AVETE PER CASO INTENZIONE DI AMMAZZARE QUALCUNO?

O di smerciare dodici tonnellate di eroina? O di rubare la pensione a qualche vecchietta? O di appostarvi vicino a un asilo per adescare i pargoli e inchiappettarveli? O di rapire un po’ di poveracci per venderli ai trafficanti di organi? Beh, se avete intenzione di fare una di queste cose, o magari – perché porre limiti alla Provvidenza? – anche tutte insieme, mi raccomando, fatelo rigorosamente prima del 22 luglio, perché se no poi non potete più godere dell’indulgenza plenaria e vi tocca andare all’inferno. E se non avete la possibilità di andare in Brasile, assicuratevi che il vostro PC sia ben funzionante, in modo da poter usufruire dell’indulgenza plenaria online.
(No, di commenti non ne faccio. Non che abbia pregiudizi nei confronti del turpiloquio, ma ci sono limiti oltre i quali, almeno in uno spazio pubblico, ritengo inopportuno andare)
papa-francesco
barbara

  1. Non sono, lo ammetto, un grande esperto, e potrei sbagliarmi. Tuttavia, mi pare che l’indulgenza abbia a che fare col tempo da trascorrere in Purgatorio, non all’Inferno. Per non andare all’inferno, basta confessarsi dopo aver commesso il peccato. Quindi, la buona notizia è che i bambini si possono violentare anche dopo il 22 luglio. La cattiva è questa: se, lasciato il bambino, e mentre vi recate alla più vicina chiesa per confessarvi, vi investe una macchina, son cazzi vostri. Attenti, perciò, a attraversare la strada dopo avere violentato un bambino.

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  2. Ciao Barbara. Capisco lo humor ma ci sono delle cose da puntualizzare. L indulgenza cancella i peccati e con quelli diminuisce il tempo in purgatorio ma non è vero che non si va all inferno. Infatti all inferno ci va chi rifiuta Dio. Chi uccide o altre atrocità non è di sicuro in cammino verso Dio. Lui però è sempre misericordioso e una persona lo può sempre abbracciare. Se quella persona cambia vita dopo un’indulgenza plenaria… Che male c’è? Comunque il purgatorio lo farà lo stesso. Se invece non si converte anche dopo quella, per lui non cambierà nulla e starà per sempre all inferno, ossia lontano da Dio.

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    • Fai bene a puntualizzare, ma non è questo il punto: il punto è quello di un tizio che un bel giorno si sveglia di buon umore e decide una bella amnistia generale per i peccati dell’umanità: davvero non riesci a vedere l’indecenza della cosa?

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      • Non cambia le cose. L indulgenza e’ un voler dire che il Padre e’ sempre pronto per perdonare ed accogliere, come ho scritto, e’ un’occasione di conversione. Chi va all’inferno ci va perché vuole andarci e non riesce a sopportare il putridume che ha addosso difronte a Dio. Il risultato finale non cambia. Chi invece si converte sconterà comunque il purgatorio ma potrà salvarsi.

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        • Temo che non ci siamo. Mettiamola così: uno è ricco, va in Brasile e si prende l’indulgenza. Uno non è ricco e non può andare in Brasile ma ha almeno i soldi per avere un pc, si connette e si prende l’indulgenza. Uno sarebbe altrettanto ben disposto ma è un morto di fame, non ha il pc né nient’altro: niente indulgenza plenaria. Tutto questo per decreto di un tizio che un bel giorno si è svegliato e ha deciso così: veramente non trovi tutto questo indecente, immorale, immondo, disgustoso?

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        • No, se uno e’ povero e’ già in grazia di Dio. Infatti Francesco ha detto più volte che è l’Europa il nuovo mondo da evangelizzare. Qui nel vecchio continente abbiamo rilegato Dio in un angolo , non ne abbiamo bisogno, siamo autosufficienti, sappiamo tutto, ci bastano la nostra tecnologia, vogliamo e pretendiamo il controllo sulla vita. Tutto e’ un diritto. Mentre Gesù dice di servire il nostro fratello. Questo lo trovo immondo. Il fatto che avendo la pancia piena ci dimentichiamo di pregare lo trovo immondo. E tu? Che ne pensi?

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        • Penso che stiamo parlando di cose diverse, in modi diversi, da punti di vista diversi.
          PS: chi è povero è già in grazia di Dio? Chiunque? Automaticamente? In ogni caso? Cioè essere poveri è DI PER SÉ una virtù?

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  3. Chiaramente l’indulgenza plenaria ha come requisito la confessione, che ha come requisito il pentimento, il che implica non solo il proposito di non commettere più il peccato, ma anche il pentimento.

    Ora nel caso dei normali peccati, per esempio quelli contro il sesto comandamento, il pentimento coincide più o meno col proposito di non compiere più il peccato, che in effetti sul momento c’è. Se poi il peccato contro il sesto comandamento è stato commesso da solo o in coppia, cambia il numero di preghiere di riparazione. Nel caso due si prega anche per il complice.

    Nel caso di peccati che sono anche reati gravi, tipo la violenza sessuale e l’omicidio, è chiaro che per la riparazione un paio di Ave Pater e Gloria non bastano. Per esempio è richiesto di costituirsi. Infatti se uno non è disposto a fare ciò, è chiaro che non sussiste il pentimento, quindi il sacerdote non può impartire l’assoluzione, e se lo fa il sacramento e sacrilego e il sacerdote e il fedele sono ipso facto scomunicati, eccetto nel caso di pericolo di morte del penitente.

    Inoltre l’indulgenza plenaria non è un invenzione di Papa Francesco. Dal XIV secolo c’è il “Perdono di Assisi”.

    Il 2 Agosto di ogni anno (dalle ore 12.00 del 1° Agosto alle 24.00 del 2 Agosto) oppure la domenica stabilita dal Vescovo si acquista l’indulgenza plenaria (In virtù dei meriti di Cristo sono rimesse le pene temporali che dovremmo scontare in Purgatorio) facendo:

    1. Visita, entro il tempo prescritto, a una basilica minore, la chiesa cattedrale, o una chiesa parrochiale e recita del: Padre nostro Credo
    2. Confessione sacramentale;
    3. Comunione eucaristica;
    4. Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. (almeno un Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre o altre preghiere a scelta);
    5. Disposizione d’animo che escluda ogni affetto al peccato anche veniale.

    Esistono molti altri casi.
    Simili pratiche, in vista di una scadenza temporale precisa fanno parte della pratica ascetica cristiana.
    Il collocarlo in un periodo temporale preciso fa parte della pratica. D’altronde lo scandire il tempo è importantissimo in tutte le religioni.

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    • 1. Non ho detto che abbia inventato lui l’indulgenza plenaria, ho detto che ha deciso lui di stabilirla in questa occasione.
      2. Chiunque l’abbia inventata-fabbricata-istituita, scegli tu il verbo che preferisci, rimane una cosa oscena, immonda, immorale. Soprattutto immorale.

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      • L’immoralità è un fatto soggettivo. Una cosa giusta per me può essere sbagliata per altri e viceversa.
        Tuttavia si pretende si considerarsi oggettivi quando si dice che rubare è immorale perchè a nessuno, neanche ai ladri, piace essere derubato. Allora se assumiamo questo ragionamento a metrica della giustezza di un azione, allora diciamo che rubare è immorale.

        Invece per quanto concerne ad esempio l’essere perdonati di ogni colpa e aver rimesse tutte le conseguenze, non vedo a chi non piacerebbe che ciò gli avvenga, fermo restando i diritti di chi ha subito i torti.

        Per quanto concerne la predestinazione. E’ vero è Dio che decide, ma la dottrina cattolica si fa con non gli aut aut, ma con il et et.
        Siamo predestinati ma anche artefici del nostro destino, proprio come Maria è vergine e madre.

        Ciao 🙂

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        • Ah, morale si definisce come quello che piace a tutti? Interessante.
          Per l’ultima frase, da un punto di vista dell’ortodossia cattolica no, sei proprio completamente fuori: che Maria è vergine e madre è un dogma della chiesa cattolica, che siamo predestinati è eresia al 100%.

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        • Decisamente non volevo dire questo. Non dico che piaccia, ma che in coscienza le persone lo trovino giusto o sbagliato. Molti uomini tradiscono, ma ce ne vuole per star bene con se stessi dopo averlo fatto.

          Anche Ignazio da Loyola ne suo libro “Esercizi spirituali” dice

          [366] Quattordicesima regola. È verissimo che nessuno si può salvare senza essere predestinato e senza avere la fede e la grazia; tuttavia bisogna fare molta attenzione nel modo di parlare e di discutere di tutti questi argomenti.
          [367] Quindicesima regola. Abitualmente non si deve parlare molto della
          predestinazione; ma se in qualche modo e qualche volta se ne parla, se ne deve parlare in modo che le persone semplici non cadano in alcun errore, come quando uno dice: è già stabilito se io dovrò essere salvo o dannato; perciò, sia che agisca bene sia che agisca male, non potrà accadere diversamente. Così si diventa pigri e si trascurano le opere che conducono alla salvezza e al vantaggio spirituale dell’anima.

          E Sant’Ignazio di Loyola non era eretico.

          Dio già sa chi si salverà o no, Per cui se c’è chi già lo sa, allora ciò e quello che deve avvenire, quindi siamo predestinati. Ma è anche vero che nulla è impossibile a Dio, quindi anche no.

          Riciao

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        • Beh, non è che l’essere stato detto da un santo lo renda molto più logico. O intelligente. C’è stato uno scienziato, per dire, tale Enrico Medi, nientemeno che primo allievo di Enrico Fermi, docente alle università di Palermo e di Roma, deputato alla Costituente, che ha provato a dimostrare la verginità della Madonna con le leggi della termodinamica. Per dire.

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        • E non credo che la termodinamica, che conosco benino avendo sostenuto 3 esami di fisica all’università, possa dimostrare un fatto biologico.
          Sono due cose abbastanza diverse.

          E dove sta la non logicità nei due paragrafi?

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        • Nell’intrinseca contraddizione. Quanto al “ma anche no”, lasciamolo a Veltroni.
          PS: se hai deciso di prendermi per stanchezza, hai vinto. Ti lascio l’ultima parola e che la pace del Signore ti accompagni.

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        • Comunque non volevo dire che fosse un affermazione intelligente perchè scritto dal santo.
          Ma poichè tu ha detto che dire che siamo predestinati è eresia al 100%, io citando un santo importante come sant’Ignazio, oltretutto un santo della Riforma Cattolica, intendevo dimostrare con ciò che non è poi tou court un eresia.

          Ciò che p eretico non è affatto illogico. Semplicemente l’eretico modifica un po’ i presupposti di partenza, come la predestinazione. E questo lo si fa in due modi, o cambiandoli, o come fece Lutero con la predestinazione, anche decontestualizzandola eliminando le opere dalla prassi acetica, che tolte quelle diventa sentimentalismo. La logica poi porta a conseguenze diverse.

          Vabbè ora basta fare il teologo improvvisato.

          Cia<o

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      • Lui però ce l’aveva col mercato delle indulgenze; in realtà non sono abbastanza ferrata in materia da sapere se ce l’avesse anche con il fatto in sé delle indulgenze, comunque è assodato che al suo tempo c’erano, e dunque abbiamo la prova del nove dell’estraneità di papa Francesco alla loro fabbricazione.

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        • Ce l’aveva con le indulgenze in sé, perché la vera sostanza della riforma luterana non riguardava la corruzione della chiesa, ma l’intermediazione della chiesa per far ottenere la salvezza ai cristiani. Ovviamente, ciò non riguardava solo le indulgenze, ma tutta l’impalcatura sviluppatasi nel basso medioevo che aveva come oggetto il procurare la salvezza eterna. Lo stesso Purgatorio fu introdotto in tempi relativamente tardi, e di tutto il meccanismo di intercessioni, messe in suffragio, devozioni particolari non c’era traccia prima dell’anno 1000, come pure del significato particolare (nel senso di strumenti di salvezza) dato alla confessione e all’eucarestia.
          I protestanti, al contrario, si ritrovarono presto a pendere verso la predestinazione, concetto che Lutero avversava, ma rimanenedo sempre sul filo della contraddizione e disputandone aspramente con l’ala riformata, specie calvinista. D’altra parte, pure Agostino pendeva verso la predestinazione, anche se la chiesa cattolica si è sempre data da fare per occultare questa parte della sua dottrina.
          Domando scusa per la saccenza e la semplificazione brutale.

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        • No, hai fatto benissimo ad aggiungere queste precisazioni (avevo dimenticato la faccenda dell’intermediazione, che effettivamente mette in gioco le indulgenze in sé, plenarie o parziali che siano). La dottrina della predestinazione, poi, in contrapposizione a quella del libero arbitrio, ha finito per assumere aspetti davvero deliranti: in sostanza, se Dio ha deciso che tu sei destinato alla dannazione, tu puoi fare una vita da santo senza un solo sgarro, ma non c’è verso: finirai comunque all’inferno. Però non è vero il contrario, ossia che se sei destinato alla salvezza andrai in paradiso comunque, qualunque cosa tu faccia; anzi, se commetti anche un solo, microscopico peccato, quello è il segno inequivocabile che sei destinato alla dannazione. E’ da lì che nasce quella cosa allucinante che va sotto il nome di puritanesimo, autentica apoteosi dell’ipocrisia: poiché la mela marcia può far marcire tutto il cesto (anche se non si capisce come e perché, dal momento che per ogni singola mela il destino è già stato decretato), nel momento in cui si scopre che una mela è marcia, bisogna immediatamente allontanarla dal cesto (il clima di “La lettera scarlatta”, per intenderci). E dato che persone, per quanto sante e oneste, senza cadute non esistono, ecco che l’intera società diventa una ipocritocrazia, la menzogna e la dissimulazione erette a sistema.

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  4. Beh diciamo che in linea di massima sono contraria all’indulgenza plenaria. Se hai commesso un fottuto peccato ne devi pagare le conseguenza, preferibilmente in vita. Purgatorio ed Inferno mi sembrano condanne troppo blande.

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