I PADRI NOBILI

I padri della situazione attuale, intendo. Sono tre.

Il primo, il vero peccato originale, è il rifiuto arabo. Il rifiuto di quella Risoluzione 181 che raccomandava la creazione di due stati per due popoli: quei due stati per due popoli di cui oggi le anime belle – pretendendolo, non si capisce perché, da Israele – si riempiono la bocca; quei due stati per due popoli che sembrerebbero la panacea di tutti i mali; quei due stati per due popoli che secondo i pacivendoli dovrebbero rendere felici i palestinesi e far sorgere il sole della pace. Due stati per il popolo ebraico e per il popolo arabo – NON per un “popolo palestinese” perché quest’ultimo ancora non era stato inventato, e sarebbero passati circa due decenni prima che a qualcuno venisse in mente di fabbricarlo. I due stati per due popoli, qualunque cosa dichiarino di fronte alle telecamere politicamente corrette, gli arabi non li vogliono. Non solo: non vogliono neppure un solo stato arabo “dal fiume al mare”, non vogliono uno stato di Palestina di nessun tipo, con nessuna estensione, non è mai stato in programma niente del genere. Perfino il presunto laico Arafat – i cui uomini hanno sterminato i cristiani di Damour in Libano al grido di Allah akhbar – lo dice chiaramente: l’obiettivo finale è il grande califfato che copra l’intero mondo islamico.

Quindi è chiaro che il problema per loro non è che cosa faccia Israele, quanta terra occupi, quanti insediamenti costruisca, quanti palestinesi ammazzi: il problema è la sua esistenza, che impedisce la realizzazione del grande califfato islamico. Finché il mondo arabo-islamico non cambierà idea su questo punto, la pace non potrà mai essere realizzata.

Il secondo padre nobile del disastro attuale è Rabin. Quel Rabin che con gli accordi di Oslo ha portato in Giudea e Samaria – aka Cisgiordania aka West Bank – quelli che i palestinesi onesti hanno chiamato “i terroristi di Tunisi”, che hanno distrutto la loro vita e annientato il loro futuro. E dopo averceli portati ha inaugurato due mantra uno più delirante dell’altro: “combattere il terrorismo come se non ci fosse il processo di pace, portare avanti il processo di pace come se non ci fosse il terrorismo” – col risultato di ingrassare il terrorismo a dismisura, nutrendolo col fantomatico processo di pace – e “terra in cambio di pace”, e fino al momento in cui non è stato fermato ha insensatamente continuato a dare terra, terra e ancora terra ricevendone in cambio guerra, terrorismo, morte e distruzione. È stato grazie a lui che Israele ha conosciuto il più devastante terrorismo a memoria d’uomo, reso tra l’altro possibile dai miliardi di dollari affluiti con la nascita dell’Autorità Palestinese. È stato grazie a lui che il terrorismo palestinese ha potuto cominciare a pensare di riuscire davvero a smantellare lo stato di Israele e a impiegare ogni propria energia e ogni propria risorsa per il raggiungimento di questo scopo. Per avere un’idea dell’ottenebramento della sua mente basti leggere queste frasi:

“Le storie di orrore del Likud sono familiari; infatti essi ci hanno promesso anche missili da Gaza. Già da un anno la striscia di Gaza è in gran parte sotto il controllo dell’autorità palestinese, e non c’è ancora stato alcun missile e non ci sarà nessun missile, eccetera eccetera eccetera. Tutte chiacchiere; il Likud ha un terrore mortale della pace. La “pace dei vigliacchi”, questo è il Likud di oggi. Questo non è il Likud di Menachem Begin di benedetta memoria, che ha osato e ha preso iniziative ed era disposto a pagare un prezzo doloroso per promuovere la pace. Il Likud di oggi ha un terrore mortale della pace, e di conseguenza, reagisce in un modo veramente infantile.” (qui, traduzione mia. Chi conosce l’ebraico lo può ascoltare qui)

Se non fosse stato fermato, non so se Israele esisterebbe ancora. Il disastro provocato dalla sua cieca ostinazione ad assecondare il terrorismo palestinese, comunque, è ancora tutto qui.

Il terzo padre nobile del disastro è Sharon. Straordinario eroe di guerra, autore di imprese eccezionali, al tramonto della sua vita il nobile falco si è improvvisamente trasformato in un miserevole pollo. Dopo che il ritiro unilaterale dal Libano aveva fatto aumentare vertiginosamente il lancio di missili sulla Galilea e favorito infiltrazioni e rapimenti sotto lo sguardo benevolo delle forze Onu, anche la mente di Sharon, ottenebrata al pari di quella del secondo padre nobile, ha partorito l’idea che avrebbe completato il disastro: la deportazione degli ottomila ebrei che risiedevano a Gaza nella demenziale convinzione che ciò avrebbe favorito la pace. Chiunque avesse qualche conoscenza di quello scenario e dei suoi attori non aveva dubbi su quali ne sarebbero state le conseguenze, che infatti si sono puntualmente realizzate: carneficina intra-palestinese all’interno di Gaza, aumento esponenziale del terrorismo verso Israele.

Poi, naturalmente, c’è anche un gran numero di figure di contorno, padrini e compari e valletti di ogni sorta che si sono dati da fare a completare il disastro. Ma i pilastri sono loro. Tutto il sangue versato lo hanno sulla coscienza interamente loro.

barbara

  1. Non capisco allora perché l’assassino di Rabin è in galera ,avrebbero dovuto farne un eroe
    Bada bene,non sto dicendo che hai torto,solo poteva esserci un altro modo per”fermarlo”

        • Non ho detto niente del genere. Rabin stava portando Israele alla catastrofe e molti, ubriacati e accecati dall’idea della possibile pace non riuscivano a vedere, o si rifiutavano di vedere, che ad ogni nuovo incontro, ad ogni nuovo colloquio di pace, il terrorismo aumentava, che ad ogni cessione di terra il terrorismo aumentava. “Sacrifici per la pace” li chiamavano, convinti che quando fosse arrivata la pace tutto questo sarebbe finito. Qualcuno di loro forse era davvero cieco in buona fede, ma sicuramente non lo era Rabin, che sapeva benissimo, per esempio, che una parte dei lavoratori palestinesi che entravano ogni giorno, non rientravano la sera, che erano terroristi che con la scusa del lavoro si infiltravano, e ha vietato alle autorità competenti di darne notizia, perché questo avrebbe rovinato la sua idilliaca marcia verso la pace, avrebbe dimostrato che stava portando Israele alla catastrofe.
          Poi, dopo la morte, è stata fabbricata la leggenda del martire della pace, ucciso da chi la pace non la voleva; la verità sta nei documenti: è stato fermato per impedirgli di portare Israele all’annientamento completo. Tutto questo non toglie che chi lo ha ucciso è un assassino, che sconta giustamente la galera. Le due cose – avere salvato Israele e stare in galera per omicidio – non sono affatto in contraddizione.

  2. Comunque Barbara avrei una domanda: gli Stati Uniti come mai ogni volta che Israele avanza sul serio e sembra essere determinato ad andare fino in fondo per sconfiggere il terrorismo subito cercano di frenarlo e non dicono mai chiaramente che è giusto? Quindi sono ipocriti,sostengono Israele solo in apparenza, è corretta la mia osservazione?

    • Gli Stati Uniti, che secondo la leggenda sarebbero i cani da guardia di Israele, in realtà hanno sostenuto Israele solo quando sostenerla coincideva coi propri interessi. Qualche anno fa mi ha contattata, in cerca di informazioni, una laureanda in storia che faceva la tesi sulla guerra del Kippur e aveva avuto modo di mettere le mani su dei documenti desecretati da poco che mi ha poi mandato, e in cui si vede quanto a cuore abbiano le sorti di Israele quando la salvezza di Israele non sia utile a loro. Per non parlare del bordello messo in atto da Obama.
      Quanto al fatto di fermare Israele quando sta vincendo, se hai voglia puoi leggere, o rileggere, un lavoro a quattro mani qui.

  3. Scusi Signora, non avendo altro suo recapito le scrivo qui.
    Poco fa ho ricevuto una mail da Torino in cui si addombra l’idea di sospendere il viaggio in Israele programmato per settembre a cui, se non sbaglio, parteciperà anche lei, bene IO CI VOGLIO ANDARE razzi o non razzi, mi sono spiegato il mio e-mail bressangio@gmail.com per una sua eventuale risposta Giorgio Bressan

    • Non capisco, in quella che ho ricevuto io è scritto
      l viaggio è confermato, ma nel caso in cui sfortunatamente la situazione dovesse continuare ad essere difficile, onde evitare di effettuare un soggiorno
      senza le condizioni di sicurezza, sarà nostra cura cancellare la partenza e restituire l’intera somma versata

      Quindi per il momento è confermato. Se all’ultimo momento dovessero far dipendere la decisione agli iscritti, dichiarerò di voler partire in ogni caso.
      (mi accorgo adesso che dalla banda a destra è scomparso l’indirizzo email: non so quando e come sia successo, provvederò a rimediare)

      • Ah no, è sempre lì invece.
        Per quanto riguarda il viaggio, immagino che un’agenzia, che ha determinate responsabilità, non sia del tutto libera nelle proprie scelte, ossia debba rispettare delle precise regole di sicurezza. Credo che in certi casi intervenga anche d’autorità il ministero degli esteri, quindi se la situazione dovesse essere particolarmente pericolosa potrebbe effettivamente succedere che annullino il viaggio. In tal caso, visto che ci restituiscono i soldi, propongo di usarli per fare per conto nostro, come privati, un viaggio di solidarietà, magari chiedendo all’agenzia di metterci in contatto con eventuali altre persone intenzionate a partire. Magari potrei chiedere ai miei contatti in Israele di organizzarci qualche incontro con qualche autorità, in modo da portare anche ufficialmente la nostra solidarietà. Spero comunque, non tanto per noi quando per gli israeliani che continuano ad essere sotto tiro, che la situazione si risolva ben prima di allora.

  4. Gli articoli sono una fetta di storia di Israele , fra il rimandare ad altri articoli e anche e fatti ad essi collegati. Per quello che mi riguarda …il senso di appagamento nel recepire i tanti fatti accaduti e mai cosi bene documentati. Il quarto potere non è mai
    stato cosi chiaro facendone spesso una lettura legata al propio pensiero un pò lontana
    dalla reale cronaca. Grazie.

  5. Io non sono ebreo, non sono israeliano, non sono cattolico né musulmano. Sono un medico, un pacifista. Ma mi fa rabbia vedere quanta gente che stimo scriva idiozie, su questa guerra, perché disinformata. Posso utilizzare il tuo materiale per fornire (assieme a notizie di storia che si possono trovare ovunque) un po’ di informazione? Grazie.

  6. Fortuna che qualche pacifiSta che non merita il cambio di consonante c’è, vero, Barbara?
    Lui dice che gli fa rabbia etc. etc., ma io oggi ho smesso di leggere in un sito e stornato gli occhi dai commenti perché ero talmente schifata, nauseata che non ce la facevo più.

  7. Basta sentirli parlare, gesti che emanano un livore insensato….Come si sentono cosi
    sensati e nel giusto….
    Non ci sono ne basi ne scusanti per l’ intero atteggiarsi di tutta questa gente.

  8. Pingback: LOS PERROS DE PAVLOV E ISRAEL | NUEVA EUROPA- Nueva Eurabia

  9. Pingback: DUE PAROLE SU SHIMON PERES | ilblogdibarbara

  10. Dici che Rabin è colpevole. Colpevole di non aver capito la crudeltà e la perfidia dei suoi interlocutori e non, secondo me, di aver voluto provare a creare la pace. La colpa è di chi spara, non di chi vien sparato.

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