RAMADAN RISULTATO FINALE

Islam 854 – resto del mondo 1
fine ramadan
E per restare in tema di Ramadan, vi porto a vedere quello di Gaza (niente propaganda sionista: questa è la televisione turca).

barbara

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E RITORNO SULLA DIETA VEGANA

Abbastanza in tema con gli ultimi post (uno, due, tre, quattro, cinque, sei) perché molti vegani sono antivaccinisti e molti antivaccinisti sono vegani – sì, lo so, ci sono eccezioni, e ne conosco anche personalmente alcune, ma sono appunto eccezioni e non la regola, e neanche la confermano (giuro, ogni volta che di fronte alla parola “eccezione” sento partire tipo cane di Pavlov il fatidico “che conferma la regola” – il novantanove virgola nove periodico percento delle volte a sproposito – mi corre la mano alla pistola. Che vorrebbe dire che c’è una regola che obbliga ogni donna a sbavare di fronte a Roberto Bolle e io che gli trovo il sex appeal di una fetta di polenta la confermerei, ma vi rendete conto?! Ma torniamo alle cose serie). Due follie, dicevo, non di rado condivise dalle stesse persone, ed entrambe estremamente pericolose. Come conferma, per quanto riguarda il veganesimo, questo articolo.

Con la dieta vegana rischio danni neurologici al feto

Allarme esperti Bambino Gesù e Meyer, triplicati casi in due anni

Redazione ANSA ROMA

02 marzo 2018

Triplicati in due anni i casi di deficit di vitamina B12 in gravidanza con il rischio di danni neurologici permanenti per il neonato: dieta vegana e vegetariana tra le cause. L’allarme arriva dagli esperti dell’ ospedale Bambino Gesù di Roma e dell’ospedale Meyer di Firenze che hanno individuato, attraverso lo screening neonatale esteso, negli errati regimi alimentari della madri uno dei motivi del deficit dell’importante vitamina. Si è passati, spiegano gli esperti, dai 42 casi del 2015 ai 126 del 2016.
I numeri in assoluto sono bassi, spiegano gli specialisti, perché siamo di fronte a una malattia rara, ma “è la crescita a destare allarme”. I dati dei rapporti tecnici Simmesn (Società Italiana per lo studio delle Malattie Metaboliche Ereditarie e lo Screening Neonatale) sono inquietanti. “La vitamina B12, o cobalamina, è contenuta negli alimenti di origine animale, ha un importante ruolo nello sviluppo del sistema nervoso centrale e il suo fabbisogno aumenta in gravidanza. Se la madre non ne assume abbastanza, o peggio non ne assume affatto, può creare al neonato danni neurologici già in utero, che proseguono e peggiorano nei mesi successivi, con l’allattamento”, spiega Carlo Dionisi Vici, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Patologia Metabolica dell’ospedale Bambino Gesù di Roma.
“Il deficit materno di vitamina B12 oggi colpisce circa 1 neonato su 4.000, conta quindi più di 100 casi l’anno in Italia, che non sono affatto pochi – aggiunge – questa condizione si riscontra nei figli degli immigrati provenienti da Paesi come il Pakistan, il Bangladesh o l’India, che per tradizione hanno una dieta prevalentemente vegetariana. Quello che sempre più frequentemente stiamo osservando è la scelta di molte donne italiane di seguire la dieta vegana anche in gravidanza, senza mettere in conto i pericoli che fanno correre ai loro bambini”.
Sull’argomento interviene anche Giancarlo la Marca, presidente Simmesn e direttore del Laboratorio Screening Neonatale Allargato dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer di Firenze: “I mezzi di comunicazione e quelli istituzionali dovrebbero segnalare subito e con forza la pericolosità di una dieta vegetariana o vegana in gravidanza. Le madri carenti di questa vitamina nella loro alimentazione, devono assumere degli integratori durante la gravidanza e l’allattamento, perché i loro figli sono gravemente a rischio di malattia”. Il direttore dell’Osservatorio Malattie Rare, Ilaria Ciancaleoni Bartoli commenta che “trattandosi di una malattia molto grave, ma in molti casi anche facilmente evitabile, fare corretta informazione diventa un dovere etico che spetta a medici, media e istituzioni: una campagna di informazione seria e condivisa potrebbe salvare molte vite”. (qui)
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Poi, restando in tema, viene fuori la militante vegana che esulta per l’uccisione del macellaio nel supermercato di Trèbes ad opera del terrorista islamico Radouane Lakdim: “Vi chocca che un assassino si faccia uccidere da un terrorista? Io ho zero compassione per lui. Alla fine esiste pure una giustizia”.

E ricordate sempre: Gesù era onnivoro, Hitler e Beria vegetariani.

barbara

IL SABBA INTORNO A ISRAELE

Sabba: nella tradizione germanica medievale, periodico convegno notturno di streghe e demoni per celebrare un rito in onore del diavolo (Garzanti)

1 Secondo antiche tradizioni popolari, convegno notturno settimanale di streghe per celebrare riti magici e orge di carattere demoniaco. 2 estens. Riunione, danza o rito sfrenato con caratteri sacrileghi, osceni (Sabatini Coletti)

1 Nei trattati sulle streghe dei sec. 15°-17°, […] nome con cui è chiamata la riunione di donne che, avendo statuito un patto con il demonio per averne particolari favori e poteri, verrebbero di notte trasportate per aria in luoghi determinati […] per compiere riti orgiastici […] e unirsi in carnali congiungimenti con i demonî. L’origine del termine (che nasce nel sec. 14° e si diffonde dalla fine del sec. 15°) è da mettere in relazione con l’antisemitismo medievale […] 2 Per estens., letter., riunione o celebrazione orgiastica, a carattere per lo più sacrilego e, fig., pandemonio, grande rumore e confusione, e sim. (Treccani)

E mai titolo fu più azzeccato, perché è esattamente questo che si scatena intorno a Israele: orde selvagge di streghe e stregoni indemoniati che in un’oscena sarabanda profanano la Storia, stuprano la verità, capovolgono i fatti (come le croci rovesciate nelle messe nere), smembrano il corpo delle notizie per bruciarne i pezzi sull’altare del moloch in un’interminabile orgia di odio. E assistiamo dunque all’incredibile silenzio del mondo di fronte alle decine di migliaia di missili lanciati su Israele, di fronte ai civili palestinesi usati come scudi umani dai loro governanti, di fronte ai continui attentati terroristici, di fronte ai tunnel costruiti per portare morte in Israele, di fronte al fatto che le centinaia di miliardi di dollari che vengono donati “ai palestinesi” sono interamente investiti in questo (quasi interamente, in realtà: una parte serve anche per costruire le faraoniche ville dei capi e per impinguare i loro sostanziosi conti all’estero), per poi risvegliarsi all’istante al primo colpo sparato da Israele per difendersi.

Come e perché si è arrivati a questo? Come si è arrivati a chiamare terrorista e assassino chi viene attaccato e tenta di difendersi, e vittima ed eroe chi non si fa scrupolo di assassinare vecchi sopravvissuti alla Shoah e neonati nelle culle? Come si è arrivati a ignorare stati che producono centinaia di migliaia di morti e a insorgere a ogni starnuto di Israele? Come si è arrivati a mettere stati genocidi a presiedere commissioni Onu per i diritti umani e a escludere Israele perfino dalle gare sportive? Questo è ciò che Niram Ferretti ci spiega in questo splendido libro, scritto con rigore e con passione, ripercorrendo l’intera storia del sionismo e di Israele, non senza gettare ampi sguardi anche indietro, per fare luce sulle cause prime che muovono gli attori di questa immane tragedia. Un libro in cui per tutti, anche per chi da quasi vent’anni segue intensamente le vicende che riguardano Israele, c’è qualcosa da imparare.
E che nessuno si azzardi a non leggerlo.

Niram Ferretti, Il sabba intorno a Israele, Lindau
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barbara

14 DICEMBRE 1988

NOTIZIA DEL GIORNO: Arafat annuncia la rinuncia al terrorismo

Durante una conferenza stampa che segue una riunione dell’Onu a Ginevra, Arafat accetta «il diritto di tutte le parti del conflitto mediorientale ad esistere in pace ed in sicurezza» ed aggiunge: «Ribadisco la nostra rinuncia completa e assoluta a qualsiasi forma di terrorismo». Con questa dichiarazione l’OLP mette ufficialmente fine all’impiego del terrorismo come forma di lotta politica.
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Ed è per questo che da ventinove anni, in Medio Oriente, la pace regna incontrastata.

barbara

TUTTI RICORDANO L’ATTENTATO ALL’HOTEL KING DAVID

Quello che ebbe effetti così drammatici a causa del rifiuto inglese di prendere seriamente le ripetute telefonate di avvertimento: antisemiti da sempre (l’Inghilterra fu il primo stato europeo ad espellere la totalità dei propri ebrei, un secolo prima della Francia, due prima della Spagna), gli inglesi avevano, evidentemente, grosse difficoltà a immaginare ebrei diversi dalle “pecore al macello” a cui erano abituati. Ben pochi ricordano, al contrario, l’attentato antiebraico avvenuto un anno e mezzo più tardi in Ben Yehuda.


Febbraio 1948, bombardamento di via Ben Yehuda

Una delle strade più popolari e più trafficate di Gerusalemme, via Ben Yehuda, è stata purtroppo bersaglio di diversi orribili attacchi terroristici.
Il primo di tali attacchi ebbe luogo il 22 febbraio 1948, quando terroristi arabi (assistiti da soldati britannici) guidarono tre camion dell’esercito britannico, carichi di esplosivo, nella strada affollata. I terroristi fecero detonare gli esplosivi, demolendo 4 edifici che crollarono sui civili innocenti. 58 civili ebrei furono uccisi nell’attacco e altri 140 rimasero feriti.
L’attentato, perpetrato dall’Alto Comando Arabo (AHC), provocò un’ondata di shock in tutto il paese e aggiunse benzina sul fuoco che già infuriava nei mesi precedenti la dichiarazione di indipendenza di Israele.
Il loro ricordo sia di benedizione. (qui, traduzione mia)
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barbara

QUALCHE RIFLESSIONE SU UN CARTELLO

Che sarebbe questo.
illegale
E devo dire che raramente, negli ultimi tempi, mi è capitato di vedere una cosa tanto veritiera. Perché è verità sacrosanta che tutto, assolutamente tutto ciò che riguarda Israele è illegale: illegali le risoluzioni dell’Assemblea Generale dell’ONU, illegali le risoluzioni della commissione per i diritti umani, illegali le risoluzioni dell’UNESCO, illegali le iniziative BDS, illegali le manifestazioni anti israeliane con bandiere bruciate e slogan di odio, illegale il sostegno e il finanziamento al terrorismo che colpisce Israele, illegali la stragrande maggioranza delle ONG che divorano miliardi di dollari per fare propaganda anti israeliana, illegale la politica leccaculiana nei confronti della lobby del petrolio da parte della stragrande maggioranza degli stati europei, illegali un’infinità di articoli di giornale e servizi televisivi che si occupano di Israele, illegale l’attività di moltissimi giornalisti e fotografi accreditati in Israele, pagati per fare propaganda anti israeliana (si chiama prostituzione, e a differenza della prostituzione onesta che si pratica sui marciapiedi, questa prostituzione qui è la quintessenza della disonestà), illegali i ministri che si astengono perché non sanno se il Tempio ebraico in cui Gesù è stato presentato, circonciso, riscattato, ha fatto il bar mitzvah (la “disputa coi dottori” a dodici anni), da cui ha cacciato cambiavalute e venditori di colombe, in cui si è seduto a insegnare ai suoi discepoli, sia esistito o no (mentre non c’è ombra di dubbio sull’esistenza dell’asino che ha portato Maometto in cielo partendo da una moschea costruita settantatre anni dopo la sua morte), illegale la pretesa che le guerre scatenate e perse non siano state scatenate e non siano state perse, illegale la pretesa che ciò che è stato reso judenrein di fatto tramite la violenza diventi judenrein anche di diritto, illegale obbligare Israele a trattare con chi vuole unicamente la sua distruzione, illegale arrogarsi il diritto di decidere quale debba o non debba essere la capitale di Israele…
Io per il momento mi fermo, ma se a qualcuno non basta, posso tranquillamente continuare.

barbara

DUE PAROLE SU SHIMON PERES

finalmente defunto. Le due parole, per la verità, le lascio dire a Deborah Fait, qui e qui.
Tanti anni fa, con Deborah, quando trovavamo in rete qualcuno disinformato ma forse recuperabile, partivamo all’assalto: lei faceva il poliziotto cattivo e io quello buono. Oggi ho l’impressione che i ruoli si siano ribaltati, e che lei appaia più indulgente di me nei confronti di quest’uomo che, con le sue idee deliranti, pari a quelle di Rabin, ha provocato migliaia di morti e un disastro di cui non si vede la fine. Non è sempre stato così, come ricorda anche Deborah: se fosse morto venticinque anni fa, sarebbe morto un grande; oggi è morto un uomo dalle mani sporche di sangue.

barbara