COMMISSIONE CONTRO L’ODIO DOVE SEI?

L’era dei fascisti rossi 

Salvatore Clemente October 28, 2019
sbirri
Impediscono comizi politici, manifestazioni culturali, presentazioni di libri, di film, o convegni su temi scomodi come la difesa della famiglia tradizionale. Si considerano numi tutelari della democrazia, ma intellò e centri sociali ormai sono diventati censori violenti: dall’ostracismo degli editori sgraditi come Altaforte alle sedi di Lega e Fratelli d’Italia vandalizzate, dai militanti di destra malmenati ai divieti di commemorare gli infoibati. Tutta la prepotenza della Sinistra Inquisizione.

Si impongono con violenza, a parole e nei fatti. I «fascisti rossi» attaccano, censurano, silenziano voci, idee, iniziative non allineate al politicamente corretto. O semplicemente non gradite al pensiero unico. Poco gliene importa se nella volontà di criminalizzare a ogni costo prendono cantonate clamorose, come è accaduto con il boicottaggio del libro di Mario Giordano che doveva essere presentato qualche settimana fa al Comune di Sesto San Giovanni. Per l’ex consigliera comunale, Olga Talamucci, si sarebbe trattato di un grave affronto alla memoria del padre partigiano, cui è intitolata la sala. Contro l’invasore Giordano ha chiamato alla resistenza tutti i compagni antifascisti, senza sapere che L’Italia non è più italiana racconta quanto il nostro Paese sia finito nelle mani delle multinazionali, che fanno razzie di aziende lasciando a casa i lavoratori. Un tema che avrebbe infiammato anche attivisti di sinistra.

Accade sempre più spesso. Avversari da ridurre al silenzio siamo tutti, basta pensarla diversamente. I pregiudizi ideologici riescono a impedire non solo comizi politici, ma incontri culturali, convegni sulla famiglia, spettacoli, partecipazioni a eventi culturali.

Clamoroso esempio è la seconda esclusione in un anno della casa editrice Altaforte (clic, clic) da una manifestazione letteraria. Dopo il no degli organizzatori del Salone internazionale del libro di Torino alla casa editrice, perché vicina a Casapound e perché avrebbe presentato il libro Io sono Matteo Salvini, intervista allo specchio di Chiara Giannini, un altro veto è arrivato per la sua partecipazione alla fiera di Roma «Più libri più liberi», in programma dal 2 al 5 dicembre prossimi.

Gli organizzatori hanno parlato di indisponibilità di stand, mentre l’editore Francesco Polacchi assicura di aver fatto domanda «nei giusti tempi proprio per avere la sicurezza di partecipare». Il fondatore di Altaforte è convinto che l’esclusione sia per evitare nuove polemiche e lamenta che non ci sia «una formula di garanzia nei confronti di una casa editrice già oggetto di censura da parte degli organizzatori di altre fiere del libro». Se davvero uno stand non salterà fuori per la Fiera nazionale della piccola e media editoria (gli organizzatori non vogliono fornire l’elenco delle case editrici accettate), Polacchi presenterà i suoi libri all’esterno.

Restando nell’ambito editoriale, vale la pena ricordare che, a margine del Salone del libro, il consulente della kermesse, Christian Raimo, attribuì a Pietrangelo Buttafuoco, Alessandro Giuli, Francesco Borgonovo, Adriano Scianca e all’editore/scrittore Francesco Giubilei la colpa di diffondere un «razzismo esplicito». Raimo si è scusato pubblicamente, ma solo con Giuli. Peraltro, la sede della libreria Cultora di Giubilei, nel quartiere Tuscolano di Roma, è stata imbrattata a marzo scorso: sulla saracinesca è comparsa la scritta «servi di una cultura idiota e borghese», con tanto di falce e martello e firma «Partito comunista italiano, sezione Antonio Gramsci».

E come non ricordare le polemiche, le minacce di morte con le quali nel marzo 2018 venne accolto a Padova l’annuncio del fumetto Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana, che racconta la tremenda violenza contro una studentessa istriana, stuprata nell’ottobre del 1943 da 17 partigiani jugoslavi e poi gettata, legata mani e piedi, nell’abisso di Villa Surani, sulle pendici del monte Croce? L’Asu, il sindacato degli studenti patavini diffuse un delirante comunicato in cui si affermava: «Dietro a una patina di presunta storicità, l’incontro ha un chiaro significato politico di revisionismo neo fascista». Avanzarono dubbi sullo stupro «vero o presunto» della giovane italiana che studiava all’Università di Padova e «come antifascist* e come antisessist*» [addirittura l’asterisco su termini invariabili fra maschile e femminile! Nel caso qualcuno non avesse abbastanza chiaro fino a che punto sono coglioni, hanno gentilmente provveduto a togliere ogni dubbio, ndb] riuscirono a far annullare la presentazione del libro.

Dodici mesi dopo, la Regione Veneto ha finanziato con 15.000 euro la diffusione del racconto a fumetti nelle scuole secondarie di primo grado. «Quella pagina di storia, colpevolmente taciuta, è ancora assente dai libri di testo e dai programmi scolastici», dichiarò Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, finita un mese fa in un fotomontaggio su Instagram. Il Coordinamento studenti medi (Csm) di Padova, ispirandosi alla scena finale di Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, l’aveva ritratta con una svastica insanguinata sulla fronte, per protesta contro la sua annunciata partecipazione a una manifestazione di Casapound. Giorgia Meloni aveva twittato: «I partiti di sinistra prenderanno le distanze o per loro donne di destra non meritano rispetto?». Silenzio assoluto, la risposta dei dem.

Anche un concerto diventa fascista se a organizzarlo è un’amministrazione di centrodestra. Lo scorso luglio, collettivi studenteschi irruppero nella centralissima piazza dei Cavalieri a Pisa, dove si stava esibendo Vinicio Capossela. Il suo chitarrista, Peppe Frana, su Facebook appoggiò l’operato degli antagonisti: «Non ci paga la Lega ma comunque, se ci sta un leghista talmente cretino da dare soldi a me, ai miei colleghi, a Vinicio o a voialtri, ce li dobbiamo pigliare fino all’ultimo centesimo, senza senso di colpa e senza fa’ i moralisti, comprarci il cappio a cui sarà appeso quando si farà la rivoluzione e fargli vedere lo scontrino mentre si strozza». Dopo le proteste sui social, Frana aveva corretto il post: «Siccome qualcuno si è un po’ impressionato per l’immagine un po’ forte della forca per leghisti del post precedente volevo rassicurarvi, non lo penso davvero, è un’iperbole. Ovviamente si procederà per fucilazione, mica siamo nel Medioevo. Non si può proprio più scherzare». No infatti, c’è poco da scherzare. Bisogna preoccuparsi.

Perfino la Congregazione degli Stimmatini, che gestisce il Teatro Stimate di Verona, si era lasciata intimidire dalle proteste antifasciste per il concerto in ricordo della morte di Jan Palach, lo studente che 50 anni fa si diede fuoco a Praga contro la dittatura sovietica. Aveva promesso di ospitare l’evento a gennaio, cambiò idea. E che dire della contestazione contro Fausto Biloslavo del Giornale, allontanato dal dipartimento di sociologia dell’Università di Trento al grido «fuori i fascisti dall’Ateneo» e con uno striscione opera del Cur, il Collettivo universitario refresh? La conferenza a cui doveva partecipare venne cancellata un’ora prima dell’orario previsto. «L’aspetto tragicomico è che a invitarmi era stato un gruppo studentesco di centrosinistra, che voleva parlare della crisi in Libia», aveva commentato il giornalista.

Bersaglio di chi predica libertà culturale, ma in realtà denigra e minaccia chi agisce fuori dal coro, sono anche le Ong che hanno il torto di non occuparsi di migranti, bensì di famiglia e diritti dei bambini. Un anno fa Sabrina Alfonsi, presidente dem del I Municipio di Roma, guidò l’assalto alla sede di Pro vita, coprendo un grande manifesto in difesa del nascituro con striscioni in difesa dell’aborto e che dichiaravano: «Sul mio corpo decido io». «Si è trattato di un atto di azione civica contro chi era già andato contro la legge, esponendo al pubblico cartelli ritenuti lesivi della libertà individuale», difende ancora quell’azione la Alfonsi. «Il nostro agire sarà stato magari poco istituzionale, ma ci sono gesti che valgono più di mille parole». Per la presidente non si trattò di violenza contro una sede che aveva diritto di esporre l’immagine di un bimbo di 11 settimane nel grembo materno. «Siamo in democrazia», ribadisce la presidente, che però rivendica solo il suo diritto di manifestare un’idea. Pro vita, invece, non poteva manifestare il suo pensiero contro l’aborto, in difesa della vita? No, per Sabrina Alfonsi, perché era una «provocazione forte. Bisogna rispettare le regole. L’associazione aveva messo anche insegne non autorizzate. Per lo stesso motivo mi muovo a togliere i tavolini abusivi dei bar». Quindi manifestare contro una legge, la 194, che si considera ingiusta, è come occupare abusivamente il demanio? E allora è vietato anche manifestare contro i decreti Sicurezza?

E perché mai doveva scendere in campo la Rete antifascista, per contestare la conferenza sui valori della famiglia dello scorso aprile a Civitanova Marche, con invitato il senatore leghista Simone Pillon? Raccolse decine di adesioni da parte delle associazioni più disparate, dal collettivo Nate intere Ancona a Giovani democratici Marche, da Antifa Macerata a Comitato love pride. Tutti uniti nel tentare di impedire un incontro pubblico, manifestando in massa fuori dalla sala del convegno. Questo accadeva poche settimane dopo il XIII Congresso mondiale delle famiglie di Verona, riuscitissimo quanto vituperato incontro perché temi quali valore e difesa della vita, della donna, del bambino risultano odiosi alla sinistra culturale. L’associazione nazionale partigiani, che si ritaglia ovunque brandelli di visibilità, aveva marciato per le vie scaligere con sindacati, femministe e gruppi Lgbt, mettendo a disposizione le proprie sedi per tavole rotonde come «Conosci il tuo nemico».

Una Ong pro life: ecco l’avversario da abbattere cantando Bella ciao. Se poi ripercorriamo l’offensiva politica degli ultimi mesi contro «il fascismo di ritorno», che giustifica attacchi e intimidazioni perché in difesa di una democrazia in pericolo, il quadro della violenza rossa si completa.

Lo scorso aprile, il pestaggio in un bar di Padova di un ex consigliere comunale leghista definito dagli antagonisti «un lacchè di Salvini», e di un militante di Casapound, veniva giudicato «legittima ed estemporanea reazione» dal centro sociale occupato Pedro, che ricordava: «I partigiani non si sono mai fatti scrupolo di utilizzare la violenza per combattere il nazifascismo». Pronta la giustificazione anche per il gruppo di otto epuratori che a luglio aggredirono a Pomposa un ragazzo modenese attivista della Lega: la sua colpa era aver partecipato a una manifestazione di genitori sul caso Bibbiano, lo scandalo che non fa arrossire il Pd.

Innumerevoli gli attacchi contro le sedi della Lega in Lombardia. I «sinceri democratici» cercano di dar fuoco ai locali dopo averli imbrattati con scritte del tipo: «Razzisti e assassini dovete morire». Altre volte, come ad aprile a Fino Mornasco (Como), le sezioni vengono prese a sassate. Non si salvano, ovviamente, neppure i circoli cittadini di Fratelli d’Italia. Vernice rosso sangue sui manifesti della leader, Giorgia Meloni, aggressione al gazebo di Fdi a Milano, sfregio sulla porta della sede di Albano Laziale con una falce e martello, sono alcune delle ultime manifestazioni della violenza di sinistra.

Brutale quella di inizio ottobre contro Danilo D’Amico, esponente di Fratelli d’Italia e fondatore dell’associazione Punto di svolta, impegnata a favore dei disabili. Sfregiato al volto, ha raccontato che si trattava della seconda aggressione dopo che per mesi avevano cercato in ogni modo di fermarlo «fra calunnie, derisioni, querele e minacce contro me e la mia famiglia». «Davamo fastidio perché stavamo raccogliendo firme contro lo ius soli», racconta alla Verità la portavoce di Fdi di Treviglio, Valentina Tugnoli, che due settimane fa ha trovato sulla saracinesca della sede, in provincia di Bergamo, la scritta: «Siete solo altra merda da pulire».

«L’hanno fatto di notte perché da vigliacchi non hanno il coraggio delle loro azioni. Non contenti, due giorni dopo si sono presentati in gruppo, insultandoci e agitando volantini scritti anche in arabo». Tugnoli non ha dubbi, c’entrano gli attivisti del collettivo Tana liberi tutti, nel quale trovano spazio studenti, sindacalisti e anche migranti.

Il 16 novembre è prevista l’inaugurazione ufficiale della sede intitolata a Pino Rauti e la tensione sta crescendo in città. La portavoce conclude: «La nostra sola “colpa” è di fare politica dalla parte sbagliata».  (qui)

(Fonte: https://www.laverita.info/lera-dei-fascisti-rossi-2641125925.html)

Insomma, l’antifascismo è mio e me lo gestisco io, l’odio è mio e me lo gestisco io, e nessuno si azzardi a venirmi a dire che cosa è odio e che cosa no, perché se ti azzardi sei un fascista di merda e meriti di essere impiccato a testa in giù.
meloni odio
barbara

  1. I “fascisti rossi” non esistono, esistono i COMUNISTI che sono molto, ma molto peggio. Questo termine idiota fu coniato negli anni 70′ del 1900 per incolpare sempre il fascismo che non esisteva più già da diversi decenni al posto del comunismo.

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  2. Forse stiamo politicizzando un po’ troppo una tendenza umana generale e, direi, bipartisan: chi ha argomenti solidi, argomenta, mentre chi non li ha cerca di zittire l’interlocutore con tutti i mezzi che ha a disposizione (in primis denigrazione e violenza). Un mio amico avvocato, quando eravamo più giovani, soleva citare una massima che, evidentemente sentiva ripetere spesso dai suoi mentori: “se sei forte sui fatti, batti sui fatti, altrimenti picchia sull’uomo”. Ad ogni modo, credo che la commissione voli troppo alto rispetto ai fenomeni di intolleranza qui segnalati (si dovrebbe occupare di studi, campagne informative, coordinamento delle normative, più che di singoli casi). I protagonisti dei casi di intolleranza qui citati, avendo violato svariate leggi, già esistenti, andrebbero per prima cosa denunciati, e chi la pensa come le vittime dovrebbe fare quadrato con loro. E poi ci si regola a seconda di come evolve la cosa..

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    • Ma il punto è esattamente questo: per quanto riguarda i reati veri e propri, le leggi ci sono già (io scrivo qui che tu, nome e cognome, sei un molestatore seriale di innocenti fanciulle, e tu mi denunci), e quindi la commissione è del tutto superflua. Ma il compito che la commissione si è data è anche quello di segnalare tutto ciò che compare sui social e far chiudere gli account, far sospendere i titolari, ossia decidere, a proprio unico e insindacabile giudizio, che cosa è consentito e che cosa no, e qui siamo, letteralmente al Grande Fratello. Prendi per esempio la famigerata “istigazione all’odio”: ma che cazzo vuol dire?! Se io scrivo qui tutti i giorni dovete odiare Topo Gigio potrebbe succedere che i miei lettori si mettono a odiare Topo Gigio? E hai visto le categorie che prende di mira? Ma soprattutto, ti rendi conto che si intendono censurare, materialmente, i sentimenti? Non le azioni eventualmente conseguenti ai sentimenti, ma i sentimenti in sé! Non se mi si intercetta una telefonata in cui intimo ai miei Bravi Sd+xfd+ mi è antipatico quindi andate a dargli un po’ di randellate sul groppone, ma se scrivo qui ma quanto sei antipatico, perché è esattamente questo, testualmente, che la commissione si propone. E gli stereotipi! Da dove viene lo “stereotipo” che gli zingari rubano? Fantasia gratuita? Con l’aggiunta del fatto che è anche vietato chiamarli zingari perché è un termine offensivo. E come mai sono state bocciate le altre tre proposte praticamente identiche tranne il fatto che erano un po’ meno fumose e quindi un po’ meno adattabili a specifiche volontà contingenti? No, non stiamo politicizzando: STANNO politicizzando tutti i comportamenti, tutti i pensieri, tutti i sentimenti per costringere il genere umano al pensiero unico. e questo non è bipartisan: il monopolio del controllo del pensiero è sempre stato obiettivo della sinistra.

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  3. Ma no, tutte le dittature cercano di controllare il pensiero. Che poi i primi governi di sinistra sono state le dittature più sanguinarie che la storia abbia conosciuto, e che probabilmente, sotto sotto, molta sinistra faccia fatica ad ispirarsi ad altro, è una realtà con cui bisogna interagire quotidianamente, cercando di non scadere sullo stesso livello però, e magari di dare il buon esempio, agendo nel rispetto delle leggi e delle regole della convivenza civile per comunicare il propro dissenso. Prendiamo l’istigazione all’odio: basta scorrere un paio di annate del Manifesto per trovarne molti ottimi esempi. Si potrebbe cominciare a segnalarli alla commissione, oltre che denunciarli ove applicabile. Anche diversi casi che hai segnalato in questo post, secondo me, ricadono in questa fattispecie. Gridare al controllo del pensiero da un blog la cui esistenza, finchè dura (e speriamo duri tanto), dimostra che la libertà di pensiero c’è, potrebbe non essere la strategia di contrasto più efficace. Tutto qui.

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    • La libertà di pensiero per il momento c’è qui, ma tu prova a scrivere su FB un centesimo delle cose che trovi qui, e vedi che cosa succede. Lì ti sospendono se scrivi la parola negro, anche se, come nel caso di Niram Ferretti, si trattava del testo di una canzone scritta da un autore negro che parlava della propria gente chiamandoli negri, ti sospendono se scrivi zingari, mentre se scrivi morte agli ebrei non succede niente, e se io ti segnalo mi rispondono che il post non viola gli standard della community. La censura è sempre e solo da una parte. Quando ero molto più giovane e molto più ingenua sono inorridita quando una persona che stimavo ha detto che la sinistra non consente libertà di opinione e che in questo campo è enormemente più oppressiva della destra. Adesso che sono molto più vecchia e molto meno ingenua so che aveva ragione.

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      • Nel caso non lo sapessi la quasi totalita’ della moderazione e’ fatta da algoritmi programmati dal management per accettare certi argomenti e censurarne altri. Zucky ha sempre ragionato in termini di traffico e di soldi, e non ha mai espresso simpatia verso niente e nessuno se non per chi porta traffico e introiti pubblicitari. Semplicemente, certe parole fanno scappare i clienti mentre certe altre portano traffico e clientela (quindi soldi). Pecunia non olet…

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        • Ah già, il famoso complotto demoplutogiudaico. Come ho fatto a non pensarci, scema che sono. E pensare che lo dicono così chiaro i Protocolli, per non parlare della buonanima di Hitler e del suo compare Stalin. Chissà quale oscuro disegno si nasconde dietro la scelta di farsi sterminare a milioni. E di continuare a farsi massacrare oggi. E di avere bisogno della polizia di fronte a sinagoghe scuole centri culturali per non farsi massacrare ancora di più. Coincidenze? Difficile crederci.

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  4. Oddio, credo che Facebook si basi sul numero di segnalazioni per decidere se sospendere o meno qualcuno (anche se, di norma, non si giustificano con nessuno per le loro decisioni). Comunque se Zuckenberg (che fra noi gentili è giudicato uno degli ebrei più influenti al mondo, mi sembra di capire) accetta gli insulti antiebraici sul social di cui è fondatore e amministratore delegato, evidentemente ha in mano i numeri per ritenere che, bloccandoli, perderebbe più inserzionisti che lasciando che gli antisemiti si sfoghino. Tu continua a segnalare, comunque (e a cercare di convincere chi la pensa come te a farlo), male non fa: magari i numeri in mano a Zuckenberg così cambiano un po’.
    Io onestamente non leggo facebook, perchè scremare i pochi fatti dalla tanta fuffa che gira lì sopra è perfino più complicato che cercare dei fatti sul Manifesto.

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    • Io non sono su FB, ci entro con i dati di accesso di un amico perché ci sono alcune persone che mi interessa seguire e nient’altro.
      Quanto a Zuckerberg, sarà ebreo per incidente di nascita quanto vuoi, ma sembra proprio che la sorte dell’ebraismo e degli ebrei sia l’ultima cosa al mondo ad interessargli, tanto è vero che non si è neppure preoccupato di avere una discendenza ebraica.

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  5. Dai cerca un po’ di metterti nei panni dello Shin Bet: scommetto che per loro Facebook è il paradiso in terra. Comunque mi sembra che, mentre gli attentati a matrice antisemita aumentano, Facebook perda colpi, per cui forse non è lì il problema. Il fatto che sui giornali invece si diano ben poche informazioni precise sugli attentatori, la loro provenienza e le loro motivazioni, lo è molto di più.

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    • Lo Shin Bet si occupa esclusivamente di affari interni allo stato di Israele. Ma anche se così non fosse non ho idea di quale sia il senso della prima frase.
      Non ho idea in che senso FB perda colpi, e non so neppure se sia vero. Non ho idea del nesso fra FB e gli attentati antisemiti. Il fatto che i mass media evitino accuratamente di identificare gli attentatori è invece un aiuto preziosissimo, perché ogni volta che dicono il peccato e non il peccatore, sappiamo con assoluta certezza che si tratta di un musulmano.

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  6. Con la mia prima frase intendevo che, su Facebook hai i dati personali di molti attivisti antisemiti (anche se probabilmente non i più brillanti), e che è un posto in cui, probabilmente, infiltrare agenti israeliani è meno difficile che non da altre parti. Una volta dentro, hai facile accesso ad una miniera di informazioni potenzialmente utili per attività di intelligence in favore del poplo eletto (certo, se si occupa solo di affari interni Israeliani, e non, diciamo di prevenire attentati agli ebrei in gerale, l’utilità è limitata, ma c’è comunque). Per quandto riguarda il sapere che l’attentatore è un musulmano, non mi sembra sia più utile che sapere che Hitler era tedesco, o che Erode era ebreo. Io voglio sapere nomi e cognomi, e voglio che siano quelli ad essere puniti, e voglio sapere chi li aiuta, e che sia messo in condizione di non poterlo fare. Invece che prendermela, magari con il mio fruttivendolo o il mio kebabbaro di fiducia (a meno che non siano loro i colpevoli, ovviamente). Non mi piace si faccia di ogni erba un fascio. Come fanno, peraltro, quelli che per vendicarsi delle (presunte) violenze dello Stato di Israele in Paestina o del complotto demoplutogiudaico, se la prendono, magari, con il commerciaista ebreo di Parigi o di Roma o con il suo figlioletto scolaro che con tutta probabilità non c’entrano niente.

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    • Nel caso non lo sapessi, FB e’ una compagnia privata con sede legale negli USA. Ergo, non e’ tenuta a fornire informazioni a nessuno tranne che al governo americano. Le autorita’ di un altro stato possono chiedere le copie dei dati, ma FB non e’ assolutamente obbligato a rispondere. Non mi sembra molto affidabile come miniera di dati. Se sei interessato all’argomento, inizia con questo:

      https://keinpfusch.net/carta-di-itend/

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    • 1. Lo Shin Bet NON si occupa di antisemitismo nel mondo, non lo ha mai fatto, non fa parte delle sue competenze e dei suoi compiti. Non è compito neanche del Mossad, tranne il caso che si verifichino attentati terroristici.
      2. Non ritieni che sia utile conoscere l’appartenenza del terrorista? E dunque per prevenire gli attentati cosa fai, spulci a caso fra sette miliardi e mezzo di persone? O aspetti che gli attentati avvengano e poi cerchi il responsabile, lo metti in galera e fine del discorso fino ai prossimi duecento morti? Sei in grado di dirmi quanti atti terroristici di matrice non islamica siano avvenuti negli ultimi vent’anni, e quale sia la loro percentuale sul totale degli atti terroristici?

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      • Avevo conffuso Shin Bet e Mossad, effettivamente, e per questo chiedo scusa. Comunque direi che gli attentati terroristici non mancano, no?
        Certo che è indispensabile sapere l’affiliazione (pe.es. Isis, Al Qaeda, cane sciolto, o altro), e individuarne e neutralizzarne le cellule. Ma “sapere” (o meglio, desumere) che il colpevole è musulmano perchè non ci dicono chi è, intanto non è sapere. Se non sai chi è il colpevole non sai neanche che religione pratica. La religione, inoltre, non ci dice molto sul’affiliazione del criminale, che è l’informazione più importante (caso mai è il contrario: dall’affiliazione in molti casi puoi risalire alla religione; e già nome e cognome consentono delle ipotesi).

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        • Il motivo per cui “si sa” è molto semplice: quando non è musulmano lo dicono subito: nome, cognome, nazionalità, per Breivik hanno anche precisato subito che è cristiano. E considerando che dopo gli attentati di Londra il 21% dei musulmani interpellati hanno dichiarato che se fossero al corrente di un attentato in preparazione non gli passerebbe neanche per la testa di informarne le autorità, io direi che indagare preventivamente fra i musulmani in generale è già un buon punto di partenza.

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  7. Niente in contrario, ma si fa già, no? Comunque, anche se riesco a immaginare che un 30 per cento dei musulmani possano provare un’antipatia più o meno accesa per Israele, non credo che più di un musulmano su mille possa essere terrorista antisemita (dato che i musulmani, nel mondo, sono un paio di miliardi, questa percentuale garantirebbe ad ogni ebreo nel mondo un terrorista tutto suo, ma penso che in effetti i terroristi siano un po’ meno). Non va sottovalutato l’elemento che il Corano non dice da nessuna parte “sterminate gli ebrei” (del resto, stonerebbe un po’ con il “nel nome di Allah clemente e misericordioso” che apre un po’ tutte le sure), e generalmente propone una condotta in cui le reazioni siano proporzionate alle offese (anche se Allah potrebbe perdonare un po’ tutto, in quanto onnipotente). Poi, si sa, gli esegeti aggiungono un po’ quello che vogliono, e i fedeli scelgono chi si adatta meglio alla loro linea di pensiero e al loro livello di barbarie o cività, secondo i casi. Ma questo succede un po’ in tutte le religioni, no?

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    • Scusa, Sapere etc. Cerco di dare un senso a questo tuo commento, ma non trovo altro che “non generalizziamo” e “la responsabilità penale è personale”. La seconda proposizione è inutile, perché nessuno pensa di mettere in galera tutti i musulmani. La prima, che alligna sul web come una mala pianta, merita approfondimenti. Appurato che qualunque ragionamento che abbia a oggetto gruppi sociali è una generalizzazione, mi domando se la tua implicita esortazione non sia: stiamocene tutti zitti, che è meglio. Mi domando? Ti domando.

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      • Non solo i ragionamenti su temi sociali: anche la scienza è tutta una generalizzazione! Senza generalizzazioni, la scienza smetterebbe semplicemente di esistere. Pare che quello della generalizzazione sia diventato il peccato originale capace di condannare alla dannazione perpetua l’intera umanità. E trovi poi regolarmente che l’invito a non generalizzare viene regolarmente da chi, di fronte a fatti concreti, non ha una briciola di argomento.

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        • Certo che si può, e si deve, parlare. Nella scienza le generalizzazioni, ma non quando portano all’inesattezza. Anzi molti dei progressi si fanno analizzando le eccezioni e trovando nuove leggi che le spiegano. Come ha fatto Einstein.
          Insomma, se si generalizza un po’ meno, di solito si trova più da dire, e ci si avvicina di più al vero.

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      • Nella scienza le generalizzazioni, ma non quando portano all’inesattezza.
        Nella scienza non esistono “generalizzazioni che portano all’inesattezza”: la generalizzazione viene fatta dopo che è stata trovata una norma (il cortisone combatte l’infiammazione) e le verifiche l’hanno dimostrata corretta, e quindi viene stabilito come regola generale che per le infiammazioni si può prescrivere il cortisone. Ovviamente si sa che qualcuno può essere allergico (non esistono sulla terra sostenze, animali, vegetali, minerali, artificiali, a cui qualcuno non sia sintetico) ma la regola generale resta valida. Se contenesse un errore, non arriverebbe a diventare una regola, e se qualcuno la facesse diventare regola nonostante l’errore, non sarebbe scienza.
        Tutto il resto del discorso non l’ho capito.

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    • 1. Si calcola che i musulmani estremisti, pronti a praticare il terrorismo, siano circa il 3% ossia, su un miliardo e mezzo, circa 45 milioni. Poi c’è un 20-30% di simpatizzanti, che non si farebbero esplodere, non andrebbero a tirare bombe, ma sono pronti ad aiutare in tutti i modi chi lo fa. L’odio antiebraico credo tocchi più o meno un 80-90% di musulmani, mentre con quello per Israele tocchiamo percentuali molto più alte – non hai bisogno di credermi sulla parola, basta che leggi quello che scrivono e ascolti quello che dicono, soprattutto nelle moschee, che sono centri di indottrinamento e di addestramento al terrorismo.
      2. Nel Corano:
      – Circa gli infedeli (coloro che non si sottomettono all’Islam), costoro sono “gli inveterati nemici” dei musulmani [Sura 4:101]. I musulmani devono “arrestarli, assediarli e preparare imboscate in ogni dove” [Sura 9:95]. I musulmani devono anche “circondarli e metterli a morte ovunque li troviate, uccideteli ogni dove li troviate, cercate i nemici dell’Islam senza sosta” [Sura 4:90]. “Combatteteli finché l’Islam non regni sovrano” [Sura 2:193]. “tagliate loro le mani e la punta delle loro dita” [Sura 8:12]
      – “Essi (gli infedeli ndr) devono essere uccisi o crocefissi e le loro mani ed i loro piedi tagliati dalla parte opposta [Sura 5:33]
      In vari punti è precisato che sono da intendere i cristiani e soprattutto gli ebrei, “figli di scimmie e maiali”
      Negli hadith, che valgono come leggi al pari del Corano:
      Abu Huraira riferì che il messaggero di Allah (Pace su di lui) diceva: l’ultima ora non arriverà a meno che i Musulmani combattano contro gli Ebrei e li uccidano fino al punto che gli Ebrei di nasconderanno dietro a una roccia o un albero e la roccia o l’albero diranno: Musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo dietro di me; vieni e uccidilo; l’albero di Gharqad però non lo direbbe, dal momento che è un albero degli Ebrei. – Sahih Muslim, Vol. 7, Libro 41, Numero 6985
      3. Quello che ha detto Erasmo.

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      • Oddio, i versi fuori contesto cambiano un po’ senso. Ti riporto i versi dall 88 al 90 della sura 4, di cui tu citi un pezzettino, così ti fai un’idea, ma anche per molte altre citazioni che fai il discorso è simile.

        “88. Perché vi siete divisi in due fazioni a proposito degli ipocriti? Allah li ha respinti per quello che si sono meritati. Volete forse guidare coloro che Allah ha allontanato? A chi viene allontanato da Allah, non potrai trovare una via.

        89. Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate. Non sceglietevi tra loro né amici, né alleati,

        90. eccetto coloro che si rifugiano presso gente con la quale avete stabilito un accordo, o che vengono da voi con l’angoscia di dovervi combattere o combattere la loro gente. Se Allah avesse voluto, avrebbe dato loro potere su di voi e vi avrebbero combattuti. Pertanto, se rimangono neutrali, non vi combattono e vi offrono la pace, ebbene, Allah non vi concede nulla contro di loro. ”

        Qui si parla in effetti di chi fa proselitismo a favore di altre religioni, e questo tipo di visione è contro la libertà di parola, perc cui non possiamo accetarlo da noi. Comunque è detto chiaramenti di lasciar stare chi non si mette in mezzo. Se cerchi roba veramente forte, devi guardare il nostro Deuteronomio (che se ricordo bene fa anche parte della Torah, giusto?)-

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        • Evidentemente, non mancano situazioni in cui Corano e hadith non vanno pienamente d’accordo (d’altra parte non mancano neanche nella Bibbia e, immagino che qualche contraddizione interna la si trovi nella Torah). A questo punto direi che entra in gioco una certa discrezionalità del fedele. Chiaramente, i fedeli che vogliono farsi parte attiva nello sterminio di Israele vanno bloccati Però è chiaro che su questo non la pensano tutti allo stesso modo, visto che anche fra i musulmani sembra che qualche Giusto Fra le Nazioni ci sia stato(soprattutto in turchia).

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        • Hai letto il corano intero? E la Bibbia? Magari studiati con qualche buon maestro? Non ho bisogno di aspettare la risposta: addirittura non hai neanche le idee chiare su che cosa sia la Bibbia e che cosa la Torah! E neanche su tutto il resto. I giusti, dici? Sì, ci sono stati. Ciononostante sono stati sterminati 6 milioni di ebrei. I giusti in Turchia e Israele? Al tempo dei giusti non c’era Israele! Non stai mica facendo tanto una bella figura, sai. Non sapere delle cose non è un crimine, ma pretendere di parlarne non sapendone niente, ecco…

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    • A parte tutto questo, il post parla di decine di gravi episodi di cui è responsabile la sinistra e contro cui nessun Paladino del Bene ha mai alzato la voce: noto che fra tutte le cose di cui hai parlato, questo tema non è entrato neanche di striscio nei tuoi commenti: come mai?

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    • In Israele ci sono stati attentati messi in atto da uno o due terroristi che hanno fatto decine di morti e anche un centinaio di feriti, fra cui molti invalidi permanenti, mentre a New York una ventina scarsa di terroristi hanno fatto fuori quasi 3000 persone: anche se il tuo calcolo, sbagliato per difetto del 3000%, fosse corretto, basta e avanza per cancellare la popolazione ebraica dalla faccia della terra.

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