IL RE È NUDO

Per non parlare delle regine.

Matteo Salvini organizza un convegno sull’antisemitismo, ma la signora Segre, fabbricatrice di una “commissione contro l’odio” (qualunque cosa una simile pagliacciata voglia significare) con particolare attenzione all’antisemitismo, non ha tempo per intervenire. Lo trova però per commentare che «la lotta all’antisemitismo non deve e non può essere disgiunta dalla ripulsa del razzismo e del pregiudizio». Cioè, tradotto in italiano purgato dall’ipocrisia, “non vengo perché Salvini è brutto sporco e cattivo, e qualunque cosa fatta da lui diventa brutta sporca e cattiva”.

Sempre in merito allo stesso convegno la signora* Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e anch’essa latitante, non ha saputo esprimere altro che critiche a Salvini, critiche alle quali risponde da par suo Niram Ferretti.

Negli Stati Uniti i repubblicani propongono una risoluzione a sostegno degli iraniani che protestano contro i sistematici abusi del regime e le sistematiche violazioni dei diritti umani, ma i democratici, con in testa la signora Nancy Pelosi, qui immortalata con annessa latteria,
USA-Nancy-Pelosi
la bloccano.

Ma denunciare la nudità delle regine non solo è politicamente scorretto a livelli inaccettabili ma anche, come direbbe la nota giornalista Rula Jebreal, razzista e sessista.

*Con la signora in questione ho avuto un vivace scambio, un paio d’anni fa, a proposito di questo articolo. Se qualcuno fosse interessato, lo può leggere qui: NOEMI DI SEGNI.

barbara

VEDI CHE È VERO

che in ognuno si finisce per trovare qualcosa di buono
MJ
Un paio di cose, giusto per gradire

(qualcuno alquanto stupefatto, ma non è certo una novità)

barbara

C’È COMICO E COMICO

C’è chi, smessi i panni del comico, sale su un palco a gridare vaffanculo, fonda uno dei più deleteri movimenti della storia, ne fa un partito e lo mette interamente in mano a un losco figuro che lo manovra a proprio piacimento senza dover rendere conto, né politicamente né finanziariamente, a nessuno, e chi…

È nel dopo che “si parrà la tua nobilitate”: se c’è del buono emergerà il buono, se c’è del marcio emergerà il marcio.

barbara

OCCHIO CHE TORNA L’ANTISEMITISMO

Occhio alla destra che là sono tutti fascisti. Occhio ai sovranisti che coi fascisti fanno anche rima. Occhio a quell’individuo che non dobbiamo lasciar tornare a governare – a costo di cancellare il diritto di voto, cambiare la legge elettorale e qualunque altra diavoleria utile riusciamo a escogitare – se no tempo un paio di settimane ci tocca marciare al passo dell’oca e gli ebrei tutti a nascondersi. Cittadini, compagni, lavoratori, guardate bene quest’uomo e guardatevene bene, o la democrazia sarà stritolata e voi vi ritroverete confinati nelle barbare caserme.

Se il primo vi sembra troppo lungo, limitatevi a guardare l’ultimo minuto (però fareste bene a guardarvelo tutto).

Questo invece è breve e dovete guardarlo tutto.

E concludo con questa foto
Boris Johnson
e con questo commento di Giulio Meotti, di cui condivido totalmente l’entusiasmo:

“Boris Johnson glielo ha fatto grosso così a Jeremy Corbyn. Grandi inglesi!”

Dai, che tra Johnson, Trump, Bolsonaro, Salvini e Orban forse ce la facciamo a restare a galla.

(PS: fino a domani sera non ci sono)

barbara

ANCORA UN PAIO DI COSE SULLA COMMISSIONE ORWELLIANA PER GLI PSICOREATI 5

Sarà un post un po’ lungo, perché voglio metterci tutte le ultime cose e poi, spero, chiudere per sempre questa vergognosa faccenda (poi vi metterò qualcosa di leggero, così potrete leggerlo a rate). Riparto da dove eravamo arrivati la volta scorsa, ossia da qui
liliana-segre-antisemitismo 1
liliana-segre-antisemitismo 2
200 insulti
(Qui) Quindi il numero reale degli insulti in tutto un anno è inferiore a quelli denunciati come quotidiani, solo una parte di questi sono sui social, e questi ultimi sono equamente distribuiti fra Liliana Segre e vari altri personaggi pubblici di religione ebraica. E quando la bolla gonfiata dall’immonda sinistra scoppia, gli insulti cominciano ad arrivare davvero. Comprensibilmente, lasciatemelo dire: perché gente che si accorge di essere stata sonoramente presa per il sedere per mezzo di Liliana Segre, semplificando capisce di essere stata presa per il sedere da Liliana Segre, e reagisce di conseguenza. E ora un po’ di riflessioni.

Il mondo capovolto della Commissione Segre: chi non avalla diventa “fascio”

di Max Del Papa9 Nov 2019

Ho scoperto, non senza stupore, di esser diventato “un fascio”. Non senza stupore, perché non ho mai votato o sostenuto formazioni fasciste o parafasciste, non ho mai frequentato fascisti o postfascisti (anzi…), non mi sono mai intrattenuto neanche per caso alle loro feste o raduni, dai fascisti sono stato minacciato costantemente nei quasi 30 anni di questo mestiere e fin dall’inizio. Inoltre, non difendo alcuna corrente riconducibile ad una sensibilità, a spanne, fascista: non sono irrazionalista, non nutro un concetto romantico della politica, del tradizionalismo non me ne importa nulla, non mi sento particolarmente conservatore, non dico “prima gli italiani”, non avverto particolari sensibilità nazionaliste, non sono neppure cattolico praticante.
Casomai, sono insofferente, e, come tale, critico certa arroganza ipocrita della sinistra di potere e non nascondo preoccupazioni quanto alla parte intollerante dell’islamismo: spero sia chiaro che sono due faccende completamente diverse. Eppure, una mattina mi son svegliato e il mondo s’era capovolto: chi aveva sempre difeso la causa ebraica era diventato fascista, chi aveva sempre sostenuto movimenti terroristici filopalestinesi o altrimenti propensi all’estinzione di Israele, si era trasformato in un gendarme della memoria.
Accade quando si personalizza un problema, a maggior ragione epocale. Una issue su cui vigilare sempre, l’antisemitismo, s’è annacquata in un referendum sulla figura di Liliana Segre: chi non è disposto ad avallarne ogni sospiro, uscita, faziosità, manipolazione subìta (e accettata?), trovata rischiosa, come tanto di Commissione incaricata di vigilare su pensieri, parole e idee dissidenti – perché di questo si tratta – si ritrova accusato di eresia, di blasfemia, di non rispettare il sacrificio della signora, e, per estensione, di connivenza con i responsabili dell’Olocausto. Intollerante, folle, ma così è: la lingua di legno batte sempre, i parvenu interessati della causa ebrea hanno cura di girare alla larga dalle implicazioni politiche, morali, etiche di una commissione dedita al controllo: la buttano nella cagnara del razzismo, dell’antisemitismo, dai loro discutibili pulpiti. Chi non è con loro, è nazi-trattino-fascista. Ma davvero? Ma ancora come negli anni Settanta? Eppure ci sono fior di commentatori ebrei o comunque dediti con ammirevole coraggio e coerenza, alla causa d’Israele, come Niram Ferretti, come Giulio Meotti (della cui amicizia mi onoro), per dirne solo due, che non nascondono le loro perplessità sulla strumentalizzazione, colossale, di cui è oggetto la Segre. Siamo già, inoltre, al figlio che parla della madre in terza persona e tuona: non vi meritate Liliana. Non suona un po’ grottesco? Personalmente, ad esempio, io animalista mi sono ritrovato attaccato per aver palesato fastidio vedendo la Segre predicare su un palco avvolta da una massiccia pelliccia; e ad accusarmi di fascisteria, questa volta, erano animalisti più agguerriti di me. L’ho fatto presente, e mi son sentito rispondere: sì, ma lei è una intoccabile, parla di altri che sfoggiano pellicce, lei lasciala stare. Non stiamo un po’ perdendo la trebisonda?
Tutti sanno, ma nessuno ammette, che il problema non è la signora in sé, ma la totemizzazione che se ne va facendo – e per motivi niente affatto trasparenti, con una coda di paglia lunga come l’equatore. E tutti, in privato, lo ammettono, tutti tradiscono umano fastidio per il feticcio, per questa continua iconografia della signora vestita di bianco che su tutto pontifica, sovente con soave banalità, a un passo dal professionismo della memoria. Solo che non si può dire, Liliana Segre è totem e tabù, si passa per cinici di fronte alla sua vicenda personale, per nazisti di complemento, per aguzzini, si esce dal consorzio umano, dalla cerchia dei buoni, ci si guadagna l’odio imperituro degli amorevoli. Prima ancora del suo insediamento, la Commissione Segre il suo risultato l’ha portato a casa. (qui)

Proseguo con questa lettera, che condivido totalmente.

Gli squali sinistroidi si son pappati pure Liliana Segre

Gentilissima senatrice Segre,
abbiamo seguito con enorme perplessità tutta la vicenda che ha riguardato la nuova commissione parlamentare che porta il Suo nome e i successivi sviluppi mediatici e politici.
Non Le elencheremo i motivi per i quali pensiamo che l’istituzione di una commissione parlamentare per “il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza” sia come minimo superflua, dato che le singole materie sono già disciplinate da Leggi dello Stato che sanzionano quelle fattispecie che, una volta tradotte in azioni e in atti concreti, sono già perseguibili penalmente. Il fatto che voglia in qualche modo colpire le semplici manifestazioni di pensiero (ad esempio “segnalando ai gestori dei siti internet i casi di intolleranza riscontrati chiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti”) contrasta con l’articolo 21 della Costituzione: “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.
Se poi aggiungiamo che la funzione dell’eventuale commissione sarebbe anche quella di contrastare chi “è portatore di idee nazionaliste, etnocentriste e chi diffonde stereotipi o pregiudizi” c’è il fondato sospetto che l’obiettivo non dichiarato sia quello di mettere il bavaglio a chi non è allineato al pensiero unico del mondialismo, della globalizzazione, del servilismo alla Unione Europea, del dissolvimento dei confini nazionali.
Ma la perplessità cui si accennava all’inizio non è tanto e solo legata all’evidente possibile pericolo di sottoporre a censura il pensiero non allineato. Ce ne sono altre e hanno tutte a che fare con il forte, fortissimo sospetto che il Suo nome e la Sua persona, senatrice Segre, sia stato utilizzato ad arte in questa occasione per scopi ben meno nobili rispetto a quelli ai quali Lei certamente si voleva richiamare.
Questa commissione è praticamente la stessa, per contenuti e finalità, di quella che fu istituita nel 2016 dall’onorevole Boldrini nella passata legislatura. Solo che ora porta il Suo nome, senatrice Segre. Chi già l’aveva a suo tempo proposta, appartiene ad un’area politica di estrema sinistra la quale per derivazione storica e radice ideologica non hai mai particolarmente brillato in tema di libertà personali e di pensiero. Quelle stesse libertà personali e di idee che, quando negate, portarono ad aberrazioni come lo stalinismo ed il nazismo. Quello stesso nazismo che perseguitò Lei e la Sua famiglia. L’estrema sinistra, senatrice Segre, è quella che trae le sue origini ideologiche dalla tradizione del regime comunista che nei gulag sovietici sterminò 600.000 ebrei. E tutto iniziò proprio con le limitazioni della libertà di coscienza e di pensiero.
L’area politica in questione, senatrice Segre, è quella che ha appoggiato in Europa e in Italia la diffusione dell’islam, quella che difende la causa palestinese, che candida esponenti musulmani alle elezioni politiche locali, che non si oppone ed anzi favorisce la costruzione di nuove moschee e non fa chiudere i centri di culto non autorizzati laddove e quando governa. Naturalmente Lei saprà che in Francia – la quale ben prima di noi ha sperimentato un multiculturalismo tanto fallimentare quanto pericoloso – gli ebrei stanno vivendo una stagione di odio razziale antisemita – che pensavamo ormai dimenticato – alimentato, quasi esclusivamente, da individui di religione musulmana. Al contrario di ciò che accade nel nostro Paese, le aggressioni di questo genere in Francia hanno spesso esisti tragici. La Francia è l’unico Paese occidentale dove gli ebrei vengono uccisi per il solo fatto di essere ebrei. L’elenco è molto lungo. Molti gli episodi di omicidi e torture a danno di persone spesso anziane ed indifese. In due decenni, più del 20% degli ebrei francesi ha lasciato il Paese. I bambini ebrei sono spesso costretti ad abbandonare la scuola. Secondo un sondaggio, il 40% degli ebrei che vive ancora in Francia vuole andarsene. Sebbene gli ebrei ora rappresentino meno dello 0,8% della popolazione francese, metà delle forze armate e della polizia dispiegate nelle strade del paese sono di guardia davanti alle scuole ebraiche e ai luoghi di culto (fonte: https://it.gatestoneinstitute.org/12196/francia-senza-ebrei). Certo, si potrà obiettare che la realtà è complessa e forse quindi non ci si debba meravigliare se una forza politica voglia darsi una parvenza di strenua oppositrice all’antisemitismo e contemporaneamente coccolare una religione che, nella forma più estremista, vorrebbe cancellare Lei ed il Suo popolo dalla faccia della terra. Però Le chiedo, Lei si fida davvero? È davvero convinta di voler andare a braccetto con chi appoggia coloro i quali vorrebbero sterminare il popolo ebraico?
Le hanno voluto dare a tutti i costi una scorta anche se Lei l’aveva rifiutata. Si è chiesta perché lo hanno fatto? Parrebbe del tutto evidente che sia stata una mossa per creare maggiore scalpore mediatico anche internazionale (con le ricadute di immagine per l’Italia che Le lascio intuire [infatti sulla stampa ebraica internazionale sono apparsi titoli quali “Orrore in Italia: sopravvissuta all’Olocausto minacciata di morte!” e simili]), nel tentativo di far credere che il nostro Paese sia popolato da pericolosi antisemiti che minacciosamente, attraverso quei social ai quali Lei stessa ha dichiarato di non essere iscritta, avrebbero potuto attentare alla Sua incolumità. Basterebbe consultare le statistiche per avere un’idea più chiara. Come documentato con dovizia di particolari dal sito https://www.osservatorioantisemitismo.it/ oggi in Italia l’antisemitismo è un fenomeno ampiamente circoscritto e limitato ad episodi che hanno a che fare con il web. Si tratta in generale di post offensivi su Facebook, di blog di matrice antiebraica e più raramente di insulti, atti di vandalismo e minacce senza conseguenze particolari (per fortuna). Gli unici episodi di aggressioni fisiche a danno di giovani ebrei sono del 2012 (ad opera di un gruppo di marocchini), del 2015 (accoltellamento da ignoti) e del 2016 (gruppo di giovani italiani) (da https://politicaesocieta2015.wordpress.com/2018/10/16/la-sgangherata-sinistra-italiana-e-lantisemitismo/). Le hanno dato una scorta che Lei non voleva, e non la voleva forse perché sa perfettamente che chiunque si avventuri nelle periferie delle nostre città dopo il tramonto rischierebbe molto di più. Ma la Sua scorta, senatrice Segre, non serve per proteggere Lei. Serve solo per dar modo alla sinistra di proteggere sé stessa dando modo ai suoi profeti, giornalisti, politici e scrittori con la bava alla bocca di attaccare gli avversari politici gettando loro addosso responsabilità che essi non hanno. Salvo poi apprendere – nel malcelato sconcerto generale fucsia arcobaleno – che i 200 insulti al giorno che un giornale – ovviamente di sinistra – aveva dichiarato essere indirizzati a lei erano in realtà 200 all’anno e non erano neppure rivolti a Lei se non in minima parte. Poi, chissà, col tempo scopriremo che magari non erano neppure messaggi antisemiti. Ma a loro non importa. Quello che importa è imporre a Lei una scorta per difenderla da un fascismo inesistente e perennemente vivo solo nelle menti progressiste ma che fa gioco alla propaganda di una fazione politica allo sbando che di argomenti veri non ne ha proprio più.
Sa cosa pensiamo senatrice Segre?
Che a tutto il mondo della sinistra che ora la coccola, non interessa alcunché degli ebrei perché in fin dei conti non glien’è mai interessato nulla ed anzi i rappresentanti a vari livelli del progressismo nostrano appoggiano da sempre la causa palestinese, bruciano per le strade le bandiere di Israele indossando la kefiah, sostengono l’ANPI che ci risulta non essere in ottimi rapporti con gli ebrei, affondano le loro radici culturali nella palude del comunismo il cui regime in Unione Sovietica ha massacrato mezzo milione di ebrei. Lei forse crede che i politici, pensatori, giornalisti e scrittori di sinistra siano altro rispetto a tutto ciò? Noi crediamo che essi siano sempre uguali. Al massimo si saranno cambiati d’abito e ripuliti un po’, ma l’ideologia è sempre quella. Non si fidi senatrice Segre.
Alla sinistra non interessa nulla neanche del razzismo. Se davvero essa fosse sensibile a questo tema si sarebbe indignata per l’odio scatenato sui social e nelle piazze contro Toni Iwobi, primo senatore nero della storia di questa Repubblica, leghista. Però nel nostro Paese il razzismo si condanna solo se proviene da destra, mai se proviene da sinistra. Le sembra di essere esattamente a Suo agio con questa allegra combriccola, senatrice Segre
Alla sinistra non interessa nulla neppure dei migranti. Questi vengono tirati in ballo a colpi di “restiamo umani” se il Ministro degli Interni si chiama Matteo Salvini; se invece si chiama Luciana Lamorgese ed è targata PD, i migranti si possono tranquillamente tenere 11 giorni al largo delle nostre coste nel silenzio assoluto dei mass media di regime perché ci sono le elezioni in Umbria e senza che qualcuno dei solerti deputati progressisti e comunisti salga sul ponte della nave a protestare. A loro dei migranti interessa nella misura in cui fanno gioco per demonizzare l’avversario politico e per arricchire le solite cooperative dell’accoglienza amiche degli amici. Poi quando da lì vengono sbattuti in mezzo ad una strada l’interesse improvvisamente cala.
A noi pare che a loro interessi usare Lei, senatrice Segre, unicamente come bandiera da sventolare contro inesistenti razzismi e fascismi per mascherare il loro totale fallimento politico ed elettorale.
La situazione che Le hanno creato attorno ricorda il grande attore Robert de Niro visto recitare in un recente orrendo spot pubblicitario per una orrenda automobile. Ci siamo chiesti come uno dei più grandi attori viventi si sia potuto prestare ad un simile obbrobrio. Ecco, è questa un po’ l’impressione che si ha, fatte le dovute proporzioni.
Ci piacerebbe vederla prendere le distanze da questi manipolatori. Lei è riuscita a sopravvivere ai campi di concentramento nazisti e vorremmo ora vederla sopravvivere ad un branco di squali feroci post-comunisti.
Essi hanno esaurito le armi convenzionali della politica: le idee.
Ora stanno passando alle armi anticonvenzionali, quelle più pericolose perché subdole ma ammantate di un’aura di santità.
Per assurdo, tutta questa vicenda che la vede vittima inconsapevole, alla fin fine non ha molto a che fare con l’odio attorno al quale la commissione che porta il Suo nome dovrebbe vigilare.
Il sentimento provato verso questa gente che vorrebbe usarla per i propri fini non è l’odio.
Anzi, non è neppure un sentimento.
È qualcosa di più fisico e corporale.
Si chiama voltastomaco.
Con affetto e stima. (qui)

Poi, in seguito alle “minacce e insulti” a Liliana Segre, si è tenuta a Milano una manifestazione di solidarietà, in merito alla quale ascoltiamo Filippo Jarach.

Lunedì sera ero impegnato in una seduta del Municipio Uno e non sono potuto andare alla manifestazione di solidarietà a Liliana Segre organizzata davanti al Memoriale della Shoah. Se in un primo momento mi sono sentito in colpa, poi ho pensato, per fortuna non c’ero, perché quello che è successo è di una gravità inaudita. Per ovvi motivi comprendo quello che la senatrice Segre rappresenta sia per la sua storia personale, sia per il valore di testimonianza per la nostra religione. Per questo quando ho visto il video nel quale veniva intonata “Bella Ciao” davanti al monumento che ricorda uno degli episodi più tragici dell’umanità, mi sono indignato. Se tu vuoi fare una manifestazione di solidarietà verso una persona che è stata minacciata e offesa, la devi fare senza simboli di partito, in modo che possa coinvolgere tutti, anche il centrodestra che da sempre è amico di Israele ed è vicino alla comunità ebraica (a tal proposito vorrei ricordare che a Milano il Memoriale alla Shoah venne inaugurato alla presenza di Silvio Berlusconi e Alan Rizzi). Ma se tu canti “Bella Ciao” non solo offendi quel Memoriale, ma trasformi quella che doveva essere una manifestazione di solidarietà in una manifestazione di una parte politica, la sinistra, contro gli “avversari”. In piazza l’altra sera c’erano anche esponenti di Forza Italia: posso solo pensare come si siano sentiti a disagio quando è stato intonato quel coro che con la Shoah non ha nulla a che spartire. Ecco, io a questo gioco non mi voglio prestare. E neanche all’ipocrisia che vi ruota attorno, perché molti di quelli che lunedì cantavano e inneggiavano alla Segre, sono gli stessi che abitualmente durante la sfilata del 25 aprile insultano la Brigata Ebraica sventolando le bandiere della Palestina e non hanno alcun rispetto per quello che il senatore Matteo Salvini in una recente intervista ha definito «l’unico Stato democratico in Medioriente», ovvero Israele. Lo dico sinceramente, anche a tanti esponenti della Comunità: sarebbe ora di smetterla di considerare alla stregua di pericolosi fascisti tutti quelli che si dichiarano di centrodestra. Serve un profondo esame di coscienza e un cambio di atteggiamento soprattutto da parte di noi ebrei. Il mondo è cambiato, è ora di rendersene conto. Chiudo dicendo che sono il primo a condannare qualsiasi tipo di minaccia e di insulto, ma non posso fare a meno di chiedermi una cosa: come mai nessuno ha sollevato il caso dell’imbrattamento al “Giardino dei Giusti”? Forse perché quelle scritte fatte con la vernice rossa erano chiaramente riconducibili agli ambienti dei centri sociali amici della sinistra? No, lo ripeto, da ebreo ed eletto nelle fila del centrodestra a Milano, credo che intonare “Bella Ciao” nella serata di lunedì abbia rappresentato una delle pagine più brutte non solo della storia della città, ma del Memoriale stesso. Perché quella di lunedì non è stata una manifestazione di solidarietà, ma una manifestazione politica fatta per cercare di infangare il centrodestra, usando la faccia della senatrice Segre, che assolutamente non merita questo trattamento.

Filippo Jarach (qui)

I sinistri naturalmente non hanno gradito e hanno sentito il dovere di esternarlo – e che altro aspettarsi, d’altra parte, da chi ha letteralmente costretto Ugo Volli a lasciare Informazione Corretta in cui svolgeva un preziosissimo lavoro? Sempre sull’organo ufficiale dell’UCEI troviamo questo strepitoso paragrafo:

“Ebrei schierati contro la commissione Segre”. Ancora titoli e articoli deliranti [la Commissione Segre a quanto pare è già al lavoro: se non sei d’accordo con me sei psicopatico, come nell’Unione Sovietica di Krusciov e Breznev, in cui i dissidenti finivano in manicomio] su alcuni giornali di destra [cioè falsi e inaffidabili per definizione], che tornano sulla commissione contro l’odio fatta istituire in Senato da Liliana Segre. Libero [ovvove ovvove!], riprendendo uno stralcio dell’intervista ad Alain Finkielkraut pubblicata ieri dal Corriere e in cui il pensatore francese esprime le proprie perplessità su questa iniziativa, titola: “Ebrei schierati contro la commissione Segre” [Ce ne sono molti, infatti: è una realtà, non una fantasia di Libero]. Questo invece Il Tempo, che ravvisa anche un calo dell’erogazione governativa all’Aned [“ravvisa”? Questo calo c’è stato o non c’è stato?]: “Accusano il leader leghista di voler perseguitare di nuovo i sopravvissuti ai lager. Ma gli stanziamenti ai reduci li ha aumentati Matteo. A differenza dei governi rossi”. [Manca un dettaglio di non trascurabile importanza: è vero o falso? Li ha aumentati o no? Perché, vedete miei cari, in mancanza di questo dato siete solo degli squallidi peracottari sinistroidi, volgari seminatori di zizzania, che un ebreo di qualche notorietà aveva condannato alla fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. Mt. 13, 42]

E tuttavia, ecco che nel bel mezzo della tempesta improvvisamente si scorge uno squarcio di sereno, non ancora l’arcobaleno ad annunciare la fine della bufera ma uno spiraglio di cielo azzurro fra le nuvole nere sì, si vede. Viene avanzata l’idea di proporre la sua candidatura al Quirinale, e lei risponde : «C’è un presidente in carica e per motivi sia anagrafici che di competenza specifica tale candidatura va considerata improponibile» [qui, in un breve articolo che merita di essere letto integralmente]. Le viene offerta la cittadinanza onoraria di Napoli, città che onora i terroristi palestinesi sterminatori di ebrei, e Liliana Segre cortesemente e diplomaticamente rifiuta con queste parole: «La cittadinanza onoraria non è un fatto passeggero se si può prestare a strumentalizzazioni. È un riconoscimento profondo, un abbraccio ideale tra la città stessa (in questo caso pluridecorata) e chi la riceve. Mi verrebbe da mutuare una vecchia battuta, ci sono cittadinanze che si contano e cittadinanze che si pesano. Napoli è la prima tra le grandi città che ha dato il via all’insurrezione. La storia prima di tutto, una storia di resistenza» (qui)

Evidentemente ha cominciato a pesare con oculatezza, e con la bilancia giusta, ciò che le si sta muovendo intorno. Evidentemente ha cominciato ad aprire gli occhi, o qualcuno – sicuramente non suo figlio – l’ha aiutata a cominciare ad aprire gli occhi sulla strumentalizzazione che la sinistra sta perpetrando su di lei e sulla sua tragedia, e ha deciso di riprendere in mano la propria persona e ristabilire la propria dignità. Coraggio, Liliana, finalmente sembra che tu abbia imboccato la strada giusta. Vai, che, adesso sì, siamo tutti con te.

barbara

ANCORA UN PAIO DI COSE SULLA COMMISSIONE ORWELLIANA PER GLI PSICOREATI 4

Riepilogando: la sinistra, usando una signora anziana, con un drammatico passato sulle spalle, molto ingenua e totalmente digiuna di politica, decide di istituire una sorta di psicopolizia per gli psicoreati, che consistono nel non essere d’accordo con la suddetta sinistra. Nonostante il nome della signora, cinicamente trasformata ormai in un santino, la decisione non raccoglie unanime consenso. A questo punto qualcuno si inventa che la signora – che non è presente in alcun tipo di social – riceverebbe 200 messaggi di insulti e minacce al giorno. Nonostante la signora dichiari di non saperne niente, si decide di “prendere sul serio” le minacce inventate, e le viene assegnata una scorta – con grande gioia dei criminali, che hanno un po’ di carabinieri in meno a dare loro la caccia – e a questo punto il gioco è completato: il fatto che la signora abbia bisogno della scorta è la prova evidente della necessità della psicopolizia che persegue gli psicoreati. Ma adesso ve lo faccio dire meglio da Nicola Porro, da 06:09 a 08:30:

Poi abbiamo un Emanuele Fiano in grande spolvero:

“La Meloni racconta panzane. Nel dispositivo di mozione non c’è scritto da nessuna parte che si voglia perseguire chi parla di nazionalismo e sovranismo.” (qui, grazie a Simone per la segnalazione)

Evidentemente un po’ distratto, il ragazzo, a cui è sfuggito questo passaggio:

“…più in generale l’intolleranza, ma anche i nazionalismi e gli etnocentrismi, gli abusi e le molestie, gli epiteti, i pregiudizi, gli stereotipi e le ingiurie che stigmatizzano e insultano…”

Ignorante, propenso a parlare a vanvera e sommamente maleducato: guardiamolo qui come interrompe Capezzone mentre sta parlando e come schizza su istericamente appena si nominano le aggressioni alla Brigata ebraica. Atteggiamento abbondantemente condiviso, del resto, se qualcuno ha ritenuto di dovergli dedicare una vignetta:
dubbio
Restando in casa comunista, cedo la parola al Manifesto

… con la guerra dei sei giorni e con l’ascesa al governo delle destre dopo il conflitto del Kippur [ma se il “problema” comincia con la guerra dei sei giorni, come la mettiamo con i due successivi governi di sinistra, il secondo dei quali durato per altri quattro anni dopo la guerra del kippur? E degli altri quattro governi di sinistra successivi alla guerra del kippur? Siamo sicuri di sapere di che cosa stiamo parlando?], Israele, con qualche interludio, ha cominciato a essere governato da destre ultra sioniste [sicuri di sapere che cosa significa “sionista”? Studiare e informarsi prima di sparare cazzate no, eh?] reazionarie alleate con il fanatismo religioso che lo ha progressivamente portato a diventare la nazione segregazionista, colonialista e razzista che è ora. Israele facendosi campione di violenza e rappresaglia ha trovato sempre più amici fra gli ex fascisti, i neo fascisti, i populisti della peggior specie.

A noi che siamo incorruttibilmente democratici [posso farmi una grassa risata? E comunque fareste bene a non dimenticare “l’Incorruttibile” per antonomasia] non resta che porci [senza offesa (per loro, beninteso), “porci” mi sembra effettivamente la parola giusta] una terribile domanda. Ma se gli ebrei del tempo di Hitler fossero stati come gli israeliani alla Nethanyahu, i nazisti avrebbero progettato la Endlösung? La mia risposta è: non credo. I nazisti odiavano l’ebreo ubiquo, apatrida, cosmopolita, dall’intelletto critico, attivatore di rivoluzioni, distruttore di idolatrie.

Io direi che la risposta non dipende da come erano gli ebrei dell’epoca e come è Netanyahu, bensì dall’esistenza o no di Israele: se Israele ci fosse stato, a mettere in atto la soluzione finale probabilmente avrebbe provato, ma non ci sarebbe riuscito perché Israele gli avrebbe fatto il culo, tutto qui. I nazisti odiavano “l’ebreo ubiquo, apatrida, cosmopolita, dall’intelletto critico, attivatore di rivoluzioni, distruttore di idolatrie”? I nazisti odiavano l’ebreo, punto, in gas ci sono finiti ebrei non solo talmente assimilati da ignorare quasi di essere ebrei, ma anche ebrei decorati della prima guerra mondiale. Come dice il pur non amato Sgarbi: CAPRE CAPRE CAPRE! E come commenta l’amico “Parsifal”:

I nazisti avranno odiato l’ebreo cosmopolita, i comunisti oggi odiano l’ebreo a casa sua.

La domanda, in ogni caso, non è “terribile”: è semplicemente idiota, formulata da una persona idiota, ignorante, e soprattutto antisemita fino alle budella.

Magnifico anche Riotta su Twitter:

Prima si chiamarono sovranisti.
Poi nazionalisti.
Infine apparve chiaro che erano razzisti antisemiti.
Si stupisce solo chi non conosce, o dimentica, la Storia.

Dove impariamo che Hitler e Mussolini hanno iniziato la loro carriera politica facendosi chiamare sovranisti e riciclandosi in seguito come sovranisti, e che presto Salvini farà costruire delle camere a gas. Vedi un po’ come ci si accultura a girare per la rete! (Manifesto e Riotta citati nei commenti qui)

L’articolo che segue mostra invece le dirette conseguenze del pesante clima che si sta sempre più diffondendo.

L’odio dei “buoni”

di Max Del Papa , 3 Novembre 2019

Se c’è una cosa che i regimi autoritari e totalitari ci hanno insegnato è che le parole risuonano. Hanno una eco, il più delle volte (di) sinistra. Prendiamo “commissione”, ad esempio: già evoca foschi scenari, controlli, guardie in divisa che ti bussano alla porta, ti portano via, verso un processo kafkiano. Se poi una commissione la si battezza col nome di chi queste esperienze ha vissuto davvero, la faccenda si fa oltremodo sgradevole: “Commissione Segre”, davvero non si può sentire, almeno per chi certi spettri li rispetta, non li inflaziona, non si tira per il lenzuolo. È troppo lugubre, è perfino offensiva – quella sì.

Per cui salviamoci con un pizzico di ironia, che non fa mai male, buttiamola in ridere, tanto per alleggerire, e chiamiamola “Kommissione Doubtfire”, dal personaggio del film che secondo qualcuno somiglia irresistibilmente alla senatrice a vita; per scherzo, non per odio, sia chiaro. Ebbene, la Kommissione Doubtfire appena inaugurata è sembrata sdoganare una sorta di furioso furore per chi non si è affrettato a votarla all’unanimità, scetticismo rimarcato dall’interessata con una frase inconsapevolmente agghiacciante: “Sono rimasta stupita, io facevo una operazione etica”. Ecco, già l’etica per via parlamentare è qualcosa di preoccupante, specie se ad incarnarla è uno solo.

Ma andiamo avanti. Chi non ha fatto la ola a Liliana subito in fama di nazista, inchiodato dai giornali dell’amore, messo all’indice (a senso di marcia invertito, si potrebbe parlare tranquillamente di odio, ma si sa che odiare un “fascista” non è reato, anzi è doveroso in quanto tutela democratica). Tra gli effetti collaterali: il vignettista Vauro, strenuo difensore delle frange palestinesi più esagitate contro Israele, che con gli occhi fuor dalle orbite ordina a un parlamentare leghista di alzarsi in piedi al nome della Segre; blocchi e censure sui social per quanti in odore di sovranismo o di critica alla Kommissione, come l’editore Francesco Giubilei, misteriosamente bloccato su Facebook, e la giornalista del Primato Nazionale Francesca Totolo, bersaglio di una virulenta campagna su Report, un cui sgradevole consulente si vanta su Twitter, tra un insulto e l’altro, di poter censurare chi vuole; sempre la Totolo subisce ambigue situazioni di boicottaggio telematico, con il profilo semioscurato e la perdita arbitraria di follower; stessa sorte per il sito satirico Arsenale K.

Quanto a Giubilei, contestualmente alla sua ospitata a LineaNotte fioriscono appelli a sfasciargli la testa con una mazza, memori del trattamento riservato a Sergio Ramelli quasi 45 anni fa (pessimo sangue non mente); su Repubblica, d’altro canto, l’altra vignettista organica, ElleKappa, raffigura l’elettore medio di Salvini come un porco, mentre Erri de Luca impartisce lezioni di economia globalista: “La rinuncia all’impiego di manodopera immigrata a basso costo è atto di autolesionismo” (esterrefatti i lettori, o a Erri gli è scappata o era su di giri); fino al parossismo dell’ebreo Franco Bechis, linciato in fama di ebreo dai difensori dell’ebrea Liliana Segre. A contorno, le solite effervescenze all’università di Trento se appena si azzardano a invitare il cronista del Giornale Fausto Biloslavo, le immancabili escandescenze dell’Anpi a 360 gradi, dove c’è casino ci sono gli arzilli nonnetti, tra i quali possiamo annoverare senz’altro Natalia Aspesi, la serena vegliarda di Repubblica che sogna di mitragliare con precisione, come nella canzone di Finardi: “Pian piano, ho maturato la fantasia di sparare a loro (…) Nessuno può più negarmi di imbracciare un kalashnikov. Sono vecchia. Sono sola. Sono gravemente turbata dalla condizione disperata degli italiani. Ho tutto il diritto di fare una strage”. Se non altro a parole, visto che dà della kapò alla Meloni, dei bugiardi patentati ai vari Porro, Capezzone, Belpietro, eccetera.

Il tutto nel giro di pochissime ore dal varo della Kommissione Doubtifre (“Capovaro, vadoooo? Vadi, senatrice, vadiii!”). Di materiale, ce ne sarebbe. Ma, dalla Kommissione, finora neanche un fiato. Forse Mrs Doubtfire non ha saputo niente, non l’hanno informata, del resto lei stessa confessa candidamente di avere appreso per conto terzi dei fatidici “200 insulti al giorno” che la bersagliano sui social: “Nemmeno io lo sapevo, l’ho appreso dai giornali, io non frequento i social”. Ma chi li frequenta, viceversa, si spolmona nel chiedere prova di questi 200 insulti a tassametro e non ottiene risposta. Qualcuno non volendo produce smentite boomerang, ne citiamo uno alla lettera: “Volevo dire a Liliana Segre e ai suoi cialtroni a rimorchio che gli unici che mi hanno attaccato con i bastoni chiamandomi ebreo di merda, mentre sfilavo con la Brigata Ebraica a Roma, sono stati quelli dei centri sociali e dell’Anpi. Quelli che lei difende: gli antifa-propal!”.

Dove facilmente si evince che, tuttalpiù, l’invettiva è non per la Segre, ma per i cialtroni a rimorchio. Ma forse è la sostanza a offendere, e su quella è dubbio che la Kommissione Doubfire interverrà, posto che è stata concepita per tutt’altri motivi: controllo delle idee, di pensieri e parole, messa all’indice di tutto quanto non si allinei al pensiero unico di stampo politicamente corretto progressista. Basta leggerlo, il documento che la insedia, questa insidia per la libertà. All’osso, il varo della Kommissione “sugli stati d’animo”, come la definisce Giancristiano Desiderio, pare avere impresso, come primo effetto, una accelerazione all’amore di chi vuole appendere gli odiatori a testa in giù, ovviamente dopo avergliela spaccata con una mazza. Ma, come si diceva nel ’68, “è solo l’inizio”: come potrà finire, lo scopriremo solo morendo. (qui)

Infine una saggia riflessione del saggio Giovanni.

Non voglio fare programmi, ma ho l’impressione che prima o poi toccherà continuare ancora perché il delirio, lungi dal placarsi con l’approvazione della folle mozione, sembra, nutrendosi di se stesso, montare senza fine. Mettendo in serio pericolo la democrazia e tutte le libertà per le quali le generazioni che ci hanno preceduto hanno combattuto.

barbara

AVETE PRESENTE IL VELO ISLAMICO?

Quella roba che Dio me l’ha data e guai a chi me la tocca? Quello che è un mio diritto perché io mi vesto come mi pare? Quello che è un simbolo della mia identità e io sono fiera di portarlo? Quello che io in Francia porto il velo e se non vi piace andatevene fuori dai piedi? Quello che sono io che scelgo di portarlo e nessuno me lo impone? Avete presente? Ecco, di quello sto parlando. Ora, se qualcuno gentilmente mi aiutasse a capire la logica…
Banalisation de la Shoah
barbara

PINKWASHING

Volantino fotografato a una fermata dell’autobus a Torino (grazie a “Baron Litron”).
LGBT
A parte i soliti deliri che non perdo neppure tempo a commentare, mi domando: se l’atteggiamento aperto di Israele nei confronti di omosessualità e dintorni – al punto che numerosi omosessuali di Gaza riparano in Israele per poter vivere tranquilli (o, meglio, per poter vivere, checché ne dica la signora Rula Jebreal – terzo video, ma guardatevi anche gli altri, che sono un autentico spasso), è pinkwashing per distrarre l’attenzione dai propri orrendissimi crimini contro i palestinesi, le fabbriche di Giudea e Samaria che impiegano personale per metà israeliano e per metà palestinese, stesso orario di lavoro, stesso trattamento, stessa paga, che cosa fanno, jobwashing? E la Corte Suprema che in caso di contenziosi fra palestinesi e stato di Israele, nove volte su dieci dà ragione ai palestinesi, non di rado addirittura a scapito della sicurezza dello stato, che cosa fa, justicewashing? E lo stato che permette di sedere in parlamento a deputati arabi che da quegli scranni invocano la distruzione di Israele, che cosa fa, lawwashing? E gli ospedali che curano non solo palestinesi in genere, ma addirittura terroristi palestinesi, addirittura i capi palestinesi, quelli che il terrorismo lo programmano e lo finanziano, che cosa fanno, healthwashing? Se il giochino vi piace così tanto, cari propallisti, perché non tirate fuori per una volta un po’ di fantasia e lo ampliate?
E mentre voi vi consumate nel vostro odio, sapete che cosa facciamo noi? Noi balliamo!

Perché noi, qualunque cosa tentiate di farci, non smetteremo di danzare, non smetteremo mai. Mettetevelo in testa e fatevene una ragione.

barbara

RESTIAMO UMANI

Nel post su Mengele l’amico Marcoz ha evocato, nei commenti, il famigerato #restiamoumani inventato dal beneamatissimo compiantissimo Vittorio Arrigoni, talmente di sinistra che Casa Pound ne ha fatto una propria icona. Anziché rispondergli con un commento, ho preferito riesumare questo post scritto in occasione della morte del suddetto V. A., arricchito da una scelta di commenti che volenterosi visitatori mi hanno generosamente donato.

Era lo slogan della sua banda. Quando l’ho visto per la prima volta mi è venuto freddo. Quando l’ho visto per la prima volta mi è venuta prepotentemente alla memoria la frase di quel pezzo grosso nazista – non ricordo quale – che aveva detto (cito a memoria): “Il miracolo è che abbiamo potuto fare questo e restare umani”. Il “questo” erano gli stermini di massa, uomini e donne, vecchi e bambini strappati a migliaia dalle loro case, portati sul bordo di una fossa comune, fatti spogliare e ammazzati a colpi di mitra, fila dopo fila, ogni fila a cadere sui cadaveri della fila precedente, continuando a sparare col sangue alle ginocchia, e ricoprendo poi tutto di terra, quelli completamente morti con quelli ancora vivi da far morire poi soffocati. Restiamo umani. Chi conosce Arrigoni e la sua banda SA che il suo concetto di umanità era esattamente lo stesso: odio antiebraico senza limiti, desiderio di sterminio, complicità attiva coi prosecutori dell’opera di Hitler. Pietà perché è stato ammazzato dai suoi stessi complici? Non siamo ridicoli, per favore.

Giamba
RESTIAMO UMANI
come dicevano i soldati isarelaini che sparavano sui bambini a Gaza

Frank
Fatti vedere da uno specialista, hai le emorroidi al cervello

Attilio Moscardini
Fortunatamente stampa e telegiornali stanno spiegando le cose come sono andate realmente.
E adesso contro i maiali ci sarà una bella reazione. Anzi, è già partita.
Resta carogna, vecchia megera.

VittorioRevenge
Sei una vecchia baldracca giudea!!!
Neanche di fronte alla morte di un uomo fermate il vostro avvolgente e imperterrito odio!!!
Fate finta o ci siete per davvero???
Gli scagnozzi del Mossad sono gli assassini di Vik….la peggiore specie di infami vigliacchi del pianeta, con i loro ‘false-flag’ di merda!
Però ormai il mondo finalmente sta cominciando ad aprire gli occhi: la fine dello stato segregazionista-sionista di Israele volge al termine, per fortuna dell’Umanità!

SmashZionism
Siete dei fake…con le vostre miserrime esistenze!
ISRAELE HA ELIMINATO VITTORIO….VERGOGNA!!!
ps: ma voi continuerete a dire che Israele è una democrazia, che vuole la pace, che ha sempre agito nel rispetto dei popoli, che non ha mai attuato un genocidio e altre cazzate simili

elahiul
impiccano sempre le persone sbagliate porca zozza, almeno impiccassero te così ci facciamo un bel brodo, cara la mia gallina vecchia

x
Sei una merda

Charles Bukowski
Premessa :sei malata o idiota dalla nascita?
Hitler nella sua merda di uomo ha fatto un solo errore:
non aver terminato la “soluzione finale”.
Il non veder cosa passano i Palestinesi per rivendicare una loro patria, i loro diritti e’ da ciechi.
Considero anche che Hitler non doveva suicidarsi ma finire come mussolini appeso per i piedi.
SIA CHIARO !
Charles Bukowski

francesco 1986
voi usate la parola antisemita con un po di leggerezza… non siamo nel ghetto di Varsavia, nessuno vi vuole male… non si può gridare all’antisemitismo se si dissente nell’ammazzare un bambino mussulmano… non capisco, tu stessa barbara mi hai detto che giorni fà un soldato israeliano ha salvato una bambina palestinese, pure lui è antisemita???

thedarking
Ma davvero avete voglia di commentare quest’idiota che ha il coraggio di pubblicare queste barbarie? Ma lasciatela perdere con la degna compare della Fait, due zitelle acide che hanno come unico obbiettivo quello di mettersi in ridicolo on la loro stupidità ed ignoranza….. tra pochi minuti qualcuno eliminerà questo commento (perchè l’idiota in questione non è capace i fare neanche questo, da sola….) e lascerà solo quello de suoi vermi compiacenti…. Deridetela ma non discutete con lei: è inutile… Non ha tanti neuroni per poter capire cosa stiate dicendo……. E pensare che queste due scrofe sono anche italiane…….

mattia
è pazzesco.
tutto quello che hai scritto è pazzesco.
non ti offendo, perchè non ascolteresti le ragioni.
Vai sul blog di Vittorio e leggi quello che scriveva, vienimi a dire poi se trovi qualcosa contro il POPOLO di Israele, o contro gli ebrei.
Lunga vita a chi odia le dittature e i sopprusi, a chi le dichiara e le combatte.
Non nascondetevi di fronte all’antisionismo, perchè vi fregheranno e neanche ve ne accorgerete.
Chi combatte e ci rimette la vita merita rispetto, non odio a priori.
Restate Umani, per favore.

Me
Non pensavo esistesse gente così demente da essere pro-israele. Avete il sangue di poveri innocenti che vi arriva alle ginocchia. Non mi aspettavo tanto da poveri ignoranti italiani, ma di certo qui si scade nell’idiozia più bieca. Vergogna.  

francesco 1986
ma quali sono i mezzzi dei palestinesi?!?!? non capisco… come se dalla loro avessero chissa chi… gli israeliani hanno gli USA, le Nazioni Unite, L’Unione Europea, La Chiesa Cattolica che insegna, parlo per esperienza, che i mussulmani sono il male, e che gesu è stato ucciso da traditori e non dice mica che sia colpa degli ebrei. Quindi mi chiedo chi sta dalla parte dei mussulmani?!?! Sono curioso…  

francesco
è così evidente che quelli che si fanno infinocchiare dai palestinesi sono pochissimi, perchè tutto il mondo è schierato dalla parte degli israeliani, molta parte dei miei compagni di università manco conosce il problema, e se gli dici chi scegliere tra ebrei e mussulmani loro scelgono senza dubbio gli ebrei… quindi state vincendo la guerra sulla carta ma anche agli okki dell’umanità che vede in voi il bene e nel mussulmano il male. Quindi non capisco dove vedete tutto sto antisemitismo, a me pare che oggi come oggi, per fortuna, il mondo sorride agli israeliani. non dirmi che ci sono attentati nel resto del mondo a ebrei, perchè gia lo so, succede anche ai cattolici in certe parti del mondo, e a molte altre categorie; per fotuna vostra non avete il primato della sofferenza! dovreste riconoscerlo e sopratutto riconoscermelo!

Matthew Hopkins Sr
Alcuni strategici informati hanno sottolineato che questi gruppetti radicali in funzione anti-hamas sono probabilmente inoculati, finanziati e foraggiati da Israele. Gli israeliani avevano Arrigoni nelle loro liste nere, lo consideravano un nemico e lo hanno fatto uccidere facendo ricadere la colpa su un gruppetto minuscolo poco conosciuto (probabilmente farlocco, paravento di infiltrati provocatori). La tecnica è vecchia quanto il cucco, è stata utilizzata in Europa durante la guerra fredda da varie nazioni in conflitto tra loro.
In questo caso il gruppetto farlocco ha fatto finta di averlo rapito per chiedere qualcosa in cambio: in realtà niente di concreto, qualche farfugliamento su improbabili prigionieri in Egitto… insomma una scusa per ucciderlo.
Due piccioni con una fava: hanno ucciso un avversario (attivista-giornalista) e ne hanno fato ricadere la colpa su Hamas, che se ho capito bene ha fatto di tutto per liberarlo. Soprattutto quest’ultima cosa dovrebbe servire per colpire l’opinione pubblica, della serie: “avete visto, li aiutate e loro vi ripagano uccidendovi”; non importa se è poco razionale, deve servire per fomentare sentimenti non per esercitare la ragione.
Questa è politica: se la politica è sempre conflitto in quelle terre il conflitto è spietato e sanguinoso. Mi sembra che gli israeliani abbiano messo indirettamente a segno un ottimo colpo; vedremo se ci sarà una risposta, e quale sarà. E lo dico da esterno piuttosto freddo verso entrambe le parti.

thedarking
Merdacce sioniste…… Siete capaci solo di accusare e di non provare nulla. Ma con voi e la vostra signora scrofa (presto signora del CAZZO, cancelli! p.s. è il tastino in basso neuroassente!) non c’è necessità di discutere: neghereste qualsiasi cosa! Negate anche la storia stessa, figurarsi….
Ma non vedo Peppiniello lo scemo stasera… Signora finalmente l’ha scuoiato e messo a terra come scendiletto? Avrebbe fatto due cose utili insieme: dare un senso alla vita di Giuseppe e dimostrare che ogni tanto , Lei Signora (mi sbellico ogni volta che lo scrivo!), è capace di pensare ed attuare qualcosa di intelligente! I miei saluti sionisti del cazzo!
P.s. Se la scrofa è andata a dormire siete rovinati…. Dovrete subirvi i miei messaggi tutta la notte, merdacce sioniste!

francesco 1986
the dark king quanti anni hai?? perchè ce l’hai con gli ebrei?? e com non è bello che chiami scrofa una signora anziana… sta proprio male… scusa se te lo dico!

Cristina
E questo sarebbe il mostro antisemita, guardate cosa dice e cosa fa davanti a quella tomba ebraica

barbara
Evviva evviva, il fighetto palestvato che si fa vipvendeve dalle telecameve mentve si veca nell'”unico posto vevde” di Gaza. Mi viene da vomitare. andate a cagare, tu e il tuo eroe.

Ecco: questi sono quelli che hanno scelto di restare umani.

barbara

LA SIGNORA RENATA

Sessant’anni fa, con la gloriosa divisa dell’esercito israeliano
mamma soldatessa
e oggi
Renata 19
Come aspettarsi di meno, del resto, dalla compagna di vita di quest’uomo qui?
Poi magari leggi un po’ di riflessioni qui, e vai a dare un’occhiata anche qui, dove trovi anche il video. Aggiungo un’annotazione: quarant’anni fa – oggi non so – i fascisti duri e puri milanesi venivano chiamati sanbabilini, dal nome della piazza sede dei loro incontri. Oggi è esattamente in quella piazza che, anno dopo anno, si ritrovano ogni 25 aprile i propallisti duri e puri per urlare il loro odio velenoso contro Israele e contro la Brigata Ebraica che ha contribuito alla nostra liberazione e alla sconfitta del nazifascismo: vorrà dire qualcosa?

barbara