A DAMASCO C’È UN HITLER DA DESTITUIRE

Il Giornale, 05 aprile 2017

Ha una data di nascita il seme della sofferenza disumana dei bambini che ieri sono morti strangolati dal gas Sarin, alla mercé del gas nervino che procura un’agonia fra indicibili sofferenze. Ha una data quella sicumera hitleriana per cui Assad ha deciso di bombardare Khan Sheikun, nella provincia di Idlib nelle ore del mattino di ieri, e poi di inseguire i feriti con altre bombe negli ospedali dove i medici cercavano, in molti casi invano, di affrontare il gas, invincibile nemico dell’organismo umano. Ma per Assad che ha fatto il 70 per cento dei morti nel conflitto siriano, questa è routine. E lo sta diventando per tutti; che immensa vergogna.
Fu quando nel settembre 2013 Obama annunciò con la sua consueta assertività di toni e di principi che l’accordo stretto con Assad di Siria avrebbe consentito di «rimuovere la minaccia senza usare le armi», che il rais siriano si accomodò sulla sua poltrona a Damasco sicuro che avrebbe potuto fare quel che voleva col sostegno di Putin il grande; degli iraniani, icona della mano tesa degli Usa all’islam; degli Hezbollah milizia la cui ferocia si diparte dal Libano per colpire tutto il mondo.
Obama con quel discorso rinnegò la promessa da lui fatta di intervenire militarmente se il rais siriano avesse di nuovo superato «la linea rossa» ovvero l’uso delle armi chimiche con cui aveva ucciso mille persone a Damasco. Kerry aveva spiegato come si sapesse benissimo che l’uso del gas sarin e di altre porcherie chimiche usate dall’esercito di Assad avesse ucciso quei civili atrocemente perché erano contro il regime.
Fu allora, nel 2013, che la vicenda siriana acquistò sempre più dimensioni bibliche, che furono incrementate le stragi, che l’abbandono di Obama ha spinto Putin a una decisa politica mediorientale, ha gonfiato l’ondata di profughi terrorizzati che ha travolto l’Europa, ha reso l’Iran una potenza militare in cinque Paesi con un’estensione terroristica negli Hezbollah. Assad si approfittò bene della tregua, prese tutto il tempo a disposizione e ancora di più per consegnare parte delle armi chimiche, si calcola tuttavia che da quell’agosto del 2013 con quello che era riuscito a conservare abbia compiuto un’altra quarantina di attacchi con i suoi Sukoi 22.
Da quando la tregua è in atto, ieri è stata una giornata un po’ più pesante del solito: i morti sono un centinaio, mentre in genere Assad ha conservato una sua media di 35 morti al giorno, sempre alla ricerca di bersagli come quello di ieri in seno alle quali individua organizzazioni nemiche come Hayat Tahrir al Sham, che ha sede a Idlib, ma sempre allargando l’obiettivo ai civili e anche ai bambini. L’attacco di ieri è un segnale molto pesante di quanto Assad, da quando Obama decise di non fermarlo, si senta sicuro.
Non teme di riempire il mondo di disgusto e di rabbia. Se ne infischia. Anche Trump, avendo condannato l’attacco, non ha tuttavia annunciato nessun cambiamento di rotta politica. L’ipotesi più probabile è che specialmente dopo l’attacco terrorista di lunedì alla Russia di Putin, forse una reazione islamista al suo impegno militare contro l’Isis in Siria, Assad abbia agito, se non con il permesso, almeno certamente senza ricevere nessun divieto dai suoi alleati russi. E non ha nemmeno temuto di avvicinarsi al confine della Siria con la Turchia: tanto gli è favorevole la geopolitica del momento.
Ma questo è orribile, come si fa a non conservarne la coscienza e a desiderare una reazione? Come si può intenerirsi per quel povero bambino, figlio di tutti noi, affogato e gettato dai flutti sulla spiaggia, e non per le creature uccise dal gas? I bambini di Idlib sono soli di fronte al mondo, nessuno segnerà una linea rossa dopo il fallimento del 2013, se non muoiono in un attacco chimico o in un bombardamento verranno avvolti, su acque in tempesta, dalla coperta della fuga sunnita che investe l’Europa.

Fiamma Nirenstein

Analisi corretta (a parte l’attribuzione dell’ondata di “profughi” che ci stanno invadendo, alla Siria e alle sue vicende), profezia sbagliata: a differenza del suo predecessore, tutto chiacchiere sorrisi ammiccamenti e niente fatti, Trump mi ha immediatamente ricordato il motto di uno stemma che devo ancora avere da qualche parte:
aerob1
veloce, deciso, preciso, centrando perfettamente il bersaglio. Senza proclami urbi et orbi. Come ha detto qualcuno, c’è un nuovo sceriffo in città, ed è bene che tutti se ne accorgano. La stessa Fiamma ne ha dato atto nell’articolo successivo. Personalmente approvo incondizionatamente l’intervento di Trump; come ho già scritto altrove: come qualunque genitore e qualunque insegnante sa perfettamente, non c’è cosa più disastrosa del minacciare e poi non mettere in atto la minaccia. È quello che Obama ha fatto per due interi mandati, stabilendo linee rosse e restando inerte ogni volta che queste venivano superate, dando così un’esplicita autorizzazione ad andare oltre, e il risultato è la macelleria in cui si è trasformato l’intero Medio Oriente, la cui fine è difficile in questo momento ipotizzare. L’intervento di Trump, al di là di ogni considerazione (giusto/sbagliato, efficace/inefficace, buono/cattivo) è, molto semplicemente, LA COSA CHE ANDAVA FATTA, e lui l’ha fatta (e comunque la ritengo una cosa buona, efficace e giusta). Altre opinioni, con qualche sfumatura di differenza nei dettagli, ma pienamente concordi nel merito, sono quelle di Ugo Volli, di Paolo Mieli e di “Parsifal”, tutte e tre meritevoli di essere lette.

barbara

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  1. Il vecchio Baffetto oggiogiorno ne ha almeno due, di eredi, Erdogan e Assad – che ha pure gli occhi azzurri, come Baffetto e come il Duce. Tre se aggiungiamo Al Baghdadi, non lo conto solo perché il suo stato, l’ISIS, è illegale, perciò il califfo è più assimilabile ad un boss mafioso. Ma anche Stalin ha i suoi eredi (vedi il moccioso coreano).

    Gli anni di Odumbo(scusa il nickname, lo faccio per disprezzo) mi hanno insegnato a non credere più nella pace. Non che ci credessi molto neppure ai tempi di Bush.

    Però poi alla fine il ‘blutto e kattivo’ è sempre Trump. Per forza, e repubblicano.

    Hai ragione sui profughi. Non mi risulta che i siriani sono neri, e a me pare che il 100%, se non il 100%, il 99% dei clandestini arrivano dall’Africa nera, e da paesi che di certo in guerra non sono. E quelli bianchi? salta spesso fuori che arrivano dal Marocco.

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    • E, soprattutto, chi scappa da una guerra, PRIMO si preoccupa di portare via dall’inferno moglie e figli, non di scappare da solo, SECONDO quando scappa si ferma nel primo luogo sicuro che trova, in modo da poter tornare a casa appena la situazione si risolve, NON va a decie di migliaia di chilometri di distanza.

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        • A me lo avevano detto a scuola che aveva gli occhi azzurri. Poi non sempre dalle foto si capisce. Se hai gli occhi scuri, potrebbe esserci l’illuminazione che te li schiarisce, o anche il riflesso dell’acqua (a me è capitato una volta mentre ero in piscina. Io gli occhi li ho scuri, ma in quella foto l’acqua si era riflessa sull’occhio in un modo da sembrare azzurri), se li hai chiari, potresti trovarti al buio ed avere le pupille dilatate, oppure l’ombra è proiettata proprio sull’iride e gli occhi possono sembrare scuri.

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  2. Sono più o meno d’accordo, la cosa “curiosa”(ma abbastanza prevedibile, visto il livello intellettivo medio) è che i Fan italiani di Trump, quelli che quando ha vinto le elezioni USA hanno esultato manco avessero vinto un mese di sesso con Scarlett Johansson, adesso sono tutti delusissimi. Ma cosa si aspettavano, che Trump fosse un pacifista anti-americano, o addirittura il servetto idiota di Putin?

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    • Sono gli stessi che strepitano no alla guerra, il terrorismo si sconfigge con l’intelligence, e poi strepitano per mandare in galera gli agenti segreti perché non operano nella legalità: semplicemente si riempiono la bocca di slogan senza neanche sapere di che cosa stanno parlando.

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      • Anche grillini, come Di Maio, e leghisti, come Salvini.
        Quindi non solo pacifisti(quelli se non altro nella loro ottusità hanno una linea di pensiero abbastanza coerente, per loro tutto si risolve col dialogo, usare armi è sempre sbagliato, se c’è un criminale che spara sui bambini gli va fatto capire a parole che sbaglia…e se nel frattempo muoiono altre migliaia di persone, pazienza!), ma persone di orientamento politico assortito(sia di destra, che di sinistra), che non hanno mai nulla da ridire contro le bombe di Putin, di Assad, dell’Iran, ecc.. anzi, non hanno dubbi che quelle bombe siano indispensabili contro il terrorismo, ma hanno reazioni scandalizzate per per qualsiasi bomba USA, Israele e Nato!

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        • Beh, ma anche i pacifisti a tutto tondo sarebbero prontissimi a prendere le armi se si tratta di fare la guerra agli USA o a Israele. Non te le ricordi le comparsate televisive di Gino Strada all’epoca della guerra in Irak, che invitava tutti a fare la guerra santa contro gli Stati Uniti?

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    • Ah, io se è per questo ho conosciuto pure trumpisti italiani che pensavano che Trump fosse filo-palestinese (“perchè è antiimperialista, quindi ontologicamente antiisraeliano”)

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      • E gli omosessuali con la maglietta con la faccia del Che, che quelli come loro li sbatteva in galera? E quegli altri che vanno alle sfilate gay con la bandiera palestinese e slogan antiisraeliani? E i filopalestinesi con la keffiyah giordana, evidentemente ignari del fatto che la Giordania li ha sterminati, i palestinesi, come mai Isaele si sarebbe sognato di fare? A volercisi mettere sarebbe lunga ma lunga tanto la lista.

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