DI NUOVO CLIMA E AMBIENTE

Parto con questo interessantissimo commento.

Rafael Romo (@rrockman) ha detto:

18/10/2021 ALLE 11:30 AM

Boghossian e Lindsey sono leggende…
A proposito di Climate Change (va scritto in inglese e maiuscolo, per designarlo bene come ideologia…) ha avuto discreto successo un mio tweet di risposta a una risposta ad articolo di Bloomberg.

Stranamente nessun campione della causa mi ha dato contro.
A proposito del periodo a cui mi riferisco nel tweet, un fatto di cui nessuno parla: la gran parte dei periodi di successo per le specie animali e vegetali sono stati periodi di estremo calore (estremo se comparato a quello attuale.)
Per la maggior parte del Secondario e del Terziario non abbiamo avuto ghiaccio sul pianeta. Neanche un po’! E quasi tutte le estinzioni di massa sono state causate da eventi che hanno raffreddato il pianeta (che comunque non è stato abbastanza per provocare glaciazioni, almeno in quelle ere) come vulcanismo e asteroidi, che sollevando ceneri/polveri hanno fatto scendere la temperatura di svariati gradi.
Anche le ultime glaciazioni bisogna ricordare, sono state associate a grandi estinzioni. E bisogna ricordare che geologicamente e cosmicamente parlando, siamo appena usciti da una glaciazione. Statisticamente siamo in uno dei periodi più freddi che il pianeta abbia vissuto/sopravvissuto: le temperature DEVONO salire e salirebbero anche senza di noi: stiamo accelerando un processo naturale.
Ora, ovviamente le specie che vivono in questo periodo sono adattate al freddo, dato che sono quelle sopravvissute al filtro dell’era glaciale. E in quanto tali, soffriranno sicuramente di un riscaldamento veloce (anche se si estinguerebbero ancora di più per raffreddamento veloce.)
Ma lamentarci del fatto che il mondo stia diventando sempre più caldo e umido è una tendenza che gli animali, se potessero, accuserebbero come “animalicida”: i biomi con più biodiversità al mondo sono le foreste pluviali. Calde e umide.
Quello che causa danni può essere la velocità del cambiamento, si. Ma causa danni più che altro a specie che sono specializzate per climi freddi e quindi comunque destinate a soccombere nel lungo termine: stiamo accelerando quello che la natura farebbe comunque.
Il vero danno che stiamo creando è quello di distruggere/eliminare fisicamente gli ambienti in cui le specie vivono. La distruzione fisica degli ambienti è la prima causa di estinzione di ogni specie e non c’entra assolutamente nulla col riscaldamento globale. Si tratta di un danno che paradossalmente i tanto amati pannelli solari potrebbero solo esacerbare, dato che nessuna specie potrebbe vivere su territori adibiti al solare (o all’eolico, se è per quello.)
Il problema della distruzione degli ambienti naturali però è quasi assente nei paesi sviluppati (in cui le foreste stanno solo aumentando) ed è invece terribile nei paesi in via di sviluppo. Per questo non se ne sta parlando più: renderebbe troppo evidente che è la povertà umana che sta uccidendo specie viventi più di ogni altro problema. Non le emissioni. Solare e eolico sono quindi terribili come soluzioni per due grossi e diversi motivi: necessitano di distruzione degli ambienti naturali e in aggiunta non fanno nulla per risolvere la povertà che porta a questa distruzione per altri motivi. Anzi, con i loro costi più alti, possono solo peggiorare la situazione.
Un bel casino.

Qualche altro dato, a tale proposito.

Giovanni Negri

Ora, terminata la gigantesca kermesse ideologica-mediatica-affaristica di Glasgow, resti agli atti che:

-250 d.C. : Roma decide di piantare viti in tutta Europa. Marco Aurelio Probo affida alle legioni il vitigno adatto a un clima freddo.
– 380 d.C. : Estate di San Martino, nuova agricoltura da clima mite nel centro Europa. Martino regala metà mantello al viandante perché è generoso, ma prima ancora perché gli è sufficiente coprirsi con l’altra metà. – 800 / 1300 : Ottimo Climatico Medievale. Grande caldo, è questo clima la culla dei mercati all’aperto, cuore del Rinascimento. Groenlandia terra verde scoperta dai Vichinghi. Terranova battezzata Viinland. Olivo in tutto il nord Italia, dalla Valtellina alla Romagna. Viti e vini in Danimarca, Germania, Scozia, Polonia. Nuovi prodotti agricoli inondano i borghi medievali, creazione delle grandi città mercantili europee. Dall’ Ottimo climatico medievale nasce l’Europa oggi conosciuta come tale.
– 1550 / 1850 : Piccola Era Glaciale. Freddo: carestie, peste. Oltre un metro di neve a Napoli e a Palermo. Scomparsa della vite e dell’olivo da buona parte dell’ Europa. Drastica riduzione della produzione agricola causa freddo. Carestie, aridità, miseria. Seguono epidemie e pestilenze in tutto il continente. Picco di 35 gradi sotto zero nel Gennaio 1709. Grandi fiumi, laguna di San Marco e principali porti europei ghiacciati.

Non a caso la specie umana si è sviluppata a partire dall’Africa, e non dalla Scandinavia o dalla Terra del Fuoco.
Ma c’è chi invece ha deciso che il problema esiste ed è serio, e non si perde in chiacchiere, ma si dà invece da fare a trovare soluzioni concrete.

Sepoltura green, la trovata da brividi del vescovo Usa

Michael Jackels, arcivescovo di Dubuque, ha scritto un messaggio alla sua diocesi suggerendo due alternative alla sepoltura classica, per “salvare” il pianeta: l’idrolisi alcalina e il compostaggio. Un’idea che si inchina all’utilitarismo del mondo e ignora che la sepoltura è “segno” con cui si confessano precise realtà di fede trasmesse dalla Bibbia.

Un vescovo decide di inviare, in prossimità della Commemorazione di tutti i fedeli defunti, un messaggio alla sua diocesi. Titolo: Alternative ai metodi tradizionali di sepoltura (qui l’originale e qui la traduzione in italiano). In tempi normali ci sarebbe da rallegrarsi che un pastore abbia a cuore che le proprie pecorelle comprendano il senso profondo dell’inumazione e che prendano le distanze dalle alternative, come la cremazione, ormai molto diffusa, la quale, anche quando vi si ricorre senza negare il dogma della risurrezione della carne o mancare di rispetto per quel corpo che è stato tempio dello Spirito Santo, dal punto di vista del segno si allontana fortemente dal significato espresso dall’inumazione.

In tempi normali, appunto, non nel nostro tempo. Perché monsignor Michael Jackels, arcivescovo di Dubuque, negli Stati Uniti, ha invece pensato bene di spronare i fedeli a forme alternative di sepoltura, decisamente più green. La lettera di Jackels è perfettamente in linea con la metodologia “eco” che fa della descrizione catastrofista della situazione attuale la sua chiave di volta, e scarica immancabilmente sull’essere umano la responsabilità di tutto. Già, perché per il vescovo di Dubuque, sull’uomo pesa la colpa di inquinare l’ambiente non solo da vivo, ma anche da morto. Leggere per credere: «Nel mondo, ogni secondo muoiono due persone. Negli Stati Uniti ogni anno muoiono circa 2,5 milioni di persone. Ciò rende la questione delle pratiche di sepoltura un problema ambientale significativo. Si stima che più di 130 miglia quadrate di terra saranno necessarie per le sepolture in terra delle persone che si prevede moriranno nei prossimi vent’anni». Insomma, il pianeta Terra è destinato a divenire un cimitero.

Ma questo è nulla perché, se gli uomini si ostinano a farsi inumare, le risorse naturali vengono sprecate «per produrre bare, il terreno viene riempito di cemento per le volte, e l’acqua freatica viene inquinata dai rifiuti dell’imbalsamazione». Un bel problema. Se la cremazione potrebbe sembrarvi una ragionevole via d’uscita a questa drammatica situazione, vi sbagliate di grosso. Perché è vero che si risparmia terreno, «ma una singola cremazione usa circa trenta galloni di carburante, e sia la combustione che il corpo stesso rilasciano sostanze inquinanti nell’aria». Nemmeno prendere la salma, metterla sotto terra, evitando accuratamente di sprecare risorse per fare una lapide, accontenta il vescovo zelante, perché rimarrebbe pur sempre il problema spaziale: «Consuma ancora terra».

Insomma, campare a lungo significa erodere per troppo tempo le risorse del pianeta, ma anche la morte appare come l’ultimo sfregio fatto a Madre Terra. Che fare, dunque? Una soluzione c’è, anzi due: idrolisi alcalina e compostaggio, già respinte dai “colleghi” vescovi di Jackels (vedi qui). Ve lo spiega l’arcivescovo, che in questo caso non ama la comunione con la propria Conferenza episcopale: «Un’altra opzione è chiamata idrolisi alcalina: una combinazione di acqua calda, liscivia, aria compressa e circolazione usata per liquefare un cadavere in poche ore, cadavere che può poi essere smaltito in modo sicuro nel terreno». Oppure il compostaggio: «Il corpo viene messo in un contenitore, coperto con trucioli di legno, paglia ed erba medica, usando il calore per uccidere i batteri e il flusso d’aria per la decomposizione». E poi diventare un terriccio fertile fertile, che genera nuova vita (qui un video di ideale pia cerimonia di compostaggio). Pensate che sollievo: uscire in giardino e chiedere, davanti a un albero: “Nonno, posso prendere una mela dal tuo ramo”?

Se leggendo queste cose, avvertite un senso di ripugnanza, se vi sembra che la riduzione del corpo umano a rifiuto organico sia un tantino irriverente, ci pensa mons. Jackels a soffocare i moti della vostra coscienza cattolica: «Tutto ciò è più offensivo del processo coinvolto nell’imbalsamazione del corpo, nel vestirlo come una bambola per bambini, e applicargli il trucco? O è più offensivo dell’uso della Chiesa di tagliare il corpo di un santo in pezzi per le reliquie? E la sepoltura tradizionale non è irrispettosa della buona e verde terra di Dio?». L’importante è solo «la disposizione del liquido o della terra in modo reverenziale, come la corretta disposizione delle ceneri».

Se mons. Jackels avesse anche spiegato che Gesù e la Madonna avevano inventato l’opzione Ascensione-Assunzione per rispettare la «buona e verde terra», avrebbe aggiunto una nota di dogmatica incontrovertibilità alle sue stravaganti argomentazioni. Sarà per la prossima volta.

La posizione dell’arcivescovo di Dubuque non dev’essere ritenuta un delirante assolo: cadremmo nel medesimo errore di chi, anni fa, pensava che quanto oggi ormai vediamo proclamato dal vertice della Chiesa fosse una stravaganza che mai avrebbe trovato accoglienza nel popolo di Dio e nei suoi pastori. Mons. Jackels semplicemente spinge fino in fondo la liquidazione del “segno” nella vita della Chiesa: per lui – e per molti altri – basterebbe salvare a parole la fede nella risurrezione della carne e il rispetto del cadavere del defunto, per poi realizzare il contrario. Esattamente come chi straparla di rispetto del corpo dell’uomo vivente, ma poi giustifica qualsiasi aberrazione sessuale o non difende più l’indisponibilità del corpo umano per finalità sperimentali.

Il cadavere dev’essere sepolto nella terra, come il chicco di grano che, per dare frutto, muore (cfr. Gv 12, 24). Ed è sempre l’idea della semina che ricorre anche in san Paolo: «Si semina corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale» (1Cor 15, 42-44). L’inumazione esprime potentemente queste verità rivelate.

L’uomo proviene dalla terra che Dio ha creato, nella quale Dio stesso ha infuso il soffio vitale (cfr. Gn 2, 7); allorché l’alito vitale torna direttamente al suo Creatore, il corpo viene nuovamente affidato alla terra, perché torni ad essere polvere (cfr. Gn 3, 19), in attesa della risurrezione dei morti. L’anima viene direttamente da Dio e a Dio torna direttamente; il corpo viene da Dio, mediante la terra, e, una volta che la morte è entrata nel mondo per il peccato, a Dio ritorna mediante la terra. Non possiamo disporre dei corpi a nostro piacimento.

L’uomo non può essere sottoposto a logiche utilitaristiche e funzionalistiche, non può essere subordinato a quella creazione di cui è signore. Signore del creato, fratello dei suoi simili, creatura di Dio e, nella rigenerazione battesimale, tempio della Santissima Trinità: la sepoltura deve confessare integralmente queste realtà di fede.
Luisella Scrosati, qui.

Come già detto in altre occasioni, questa è una religione fondamentalista altamente pericolosa, che se continuerà a essere seguita e a celebrare i suoi riti, non potrà avere che un unico sbocco:

Continua alla prossima puntata.

barbara

  1. Moriremo tutti.
    Questo è poco ma sicuro, prima o poi moriremo tutti.
    Perchè, allora, massacrarci le gonadi (non scrivo “le palle” per non passare da sessista) con queste menate ?
    Che poi, se la temperatura media si alzasse di 4 (ma anche 5, facciamo 6) gradi, non fra 100 anni, ma pure domani, io ci metterei la firma. Che oggi è dalle 6 che sto in giro e fra acqua e vento sto come un merluzzo surgelato. Sono già al terzo paio di scarpe e al secondo di pantaloni. Stasera butto tanta di quella legna nel camino che alzo il livello di CO2 di tre punti.

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  2. Ho letto proprio ieri nell’opera in otto volumi “Storia d’Italia e d’Europa” che è stato il freddo eccezionale del 1709 a spingere Luigi XIV a cercare invano un accordo per porre fine alla guerra che si sarebbe poi conclusa con i tratti di Utrecht e Rastaadt (1713 e1714). Tutto quadra. Luigi XIV si era finalmente reso conto di avere portato la Francia alla rovina.

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  3. Quando si trattano questi argomenti la cosa importante è non mischiare tra loro i temi e i problemi. Altrimenti poi finisce che si confondano, ad esempio, alcuni gas serra con gli inquinanti. Mi pare se ne sia parlato non molto tempo fa anche su questo blog (l’anidride carbonica è un gas serra, ma non è un inquinante; idem per il vapor acqueo che è il principale responsabile dell’effetto serra).

    “Il vero danno che stiamo creando è quello di distruggere/eliminare fisicamente gli ambienti in cui le specie vivono”.

    Vero. Questo tema è un po’ fuori moda, pare.

    “La distruzione fisica degli ambienti è la prima causa di estinzione di ogni specie e non c’entra assolutamente nulla col riscaldamento globale”.

    Questo non è vero, o meglio, va specificato meglio. La distruzione fisica diretta degli ambienti da parte dell’uomo è una cosa. Poi c’è l’alterazione degli ambienti dovuti al cambiamento climatico (a sua volta in parte dovuto all’uomo, in parte no) e se questa alterazione avviene oltre una certa velocità si può paragonabile a una distruzione. Chiamiamola distruzione indiretta.

    “Il problema della distruzione degli ambienti naturali però è quasi assente nei paesi sviluppati (in cui le foreste stanno solo aumentando) ed è invece terribile nei paesi in via di sviluppo. Per questo non se ne sta parlando più: renderebbe troppo evidente che è la povertà umana che sta uccidendo specie viventi più di ogni altro problema”.

    Anche questo è in buona parte vero.
    Un altro problema è quello dell’inquinamento ambientale, anch’esso meno di moda ultimamente. L’inquinamento (e tutte le tematiche del riciclo/riutilizzo) è più problematico laddove lo sviluppo tecnologico è più indietro rispetto a noi.
    C’è una cosa importante da dire sulle foreste. Un aumento delle foreste non è necessariamente un bene. Dipende da dove queste aumentano. Un paio di anni fa avevo pubblicato un articolo piuttosto interessante su questo tema. Un eccesso di foreste nella Siberia settentrionale, per esempio, non è un bene. In quelle zone, infatti, un aumento delle foreste riduce la superficie riflettente rispetto a puro manto nevoso.

    “Groenlandia terra verde scoperta dai Vichinghi”.

    Ne ho parlato anch’io più di una volta, ma anche qui è opportuno specificare altrimenti qualcuno potrebbe credere che la Groenlandia all’epoca della sua scoperta fosse libera dai ghiacci, il che è ovviamente falso. La Groenlandia ha sempre avuto una copertura ghiacciata di alcuni km di spessore. A essere verdi (più verdi di oggi) erano solo le sue aree costiere meridionali.

    “Non a caso la specie umana si è sviluppata a partire dall’Africa, e non dalla Scandinavia o dalla Terra del Fuoco”.

    Siamo tecnicamente una derivazione dei negri, in pratica dei negri mutati. Quindi il primo che mi dà del razzista perché chiamo orgogliosamente negri i miei progenitori lo butto dentro il Vesuvio.

    “Sepoltura green…”

    OK, anche oggi ci hai fornito un nuovo contributo all’album della neo-psichiatria occidentale.

    “Se leggendo queste cose, avvertite un senso di ripugnanza, se vi sembra che la riduzione del corpo umano a rifiuto organico sia un tantino irriverente, ci pensa mons. Jackels a soffocare i moti della vostra coscienza cattolica”.

    Nessuna ripugnanza, perché è comunque vero che un corpo morto (umano/animale/vegetale) è un rifiuto organico. E per me nessuna coscienza cattolica (considero l’essere religiosi in senso monoteistico – ebraismo/cristianesimo/islam – un disturbo psichiatrico da cui si può guarire). Quello di questo tizio è semplicemente contrario al buon senso e alla dimensione culturale dell’essere umano.

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    • Ma non mi sembra che dica che gli animali si estinguono principalmente a causa di distruzioni dell’ambiente operate dall’uomo: quello che capisco io è che la distruzione dell’ambiente provoca estinzioni di specie animali e che noi, distruggendo prati e boschi per metterci ettari ed ettari di pannelli solari e pale eoliche, contribuiamo.
      Io dico negro (e finocchio zingaro checca eccetera) (oltre che uomo e donna). Quando qualcuno usa l’espressione “persona di colore” regolarmente chiedo quale colore, dato che non mi risulta esistano persone, ma anche animali vegetali minerali, almeno sulla terra, prive di un qualche colore, e quando, con tutta una serie di circonlocuzioni, l’interlocutore chiarisce di chi sta parlando, faccio notare che sta usando una specifica etichetta unicamente per i negri, cosa che mi sembra alquanto razzista.
      (considero l’essere religiosi in senso monoteistico – ebraismo/cristianesimo/islam – un disturbo psichiatrico
      E come consideri l’essere religiosi in senso non monoteistico, come il paganesimo degli indiani d’America – molto apprezzato da una mia ex interlocutrice – con ecatombi di sacrifici umani e l’uso di scuoiare vivi i nemici catturati per rendere loro onore dandogli modo di mostrare la loro eroica capacità di sopportare il dolore?

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  4. Sempre in tema di religione: per non “offendere” quelli che non lo celebrano, nel Regno Unito il governo (ma davvero è conservatore? Di cosa?) ha vietato di parlare di Natale, per una campagna vaccinale del tipo “don’t take Covid home for Christmas!”; mentre contrariamente alle promesse di Macrò, prende piede l’ipotesi di trasformare Notre-Dame in un parco a tema, spinta nientemeno che dall’Arcivescovo di Parigi: https://www.breitbart.com/europe/2021/11/27/notre-dame-to-become-a-woke-disneyland-under-leaked-renovation-plans/
    Per dire: manca più di un mese, ma la paziente islamica (marocchina) che ho visto stamattina mi ha fatto già gli auguri di Natale, visto che non ci rivedremo prima dell’anno prossimo.

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