SICCOME HO SEMPRE AMATO I NUMERI

Quando ho sentito degli 11 miliardi di tonnellate di ghiaccio sciolto in Groenlandia, proprio perché è una cifra così terrificante, e come al solito è stata data senza termini di riferimento, mi è venuto da chiedermi: sì, ma in concreto quanto è? Quale percentuale di ghiaccio si è sciolta? Quanto ghiaccio si è sciolto rispetto a tutto quello che c’è? Perché se non prendi i numeri e mi fai due conti, io non posso sapere se è tanto o poco, se è grave o no, se ci dobbiamo preoccupare o possiamo stare tranquilli, se ci dobbiamo suicidare istantaneamente in massa come vorrebbe santa Greta del Ciodue o possiamo almeno fumarci l’ultima sigaretta. Per fortuna qualcuno i conti si è preso la briga di farli. Ascoltiamolo.

Panico per i ghiacciai sciolti in Groenlandia. Ma è tutto normale

di  Franco Battaglia

Non so chi di voi rammenti Il Dentone, esilarante cortometraggio del 1965 con attori di primo piano, e con Alberto Sordi protagonista nella parte di aspirante lettore del telegiornale in qualità di concorrente in un concorso ove tutti gli altri sono raccomandati eccetto lui, il Dentone, che però sbaraglia gli avversari grazie ad una preparazione di ferro e malgrado il difettuccio fisico. Ne consiglio la visione perché fa ridere di cuore, e la cosa non guasta.
Tutta un’altra forza i presentatori dei Tg d’oggi. Col Dentone, nulla in comune: tutti molto fotogenici, questo sì, ma cosa ci sia dietro quel volto, cioè dentro la testa, non è dato sapere.
Ordunque la notizia diffusa da tutti i Tg, locali e nazionali, del 3 agosto è la seguente: «11 miliardi di tonnellate di ghiacci della Groenlandia si erano sciolti il giorno precedente». La notizia farebbe notizia (tanto da meritare di essere letta in tutte le edizioni dei Tg) perché sarebbe mostruosamente preoccupante e come tale viene letta.
A differenza dei moderni colleghi, il Dentone avrebbe fatto l’aritmetica del caso, prima di fare la figura del fesso al cospetto di milioni d’italiani. Avrebbe egli calcolato: 11 miliardi di tonnellate d’acqua fanno 11 miliardi di metri cubi d’acqua; ma la superficie della Groenlandia coperta da ghiacci è 1.7 trilioni di metri quadrati, cosicché dividendo volume per area di base, cioè 11 miliardi per 1.7 trilioni, si ottengono 6 millimetri di altezza.
Allora i ghiacci della Groenlandia si sono assottigliati di 6 millimetri. La cosa è preoccupante? Il Dentone sa che i ghiacci della Groenlandia hanno una profondità media di 2 chilometri cosicché una riduzione di 6 millimetri su un’altezza di 2 chilometri sembra più irrilevante che preoccupante, tanto più che il Dentone sa anche che fra pochi mesi l’estate sarà passata e tutto tornerà come prima.
Ma se non è preoccupante, la cosa è almeno una notizia? Cioè è qualcosa di cui meravigliarsi, tanto da essere declamata in tutti i Tg? Il Dentone conosce anche il calore latente di fusione del ghiaccio, nonché il suo calore specifico, e avrebbe calcolato che la quantità d’energia che il Sole fa pervenire alla superficie della Groenlandia è appunto a quella richiesta per far passare allo stato liquido 11 miliardi di tonnellate di ghiaccio con temperatura di 35 gradi sotto lo zero. Insomma, è accaduto ciò che ci si attende accada, l’evento non desta più meraviglia di quello d’un gelato che si scioglie al sole, e non è una notizia. Il Dentone sarebbe andato dal direttore del suo Tg e avrebbe detto, lui romanaccio doc: io ‘sta fregnaccia non la leggo.
Peccato non ci siano Dentoni in giro. (qui)

Vale poi la pena di ricordare che Groenlandia significa “terra verde”. Vale a dire che quando è stata scoperta e le è stato dato il nome, i ghiacci non c’erano. Vale a dire che quando non c’erano fabbriche e auto e aerei e riscaldamento domestico e sette miliardi e mezzo di persone che inquinano, da quelle parti faceva molto più caldo di adesso.

barbara

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    • E’ il solito giochetto di dare le cifre a metà, il dato assoluto senza la percentuale, la percentuale senza dire di che cosa, o la percentuale senza le percentuali di riferimento (tipo: il 60% degli stupri sono commessi dagli italiani. Esatto: il 60% degli stupri è commesso dal 92% della popolazione residente in Italia, mentre l’8% è responsabile del restante 40%. Ma così non fa più tanto progressista aperto liberale ecumenico bergogliesco).

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      • Riporto quanto accertato dall’indagine Istat del 2014.

        Solo il 4,4 per cento delle donne che hanno dichiarato di essere state vittima di stupro da parte di un italiano ha sporto denuncia, mentre se l’autore è straniero la frequenza della denuncia è sei volte maggiore: 24,7 per cento.

        Oltre nove italiane su dieci, insomma, dichiarano di non aver denunciato il proprio stupratore quando era italiano.

        Le differenze sono ancora più marcate per gli stupri tentati e non commessi: in questo caso, spiega Alleva, (presidente dell’Istat, n.d.r.) «la quota di donne che denunciano, nel caso di un autore straniero, è dieci volte più alta rispetto al caso in cui l’autore sia un italiano».

        Aggiungo io, la popolazione straniera in Italia è composta in misura preponderante da maschi giovani. Raffrontare le statistiche delle vittime di violenza sessuale in base al mero dato percentuale della popolazione italiana e straniera non avrebbe quindi comunque senso, visto che la prima è composta da un numero di donne e di anziani (categorie assai poco inclini allo stupro) percentualmente molto più elevato.

        Questo, proprio per evitare di “citare le cifre a metà”

        https://pagellapolitica.it/dichiarazioni/8138/meloni-sbaglia-non-e-vero-che-il-42-degli-stupri-e-commesso-da-stranieri

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        • dal link da te riportato:

          Prendiamo l’anno più recente per cui si hanno dati, e cioè il 2016. Secondo l’Istat, nel corso di quell’anno, I condannati con sentenza irrevocabile per violenza sessuale sono stati 1.449 (1.432 maschi e 17 femmine). Di questi, 616 (circa il 42,5 per cento) provenivano da Paesi esteri..

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        • Da gennaio a settembre 2018, il totale dei delitti commessi in Italia è calato di più dell’8 per cento rispetto all’anno scorso
          Che cosa mi dici di questa mastodontica cazzata? Che cosa ne sanno dei delitti “commessi”? Gli unici delitti che conoscono sono quelli denunciati. Che diventano sempre meno, dal momento che si sa come va a finire: denuncio l’ex marito che minaccia di uccidermi, ma finché non mi ammazza non gli possono fare niente. Denuncio un furto e so in partenza che neanche provano a cercare. Risultato, rinuncio a denunciare, e così, per miracolo, i “delitti” calano. E tu mi chiedi di prendere in considerazione i “dati” di un lavoro costruito da un simile fallocefalo?

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  1. Blogdibarbara, hai la brutta abitudine di credere di saperne sempre più degli altri, ora pure del presidente dell’Istat a cui dai del fallocefalo.

    Dalle parti mie c’è una colorita espressione per descrivere questo tuo atteggiamento e che non riporto per decenza.

    Per il resto uno stupro è uno stupro a prescindere dal fatto che la vittima trovi o meno la forza di denunciare.
    Concludere per una maggiore propensione degli “stranieri” allo stupro sulla base delle sole denunce, senza tener conto dell’enorme sommerso, è un atto di grave disonestà intellettuale, o nel migliore dei casi di profonda ignoranza.

    Tanto per dire, ragionando sui soli dati giudiziari si dovrebbe concludere che prima degli anni 80 la mafia non esisteva.

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      • “Sbandare” qualche volta è l’unico modo per evitare inferenze a pisello di cane.
        In Italia il 99% dei condannati per corruzione è italiano, eppure da ciò non inferisco che gli stranieri siano più onesti di noi

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        • Ma rispondere una volta – UNA! – nel merito, restare una volta – UNA! – nell’argomento, è al di là delle tue capacità? O è semplicemente che sai scrivere ma non leggere e quindi vai avanti per conto tuo come se gli interlocutori non ci fossero?
          Comunque siccome io non sono ubriaca e non sbando, mi fermo qui; tu vai pure avanti, se ti fa piacere.
          PS: non sapevo che il pene del cane fosse abitualmente chiamato pisello.

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        • Questo Gianluca è un fesso. Sono andato a guardare l’articolo che cita, nel quale le donne che asseriscono di avere subito violenze sono fra i 16 e i 70 anni. Poiché è improbabile che le violenze avvengano a danni delle vecchie, ne risulta che la maggioranza dei casi si sono verificati quando immigrati in Italia praticamente non c’è n’erano, e quindi i maschi italiani avevano il monopolio degli stupri. E sì che lo stesso Gianluca sembra avere qualche idea sulle dinamiche delle violenze, quando afferma che i responsabili non sono normalmente donne o maschi vecchi. Idee che diventano confuse quando passa a considerare la popolazione delle vittime. Il mio consiglio: Gianluca, mettiti a corteggiare Emma Bonino. Ti chiarirà le idee.

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        • Sempre detto che a essere cattivo sei più bravo di me – oltre che in tantissime altre cose, beninteso. La cosa dell’età mi era sfuggita, perché dopo avere letto quella mastodontica cazzata dei reati commessi, confondendo chiaramente commessi con denunciati, dato che se io non denuncio mio marito tu non puoi sapere se mi picchia o no, se mi ruba i soldi dello stipendio o no eccetera, e quindi, dato che moltissimi reati non vengono denunciati, e il perché lo sappiamo, nessuno può sapere quanti ne siano stati commessi, dopo quello, dicevo, il resto l’ho sorvolato.
          Sul fatto che sia un fesso, e in totale malafede, naturalmente non ci piove.

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        • Per essere corrotto devi essere in una posizione di poter garantire vantaggi al corruttore. Visto che il 99.99% delle persone con tali caratteristiche sono italiani, mi sembra scontato che il 99% dei condannati sia italiano.

          Invece per altri reati, come stupri, spaccio etc. etc. l’avere o meno la cittadinanza è assai meno influente. E in quei casi da parte degli stranieri risulta una maggiore propensione a commetterli.

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  2. Blogdibarbara, a me sembra di aver ampiamente risposto nel merito, non con parole mie ma riportando un’indagine dell’Istat, condotta su larga scala (25000 donne) e della cui veridicità e correttezza metodologica non ho motivo di dubitare.

    I dati parlano di una frequenza di denunce per violenza sessuale sei volte maggiore qualora l’aggressore sia straniero.
    Ciò significa che se si prendono in considerazione gli stupri effettivamente perpetrati, non solo quelli denunciati, non vi sono significative differenze di incidenza tra italiani e stranieri.
    Con buona pace della Meloni e delle sue cazzate sovraniste.

    Non ho inteso sviare il discorso ma tentare di farti capire, attraverso i paragoni con la mafia e la corruzione, la fallacia del tuo ragionamento. Tentativo, a quanto pare, fallito.

    Aspetto peraltro una TUA risposta sul merito. In particolare sul perché il presidente dell’Istat sia un fallocefalo quando riporta dati che non ti piacciono.

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    • L’articolo è un minestrone che cerca di dire e non dire; prima fa un gran pippone che “denunciato” non significa, giustamente, colpevole con sentenza passata in giudicato, però poi parla delle omesse denunce come se ad una denuncia corrispondesse esattamente una sentenza passata in giudicato. E quando, en passant, fornisce i dati sulle sentenze passate in giudicato guardacaso salta fuori proprio la percentuale della meloni.

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      • Vale a dire che se racconto che quando sono stata in Sardegna 12 anni fa tu mi hai violentata ma non ti ho denunciato perché non volevo rovinarmi la vacanza passando ore in questura (o perché mi hai violentata in maniera talmente subdola che mi ci sono voluti 12 anni prima di rendermene conto, e ringrazia che non sono stati venti), ciò significa che a) è matematicamente sicuro che tu mi hai violentata; b) è matematicamente sicuro che al processo saresti stato riconosciuto colpevole e avresti dunque ingrossato le file degli stupratori autoctoni.

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  3. @Erasmo
    Fattelo dire con severa ma giusta franchezza.
    Non hai capito un cazzo.
    Lo studio Istat non riguarda i numeri assoluti degli stupri perpetrati dagli stranieri (e allora la tua obiezione sulla minore presenza degli stranieri negli anni passati avrebbe un senso) ma la maggiore propensione delle donne a sporgere denuncia quando lo stupratore sia straniero, propensione che è INDIPENDENTE dal numero di stupri, che possono essere dieci o centomila. Ti mancano le nozioni base, ma proprio base base, della statistica più elementare.

    D’altronde, solo nel vostro iperuranio i reati commessi coincidono con quelli denunciati. E sì che l’esempio della mafia pre-anni 80, che per il sistema giuridico NON esisteva, sarebbe dovuto bastare a farvi comprendere la portata delle vostre minchiate

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    • Amico mio, tu fai parte della schiera infinita dei sapienti di internet. I sapienti di internet conoscono tutto lo scibile (non googlare: vuol dire conoscibile, ma se vuoi sostituirlo devi cambiare l’articolo determinativo) ma sono soprattutto esperti di statistica, avendo letto una poesia di Trilussa, o avendone sentito parlare.
      Per quanto riguarda le tue dotte spegazioni, ti informo che le percentuali si ricavano dai valori assoluti. Uso il presente indicativo, perché non c’è l’eccezione per le donne violentate: prima i valori assoluti, poi le percentuali. La tua confusa idea del “come si fa” andrebbe bene solo in un caso: che la stessa donna avesse avuto un numero uguale di violenze da italiani e da stranieri, in un’unità di tempo abbastanza limitata, e ne avesse denunciati alcuni ma non tutti. Poiché l’ISTAT (o qualunque rilevatore statistico) procede per campioni, tu forse capisci che beccare questi casi è assai improbabile, a meno di avere un campione di 30 milioni di donne. Forse.Capisci. Ma forse no. Se vuoi sapere cos’è un campione statistico, vai pure a documentarti in biblioteca (sconsiglio Wikipedia). Non garantisco che tu capisca, ma almeno ci avrai provato. Comunque, prima di parlare di “nozioni base, ma proprio base base, della statistica più elementare”, bisognerebbe che tu avessi studiato qualcosa in questo campo. Chiaro che chiunque può millantare credito in questa valle di felice ignoranza, per cui tu sarai certamente professore ordinario di statistica alla Sapienza (il che, se fosse vero, non mi sposterebbe di un millimetro rispetto alla stima che ho di quella università). Temo, però, che tu sia semplicemente uno che parla perché ha la lingua in bocca.

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      • “La tua confusa idea del “come si fa” andrebbe bene solo in un caso: che la stessa donna avesse avuto un numero uguale di violenze da italiani e da stranieri, in un’unità di tempo abbastanza limitata, e ne avesse denunciati alcuni ma non tutti”

        Ma qui siamo nel delirio puro. Ti prego fermati, non infierire su te stesso

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        • Dovresti contestare gli studi di statistica del presidente dell’Istat prof. Giorgio Alleva, non i miei, del quale, per tagliare la testa al toro, riporto le parole pronunciate in occasione dell’audizione innanzi alla commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni altra forma di violenza di genere, avvenuta il 27 settembre 2017.

          “È interessante sottolineare che il comportamento di denuncia delle
          italiane cambia notevolmente se l’autore della violenza è straniero: la quota
          di vittime di stupro da un autore straniero che dichiara di aver sporto
          denuncia è infatti oltre sei volte più alta rispetto al caso in cui l’autore è
          italiano. Questo genera nelle statistiche giudiziarie maggiori livelli di
          sommerso per le violenze commesse da autori italiani.”

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        • Vedi, amico mio. I rapporti fra ISTAT e potere politico grondano di vaselina almeno dai tempi di Craxi. Per fare un unico esempio, il capo dell’ISTAT nel 2011, tale Giovannini che qualcuno oggi vuole presidente del consiglio, incaricato di confrontare il costo dei parlamentari italiani con quelli europei, scrisse un papiro di 40 pagine per dichiararsi incapace di rispondere. Perciò, quando l’ISTAT dice una cosa che piace al governo in carica, il sospetto è legittimo. L’articolo che tu citi, di incerto rigore scientifico ma certamente non ostile, aumenta le perplessità. Poiché implicitamente dichiari di essere ignorante di statistica, e ti basi unicamente sull’ipse dixit, credimi: non dovresti fare il saputo.
          (Riguardo alla locuzione “ipse dixit”, ne trovi con facilità il significato e alcuni cenni storici in giro per il web. Sì, è in latino, ma non devi intimidirti. Anche “gratis” è latino, e tu sai che significa).

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        • Non sono amico tuo e di statistica comprendo i concetti basilari di rappresentatività del campione e deviazione standard, che per quello che scrivi ti sono del tutto ignoti.

          E occhio, che stai insinuando il sospetto che Allevi avrebbe manipolato i risultati di un’indagine statistica per compiacere il politico di turno. Così, senza prove, a gratis (visto che ti piace questa parola)

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        • Avevo la sensazione che tu avessi molti difetti, ma adesso vedo che hai il peggiore: delazione con minaccia, o minaccia di delazione.
          E va bene, correrò il rischio (ma perché non mi fai la spia anche a Giovannini?).
          Però è vero che ho scritto una cosa non vera: che tu avessi dimestichezza con la parola “gratis”. Ciò, come si vede qui sopra, è falso, e ne faccio ammenda.
          (Fare ammenda non ha a che vedere con le multe: è un modo di chiedere scusa).

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  4. @shevathas

    Cercherò di risponderti in maniera garbata perché sei persona garbata, non incline come altri all’insulto isterico.

    1) Il corrotto è, in quanto pubblico ufficiale, per definizione quasi sempre cittadino italiano, ma il corruttore, beneficiario del “vantaggio”, può essere chiunque, la cittadinanza è completamente ininfluente.
    La vera ragione per cui ci sono pochi corruttori stranieri è che in genere per corrompere ci vogliono soldi – e tanti – e mediamente di soldi gli stranieri, specie se migranti, ne hanno molti meno degli italiani. A parità di posizione reddituale, probabilmente gli stranieri corromperebbero come e quanto gli italiani.
    Questo solo per dimostrare – per inciso e a voler fare l’avvocato del diavolo – la fallacia logica di un’inferenza tra minore percentuale di corruttori tra gli stranieri in confronto agli autoctoni e maggiore propensione all'”onestà” dei primi rispetto ai secondi.

    2) Credo che converrai con me se dico che per valutare una supposta maggiore propensione ai delitti di violenza sessuale degli stranieri rispetto agli italiani, occorra prendere in considerazione gli stupri effettivamente perpetrati, non solamente quelli denunciati.
    E converrai probabilmente che se la ratio tra stupri perpetrati e stupri denunciati è sei volte maggiore quando l’aggressore è straniero, basarsi sui soli dati delle denunce e delle sentenze passate in giudicato (la violenza sessuale non è reato punibile d’ufficio) non solo è errato ma anche profondamente disonesto.
    A questo punto, delle due l’una:
    – o si critica l’indagine condotta dall’Istat da cui risulta questa frequenza di denuncia sei volte maggiore, ma per farlo mi aspetto che tu abbia qualche elemento in più rispetto al dire che il presidente dell’Istat è una testa di cazzo;
    – oppure, più semplicemente, per una volta almeno si rinuncia all’autosospensione della capacità intellettiva insita nell’incondizionata adesione agli slogan sovranisti e, conti e statistiche alla mano, si ammette infine che questa supposta maggiore propensione degli stranieri a commettere stupri non abbia fondamento alcuno. It’s up to you

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    • 1) non son rare le notizie di “sesso in cambio di permessi di soggiorno”, anche se il dubbio fra corruzione o ricatto rimane.

      2) dovresti stimare il numero reale di stupri partendo dai dati. Peccato che i dati citati siano parziali. La propensione alla denuncia dello stupro dipende dal tempo, se l’indagine fosse fatta in un tempo preciso, gli ultimi 5/10 anni avrebbe fornito dati precisi per stimare il sommerso. Ma per come è presentata è atemporale mentre la propensione alla denuncia dipende fortemente dal tempo. Vent’anni fa c’era ancora molta reticenza a denunciare e trenta anni fa certe cose si cercava di risolverle “in famiglia” nel paesello senza fare scandali. Trent’anni fa poi i migranti erano pochi.
      Questo per dire che con dati veri, ma parziali, il rischio di prendere cantonate è abbastanza elevato.
      Ripeto, se la propensione alla denuncia si fosse riferita all’ultimo quinquennio o all’ultimo decennio avrebbe fornito dati utili, per come è stata fatta invece il dato è inapplicabile alla situazione.
      Inoltre per completezza si dovrebbero considerare anche gli stupri fra le immigrate.

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      • Il tuo ragionamento sarebbe, in parte, condivisibile se e solo se fosse dimostrato che negli ultimi 5-10 anni la propensione delle donne alla denuncia sia significativamente aumentata.

        Ora, che negli anni 50 e 60, in una società ancora patriarcale e contadina, le violenze sessuali passassero quasi sempre sotto silenzio è cosa più che verosimile, ma questo periodo esula dall’indagine dell’Istat, visto che le donne intervistate hanno al massimo 70 anni.

        Ma non vi sono elementi per poter affermare che, dall’avvento del femminismo in poi (il massacro del Circeo, ancor più che Franca Viola, ha segnato lo spartiacque della coscienza femminile collettiva), la propensione alla denuncia abbia avuto variazioni significative.

        Sarebbe, anzi, troppo facile risponderti che quarant’anni fa le donne bruciavano i reggiseni in piazza contro i fallocrati e non c’erano Congressi Mondiali delle Famiglie che dicevano che le donne devono stare a casa. Ma questa è aneddotica. Se vi sono studi statistici in merito (non lo so) sarò ben lieto di essere smentito.

        E comunque resta il fatto – non l’ipotesi – che come il panel dei potenziali autori di reati finanziari è più ampio tra gli italiani per ragioni di censo, il panel dei potenziali autori di reati sessuali è più ampio tra gli stranieri per ragioni demografiche (maggior presenza di maschi adulti; meno donne e pochi, pochissimi anziani). Se proprio si vuole fare un raffronto al fine di valutare la maggiore “propensione” degli stranieri a commettere reati sessuali, lo si faccia almeno tra maschi adulti italiani e maschi adulti stranieri. Ché altrimenti dovremmo tornare a concludere che gli stranieri sono più onesti di noi.

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        • l’indagine istat chiede un episodio nella vita alle donne fra i 16 e i 70 anni, puoi escludere quindi che per le più mature, o anche per le 50enni l’episodio sia stato quando erano piccole?

          Seconda cosa, banale matematica, il rapporto fra condanne per stupro di stranieri e numero totale di stranieri residenti non è influenzato affatto dal numero degli italiani. Idem per il rapporto fra il numero di stupri commessi da stranieri e il numero di stupri totale.

          Per il resto i dati sulla distribuzione della popolazione e dei migranti son noti, nulla ti vieta di calcolare le diverse medie di tuo interesse.

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        • “l’indagine istat chiede un episodio nella vita alle donne fra i 16 e i 70 anni, puoi escludere quindi che per le più mature, o anche per le 50enni l’episodio sia stato quando erano piccole?”

          Non lo escludo certamente ma vista la fascia d’età del panel intervistato gli episodi avvenuti prima degli anni 70 assumerebbero per certo un peso statistico minimo

          “Seconda cosa, banale matematica, il rapporto fra condanne per stupro di stranieri e numero totale di stranieri residenti non è influenzato affatto dal numero degli italiani. Idem per il rapporto fra il numero di stupri commessi da stranieri e il numero di stupri totale.”

          Qui non ho proprio capito cosa intendi significare

          “Per il resto i dati sulla distribuzione della popolazione e dei migranti son noti, nulla ti vieta di calcolare le diverse medie di tuo interesse.”

          Non è così semplice perché alle statistiche ufficiali sugli stranieri residenti occorrerebbe aggiungere il novero degli stranieri irregolari, che inevitabilmente farebbe schizzare verso l’alto la percentuale dei maschi adulti. Comunque la tua proposta è interessante e poi ci provo

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    • Svolgimento: mediante un campione il più possibile ampio e rappresentativo in modo da minimizzare il rischio di difformità tra il dato statistico e quello reale.
      È lo stesso principio su cui si basano i sondaggi elettorali

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        • In un sondaggio statistico esiste la stessa probabilità che l’intervistata riferisca di uno stupro mai avvenuto così come taccia su uno stupro avvenuto, ovvero confonda uno stupratore italiano con uno straniero così come uno stupratore straniero con uno italiano.

          Se il campione è sufficientemente ampio, alla fine gli errori si annullano vicendevolmente e i dati risultano comunque attendibili (nozione del primo anno della facoltà di scienze statistiche).

          Un po’ come nel pallone. Alla fine del campionato gli errori arbitrali a favore e contro una squadra si annullano più o meno tra di loro. A meno di insinuare che sia venduto l’arbitro. O il presidente dell’Istat.

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        • “A) In un sondaggio statistico esiste la stessa probabilità che l’intervistata riferisca di uno stupro mai avvenuto così come taccia su uno stupro avvenuto,
          B) ovvero confonda uno stupratore italiano con uno straniero così come uno stupratore straniero con uno italiano.”
          No e No
          Lei non ha nessun elemento per poter assumere queste simmetrie perché non ha a che fare con dadi con facce uguali o monetine per cui la probabilità di scambiare T con C é la stessa di confondere C con T: dichiarare uno stupro avvenuto pd uno stupro non avvenuto ha conseguenze diverse per la persona che l’uscita di T o C per una moneta.
          In Italia ci sono più italiani che sembrano stranieri che stranieri che sembrano italiani e quindi é più facile confondere un italiano per uno straniero che viceversa. Anche il secondo postulato é sbagliato.

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        • A dirla tutta, è semmai più probabile che le donne, pur nell’anonimato di un sondaggio, tacciano su uno stupro avvenuto, nel tentativo conscio o inconscio di rimuoverlo, piuttosto che inventarselo del tutto. L’equiprobabilità cui accennavo era un’opzione conservativa.

          Quanto al tuo bislacco asserto sugli “italiani che sembrano stranieri” e gli “stranieri che sembrano italiani”, fattelo dire con, anche qui, severa ma dura franchezza, è una COLOSSALE MINCHIATA.
          È vero ESATTAMENTE il contrario.
          Metà degli stranieri in Italia sono “bianchi”, hanno tratti indoeuropei, e sono del tutto somaticamente indistinguibili dagli “italiani”.
          Ti risulta che metà degli italiani abbiano caratteri somatici esotici e possano essere presi per stranieri?
          A me sembra che tu più che di implicazioni epistemologiche sia esperto di supercazzole

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        • Quindi ammetti anche tu che “esiste la stessa probabilità che l’intervistata riferisca di uno stupro mai avvenuto così come taccia su uno stupro avvenuto, ovvero confonda uno stupratore italiano con uno straniero così come uno stupratore straniero con uno italiano.” sono presupposti sbagliati.

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      • Mi dispiace dirglielo perché lei mi pare, o forse lo è statisticamente, una persona educata, ma ho l’impressione probabilistica che lei sia un analfabeta funzionale incapace di distinguere i numeri dal loro significato e le implicazioni epistemologiche delle domande demoscopiche. Comunque, mi fa simpatia.

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  5. Tornando all’argomento iniziale del post, lascerei perdere il sensazionalismo dell’articolo e della scarsa rilevanza degli undici miliardi di tonnellate di ghiaccio perse dalla Groenlandia qualche giorno fa sul totale globale, ma non perderei di vista che, nell’ultimo decennio, la Groenlandia sta perdendo una media di 200 e passa miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno (1 metro di altezza, più o meno, giusto?), mentre nel decennio precedente ne perdeva poco meno di 40 ogni anno (almeno, questi sono i dati che sono riuscito a trovare io, se ne trovate di diversi, li guardo volentieri). Insomma, la velocità di scioglimento (anche) dei ghacci groenlandesi sembra, comunque, in aumento.

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    • No, non ho dati perché non me ne sono mai occupata. Però calcolo che se 11 miliardi di tonnellate sono 6 millimetri, 200 miliardi di tonnellate sono – arrotondando per eccesso per semplificare – 20 volte tanto, ossia 120 millimetri, ossia 12 centimetri. Per sciogliere un metro ci vogliono un po’ più di otto anni, per un chilometro ottomila, per due chilometri sedicimila abbondanti. Io ho già quasi settant’anni e non sono sicura che arriverò a vederlo.

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  6. @gianluca

    “Seconda cosa, banale matematica, il rapporto fra condanne per stupro di stranieri e numero totale di stranieri residenti non è influenzato affatto dal numero degli italiani. Idem per il rapporto fra il numero di stupri commessi da stranieri e il numero di stupri totale.”

    banalmente che quei rapporti non sono affatto influenzati dal rapporto fra numero di stupri commessi da italiani e numeri di italiani.

    comunque ho trovato un mio vecchio articolo dove analizzavo un caso simile; è interessante perché consente di raffrontare le etnie straniere presenti in italia e vedere come per alcune il rapporto fra condanne per stupro e numero di immigrati presenti sia molto più grande per alcune nazionalità rispetto alle altre.

    https://shevathas.wordpress.com/2017/09/28/mentire-con-le-statistiche/

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