TEMPI MODERNI

Credo ci stia bene questo post di una dozzina d’anni fa.

RIFLESSIONE

Ho lasciato passare un po’ di tempo, sia perché non ero qui quando è accaduto, sia perché, prima di affrontarlo, avevo bisogno di lasciarlo decantare. Ma adesso bisogna proprio che ne parli. Mi riferisco all’episodio degli studenti che si sono dati a fotografare coi cellulari la donna caduta dal balcone e morta infilzata sulle lance di un cancello. Un solo aggettivo mi viene in mente: incomprensibile. Abbiamo parlato, in un post precedente, del cinismo – vero o solo ostentato – di medici e infermiere, di volontari veri o sedicenti, che devono in qualche modo difendersi dalla sofferenza e dalla morte che li circondano, che devono prendere le distanze dall’emotività che potrebbe bloccarli nell’esecuzione del loro lavoro. Possiamo disapprovare ma non possiamo, almeno in certi casi, non comprendere. Ma che dire del cinismo di questi ragazzi che di fronte a una morte tanto orribile non trovano di meglio che portarsi via la foto ricordo? Che dire di tanta insensibilità? Che dire di un così agghiacciante disprezzo per la vita e per il dolore? Davvero, non trovo risposte.

E ricordo anche l’episodio – non so più dove – dell’uomo caduto sui binari della metropolitana mentre stava per arrivare il treno, e tutti intenti a fotografarlo mentre tentava disperatamente di risalire e poi mentre veniva travolto e ucciso, senza che nessuno pensasse ad allungare una mano e tirarlo su.

barbara

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  1. A Zurigo uno rinco*** dallo smartphone era finito addirittura sotto un treno perchè non ha sentito il segnale del passaggio a livello che si chiudeva e nemmeno arrivare il treno medesimo. E un treno non è silenzioso.
    Se mi ricordo bene era a Stoccarda, invece, dove hanno messo dei LED nella pavimentazione stradale per “ripetere” i semafori perchè tanti erano così rimbambiti dallo smartphone da non guardare se era rosso.
    Sì, gli utenti di smartphone (io non ce l’ho) pare disprezzino anche la propria di vita. Malmessi siamo, come specie umana, mi sa.

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  2. Mi rattrista e mi fà..diciamo arrabbiare, sù di giri..ma mi verrebbe uno sbottare piu’
    truce.
    La povertà..il vuoto accompagnati da tanta, tanta superficialità che albergano troppo
    spesso nella gente.
    Sul campo del lavoro…mentre passavo da un corridoio…sentivo urlare..No!..Noo..
    ..era una collega..
    Mi affacciai ad una finestra…” penzoloni…nel vuoto un uomo…un mio collega lo
    teneva per il polso. Aiuto inutile.
    Era il 3° piano! Vidi il corpo rimbalzare al suolo..
    Non è uguale…ma assistere ad un’ evento così tragico…è qualcosa di talmente forte,
    doloroso…triste. Immagini …momenti che ricordo di essere stato testimone ..di quella
    morte così tragica…una specie di ferita..
    Come si può..immortalare così stupidamente la tragica morte di un’ essere umano,
    dispiaciuto molto anche se fosse stato un’ amila.
    La vita,.. il rispetto per gli altri.

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