SHUK CARMEL (11/14)

A Tel Aviv siamo arrivati la penultima sera di viaggio, e prima di cena siamo scesi in spiaggia per aprire una bottiglia che ci era stata regalata e brindare al nostro viaggio alla meravigliosa luce del tramonto – ma io sono anche andata a inzuppare i piedi, perché avere un mare davanti e non entrarci non esiste proprio. E siccome ero appunto occupata a inzuppare i piedi, non ho fotografato il tramonto; se volete averne un’idea, trovate qualcosa qui, nel mio primo viaggio in Israele, quello in cui ho attraversato tutto il Paese da nord a sud e da est a ovest con entrambe le zampe rotte.
La mattina successiva, l’ultima da trascorrere in Israele, era dedicata alle visite, ma giusto in quel momento il mio apparato digerente ha pensato bene di scatenare un bel terremoto, sicché, visto che ne avevo la possibilità, sono rimasta in albergo, raggiungendo il gruppo solo a mezzogiorno. Per la vostra gioia, tuttavia, il breve tempo fra il mio arrivo in città e il momento di riprendere l’autobus per andare all’aeroporto, è stato sufficiente a fare un giro al shuk Carmel e fotografare questa donna drusa (si riconosce dal velo bianco delicatamente adagiato sul capo e sulle spalle) che prepara la pita: prepara l’impasto,
SC 1
lo stende, come i migliori pizzaioli, facendolo roteare e volteggiare in aria;
SC 2
SC 3
quando la sottile sfoglia è pronta, la adagia su questo cuscino
SC 4
per poi con questo rovesciarla sulla piastra ben distesa, senza pieghe o accartocciamenti.
SC 5
E poi vi ho fotografato le caramelle.
SC 6
Sì, a Tel Aviv i pavimenti sono storti. E anche le pareti. E anche i soffitti. E anche gli scaffali delle caramelle, che però non cadono giù perché sono caramelle magiche. Qualche compagno di viaggio ha fatto foto migliori di questa, delle caramelle, ma questa è la mia e quindi vale più di tutte, ecco.

barbara

 

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  1. E se le pareti e gli scaffali non fossero storti come farebbero le caramelle ad entrare nelle bustine portacaramelle? È come per il mare, se fosse dritto come si formerebbero le onde?

    • Mainfatti, è così che funzionano le cose. Vedi le pentole, che invece sono diritte, che per scolare la pasta bisogna alzarle e inclinarle, che costa un sacco di fatica. Le cose diritte sono contronatura.

      • Si fa presente che, come riporta il più autorevole fra i dizionari italiani, dritto viene da directum ossia ciò che è giusto, ragionevole, onesto. Principio di giustizia, dal quale debbono prender norma e misura gli atti della libertà umana. Fig. giusto, onesto, esatto, accorto, sagace. [Detto con una sola parola: perfetto]
        All’ opposto il suo contrario è, secondo i casi torto, tortuoso, cavo.

        Ah, la saggezza degli antichi…

        • Quindi la mia foto, essendo giusta, onesta, esatta, accorta, sagace, rispondente al principio di giustizia e rispettosa della libertà umana, è perfettamente diritta! Grazie!!

  2. Per me..sei stata brava, sei riuscita ad inquadrare tutte quelle caramelle! Se la foto è stata
    fatta così ci sarà un motivo..no!
    Madame la Drusa..ha un’ aria tranquilla..a guardarla trasmette un senso di pace..
    La ragazza nella foto..immagino del gruppo anche se sembra avere dei lineamenti di quelle
    parti.
    La pita..con varie variazioni credo che sia stato un tipo di pane per tanti popoli..
    Pediluvio..credo che sia stato ristoratore…il tramonto non immortalato..non ti preoccupare
    ..ce ne hai mostrati altri. Anche un’ alba!
    Beh…in Israele ci andrei volentieri. Ho un libro illustrato..in inglese di quelli grandi..da biblioteca. Regalo del coinquilino.
    Per adesso..nell’ attuale dimensione…ogni tanto piove qualcosa…” M.B ..simile a B.M..” per
    cui difficile programmare.
    Foto..i pionieri! Immagini che sanno di deserto…e lì fù stabilito che nascerà Tel Aviv!
    Il lavoro, impensabile per altri popoli non ha messo paura tutto affrontato con muso duro,
    senza arrendersi, sperando in un futuro sempre piu’ fruttuoso.
    La loro lotta non finisce nel creare quello che sarà la nuova Israele..ma anche nel difenderla.

  3. Che tipi son i drusi? Sono più tranquilli dei musulmani, vero? (da quel che ho capito, è una religione che origina dall’islam)

    • Ho parlato un po’ anche di loro qui http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2011/02/03/e_quattro_15.html. Poi in questo ultimo viaggio ci sono state spiegate alcune altre cose, fra cui il fatto che il loro numero è sempre lo stesso fin dalla notte dei tempi perché non essendo una religione non ci si può convertire, non essendo una nazionalità non si può acquisire, drusi si nasce e si muore. Poi se ricordo bene la tizia che ci ha dato le spiegazioni ha anche detto che sono state create un tot di anime di curdi e quando uno muore la sua anima entra in un bambino che nasce e quindi anche per questo il loro numero non può cambiare.

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