E QUESTE SÌ CHE SONO SODDISFAZIONI!

Amira Hass, la donna che dell’odio per Israele ha fatto una ragione di vita, la donna che su tale odio ha costruito la sua carriera di giornalista, la donna che assecondando tale odio ha scelto di vivere a Gaza e a Ramallah, la donna che in nome di tale odio ha giustificato, quando non addirittura esaltato, qualunque forma di terrorismo, la donna che in onore di tale odio ha mentito e calunniato, questa donna è stata buttata fuori dall’Università di Birzeit presso Ramallah PERCHÉ EBREA.
Adesso vado a brindare.
amira-hass
barbara

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RICORDIAMO CHE COS’È JCALL

Qualcuno, vuoi per ignoranza, vuoi per malafede, vuoi per intenzionale ignoranza programmata dalla malafede, si ostina a credere, o a fingere di credere, che JCall sia un movimento filoisraeliano. E dato che tutti sanno che JCall è finanziata da capitali arabi, di malafede ce ne vuole davvero tanta per poter raccontarsi e raccontare che sia una roba filoisraeliana, ma si sa che la fede è in grado di smuovere le montagne, figuriamoci se non è capace di smuovere le cattive coscienze. Comunque. Giusto come piccolo promemoria, propongo questo breve articolo di qualche giorno fa firmato dal giovane e bravo Daniel Funaro.

Il viaggio di JCall

Leggo da questa rubrica che in questi giorni si sta svolgendo  il viaggio di una delegazione di JCall in Israele e nei territori palestinesi. Per chi non lo sapesse, JCall è quell’organizzazione che, in nome della ragione, ritiene che il pericolo per lo Stato d’Israele non siano tanto i suoi nemici che vogliono distruggerla, come Hamas, Hezbollah o l’Iran, ma il fatto che esistano delle colonie. Non stupisce quindi che nell’incontro di martedì con il Primo Ministro palestinese Salam Fayyad, nel discorso del rappresentante di JCall, non vi fosse un minimo cenno di solidarietà alla famiglia dell’israeliano, padre di cinque figli, ucciso da un terrorista palestinese alla fermata dell’autobus di Tapuach, poche ore prima. Terrorista che fra l’altro apparteneva a Fatah, la stessa organizzazione di Fayyad. Eppure un accenno alla notizia c’era; si diceva che un palestinese e un colono (non un israeliano?) erano morti, senza sentire per esempio il bisogno di dire chi fosse la vittima e chi il carnefice, o come fossero andate le cose. Non che a Ramallah non lo sapessero, ma pare che si siano stupiti anche loro che tale notizia invece che essere accompagnata dalla richiesta di farla finita con il terrorismo, fosse invece associata ad un appello affinché le violenze dei “coloni” smettessero. Quelle dei “coloni” capito? E questi cari signori che leggete, sarebbero i nostri intellettuali, la coscienza critica del popolo ebraico. Quelli che affermano che esiste una crisi etica e democratica all’interno dello Stato d’Israele. Quello stesso Stato che, al contrario di come hanno riportato loro, il palestinese che ha compiuto l’attentato ha evitato di ucciderlo nello scontro a fuoco, ferendolo solo lievemente per poi curarlo in un ospedale israeliano, prima di metterlo in prigione. Una lezione di etica e democrazia che a quanto pare, i personaggi più in malafede, non vogliono imparare e non impareranno mai.

Daniel Funaro

E non è certo un caso che a JCall aderiscano tutti gli ebrei rinnegati di nostra conoscenza, quelli che dalla storia non hanno imparato niente, quelli che ancora si illudono che nutrendo il coccodrillo con la carne dei propri fratelli, verranno risparmiati, quelli che hanno dimenticato che i kapò sono stati infornati per ultimi. Ma SONO STATI infornati.

barbara

MI STUPISCO DEL LORO STUPORE

Mi riferisco all’uscita di Berlusconi. E alla presa di posizione più o meno unanime contro le sue vergognose affermazioni. Ma, io mi chiedo, davvero qualcuno riesce ancora a sorprendersi  di quello che esce dalla bocca di quest’uomo? (Sì vabbè, uomo, insomma…) Stiamo parlando – limitandoci al tema in questione e tralasciando la sconfinata mole di ciò che ha detto e fatto in innumerevoli altri campi – dell’individuo che ha devotamente baciato le mani a uno dei peggiori nemici di Israele, che ha reso il proprio Paese completamente judenrein.

Stiamo parlando dell’individuo che si diletta a intrattenere il proprio pubblico raccontando immonde barzellette antisemite. Stiamo parlando dell’individuo che dopo essere stato in Israele ha fatto visita ad Abu Mazen rispondendo alle sue domande come solo un colossale coglione può fare. Stiamo parlando dell’individuo che all’Europarlamento si è esibito in quella squallida, ignobile sceneggiata del kapò.

E ci vogliamo meravigliare se adesso se ne esce a riabilitare Mussolini? Ma per piacere!

barbara