CHI SPECULA SUGLI ANIMALI? (PARTE SECONDA)

E passiamo alla disinformazione a manetta messa in atto da LAV e animalari vari misti, cominciando da quella sulla sperimentazione animale. Disinformazione che comincia con il lessico, ossia col vizio congenito di chiamare vivisezione qualunque tipo di sperimentazione animale, così, pour épater la bourgeoisie e farla saltare inorridita. Come se qualcuno mi desse una pacca sul culo e io mi mettessi a strillare che sono stata stuprata: che cosa ne direste? Premesso che chi si è azzardato a toccarmi il culo senza la mia autorizzazione si è ritrovato permanentemente vaccinato dalla tentazione di riprovarci, uno stupro è uno stupro e una pacca sul culo è una pacca sul culo. E se dopo esservi mobilitati in seguito alla mia denuncia di essere stata stuprata scopriste che in realtà mi è stata data una pacca sul culo, continuereste a solidarizzare con me? Continuereste a credere ciecamente a tutto quello che dico? Senza neppure provvedere a verificare? Che poi, volendo, ci sarebbe anche quel tizio che mi ha ficcato una mano sul culo per spingermi verso riva mentre rischiavo di annegare perché nella posizione in cui si trovava il culo era l’unica parte del mio corpo che poteva raggiungere. O quello che mi ha energicamente schiaffato una mano sul culo a bordo di un aereo sovietico (c’era ancora l’Unione Sovietica, all’epoca) per bloccarmi mentre stavo per sedermi sul sedile sporco di vomito – che poi, quando siamo atterrati, ho capito perché potesse capitare che qualcuno vomitasse. Cioè, ci sono anche toccate di culo così, per dire. Ecco, LAV e animalari vari misti fanno esattamente così, strillano allo stupro per ogni toccata di culo, fatta magari per salvarvi dal peggio. E con questo improprio uso del lessico e con tutti gli altri mezzi a disposizione fanno, come detto, disinformazione a manetta. Sulla sperimentazione animale, come dicevo, ci hanno ormai abituati a quelle famose cose che voi umani eccetera eccetera, di cui è assolutamente impossibile dare una panoramica completa, e quindi darò solo un microscopico campione, invitandovi a leggere uno, due, tre e quattro.
Un altro esempio di attivismo la LAV lo dà nel diffamare e calunniare Telethon: il problema, evidentemente, è che Telethon lavora in maniera decisamente più seria di loro, e per questo dà fastidio. Tanto, di imbecilli pronti a bersi qualunque idiozia, se ne trovano a carrettate.
(continua)

barbara

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NON DITELO AGLI ANIMALISTI!

Una notizia straordinaria sul fronte dell’Alzheimer: all’Università di Tel Aviv il team della professoressa Ilana Gozes ha individuato una proteina che è naturalmente preposta alla protezione delle cellule cerebrali. Il suo utilizzo medico per la protezione delle funzioni cognitive, non solo le difende dal degrado, ma è in grado di RIPRISTINARE tali funzioni. Per ora siamo ancora ai topi ma questa ricerca ha tutti gli aspetti di una breccia nei misteri che avvolgono la terribile malattia. (qui l’articolo completo).
illana-gozes
Ecco, ora, se lo vengono a sapere gli animalisti, cercheranno come al solito di boicottare la ricerca (non fatevi illusioni: i topi sono infinitamente più importanti, più preziosi, più sacri dei vostri nonni). Parleranno, come al solito – e come sempre del tutto a sproposito – di vivisezione, terribile parola che evoca sangue, cervelli scoperchiati, pance aperte con le budella in mostra, tubi e cavi peggio di una centralina infilati da tutte le parti, tutta la solita paccottiglia di fotomontaggi splatter con cui vogliono colpirci al cuore e impedirci di ragionare. E, soprattutto, cercheranno di convincerci che tutte queste sperimentazioni sono del tutto inutili, peggio: dannose (giuro, l’ho letto: c’è un sacco di gente che muore per colpa delle sperimentazioni animali mentre potrebbero salvarsi con le cure “vere”. Magari quelle di Vannoni, chissà). Intendiamoci, non è che io auguri a tutta questa bella gente di beccarsi qualcuna di quelle malattie che si guariscono con cure sperimentate sugli animali e che loro sicuramente, per coerenza, non cureranno, morendo così con aspri duoli peggio di Bertoldo. Ma se dovesse capitare, non ci si aspetti che io mi commuova.
E, come sempre, FORZA ISRAELE!

(Poi vai a leggere questo. E non azzardarti a non farlo)

barbara

PER ME È PERVERSIONE. DELIRIO. PSICOPATIA ALL’ULTIMO STADIO

Alcuni giorni fa ha fatto scalpore la notizia che Marius, una giraffa dello zoo di Copenhagen, era stata uccisa e poi sezionata e data in pasto ai leoni. Ne ho accennato anch’io, senza conoscere assolutamente niente del contesto. E non avrei dovuto. Poi ho trovato un post che spiega esattamente la situazione, che spiega le ragioni per cui sono state scartate tutte le soluzioni alternative. Un post pacato, non di pancia ma solo di testa. In cui la titolare del blog – che in campo animale non è una pincapallina qualsiasi – non prende posizione, non dà ragione allo zoo, non dice che ha fatto bene a fare quello che ha fatto: semplicemente spiega perché è stato fatto.
Si può non essere d’accordo. Si può non essere convinti che quelle ragioni siano ragioni valide. Si può disapprovare sia l’operato dello zoo che il post in questione. Quello che non si può fare è ciò che è stato fatto in molti degli oltre 200 commenti che seguono il post. A parte il solito scatenamento dei cinquanta milioni di commissari tecnici che abbiamo in Italia che sanno perfettamente come si fa a far vincere la squadra (tipo “se si vuole le soluzioni si trovano”, senza, beninteso, essere in grado di proporne una di attuabile, e senza essere in grado di contestare ragionatamente gli argomenti con cui le alternative erano state scartate), a parte questo, dicevo, in questi commenti è stato chiamato in causa Hitler. È stato chiamato in causa il Mein Kampf. È stata chiamata in causa Auschwitz. La titolare del blog è stata chiamata nazista. È stata chiamata idiota. Per quattro volte un commentatore, prima di essere bannato, le ha augurato di venire stuprata. A uno che aveva apprezzato quanto scritto è stato detto: “Spero che i suoi nipoti tra qualche anno vengano da lei con il colpo in canna come hanno fatto i danesi con la giraffa. Così magari in quel momento capirà la differenza tra la necessità e la morale”.
A me, sinceramente, questa gente fa paura: persone che in nome del loro presunto amore per gli animali trovano ragionevole augurare stupri e assassini (e augurano a Caterina di crepare per salvare il pesce rosso) non mi sembrano molto diversi da quelli che sono pronti a uccidere in nome della lotta proletaria o della causa dell’islam. Sono o di un cinismo sconfinato, incapace perfino di concepire il rispetto e la morale, o estremisti invasati capaci di qualunque crimine in nome della propria ideologia, ed esattamente come le brigate rosse o gli estremisti islamici, sono un pericolo per l’umanità.
Un’altra cosa che non saprei se definire tragica o comica – ma sicuramente la posso definire grottesca – è quella di mettere sul banco degli imputati la nostra “visione antropocentrica”. No, scusate, ma che altro cavolo di visione dovremmo avere? Formicocentrica? Lombricocentrica? Topogigiocentrica? Che poi uno magari ci potrebbe anche pensare su, se almeno un lombrico avesse la cortesia di farci sapere quale diavolo sia la sua visione. Poi resta da chiedersi se, per par condicio, chiederemo al leone di assumere una visione gazzellocentrica. La diagnosi, chiaramente, è quella che ho enunciato nel titolo: perversione, delirio, psicopatia all’ultimo stadio.
Naturalmente poi – quasi superfluo dirlo – molti di questi animalisti integralisti sono di quei bei tipi che si tengono il gatto in casa, depredandolo della sua vita naturale, condannandolo a una prigione “fine pena mai”, nutrendolo con degli assurdi croccantini o con scatolette di carne di animali macellati apposta per nutrire gli animali degli animalisti. E spesso sterilizzati (la sterilizzazione, essendo un intervento che si effettua introducendo uno strumento in un corpo vivo, è una vivisezione a tutti gli effetti: lo sapevate? Ci avevate mai pensato?).

Comunque, se volete leggere il post e i relativi commenti, li trovate qui. E concludo con un breve articolo di Giulio Meotti.

Gli animalisti sono pericolosi

In nome della “compassione”, la Danimarca ha proibito la macellazione rituale ebraica kosher. Il ministro dell’Agricoltura Dan Jørgensen lo ha spiegato così: “I diritti degli animali vengono prima della religione”. E’ la stessa Danimarca che si è posta l’obiettivo di diventare per il 2030 una “nazione senza bambini Down”, tramite un progetto eugenetico di selezione della specie. Come la Spagna zapaterista, che estendeva ai gorilla i diritti umani ma intanto abortiva 16.133 bambini in cinque anni perché portatori di qualche forma di handicap. Come il super animalista Peter Singer, che vuole uccidere i neonati emofiliaci e disabili. Tutti degni eredi di un altro animalista, anti-vivisezionista, salutista e progressista vissuto settant’anni fa e raccontato qui. Leggendo la Danimarca mi tornano in mente le parole di un grande rabbino, Yerucham Levovitz, che visitando Berlino tra le due guerre vide animali domestici vestiti con pantaloni e pullover. Il rabbino commentò: “In un posto in cui trattano gli animali come se fossero esseri umani, massacreranno esseri umani come se fossero animali”.

barbara

UNA PAROLA EBRAICA SULLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

Con una premessa: si va sempre più diffondendo l’uso del termine “vivisezione” come sinonimo di sperimentazione animale; si tratta di vero e proprio terrorismo verbale, più o meno come se, per aggiungere pathos e mostrare quanto siano orrendamente criminali tali pratiche, chiamassi “aborto” tutte le forme di contraccezione, dalla pillola al preservativo alla retromarcia. Notando peraltro che nessun integralista cattolico, che io sappia, per quanto inflessibile nel condannare qualunque tipo di pratica contraccettiva, si è mai sognato di definirla aborto, il che dimostra che gli integralisti animalisti sono molto peggio degli integralisti cattolici.

In questi giorni è tornata alla ribalta mediatica la discussione sulla sperimentazione animale, originata da un video trasmesso da una giovane affetta da una grave malattia genetica e curata grazie a farmaci saggiati su animali. La ragazza è stata oggetto di insulti vergognosi e allucinanti da parte degli animalisti, un fatto che, nonostante le scuse manifestate da alcuni loro rappresentanti, la dice lunga sull’emotività e la mancanza di raziocinio con cui il problema è affrontato.
Cosa dice l’ebraismo sulla sperimentazione animale? Come in tutti i casi concernenti la salute e la medicina, la Halakhà (legge ebraica) si appoggia sui pareri degli esperti (medici, ricercatori), i quali pressoché all’unanimità sostengono che il progresso medico e le conoscenze scientifiche non possono prescindere dalla sperimentazione su animali (e, successivamente, su esseri umani). Ma – e qui interviene la Halakhà come anche l’etica generale – la sperimentazione deve essere regolamentata. Anche quella sugli animali può essere intrapresa solo se non ci sono altri mezzi per ottenere le stesse informazioni (ad esempio, utilizzando microrganismi o colture cellulari). Inoltre, si deve fare il possibile per prevenire inutili sofferenze all’animale o far di tutto per alleviarle. Il divieto di procurare dolore agli animali (tzà‘ar ba‘alè chayìm) è una delle esplicite proibizioni della legge ebraica e numerosi riferimenti a questa norma si trovano sia nella Bibbia che nel Talmud.
Ormai in molte università e centri di ricerca del mondo (inclusa l’Università Ebraica di Gerusalemme), chi effettua sperimentazioni sugli animali deve prima frequentare degli appositi corsi di etica. Una volta non era così. Quando io ero giovane studente di biologia non c’era questa sensibilità e nei laboratori si usavano gli animali senza particolari preoccupazioni. Le cose sono cambiate anche grazie ai movimenti animalisti. Non a caso, quando nei laboratori di ricerca si è costretti a provocare la morte di un animale, non si usa dire “uccidere” ma “sacrificare”, sia in italiano che in inglese ed ebraico e immagino nelle altre lingue, a riprova del carattere sacro della vita di ogni essere animale. Ma come in tutte le questioni, bisogna avere un atteggiamento critico e raziocinante. Impedire la sperimentazione sugli animali quando questa è essenziale per l’avanzamento della conoscenza e per testare terapie farmacologiche è assurdo. Si rischierebbe di diventare come “coloro che sacrificano gli uomini e baciano le vacche”, per usare le parole del profeta Osea (13:12). Questa frase fu usata negli anni ’30 del secolo scorso dai rabbini europei per descrivere le leggi naziste a favore degli animali.

rav Gianfranco Di Segni, Istituto di Biologia Cellulare e Neurobiologia del CNR – Collegio Rabbinico Italiano

In effetti l’impressione è che, come i filopallestinari non sono affatto mossi da amore per i palestinesi bensì da odio antiebraico, una gran massa di sedicenti “animalisti”, più che da amore per le bestie siano mossi da un grande odio contro l’umanità (i filopallestinari sbraitano per ogni terrorista palestinese ucciso da Israele ma per le migliaia di palestinesi fatti fuori da re Hussein, da Assad e altri non muovono un dito. Gli animalari sbraitano per ogni topo usato per la sperimentazione, ma per i milioni di topi sterminati con le derattizzazioni non muovono un dito. Stessa filosofia, stessa disonestà intellettuale e morale). Che potrebbero anche essere affari loro, se non fosse che col loro odio si dedicano anima e corpo alla più criminale disinformazione e pretenderebbero anche di impedire all’umanità di curarsi.
A chi invece è interessato a un’informazione seria – e magari anche a sapere che cosa significa “vivisezione”, del cui significato la maggior parte di coloro che se ne riempiono la bocca non ha la più pallida idea – suggerisco di leggere questo articolo. Qui invece potete trovare uno dei tanti esempi del terrorismo messo in atto da questi campioni dell’amore universale, che agli umani antepongono le bestie (d’altra parte si sa che ognuno tende ad amare i propri simili)

barbara