E ORA PARLIAMO DI BAMBINI

Cominciando con questo video

e proseguendo con alcune domande:

“Voi avete capito quel che succedeva a Bibbiano (Reggio Emilia)? Avete capito che portavano via i figli alle famiglie, accusando i genitori di abusi inventati di sana pianta, per lucrare e darli in affido a strutture e coppie gay? Avete capito che gli davano scariche elettriche per manipolarne i ricordi? Che falsificavano i disegni per avvalorare le accuse? Che omettevano di consegnare ai bambini lettere e regali dati dai genitori naturali? Avete capito che il Pd è solidale con il Sindaco arrestato? Avete capito che per 20 anni, senza che nessuno alzasse un dito, centinaia di bambini ai quali hanno fatto il lavaggio del cervello, sono stati strappati alle famiglie, mantenuti in affido e sottoporli a un circuito di cure private a pagamento?
Perché non vedo tutto questo sui giornali, tv e social?
Perché non leggo articoli dei noti soloni radical chic? Questo silenzio è la violenza più profonda.
Questo silenzio è inaccettabile.”

Don Francesco Minervino (qui)

Oltre a tutto ciò che c’è da dire e che, almeno in parte, è già stato detto, mi chiedo se qualcuno ha riflettuto sul ruolo determinante degli psicologi nelle sevizie cui sono stati sottoposti i bambini, allo scopo di strapparli alle famiglie con accuse di abusi sessuali mai avvenuti, per affidarli ad altri aguzzini loro complici e insieme intascare una barca di soldi. PSICOLOGI. Feccia dell’umanità, criminali psicopatici da chiudere in manicomio criminale e buttare via la chiave.
E infine una vecchia storia, con accuse false e morti veri, meritoriamente riesumata da Selvaggia Lucarelli. A forza di riempirci la bocca di politicamente corretti diritti – diritti dei bambini, diritti delle donne, diritti degli animali, diritti dei negri, diritti degli omosessuali, diritti dei trans, diritti di chi è uomo ma si sente donna ma il pisello se lo tiene ma guai se non lo fai entrare nelle toilette delle donne, diritti dei “migranti”… – ci siamo completamente dimenticati dell’umanità
.

barbara

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E DOPO L’AGGRESSIONE A FINKIELKRAUT

spiegata come la prova evidente dello strapotere della lobby sionista, abbiamo il signor Gad Lerner che ci spiega che se un immigrato tenta di dare fuoco a uno scuolabus con cinquanta bambini dentro – strage scampata unicamente grazie al caso (un cellulare caduto di cui il terrorista non si è accorto) e il sangue freddo e coraggio di un bambino che si è tolto il laccio di plastica che gli imprigionava i polsi e ha chiamato la polizia – la colpa è del nostro atteggiamento nei confronti degli immigrati.
gad-delirio
E vengono in mente gli arabi londinesi che spiegavano la strage del 2005 con oltre 50 morti e 700 feriti, col risentimento dei musulmani per l’atteggiamento di diffidenza e sospetto nei loro confronti dopo l’11 settembre. E a lui si unisce l’ineffabile signora Livia Turco

Resterebbe poi da capire il fatto inaudito di come un individuo pregiudicato per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale su minore non solo sia in circolazione qui, ma che gli sia stata addirittura affidata la guida di uno scuolabus. E ancora, piacerebbe sapere perché qualcuno si sia inventato che prima di dare fuoco all’autobus avrebbe fatto scendere i bambini, quando in realtà li ha legati e ha tolto loro i cellulari per non rischiare che qualcuno sfuggisse: piacerebbe davvero poter pesare l’infamia di un essere immondo che cerca di scagionare un assassino che programma di far morire bruciati cinquanta bambini. Poi c’è l’altra storiella, che dire grottesca è dire poco, del bambino salvatore dei cinquanta compagni inizialmente identificato come un marocchino musulmano: evidentemente il vero autore del salvataggio, non solo italiano bianco ma addirittura biondo e addiritturissima con la catenina con la croce al collo, non era adatto al teatrino politicamente corretto che si voleva inscenare. Come la bella favoletta del musulmano che avrebbe nascosto gli ostaggi dell’Hyper Cacher, rivelatasi poi una bufala.

Quanto alle cause domestiche che hanno favorito la situazione, naturalmente ci sono, certo che ci sono. E ve le faccio spiegare da Giovanni Bernardini.

AGGIORNAMENTO: è giunto anche il terzo, tra cotanto senno: Beppe Severgnini: “Tornare a Crema e sentire storie di ragazzini coraggiosi, usciti da quell’autobus più forti e più maturi (a differenza di alcuni politici, che non matureranno mai)”.
Spero che saranno anche, quei ragazzini, abbastanza onesti e riconoscenti da andare a ringraziare quell’uomo meraviglioso che ha permesso loro di diventare forti e maturi.

barbara

PRESTO PRESTO CHE C’È DA ANDARE A SALVARE I NAUFRAGHI

che se perdiamo anche un solo minuto rischiano di affogare tutti!
naufraghi
Come qui, praticamente.
Ma siccome qui siamo persone serie e non ci piace dare informazioni di parte, tipo quelle che vengono dal nostro orrendissimo ministro dell’Interno e dai sovranisti populisti razzisti fascisti xenofobi islamofobi suoi sodali, vi faccio informare da Al-Jazeera

E poi do la parola a un africano.

Tranquilli comunque, che abbiamo già provveduto alle carrozzine per i poveri piccoli binbi africani che sbarcano da noi.
carrozzina migranti
E concludiamo con una foto seria, che ci sta sempre bene.
shoahgrant
barbara

DA GAZA CON AMORE

Cronaca di una giornata nel sud di Israele, che faccio introdurre da Giulio Meotti.

400 missili lanciati oggi da Gaza verso Israele! 400. 1 missile al minuto nelle ultime cinque ore. Come scrive l’analista israeliano Yossi Melman, “non era mai successo prima”. Che avrebbero fatto e detto, ad esempio, i cazzoni inglesi se da Calais i francesi avessero lanciato lo stesso numero di missili sulle città della costa britannica?
se Inghilterra
E che avremmo detto, noi italiani, se da Mentone i francesi avessero bombardato a questo ritmo Ventimiglia? Com’è invece che 400 missili da Gaza contro le scuole, le case, gli autobus e gli ospedali di Israele non fanno notizia né scandalo ma si chiede a Israele di difendersi con le mani legate, suicidandosi quindi e chiedendo pure scusa di esistere? Cos’è questo se non il vecchio, puzzolentissimo, antisemitismo?

E adesso vi faccio vedere un po’ di cose, cominciando dai missili: guardate come sono belli, così fioriti!
missili
E ora anche dal vivo: trenta secondi ad Ashkelon

e altri trenta in un’altra parte del sud.

Ancora un paio di immagini: qui c’era una casa
casa
e questo era un autobus,
autobus
colpito un minuto esatto dopo che ne erano scesi 50 soldati e a bordo era rimasto solo l’autista – arabo, per inciso, a ulteriore riprova del fatto che per i terroristi la priorità assoluta è uccidere, se sono ebrei meglio, se non sono ebrei pazienza – rimasto ferito. E questo è un video dell’azione:

come possiamo vedere, le didascalie sono in arabo: sono gli stessi terroristi che riprendono le proprie azioni gloriose, per esibirle come trofei, come da noi la coppa del tennis sullo scaffale o la medaglia della gara di atletica al liceo nella bacheca.

Credo, per concludere, che non sia male rivedere questo video di alcuni anni fa, per ricordare come funzionano le cose da quelle parti

e magari anche questo, di dieci anni fa.

E riflettiamo che Gaza, con le decine di miliardi di dollari che le abbiamo regalato
Gaza-Singap
barbara

SI TORNA A SCUOLA

E la GAP, azienda di abbigliamento, ha lanciato la sua campagna per i bambini che vanno a scuola.
GAP 1
GAP 2
GAP 3
Naturalmente, e giustamente, ha suscitato una marea di critiche la bambina con l’hijab: non ci hanno sempre raccontato la storiella che l’hijab è una scelta? E che razza di scelta sarebbe da parte di una bambina di dieci anni? I bambini, da che mondo è mondo, vogliono essere uguali a tutti gli altri e qui ci vogliono raccontare di una bambina che, in mezzo a bambine coi capelli gioiosamente al vento, SCEGLIE di averli coperti, coprendo contemporaneamente anche una parte delle guance e il collo?! LORO potranno forse provare a raccontarci di avere voluto rappresentare una scena di integrazione e armonia, NOI sappiamo che tutto ciò che hanno fatto è stato di leccare il culo agli islamici.

Oltre a questo però io vedo anche alcune altre cose; nella prima immagine ci sono otto bambine: quelle bianche sono due, una seminascosta e una “sotto”: dobbiamo dedurne che non solo le razze esistono, ma che esistono anche razze superiori e razze inferiori e che la razza bianca è irrimediabilmente inferiore? Se la campagna pubblicitaria vuole essere rappresentativa di tutte le popolazioni mondiali, perché non ci sono né asiatici gialli né pellerossa? In entrambe le prime due immagini, la bambina con l’hijab è al centro: perché?   In nessuna delle tre immagini compaiono tutti i bambini, ma la bambina con l’hijab e quella coi caratteri più spiccatamente negroidi, uniche fra tutti, compaiono in tutte e tre. In tutto, nelle immagini della campagna pubblicitaria, compaiono dieci persone, otto femmine e due maschi: wishful thinking di futuro islamicamente corretto con quattro mogli per ciascun maschio? Wishful thinking di mondo senza uomini – giusto quel paio per i lavori pesanti – in omaggio alle pseudo-femministe al napalm?

Concludendo: FATE SCHIFO.

barbara

I BAMBINI DI THAILANDIA

L’ho trovato in rete, e mi sembra giusto proporlo a mia volta.

Prendo spunto da una riflessione analoga letta nel un post di un’amica per condividere lo stesso pensiero, con esempi e parole mie.
Non tutti i bimbi della Thailandia sono stati salvati come i piccoli calciatori finiti nella grotta.
Molti dei loro coetanei, maschi e femmine, non supereranno la maggiore età.
Sopravvivono nei bordelli dove devono “soddisfare” le esigenze di almeno una ventina di clienti al giorno. Uomini (e donne) che da ogni parte del mondo da anni scelgono (anche) la Thailandia come meta preferita per i propri scopi criminali.
Paese dove il tasso di hiv è ancora oggi tra i più alti al mondo, nonché causa del decesso di molti di questi esseri umani.
Insieme alla dipendenza da droghe, usate per reggere i “ritmi di lavoro”.
Un paio d’anni fa , se vi ricordate, denunciai nel periodo natalizio che là si teneva l’asta della vergine: lo scenario infernale il seguente. Un grande tavolo per formare una passerella. Sopra delle “donne” che dovevano sfilare e sotto i partecipanti all’asta che per poche manciate di dollari, cercavano di accaparrarsi la merce. “Donna” e “merce” la cui età, per poter essere ancora vergine, non superava i 6/7 anni….
Ecco cara Thailandia, emozionante (quanto impegnativo) il lavoro che hai fatto per recuperare i calciatori, bellissima la solidarietà che ha smosso i cuori e le coscienze. Ora però se vuoi davvero che il mondo tutto ti sia riconoscente, libera i tuoi schiavi. E punisci realmente i predatori.
Massimiliano Frassi

L’avevo lì da alcuni giorni, durante i quali altre urgenze hanno continuato a incalzare. Ora, in tema con il post di ieri, mi sembra il momento giusto per postarlo. Magari, se il cannocchiale esce dal coma, si potrebbe rileggere questo.

barbara

POI ARRIVA L’ESTATE

E l’asilo finisce e i bambini, anche a Gaza come in tutto il mondo, mettono in scena la loro piccola recita di fine anno:

(Chi da più tempo frequenta questo blog, o altre analoghe fonti di informazione, sa che questa è la regola, tutti gli anni in tutti gli asili di Gaza)

Poi, visto che l’asilo è finito, a intrattenere i bambini devono provvedere i genitori

e va da sé che per i più piccoli che ancora non vanno all’asilo, la famiglia si occupa con sollecitudine e amore di dare la giusta educazione.
bimbopal coltello
Nel frattempo, per non rischiare che i bambini di Gaza si divertano da soli, i loro papà si dilettano a tirare missili sugli asili israeliani
REMAINS-OF-MORTAR-IN-SDEROT-KINDERGARTEN-YARD
barbara

GUARDATE CHE TENERI GIOCHERELLONI

che sono i palestinesi! Adesso si sono messi a giocare con gli aquiloni da lanciare gioiosamente verso Israele.
aquilone bomba
Sì, ok, dietro c’è attaccata una bomba incendiaria, ma non staremo mica a guardare questi stupidi dettagli, no? Questo invece è Muhammad Hajila,
Hamas-terrorist-Muhammad-Hajila
l’ultimo innocente pacifico inerme innocuo manifestante civile palestinese assassinato a sangue freddo dagli spietati cecchini israeliani (o devo dire sionisti?). Era membro delle brigate Izz al-Din al-Qassam di Hamas e aveva partecipato all’attacco di Hamas a Nahal Oz che aveva ucciso cinque persone. Chi non avesse chiara la geografia locale può vedere la posizione di Nahal Oz in questa mappa.
mappa 1
Di quelle località ho visitato Netiv haAsara e Sderot. Ho visitato anche, non indicato in questa mappa, il kibbutz Nir Oz, pochi giorni dopo la fine della guerra del 2014. In quest’altra mappa
mappa 2
(clic per la mappa originale, da cliccare poi per ingrandire ulteriormente), oltre alle rispettive posizioni, possiamo ammirare anche le due parti di uno stesso identico terreno, una in mano agli israeliani, l’altra in mano ai palestinesi. Che siccome anche come terroristi sono pericolosi sì, dannosi sì, ma anche scalcinati e imbecilli, non di rado sbagliano il tiro e ammazzano in casa propria, come qui,
esplosione
dove hanno fatto fuori quattro dei loro, e poi alle donne tocca fare il lutto.
lutto esplosione
È anche da questa foto, oltre che dalle dichiarazioni della stessa dirigenza della Jihad islamica palestinese, che capiamo che sono stati vittime di fuoco amico, perché quando vengono uccisi da Israele si scatenano sparando in aria ai funerali – e ogni tanto finendo per impallinare anche qualcun altro – o dando comunque vita a funerali decisamente rumorosi

mentre quando, uscendone vivi o morti (non ha importanza) sono riusciti a far fuori un po’ di ebrei, magari neonati nella culla, festeggiano alla grande distribuendo dolci, oppure con caroselli d’auto tipo da noi quando si vincono i mondiali – all’interno di questo post foto delle vittime e video dei selvaggi festeggiamenti. Poi comunque ad un certo punto le manifestazioni finiscono e tutti quei bravi giovani tornano a casa e si occupano dell’educazione dei pargoli.

Mentre noi si fa accuratamente attenzione a guardare solo dalla parte giusta.
Gaza Siria
barbara

PARLIAMO DI GAZA

E delle “proteste”, e dei “manifestanti” uccisi dall’esercito israeliano “in quella che molti osservatori internazionali hanno descritto come una strage” (link), e degli ennesimi spaventosi crimini di Israele e dell’uso sproporzionato della forza e delle condanne internazionali eccetera eccetera. Inizio con la

Dichiarazione del Ministero degli Esteri israeliano riguardo agli eventi a Gaza
“La barriera di confine tra Israele e la Striscia di Gaza separa uno stato sovrano e un’organizzazione terroristica.
Separa uno stato che protegge i suoi cittadini dagli assassini che mandano i loro connazionali mettendo in pericolo le loro vite. La recinzione separa un esercito che usa la forza per autodifesa e in modo mirato e proporzionato, e Hamas, un’organizzazione che santifica l’omicidio e la morte, e che per anni – ieri incluso – è stata intenta a colpire milioni di israeliani.
Chiunque veda erroneamente in questa messinscena omicida persino una briciola di libertà di espressione, è cieco alle minacce che lo Stato di Israele deve affrontare”.

Do ora la parola a Giulio Meotti.

“Strage” e “Massacro”, titola La Repubblica in prima pagina oggi sulla guerra che Hamas ha portato al confine di Israele. Non una riga sul diritto di Israele di proteggere i propri confini e i propri civili. Non era una “marcia”. Era terrorismo che Hamas ha ordito con milioni di dollari [nostri, ndb] al confine di Israele. Spari da parte di Hamas e Jihad Islamica? Scomparsi. Sommosse per abbattere il confine? Scomparse. “Uccisi” i palestinesi. Scomparsa la relazione di causa ed effetto. Cosi si demonizza il popolo di Israele e si processa il suo diritto a difendersi da una organizzazione terroristica che da trent’anni cerca di distruggerlo a suon di kamikaze e missili, che costruisce tunnel sotto quei confini e che ieri ha cercato di organizzargli una Pasqua di sangue. Che vergogna di giornalismo. Non ho visto gli stessi titoli di prima pagina sparati sui 5 israeliani uccisi dai terroristi palestinesi nelle ultime settimane. O me li sono persi?

Passo a una riflessione di Giulio Bernacca

Forse ai più sfugge l’essenza di ciò che sta succedendo in queste ore a Gaza: Hamas, la cupola mafiosa che gestisce Gaza, in grave difficoltà politica e messa in disparte dai paesi arabi che ora hanno altro a cui pensare (tipo l’espansionismo turco e iraniano) ha deciso di fare una specie di Woodstock del sangue.
Ha speso dieci milioni di dollari (miei e vostri, ovviamente, quelli che pensavamo sarebbero andati per gli ospedali e i desalinizzatori) ed ha organizzato una marcia, anzi, una spinta contro la linea di confine con Israele, ben sapendo che ovviamente Israele non avrebbe potuto tollerare che trentamila persone cresciute a pane ed odio anti israeliano entrassero sul suo territorio e andassero a passeggio incontrollati per le sue cittadine e paesi.
Hamas cercava il sangue e lo ha trovato. Non esiste un modo non cruento per fermare una cosa come quella organizzata in questi giorni.
Hamas torna alla ribalta, l’utile idiota disinformato occidentale si commuove (e bisogna commuoversi per i morti, lo sottolineo), Israele fa la solita figura dello stato canaglia che tormenta i palestinesi, e via così.
Ah, Gaza è Judenfrei dal 2005, anno in cui è diventata di fatto una base terroristica avanzata da cui sono partiti innumerevoli attacchi.

Poi questo notevole articolo di Niram Ferretti

ONORE A LORO

Hamas, durante la Marcia del Ritorno, usa la popolazione suddita per infiltrare facinorosi e membri della Brigata Izz ad-Din al-Qassam, della quale sono stati uccisi dieci membri da parte dell’esercito israeliano. Non dieci scouts.
Sì, questa è la risposta di Israele a protezione dei propri confini e dell’incolumità dei suoi cittadini. Ai terroristi non è permesso entrare.
Non sono più i bei tempi della Seconda Intifada quando si facevano esplodere in caffè, ristoranti, locali pubblici, autobus. Tutto questo è finito dal 2005, grazie alla barriera di protezione, quella che le quinte colonne jihadiste qui in Occidente chiamano “muro” per sottolineare come i “poveri palestinesi” sarebbero vittimizzati da Israele.
In uno splendido articolo del 2009, John R. Bolton, il nuovo Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Donald Trump scriveva:
“Credono, (gli europei) di essere messi in pericolo da quelle nazioni che fino ad oggi hanno deciso di non potersi permettere di finire preda dei falsi sogni di riuscire a districarsi dai pericoli del mondo restando in uno stato di torpore o inginocchiandosi al cospetto di un attacco“.
Le nazioni a cui si riferiva Bolton sono Israele e gli Stati Uniti.
Israele non si inginocchia e non apre i propri confini ai terroristi, non consente che chi vuole da settanta anni cancellarlo dalla mappa del Medioriente sia in grado di farlo.
John Bolton, grande estimatore di Israele, vede la debolezza dell’Europa, immersa nella convinzione che, in nome dei “diritti umani”, questa formula affatturante, si debba subordinare ad essa la propria sicurezza.
Israele tutela la propria minoranza araba, 1,700,000 arabi israeliani come non lo sa fare nessuno stato arabo, consentendo loro di partecipare alla vita democratica del paese, ma c’è chi, come Hamas e non nascondiamocelo, la parte maggioritaria di Fatah, che vorrebbe gli arabi sotto esclusiva tutela musulmana. In altre parole, come gli abitanti di Gaza, sotto un potere coercitivo, autoritario e barbaro, o come, nei territori della Cisgiordania amministrata dall’Autorità Palestinese, sotto una cosca mafiosa e corrotta fino al midollo.
I soldati dell’IDF che l’altro ieri hanno ucciso dieci terroristi di Hamas, non solo servivano la maggioranza ebraica del paese ma anche la minoranza musulmana e le altre minoranze.
Onore a loro, protettori della democrazia e dei migliori valori occidentali.

E vediamoli, dunque, questi pacifici manifestanti, che nei giorni della Pasqua ebraica, come loro consuetudine, si dedicano alle manifestazioni pacifiche: qui vestiti da passeggio,
manifestanti 1
qui mentre preparano il fuoco per il barbecue,
manifestanti 2
qui il cuoco che si appresta a tagliare la carne da cucinare alla brace.
manifestante
E questi sono i poveri innocenti uccisi dall’esercito israeliano.
terroristi Gaza pesach 2018
Poi vediamo qualche video. Il primo in cui, come in tutte le scampagnate che si rispettino si dedicano al canto corale; quello che sentiamo qui è un canto millenario, che dice

“Khaybar*, Khaybar ya yahud, jaish Muhammad saya’ud”: Khaybar, Khaybar, o ebrei, l’esercito di Maometto tornerà.

Qualcuno ci ha fatto caso? È identico a quello di Milano un paio di mesi fa.
Qui invece si trastullano con giochi di vario genere per passare il tempo

E questo è un resoconto della portavoce dell’esercito israeliano (si noti il passaggio in cui parla della bambina di sette anni spinta dalla madre contro la recinzione nella speranza di procurare ai manifestanti il cadavere bambino da offrire alle telecamere politicamente corrette, esattamente come quest’altro premuroso genitore).

Nel frattempo il solito signor Vauro sembra dimenticare che Gesù era un tantino ebreo, e si cimenta in un’opera d’arte degna della sua eccelsa fama.
vignetta Vauro
E per concludere, imperativo categorico, leggere questo post, a proposito della famigerata “risposta sproporzionata”, scritto nel corso delle operazioni a Gaza di dicembre 2008-gennaio 2009 (io mi trovavo lì in quel periodo) da un tizio sinistrosissimo, rifondarolo per la precisione, e non vi dico cosa non si è scatenato nel blog, frequentato in genere da sinistrorsi suoi pari, quando lo ha pubblicato. Magari scaricatelo e conservatelo, che prima o poi viene sempre utile. Buona lettura. parole in libertà

*Khaybar: oasi nella regione nord-occidentale della penisola araba, abitata prevalentemente da ebrei, conquistata da Maometto nel 628

barbara