che a volte arriva anche quasi alla metà del totale – erano morti giorni, o settimane, a volte anche mesi prima, ed emersi quel giorno grazie a un ricalcolo. Io mi sono presa la briga di calcolare i morti da sottrarre al numero di quelli dichiarati, e ho riportato il numero degli effettivi morti del giorno.

1   3118   429   35   1,2%
2   3057   432   18   0,9%
3   2991   431   26   1%
4   3032   437   30   1,3%
5   2968   433   33   0,8%
6   2872   415   32   1,1%
7   2824   403   30   1%

I numeri indicano i ricoverati nei reparti, ricoverati in TI, morti e percentuale di positività fra i testati. La situazione dei ricoveri, come si può vedere, tende decisamente al ribasso.
E questa è la prima settimana di ottobre del 2020, prima che iniziasse la campagna vaccinale, e si guardi, anche qui, all’andamento dei ricoveri.

1   3097   291   24   3,76
2   3142   294   23   3,48
3   3205   297   27 
4   3287   303   18
5   3487   323   16
6   3625   319   28  
7   3782   337   31

Fra il primo e l’ultimo giorno di quest’anno abbiamo un calo del 10% nei ricoveri ordinari e del 6% nelle TI, fra il primo e l’ultimo dell’anno scorso abbiamo avuto un aumento del 18% nei ricoveri ordinari e del 14% nelle TI. I numeri sono numeri, i fatti sono fatti, le chiacchiere sono chiacchiere. Concludo con un’occhiata a Israele.

Enrico Richetti

Ogni 100 israeliani, compresi i bambini che non sono vaccinabili, abbiamo
39 vaccinati con terza dose
61 vaccinati con almeno due dosi (cioè 22 di loro non hanno fatto la terza)
66 vaccinati con almeno una dose (cioè 5 di loro non hanno fatto la seconda)
Perciò solo 34 compresi i bambini sono completamente privi di copertura
A fronte di una quota altissima di vaccinati, i malati che hanno avuto tre dosi sono una quota insignificante, mentre svettano in tutte le classi di età i non vaccinati.
E’ chiaro che il vaccino funziona, direi che esistano prove schiaccianti. Non protegge al 100 per cento, ma in maniera elevatissima…sì. All’inizio ero scettico, ora non più. [Qualcosina di più che scettico, lasciamelo dire…]

Ah, e poi ci sarebbe anche questa cosa qui.

barbara

PER SMONTARE UN PO’ DI LEGGENDE METROPOLITANE

Tipo quella del bambino che, come denuncia la mamma, doveva fare i normali vaccini dell’infanzia ma non lo hanno preso perché non ha fatto il vaccino per il covid.

Questa mattina ho fatto il richiamo decennale della trivalente (tetano difterite pertosse), e già che c’ero ho aggiunto anche quella per lo pneumococco (nei prossimi mesi aggiungerò anche le epatiti, l’erpes zoster e la meningite). Quando la settimana scorsa ho chiamato per prenotare, la segretaria NON mi ha chiesto se sono vaccinata per il covid. Ieri mattina mi ha chiamata la vaccinatrice (non so se sia medico o infermiera) per ricordarmi l’appuntamento, chiarire alcuni dettagli e informarmi, nel caso lo ignorassi, che quelli extra sono a pagamento; nel corso della conversazione NON mi ha chiesto se sono vaccinata per il covid. Questa mattina, quando sono arrivata, la segretaria mi ha dato da compilare il solito foglio in uso da quando è iniziata l’epidemia, ha avuto una diagnosi covid, ha avuto un tampone positivo, è stata in contatto con, è in quarantena, ha uno o più di questi sintomi; NIENTE, né sul foglio né a voce da parte della segretaria, in merito al vaccino. Quando sono stata chiamata e sono entrata nella stanza, la vaccinatrice NON mi ha chiesto se ho fatto il vaccino per il covid. Non è mai stato nominato. ZERO.

Poi potremmo parlare delle migliaia di morti in Inghilterra per colpa del vaccino, dei 2-4 morti al giorno per colpa del vaccino in Italia, della storia che per ogni persona salvata dal vaccino ne sono morte due (vale a dire che si è in grado di stabilire con assoluta precisione quante persone esattamente sono state salvate dal vaccino, e quindi anche se io in questo momento senza vaccino sarei viva o morta, dopodiché si moltiplica per due e sappiamo con altrettanta precisione quanti innocenti il vaccino ha già ucciso e quanti ne ucciderà nel prosieguo della campagna vaccinale che io non ho mica capito perché a questi geni non abbiano dato il nobel per la medicina, mentre quello per la fisica lo hanno dato al tizio che nel 2008 ha capitanato la crociata per impedire a papa Ratzinger, che era stato invitato a parlare alla Sapienza, di intervenire, giusto per dire dell’apertura mentale, e che ha lavorato sviluppando le idee di Nicola Cabibbo, a cui però sarebbe stato inaudito dare il Nobel, essendo presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, e a quanto ho letto i Nobel per la fisica di quest’anno sarebbero tutti di indirizzo gretino, cosa peraltro perfettamente in linea con la tradizione di un’istituzione che ha premiato il terrorista Arafat. Io poi comunque il discorso del papa l’ho pubblicato, esattamente come ho pubblicato le vignette danesi su Maometto, che però, come ho scoperto cinque minuti fa, curiosamente sono sparite dal post. Fine della digressione) e di tutte le altre mille vaccate che quotidianamente tocca leggere in giro per la rete. Di una di queste, come detto, posso personalmente testimoniare la sconfinata vacchitudine.

barbara

L’IMPORTANTE È PARLARE CHIARO

L’idea iniziale era di metterci un commento, ma cosa vuoi commentare qua? E questo sarebbe un avvocato? Mi viene da chiedermi se, come sono risultate false le pretese specializzazioni in Austria e negli Stati Uniti, non sia il caso di verificare anche l’autenticità della laurea.

barbara

ANCORA SUI VACCINI 2

Inizio con un po’ di numeri, quelli tutti interi, non quelli pescati selezionando quelli che fanno comodo a dimostrare la propria tesi precostituita. Perché per sapere se e quanto i vaccini funzionano, non vanno contati gli ammalati fra i vaccinati, bensì i vaccinati fra gli ammalati. E quando si opera in questo modo, i risultati sono questi:

E ora un po’ di numeri su Israele, che tutti i novax chiamano in causa per dire che Israele, pioniere e capofila della vaccinazione, è la prova che i vaccini non servono a niente, anzi, sono proprio i vaccini a provocare la malattia (il come, visto che nel vaccino a mRNA NON c’è il virus, rimane un mistero)

over 60, azzurro non vaccinati, verde chiaro vaccinati parziali, verde scuro vaccinati completi
under 60, azzurro non vaccinati, verde chiaro vaccinati parziali, verde scuro vaccinati completi

Aggiungo alcuni dati e una domanda, che mi sembra l’unica sensata, dell’amico Enrico Richetti, che ha famigliari in Israele e informazioni sempre di prima mano.

Enrico Richetti

Dal 27 luglio al 25 agosto in Israele, i malati gravi oltre i 60 anni sono:
triplicati tra i vaccinati
quadruplicati tra i vaccinati con una sola dose
moltiplicati per nove tra i non vaccinati.

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Chi non crede ai dati ufficiali, che alternative offre?

E infine due note significative dalla Russia

Passo ora a un importante e documentato articolo sul più allarmante degli effetti negativi dei vaccini a mRNA.

Indagine sui casi di miocarditi notificati in relazione ai vaccini a mRNA anti-COVID-19

Informazione per gli operatori sanitari

04.06.2021

In tutto il mondo vengono al momento esaminati i rarissimi casi notificati di sospette miocarditi che possono avere una correlazione con l’uso dei vaccini a mRNA anti-COVID-19. Finora Swissmedic ha ricevuto solo un numero relativamente esiguo di notifiche di reazioni avverse riguardanti le miocarditi. Swissmedic ritiene comunque utile fornire agli operatori sanitari un’informazione sullo stato attuale delle conoscenze.

La miocardite è una malattia cardiaca infiammatoria causata principalmente da virus. I fattori scatenanti possono però essere anche altri agenti patogeni infettivi, sostanze tossiche, medicamenti o malattie immunomediate.

L’incidenza delle miocarditi è di circa 22 su 100 000 (per fare un confronto: in Svizzera l’incidenza dell’infarto miocardico acuto è dieci volte superiore con 227 su 100 000). I tipici sintomi di una miocardite acuta includono dolore toracico, dispnea, spossatezza e palpitazioni, fino a sincope e shock cardiogeno nei casi gravi.

I sintomi clinici di una miocardite possono essere molto variabili e persino assomigliare a quelli di un infarto miocardico acuto. Una miocardite dovrebbe essere presa sempre in considerazione nei pazienti che presentano un aumento dei biomarcatori cardiaci come la troponina o alterazioni dell’ECG che sono compatibili con un danno miocardico o che documentano un’aritmia cardiaca finora non nota.

Anche le alterazioni della morfologia e della funzione del ventricolo sinistro riscontrate tramite ecocardiogramma o RM cardiaca (tomografia a risonanza magnetica) possono essere dovute a una miocardite. Le misurazioni della reazione infiammatoria e del suo profilo di distribuzione nel cuore tramite RM cardiaca consentono di diagnosticare una miocardite con elevata sicurezza. In sintesi, la diagnosi clinica di una sospetta miocardite si basa su una combinazione di parametri e risultati clinici.

Notifiche spontanee dalla Svizzera

Alla luce dei quasi 5 milioni di dosi di vaccino somministrate (stato: inizio giugno 2021), fino al 27.05.2021 a Swissmedic sono stati notificati i seguenti casi: miocardite (n=2), perimiocardite (n=4) e pericardite (n=6), con sovrapposizioni tra queste patologie. Pertanto, il tasso di notifica delle reazioni menzionate è stato finora di circa 1 notifica per 400 000 dosi di vaccino. Le notifiche riguardano 3 donne e 8 uomini, in un caso il sesso non è stato specificato. L’età media è di 47 anni (fascia d’età: 18-70). Quattro notifiche riguardano Comirnaty e sette il vaccino di Moderna, in un caso manca questa indicazione.

In nove casi i disturbi si sono verificati dopo la prima dose e in tre casi dopo la seconda dose. Il tempo intercorso tra la somministrazione della seconda dose e la reazione è stato in media di 8,75 giorni (periodo: da 1 a 28 giorni). Cinque pazienti su 12 erano affetti da patologie pregresse rilevanti, tra cui insufficienza renale cronica, condizione post-trapianto renale, sindrome mielodisplastica, pericardite recidivante (per la pericardite ora notificata dopo la vaccinazione). Un paziente (di 67 anni) con una patologia cardiaca pregressa e insufficienza renale dialisi-dipendente ha sviluppato uno shock cardiogeno ed è deceduto. La maggior parte degli altri casi, da quanto si evince dai documenti, ha mostrato un decorso piuttosto blando o non sono ancora disponibili informazioni definitive sulle conseguenze della malattia.

Notifiche internazionali di casi sospetti

Anche a livello internazionale vengono attualmente esaminati i rarissimi casi di sospette miocarditi/pericarditi verificatisi dopo le vaccinazioni con vaccini a mRNA anti-COVID-19. Una commissione per la sicurezza dei vaccini del Center for Disease Control and Prevention (CDC) statunitense ha recentemente sottolineato che i casi di miocarditi notificati finora sono relativamente pochi. I casi notificati di sospette miocarditi sembrano verificarsi principalmente negli adolescenti e nei giovani adulti, più frequentemente nelle persone di sesso maschile vaccinate e dopo la seconda dose. In genere, i disturbi iniziano nei primi quattro giorni dopo la vaccinazione e nella maggior parte dei casi notificati hanno mostrato un decorso blando.

Conclusioni preliminari e raccomandazioni per gli operatori sanitari

In considerazione del basso tasso di notifica generale, della bassa incidenza di fondo della malattia e della complessità clinica dei casi notificati, al momento a livello internazionale non è ritenuto chiaro se sussista effettivamente una relazione causale tra i vaccini a mRNA e queste reazioni.

Gli operatori sanitari dovrebbero in ogni caso prendere in considerazione questo sospetto di diagnosi se, in stretta relazione temporale con la vaccinazione, si verificano nelle persone disturbi che sono compatibili con una miocardite/pericardite e che non sono stati causati da altre malattie cardiache.

I casi sospetti dovrebbero essere notificati a Swissmedic con i relativi risultati degli esami. Il rapporto rischi-benefici positivo dei vaccini a mRNA utilizzati in Svizzera non è attualmente influenzato da queste notifiche di casi sospetti.

Swissmedic continuerà a monitorare con attenzione questo argomento in cooperazione con i centri regionali di farmacovigilanza e in stretta collaborazione con le autorità estere e, se dovessero emergere nuovi aspetti, immediatamente fornirà informazioni al riguardo o avvierà misure volte a ridurre i rischi. (qui)

Sembrerebbe dunque che le voci che corrono in merito siano quanto meno esagerate, e i numeri gonfiati, tanto più che le “notizie” sono regolarmente prive di fonte, o dotate di fonti inattendibili, quando non del tutto farlocche.
Aggiungo ancora questa riflessione, che condivido totalmente.

La libertà non è un pranzo di gala: la disobbedienza “incivile” nel tempo dei social media

In un’epoca contraddistinta dalla caotica cassa di risonanza dei social media, così immediati, così oleografici e sdrucciolevoli nella percezione della realtà del messaggio veicolato, e dall’infuriare della crisi pandemica, la quale dopo un anno e mezzo ha polarizzato il dibattito pubblico ben oltre il punto di non ritorno, c’è una locuzione che sembra affiorare all’aria, come se tornasse a pelo d’acqua dopo una lunga, immota apnea.
È la disobbedienza civile. Ne leggiamo, ne sentiamo parlare, la vediamo dipinta sui cartelli che si affastellano nelle piazze o sulle bacheche virtuali di cittadini che tra un buongiornissimo kaffè e un post su qualche complotto segretissimo ci tengono a comunicarci, e a comunicare al governo chiaramente, il loro essere dei ribelli, dei descamisados alla Pancho Villa.
Una delle caratteristiche più turpi della contemporaneità è senza dubbio quella di aver ingenerato l’illusione che tutto sia facile, semplice, lineare e tendenzialmente a costo zero. Persino la rivoluzione. Persino la ribellione.
Basta imbracciare il computer, dopo aver trangugiato una fetta di ciambellone e bevuto un cappuccino, aprire il proprio profilo Facebook e scriverci sopra una qualche chiamata alle armi, e ci si sentirà meglio, in pace col mondo. Forse anche più furbi.
L’atto di dissonanza e di dissidenza rispetto al potere costituito diventa un baudrillardiano ologramma, una copia originante da nessun originale. Ed è per questo che si reclama la libertà, si rivendicano i diritti, ma poi si rifluisce nell’italico ‘armiamoci e partite’, lasciando che sia immancabilmente sempre il famigerato ‘altro’ a escogitare il come e a porre in essere qualche condotta, subendone spesso le conseguenze che in genere sono anche spiacevoli.
Il rivoluzionario social timorato delle autorità inveisce contro i complotti, contro l’abuso del potere, contro la illegittimità delle leggi, evocando la giusnaturalistica forza della legge naturale (senza sapere cosa sia, chiaro), ma poi davanti alla forza reale del potere pubblico chinerà la testa e lascerà che ad andare davanti al metaforico plotone d’esecuzione siano gli altri.
Quando Henry David Thoureau scrisse, all’inizio del suo “Disobbedienza civile”, che “il migliore dei governi è quello che governa di meno”, lo poteva ben sostenere, avendo sperimentato l’interno di una galera e avendo soprattutto edificato una sua propria, coerente ed organica visione sulla ingiustizia strutturale del potere pubblico.
E d’altronde sarà sempre Thoureau, qualche pagina più avanti, parlando dei suoi confronti e scontri con la persona del suo vicino di casa esattore delle tasse a scrivere come in uno Stato che incarcera chiunque ingiustamente, il posto dei giusti sia la prigione.
Un tempo, prima di affermare la disobbedienza si decostruiva il problema con cui ci si doveva confrontare; in altri termini, l’oggetto della disobbedienza.
Oggi al contrario, nella narcisistica cacofonia di voci, idee sminuzzate, progetti abborracciati, complottismo d’accatto, si antepone la virtualità edonistica di un atto di rifiuto indirizzato contro il nulla o sparato ad alzo zero contro l’obiettivo sbagliato tanto per mostrarsi in pubblico e soltanto perché nella chat Telegram o nel gruppo Facebook il leader di turno così proponeva e allora si deve seguire, ci si deve conformare, e si sostituisce il Pifferaio statale con un altro genere di Pifferaio.
Si cessa di essere individui autodeterminati e si cade preda di uno psicotico collettivismo digitale che urla, strepita, minaccia, si autoconferma nelle convinzioni apodittiche.
Un tempo, il disobbediente era spirito critico, dai sensi allertati e attenti, e muovendosi sul delicato crinale, friabile, del confine tra legalità e illegalità, doveva nutrirsi di sapienti previsioni e di capaci analisi. Oggi invece si condivide un meme e si pensa di aver fatto la rivoluzione.
Ma c’è poi un altro aspetto che rende inqualificabile e pernicioso lo pseudo-ribellismo contemporaneo: la mancanza di volontà di accettare rischi sulla propria pelle per azioni o omissioni, di disobbedienza, diventa inversamente proporzionale alla idea, gretta, sudicia e meschina, di doverli riversare sulle spalle di quelli che sembrano essere i propri antagonisti.
Prendiamo la questione del Green Pass: mute idrofobe di no-vax dal senso strategico di una lontra se la prendono con gli esercenti che lo richiedono, visto che la legge a questo obbliga. Li accusano di essere dei collaborazionisti, di mancare di coraggio. E così facendo proiettano la loro vigliaccheria strutturale, la loro mancanza di coraggio, sulle spalle di altri.
Perché quel che contestano, ovvero l’aderire e ossequiare un precetto di legge asseritamente ingiusto, lo riversano integralmente sulle spalle di un altro, di un padre di famiglia, di un proprietario di un’attività che ancora oggi sta a leccarsi le ferite economiche.
È chiaro: un sessantenne la cui unica ragione di vita sia ormai condividere panzane online, dall’alto della sua pensione statale, senza dover sopportare i costi economici e sociali delle sue posizioni, può certo permettersi di fare la morale a un ristoratore sfiancato da un anno e mezzo di lockdown, limitazioni, chiusure selettive, riduzione della capienza, costi di sanificazione, merce pagata e buttata.
Queste azioni di boicottaggio sono delle aggressioni alla autodeterminazione dei commercianti e degli esercenti che scelgono, secondo loro decisione e convenienza, di aderire o meno al precetto di legge, sono assalti alla loro libertà commerciale e individuale e alla loro proprietà.
Se si ritiene ingiusto dover mostrare il Green Pass o se si pensa che il dato ristoratore stia sbagliando, si cambi ristorante senza dover fare collettive chiamate alle armi o scenate da prima donna.
Il sessantenne rivoluzionario pensionato deve anche sentirsi discretamente trasgressivo e maudit nell’aderire ai progetti di boicottaggio telefonico: si chiama il ristoratore ‘collaborazionista’, si prenota e non ci si presenta.
Tanto al pensionato che si sente Jesse James che gli frega, lui cenerà con i bastoncini Findus guardandosi un film dei Vanzina, non prima però di aver salutato i suoi compagni di lotta digitale sui peggiori canali social, compiacendosi di aver rovinato la serata al ristoratore non sufficientemente rebelde.
Per carità, ci sono anche quei commercianti che consapevolmente sono rimasti aperti durante le chiusure imposte per legge e hanno affrontato le sanzioni, loro autenticamente disobbedienti, ma in genere questi diventano sempre i paladini e lo scudo morale e l’alibi di tutta quella massa di altri ignavi che preferiscono trasgredire per interposta persona. Il loro gesto viene sdilinquito e svilito dalla interpretazione collettiva della fumisteria complottista.
Quando Lysander Spooner, nel 1844, creò la American Mail Letter Company per contrastare il monopolio pubblico delle spedizioni postali era ben consapevole di quali sarebbero state le conseguenze dell’incrociare la spada contro il Golia statale, eppure la consapevolezza piena che la questione non sarebbe finita bene non lo indusse a desistere.
Il governo americano impiegò sette anni per piegarlo, ricorrendo chiaramente alla legislazione e alla imposizione ex lege del monopolio, dopo che i giudici avevano riconosciuto le ragioni concorrenziali di Spooner.
Non appare casuale quindi che Spooner, in “Legge di natura”, definisca la legislazione come presa di possesso del controllo da parte di un individuo o di un gruppo su tutti gli altri: sapeva quel che diceva, essendoci passato e portando sulle sue carni ancora le cicatrici della verità empiricamente dimostrata di quella asserzione.
Ma Spooner non faceva fallire con trucchetti gli altri uffici postali e sapeva che i problemi, una volta insorti, li avrebbe dovuti affrontare lui, offrendo (in metafora) il petto allo sparo dei fucili statali. Non si sottrasse, con qualche escamotage, né cercò comodi capri espiatori.
La tragicità del tempo presente, la illusione grondante ignominia, è che tutto sia semplice e indolore. Al massimo, il costo drammatico di certe scelte verrà sopportato da altri. Così ragionano i rivoluzionari da salotto che si danno convegno seguendo hashtag e personaggi da operetta.
E invece il concetto stesso di disobbedienza civile implica la autoresponsabilizzazione totale, fino alle estreme conseguenze: se si ritiene ingiusta una legge, stando a principi di ragione o di legge naturale, non si fanno pagare i danni dell’atto di rivolta individuale a soggetti innocenti, esternalizzandone il peso. Non si boicottano gli altri, perché li si ritiene ‘collaborazionisti’. Cosa che concilia un inciso sulla barbarie semantica in cui siamo caduti, posto che certi paragoni hanno davvero sfiancato.
Non siete Agamben, non siete Cacciari, e il discorso che loro fanno, condivisibile o meno, non è che i medici vaccinatori siano le Einsatzgruppen hitleriane, o che dietro la fisionomia dei centri vaccinali si celi il nuovo campo di sterminio, per l’amor di Dio. Cerchiamo di mantenere un minimo di decoro intellettuale e di senso delle proporzioni e della storia.
Agamben e Cacciari parlano di critica alle scelte di governo nel generale quadro di una torsione potenzialmente autoritaria del vivere civile e dell’ordinamento, sulla impossibilità di rendere permanente l’emergenza, postulando lo spettro sulla linea d’orizzonte di uno schmittiano stato di eccezione che finisce per inocularsi nell’ordinamento e nella coscienza sociale passo dopo passo, provvedimento dopo provvedimento.
Anche la tragica banalizzazione del pensiero critico diventa altra esternalità negativa dei simulacri digitali di disobbedienza. Disobbedienza incivile, va detto.
Perché ingrigisce e rende materia inerte e complottista tutto, anche le argomentazioni più serie e ponderate. L’ermeneutica complottista da Facebook delle posizioni di Cacciari è la migliore alleata del potere costituito che si possa immaginare, esattamente come le telefonate collettive di false prenotazioni sono una attività indegna e da guerra di tutti contro tutti, per la somma gioia del potere statale che assiste in sollucchero.
D’altronde come scriveva R. Vaneigem, trasgredire i tabù, così comanda il progresso economico.
Il ribelle invece, come il pioniere, è quello con le frecce nella schiena. Nella sua schiena. Non in quella del vicino di casa o del barista o del ristoratore.
La disobbedienza, come la libertà, non è un pranzo di gala, e se uno vuol praticarla seriamente deve essere pronto a pagarne le conseguenze, sulla propria pelle.
Andrea Venanzoni, 25 Ago 2021, qui.

Ho visto le foto dei no green pass in Francia: decine di gruppi di decine di ragazzotti ciascuno seduti per terra a fare provocatoriamente picnic di fronte ai ristoranti che, per non vedersi chiudere il locale, devono chiedere il green pass. Posso dire che sono delle merde? Vabbè, mi autorizzo da sola: sono delle merde.

Continua (ma il prossimo è divertente, vedrete)

barbara

QUESTE MI FANNO MORIRE

Qui.
Ma quelli che invecchiano sono gli stessi a cui si attaccano le forchette o sono due vaccini diversi?
Verità sacrosanta inoppugnabile. Oltre alle sistematiche frenate in curva.
Sempre un passo avanti, i napoletani.

“Io non godo proprio mai/se qualcuno sta nei guai/ma se lui da sempre dice/che l’avviso fa felice/perché è come una malia/a tutela e garanzia/io aderisco al sentimento/e anch’io sono contento”.

“Ora deve (e gli fa orrore)/nominare un difensore/tra lo stuolo di avvocati/che da lui son tanto amati. Se costui trova un cavillo in favor di Piercamillo/per un fatto di coerenza/lui gli oppone resistenza/perché vuol esser prosciolto/(ed a questo tiene molto)/non perché l’ha fatta franca/o perché la prova manca/ma perché la sua innocenza/venga a galla in trasparenza/mica come gli altri rei/brutti, sporchi e farisei/che per colpa del sistema/hanno eluso l’anatema”.

“Ma pensando a quel vicino/ che ti ruba il cucchiaino/e che eviti già adesso/senza attendere il processo/Io vi chiedo: affidereste/per il ruolo che riveste/un segreto o un grosso intrigo/ nelle mani di Davigo? O attendete il risultato/del passaggio in giudicato/per saper se nelle more/è o non è un divulgatore?”.
Jacopo Pensa

E poi c’è questa, che non c’entra con le precedenti ma ci sta bene lo stesso.

Qui.

barbara

BIOLOGO MOLECOLARE

“Non me lo sono inventato”, mi è stato detto, “l’ho imparato seguendo due conferenze di un biologo molecolare”. Biologo molecolare come garanzia di qualità, come le vecchie pubblicità, vi ricordate? La stella di Negroni vuol dire qualità, Galbani vuol dire fiducia, Falqui: basta la parola (i confetti per cagare), o come “ha vinto il Nobel per la medicina”: poi magari propaganda l’omeopatia, sproloquia sulla memoria dell’acqua, considera i vaccini al pari di un’arma di distruzione di massa, ma chi sta a badare a questi particolari. Biologo molecolare, dunque. E che cosa ha insegnato cotanto personaggio?  Che il Pfizer è una “terapia genica sperimentale”. Ora, io credo che anche l’ultimo imbecille, e mettiamoci pure anche analfabeta, sappia che la terapia è una roba che si fa a uno che è malato per guarirlo e il vaccino è una roba che si fa a uno che non è ancora ammalato per impedire che si ammali. Quindi uno che afferma che un vaccino è una terapia – e stendiamo un velo, anzi meglio un tendone da circo, pietoso su “genica” e un altro su “sperimentale” – o è al di sotto dell’ultimo imbecille analfabeta, o è pagato per sparare una simile bestialità, tertium non datur. Di guardare i video delle conferenze mi sono rifiutata, esattamente come mi rifiuterei di guardare una conferenza di qualcuno che, spacciandosi per professore di matematica, raccontasse che 2+2 fa 22. Quello che sconvolge è che ci sia invece un sacco di gente che si beve simili montagne di puttanate come acqua fresca in un giorno d’estate – persone non solo con un grado di istruzione elevato, ma anche con formazione tecnico-scientifica, persone che sia per attitudine personale che per formazione dovrebbero essere abituale a usare la logica, a porsi domande su ciò che hanno davanti, e qui di domande ne basterebbe una sola: il Pfizer lo stanno sistematicamente inoculando alle persone malate evitando altrettanto sistematicamente quelle sane? Non sembrerebbe poi così difficile, no?  Invece niente, non ci arrivano, non ce la fanno, sono talmente persi nel loro delirio da non essere più raggiungibili, da non riuscire più a vedere e concepire nient’altro. E se ti rifiuti di guardare il video rivelatore ti prendi dell’arrogante saccente con la verità rivelata in tasca.

E con questo credete di averle viste tutte sui deliri vaccinofobi?

Beh, vi sbagliate: non avete ancora visto niente: state a sentire questa.

Strano… i presidenti di 3 dei 5 paesi che non vaccinano, sono morti in 4 mesi….

3 su 4, i fatti sono testardi…
Solo 5 paesi, tra i 194 Stati membri dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), non hanno ancora lanciato una campagna di vaccinazione. Togliamo la Corea del Nord per la difficoltà di accedervi, restano:
il Burundi,
Eritrea,
Haiti e
La Tanzania.
17 marzo: morte improvvisa (infarto) del presidente della Tanzania , John Magufuli, coronascettico ufficiale secondo la stampa mainstream [“coronascettico ufficiale secondo la stampa mainstream” vorrebbe dire che in realtà non lo sarebbe stato, il che fa un po’ a pugni col fatto che si è sempre rifiutato di introdurre in Tanzania una campagna vaccinale. In ogni caso, morto di infarto, effettivamente, lo è davvero “secondo le fonti ufficiali”: in realtà già la settimana prima si vociferava da più parti che fosse malato di covid].
8 giugno: morte improvvisa (infarto) del presidente del  Burundi, Pierre Nkurunziza, ferocemente contrario alla vaccinazione secondo la stampa mainstream. [faceva vaccinare o no?]
7 luglio: assassinio del presidente di  Haiti , Jovenel Moïse: (circolare non c’è niente da vedere – louyehi), niente a che vedere con il fatto che il paese non è vaccinato, ha subito affermato la stampa ufficiale.
Alice roy
Strano… i presidenti di 3 paesi su 5 che non si vaccinano sono morti in 4 mesi….

(Fonte: Resistenza repubblicana) (qui, traduzione mia)

Capito? Se muore una persona contraria ai vaccini è chiaro che è stato assassinato. Poi venitemi a dire che non è vero che hanno il baco nel cervello. Ma i fatti sono testardi, ricordiamocelo…
La cosa forse più sconvolgente di tutte però l’ho vista in un video postato su FB. Diceva “Cinque minuti per salvare la vita ai vostri bambini”; il video dura appunto cinque minuti, durante i quali decine e decine di medici o sedicenti tali in tono accorato, quasi con le lacrime agli occhi, supplicano lo spettatore di non vaccinare i propri bambini perché facendolo li condannerebbe a morte.

E poi, fresca fresca, ci sarebbe questa cosa qui.

Infermiera no vax muore di Coronavirus. Su Facebook scriveva: «Non fate il vaccino, è un esperimento sociale»

Olivia Guidry, un’infermiera no-vax dell’ospedele Ochsner Lafayette General (Louisiana) è morta a soli 21 anni per complicazioni da coronavirus. La morte della ragazza è avvenuta sabato 11 luglio, dopo una serie di giorni in cui era ricoverata nell’unità di terapia intensiva dell’ospedale.
La notizia è stata riportata sui media locali e sui social di amici e colleghi che, rattristati, hanno scritto post consolatori per la ragazza.
La Guidry stava seguendo corsi di medicina alla LSU Eunice e sperava di andare alla scuola di medicina. Secondo quanto riporta un post sui social di sua sorella, Brittany Smith, all’inizio di luglio a Olivia era stato diagnosticato il virus, per cui ha avuto febbre alta e una crisi respiratoria.
Nonostante lavorasse nella sanità e conoscesse la gravità del virus, Olivia credeva che i vaccini in qualche modo alterassero il DNA umano «al livello molecolare» e che fossero «pericolosi» e falsi.
«Siamo un esperimento sociale diretto» scriveva su Twitter ma dopo quel tweet era stato cancellato. E ancora su Fb «Il vaccino? Non farlo. Non è sicuro. Sono l’unica a pensare che stiano cercando di vedere quanto possono controllarci???» scriveva in un post dell’11 luglio 2020.

Ventun anni. Ebbene sì: i fatti sono testardi, non c’è niente da fare.
POST SCRIPTUM: l’altro giorno ho detto al mio anestesista che quelli che mi vengono a parlare del pericolo della variante delta li mando affanculo. Mi ha risposto: “anch’io”.

barbara

SEMPLICE, CHIARO, CONCRETO

Luisa Piva

Dottoressa,
Cosa ne pensa del vaccino?
Partiamo de 3 presupposti essenziali che motiveranno le parole che seguono:
1. Sono una donna di scienza. Laureata in Biologia Molecolare. Tecnico specialista in Genetica Medica. Esperienza di 5 anni in laboratorio di ricerca e 10 anni seguenti come attività ambulatoriale di consulente nutrizionale.

2. Prima di parlare mi informo. Parlo solo di ciò che conosco. Per tutto il resto mi affido a chi ne sa di più (se la caldaia va in blocco chiamo idraulico e non sto lì a polemizzare su come abbia cambiato il tubo; se non ci vedo vado dall’oculista e non contratto sul numero di diottrie che mi mancano).

3. Sono talmente stufa di questa situazione che mi farei iniettare pure l’arsenico e in entrambe le braccia.

Tento ora di spiegare la mia visione che va letta gentilmente senza seguito di polemiche sterili o insulti che non avrei tempo di leggere e rischierei di essere maleducata e non rispondervi.
Step by step:

Mi dicono:

1. L’hanno creato troppo in fretta e quindi non sufficientemente sperimentato.
Io:
“E grazie a Dio!!! Volevate davvero tirarla ancora per le lunghe?!
Non è stato poco sperimentato; è stato sperimentato in tempi più brevi del solito perché tutti gli sforzi (e money) del mondo sono stati concentrati li.
Ogni fase OBBLIGATORIA dei Trail clinici è stata fatta, monitorata da FDA ed EMA.

2. “Non si sa nulla a proposito”
Io:
Cazzate! I dati sono pubblici … ma, magari, prima dovreste giusto prendervi una laurea (5 anni biologia o 6 anni medicina) per capirne qualcosa!
Ci riaggiorniamo dopo quel tempo (se vi laureate in corso). Ps. Vi avverto sono scritti in l’inglese scientifico … it’s not so easy

3. “I vaccini con l’RNA messaggero (Pfizer e Moderna) possono modificare il nostro DNA”
Io:
A parte che se mi aggiungessero 5 cm in altezza e togliessero l’alluce valgo sarei felice della modificazione genetica (ma questi sono dettagli personali)..Per il resto parliamone.
Qui torniamo a un piccolo deficit di preparazione scientifica.
Da Biologo Molecolare e tecnico di genetica medica, mi permetto per un attimo di esibire quel che conosco giusto quel pelo in più dell’Italiano medio senza formazione scientifica!
Semplificando:
L’mRNA deve il suo nome (messaggero) perché ha il compito di trasferire le informazioni del DNA per la produzione delle proteine.
L’mRNA ha una vita molto breve: una volta tradotto il suo messaggio viene degradato e non rimane in giro a combinare casini o chissà cosa voi immaginiate!
Dire che l’mRNA può modificare il DNA è come pressapoco dire che dal dado vegetale potete riavere carota sedano e cipolla utilizzati per farlo.

4. “È pericoloso”
Io:
Ecco. Qui possiamo in effetti discutere. Possiamo dire che il vaccino sia a rischio zero?
Ovviamente no. Una qualsiasi sostanza introdotta nel nostro organismo può scatenare effetti imprevedibili tra i quali anche negativi.
Chi di voi non ha mai letto il famoso bugiardino di un farmaco?
Una sfilza infinita di effetti collaterali tra cui talvolta viene indicata pure la morte.
Il vaccino è un farmaco e come tale.. ebbene si, può avere degli effetti collaterali.
Anche la morte? Sì: qualche caso su milione.
Molto meno di tanti farmaci che vi buttate giù a cuor leggero per ogni più minimo mal di testa, movimento di pancia o la più piccola unghia incarnita.
Si calcola rapporto rischio/beneficio.
La copertura della maggior parte dei vaccini per Covid-19 è superiore al 90%. Direi che nel rapporto stravince il beneficio (se pensi che puoi salvare la vita a tuo padre raggiunge il 110% come l’ecobonus).

5. “Magari non ora, ma potrebbe avere effetti negativi a lungo termine”
Io:
Sì. Tipo farci uscire da questa pandemia.
E poi: vi siete mai chiesti gli effetti a lungo termine della statina che prendete da anni per abbassare il colesterolo? O del protettore gastrico per il vostro reflusso?
No? Beh.. forse dovresti iniziare a farvi queste domande (Ps. per ipercolesterolemia e reflusso gastroesofageo consiglio una dieta adatta. Se avete bisogno di un nutrizionista ne conosco una brava).

6. “Io ho paura”
Io:
A questo rispondo che ti credo e capisco.
In questi mesi hanno solo diffuso disinformazione e creato confusione!
titoloni con “signora esce dal centro vaccinale e muore”.. e poi vai a leggere che l’aveva presa sotto un camion. Ovviamente la maggior parte delle persone si era fermata al titolo senza leggere articolo intero.
Io mi sono vaccinata sia chiaro: non perché imposto ma perché lo desideravo. E l’ho fatto col sorriso e consapevolezza. In mia coscienza era l’unica soluzione.
Qualcuno però è davvero stato male o addirittura è morto in seguito alla somministrazione. Sì “qualcuno”: POCHISSIMI casi!
Solitamente un tipo specifico di farmaco non viene certo somministrato in contemporanea a milioni di persone in tutto il mondo, giusto? È chiaro che sentire di qualche caso uno dopo l’altro a distanza di pochi giorni fa sembrare alto il tasso di rischio: ma in una situazione normale quei casi sarebbero stati spalmati in anni e voi non ne avrete mai saputo nulla!!
Il rischio zero non esiste per un farmaco.. anzi, amici mie: non esiste in nessun ambito nella vita!
Ma sappiamo che il rischio per questi vaccini è bassissimo.
Abbiate più timore di attraversare la strada a piedi, credete a me!

7. “ io aspetto che si vaccinino gli altri per monitorare gli effetti a lungo termine”
Io:
A parte che w l’altruismo e lo spirito di comunità.
ma.. effetti a lungo termine?
Intendete tipo gli effetti portati del vaccino anti-poliomelite ? Malattia che ha fatto morti e lasciato milioni di invalidi e completamente debellata proprio grazie al vaccino?
Vi siete chiesti gli effetti a lungo termine del virus COVID-19 ?
Non è una semplice influenza: no, non lo è.
E ancora non si sa di che intensità e per quanto possano perdurare le conseguenze neurologiche e respiratorie. Credetemi è un virus subdolo.
La libertà è fondamentale e ognuno sia libero di scegliere. Ma siate consapevoli e non bandiere al vento della disinformazione.
Buon vaccino a tutti!

Ho scelto di postare questo pezzo perché l’autrice è una biologa molecolare. No, non penso che i biologi molecolari siano più attendibili di biologi non molecolari, medici, virologi, epidemiologi, infettivologi e chi più ne ha più ne metta. Anzi, a dirla tutta, non ho neppure idea, ma proprio la minima idea, di che cosa sia esattamente un biologo molecolare. Il motivo per cui l’ho scelta è un altro, e ve lo spiego nel prossimo post, perché non voglio caricare troppo. In compenso vi lascio con una domanda: attenti che è molto molto difficile. Leggiamo che i nuovi positivi con la variante delta sono soprattutto i giovani. Ecco, la domanda è: quale potrà mai essere la differenza fra i vecchi e i giovani, che rende i giovani più facili a contagiarsi? Pensateci bene perché, come vi ho avvertito, è una domanda molto molto difficile.
Un’ultima cosa. In questo momento i pazienti covid occupano l’1,75% delle terapie intensive e lo 0,95% dei reparti ordinari. Il sottosegretario Sileri ha annunciato:
per ora nessun ritorno alle zone gialle”. Prepariamoci al peggio.

barbara

IL TELEFONO, LA LORO VOCE

Prevedendo la possibilità di qualche malessere, non mi sono fidata ad andarci in macchina e ho preferito chiamare un taxi. E dunque, quando è ora chiamo: occupato. Aspetto qualche manciata di secondi e richiamo: occupato. Terza chiamata, quarta, quinta… Non me lo spiego: il telefono della stanzetta in cui stanno i tassisti non viene mica usato per chiacchierare con gli amici. Per fortuna ho una finestra di un’ora, quindi faccio una cosa che mi impegna per qualche minuto, poi richiamo: occupato. A questo punto è chiaro che c’è qualcosa che non va, quindi mi rassegno ad andare a piedi fino alla stazione – una camminata di un quarto d’ora, e meno male che non devo prendere il treno – e prenderlo direttamente lì. Arrivata giù riprovo e – miracolo! – suona libero, e dopo un paio di squilli si apre la comunicazione. Solo che non sento un “Pronto”, bensì voci di diversi uomini che discutono concitatamente a voce alta. Non capisco che cosa stia succedendo, comincio a dire “Pronto”, poi a gridarlo sperando che qualcuno lì vicino riesca a sentirmi e risponda, ma niente, e mi rassegno a chiudere. Richiamo ancora una volta e mi arriva la voce registrata: “Tim, informazione gratuita, il cliente da lei chiamato…” Mi avvio. Dopo un centinaio di metri riprovo per l’ultima volta. E il tassista risponde. Gli do l’indirizzo, torno indietro e dopo cinque minuti arriva. Dopo avergli detto la destinazione (“Ah, va  a fare il vaccino. Ne ho già portati tre oggi”), gli chiedo che cosa è successo col telefono. Mi guarda attraverso lo specchietto con l’aria di chi non ha la minima idea di che cosa stia parlando: “Niente, perché?” Glielo spiego, e lui capisce meno di prima: non ho fatto nessuna telefonata, quella a cui ho risposto è la prima chiamata che ho ricevuto da lei, se vuole posso farglielo vedere, non ci sono chiamate senza risposta, ed ero lì da solo, stavo leggendo il giornale. Addirittura venti minuti di tentativi? Incredibile.

E niente, il mistero non si è svelato. Ma possibile che queste cose debbano sempre capitare solo a me?

barbara

COVID ECCETERA BIS

A proposito di coprifuoco, di cui si è parlato nel post precedente

E a proposito di provvedimenti intelligenti

Qui la prova che è tutto autentico

E sempre a proposito di provvedimenti intelligenti

Perché loro sono buoni e si preoccupano per noi

Hanno un grande senso di responsabilità

Si preoccupano di farci lavorare

E sanno meglio di chiunque altro come risolvere i problemi dei cittadini

Ma soprattutto è bello vedere la discontinuità rispetto al catastrofico governo precedente

Ed è inoltre confortante sapere che c’è chi fa il tifo per noi

Se poi fra di voi ci fosse qualcuno che ha l’orrendissima abitudine di scopare, ecco alcuni utilissimi consigli

rubato qui

Poi, naturalmente, parlando di covid bisogna parlare anche di vaccini, e qui mi sa che a qualcuno dovremo dare un grosso dispiacere:

ricordando comunque che è sempre meglio non fidarsi troppo

Stiano comunque tranquilli gli amici lombardi:

E a proposito di Israele

E dato che dopo “covid” il titolo dice “eccetera”, proseguo con un altro paio di extra, iniziando con una nobile citazione poetica

proseguendo con la messa in guardia contro un pericolosissimo vizio

continuando con una saggia considerazione storica

Passando per un tema di scottante attualità (e mai un cane che abbia l’idea di metterci un po’ di ghiaccio sopra

Rubato qui.

E concludendo con una rievocazione del bel tempo che fu

barbara

ABBIATE PAZIENZA, MA BISOGNA CHE CI RITORNI SU

Partendo dalla strana logica che anima certi soggetti

che preferiscono fare le proprie ricerche autonomamente e trarne le proprie conclusioni

Poi c’è la trombosi, quella brutta bestia che terrorizza e induce alla fuga. Ecco, qui abbiamo due calcoli, uno a occhio

e uno preciso.

Vedete un po’ voi. Io, per inciso, prendo la pillola da 34 anni, prima contraccettiva e poi da menopausa, di cui 16 fumando da 60 a 80 sigarette al giorno, e di trombosi non ne ho viste comparire. Se adesso me la fa venire il vaccino rido per una settimana di fila, e se mi ammazza sarò l’unico umano a ridere anche dopo morta. E poi c’è quella cosa detta da Burioni, che quegli svegli non si sono fatti scappare, ossia che AZ sembra poco efficace nell’ostacolare l’infezione, e quelli ancora più svegli l’hanno messa a confronto con un’altra affermazione, che vedono come contraddittoria, senza accorgersi che le due affermazioni parlano di cose diverse

E infine qui un calcolo accurato su queste famigerate infezioni post vaccinali: su 84 milioni di americani che hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino, quelli che hanno contratto l’infezione sono stati 6000. Quindi avete ragione, vaccinarsi è pericolosissimo e fate benissimo a non voler lasciare al nemico il vostro prezioso scalpo.

In ogni caso, vaccino o no:

barbara