CHAD GADYA – UN CAPRETTO

Canto inserito nella Haggadah di Pesach nel XVI secolo (qui informazioni utili e testo) e da allora cantato ogni anno come parte integrante delle celebrazioni di Pesach. Io però ve lo propongo nella speciale interpretazione di Chava Alberstein, che vi ha messo una sua aggiunta personale dal momento che, se la storia di base non cambia, poi mi dor le dor, di generazione in generazione, la Storia si incarica di aggiungere nuove tragedie e a imporre nuove riflessioni.

Quest’altra speciale versione italiana che vi propongo invece, è ciò che accade quando due Grandi Maestri prendono in mano un capolavoro e lo fanno proprio. Buon ascolto e buona visione.

AGGIORNAMENTO: il video con le illustrazioni di Emanuele Luzzati a quanto pare non esiste più, quindi vi dovete accontentare di questo:

barbara

STAMPANTE TASCABILE? ORA C’È

(Indovina dove? Indovina grazie a chi?)

Mini stampante portatile “da taschino”, un’idea tutta israeliana

Alcuni ingegneri israeliani hanno realizzato una stampante portatile e robotica. L’intenzione del team, un gruppo di studenti del Jerusalem College of Technology, è quello di traslare l’attuale mercato delle stampanti nel segmento mobile, ormai diffuso. Si tratta di una stampante a forma cubica che misura 100 x 100 x 80 millimetri e può stampare su qualsiasi superficie di un foglio A4. Al suo interno, infatti, sono state posizionate delle ruote che permettono al piccolo robot di muoversi sulla superficie gestendo così l’area di stampa e il testo o l’immagine da stampare, rigorosamente in scala di grigi. Su Kickstarter la campagna sta ottenendo buoni risultati: dei 400.000 dollari richiesti come traguardo, al momento sono stati raggiunti quasi 195mila e la cifra è in continua crescita. Vari premi per i “backers”: T-shirt ma anche edizioni limitate della stampante portatile una volta che verrà commercializzata. “Abbiamo osservato le stampanti odierne e abbiamo visto una grossa scatola ingombrante con la testa che si muove a destra e a sinistra” ha commentato Jonathan Stein, designer presso lo ZUtA Labs che ha contribuito alla concretizzazione del progetto. “Allora abbiamo pensato: perché non prendere la testa e inserirla in un robot?” La composizione della stampante portatile, infatti, è estremamente semplice: la testa poggia su un paio di ruote ed è supportare da una batteria ai polimeri di litio ricaricabile tramite USB in circa 3 ore. Secondo le stime ufficiali, impiega 40 secondi a stampare una pagina A4 completa, la batteria a carica completa dura un’ora e l’inchiostro presente copre 1.000 pagine. “Quando abbiamo pensato per la prima volta di creare una stampante, la cosa più importante per noi era averne una di piccole dimensioni. Sapevamo che avremmo dovuto utilizzare ogni singolo centimetro. Volevamo una stampante da taschino che potesse stampare immagini precise su un foglio di qualsiasi dimensione”. Nonostante il risultato raggiunto, gli ingegneri non si ritengono soddisfatti: “Abbiamo dovuto tenerla piccola ma ora dobbiamo lavorare sullo sviluppo di parti personalizzate ancora più piccole così da rendere il robot meno ingombrante e fare diventare realtà questo incredibile dispositivo” ha spiegato Leon Rosengarten, ingegnere robotico. L’attuale tabella di marcia prevede l’inizio della produzione a settembre 2014 e la commercializzazione non prima di gennaio 2015 per coloro che hanno donato denaro tramite Kickstarter.

(International Business Times, 11 aprile 2014)


Perché le pecore al macello si sono stufate di andare al macello. Le pecore al macello hanno deciso che ne hanno abbastanza del ruolo di vittime sacrificali che il mondo ha deciso di attribuire loro. Le pecore al macello hanno rialzato la testa, hanno costruito uno Stato, si sono armate, e dall’interno di questo Stato armato mostrano al mondo che cosa sono capaci di fare, quando non vanno al macello.
Fra poche ore inizia Pesach, la pasqua ebraica: la festa della liberazione dalla schiavitù, la festa della presa di coscienza della propria identità di popolo (magari, se vi va, andate a leggere questo) e della scelta di essere un popolo libero nella propria terra. A tutti gli amici auguro hag Pesach sameach – e, naturalmente, leshana haba b’Yerushalaim.

(Post scriptum: per i prossimi due giorni vi ho programmato qualcosa, così non rischierete di andare di nuovo in crisi d’astinenza)

barbara

POST POST SCRIPTUM: qui.

27 MARZO 2002

Dieci anni fa la mattanza del Park Hotel a Netanya, durante la celebrazione di Pesach: trenta morti, parecchi dei quali anziani sopravvissuti alla Shoah, e centoquaranta feriti, venti dei quali molto gravi. Questi i volti delle vittime


e questi i loro nomi:

Abramovitch, 63, of Holon
David Anichovitch, 70, of Netanya
Alter Britvich, 88, of Netanya
Frieda Britvich, 86, of Netanya
Andre Fried, 47, of Netanya
Idit Fried, 47, of Netanya
Dvora Karim, 73, of Netanya
Michael Karim, 78, of Netanya
Eliezer Korman, 74, of Ramat Hasharon
Yehudit Korman, 70, of Ramat Hasharon
St.-Sgt. Sivan Vider, 20, of Bekaot
Ze’ev Vider, 50, of Moshav Bekaot
Ernest Weiss, 80, of Petah Tikva
Eva Weiss, 75, of Petah Tikva
Anna Yakobovitch, 78, of Holon
George Yakobovitch, 76, of Holon
Sgt.-Maj. Avraham Beckerman, 25, of Ashdod
Shimon Ben-Aroya, 42, of Netanya
Miriam Gutenzgan, 82, Ramat Gan
Amiram Hamami, 44, of Netanya
Perla Hermele, 79, of Stockholm, Sweden
Marianne Myriam Lehmann Zaoui, 77, of Netanya
Lola Levkovitch, 70, of Jerusalem
Sarah Levy-Hoffman, 89, of Tel-Aviv
Furuk Na’imi, 62, of Netanya
Eliahu Nakash, 85, of Tel-Aviv
Chanah Rogan, 90, of Netanya
Irit Rashel, 45, of Moshav Herev La’et
Clara Rosenberger, 77, of Jerusalem
Yulia Talmi, 87, of Tel-Aviv

In quel di “Palestina”, nel frattempo, si celebra lo strepitoso successo di questa eroica azione di resistenza.

barbara

UN CAPRETTO

L’originale, in yiddish, si intitolava Dos kelbl, il vitellino. Herbert Pagani, nel suo originale rifacimento della canzone, lo ha trasformato in capretto: sicuramente per evidenti questioni metriche ma anche, forse, per un richiamo al capretto di cui si narra nel corso della celebrazione di Pesach, storia alla quale si è a sua volta ispirato Angelo Branduardi per una delle sue canzoni più famose, Alla fiera dell’est. Qui ve lo propongo con uno straordinario video inedito e con una speciale “aggiuntina”…
Buon ascolto e buona visione.

barbara