FORSE NON TUTTI LO SANNO

nastro blu
Se vedete una mamma con un bambino con qualche indumento blu o nastro che cammina nel vostro quartiere, sono mamme con bambini con autismo che sono usciti per calmare la loro ansia, per loro questo momento è molto difficile. Quindi non mettetevi a impartire lezioni di comportamento: hanno già abbastanza problemi. Anche se, come ha giustamente osservato qualcuno:

Se posso dire la mia: trovo abbastanza umiliante che, per evitare di incappare in occasionali sceriffi della quarantena, una madre debba mettere un segno di riconoscimento al figlio. Partiamo dal presupposto che per controllare che tutti rispettino le regole di quarantena ci sono le forze dell’ordine e che se una madre ha bisogno di violare le regole della quarantena per il bene di suo figlio, un motivo probabilmente c’è e in questo caso è pure sacrosanto.

Già, gli sceriffi della quarantena. Ho visto un video, che non ho salvato e che non ritrovo, di una tizia che dal balcone, facendosi riprendere per tutta la sceneggiata, apostrofa una donna che passa chiedendole  dove abita per poi dirle che è troppo lontana da casa e quindi non ha il diritto di trovarsi lì. E commentando il tutto con la persona che la sta riprendendo: “Niente, non ci arriva”, “Proprio non ce la fa”, “Adesso provo a dirglielo in un altro modo”. Dimenticando evidentemente un piccolo dettaglio: lei non ha nessunissimo titolo per chiedere alla gente dove abita e pretendere una risposta (il giorno che qualcuno dovesse farlo a me, lo mando educatamente a fare in cucurrucucù paloma). Ciliegina sulla torta: alla fine della ramanzina ha finito anche la sigaretta, e con gesto elegantemente studiato getta la cicca di sotto. Chissà quanto ringraziano la manna dell’epidemia, questi esibizionistucoli da balcone.

barbara

  1. Pingback: FORSE NON TUTTI LO SANNO | ilblogdibarbara | Cavolate in libertà

    • Ogni volta che lo rivedo mi vengono veri e propri conati di vomito, quel sorriso laido, quella assoluta mancanza di coscienza, di morale, per non parlare non dico di rimorso ma di presa di coscienza di quello che ha fatto. E che sta continuando tuttora. E se azzardi mezza critica ti prendi dell’antisemita.

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  2. A me ieri è capitato di vedere quattro noti spacciatori del paese radunati vicino al centro sociale che si scorge dal mio ufficio.
    In casi come questi non si deve né restare a guardare né mettersi a fare gli sceriffi.
    Quindi ho scritto un WA al mio sindaco, che ha immediatamente allertato una pattuglia di carabinieri. Problema risolto rapidamente (ma non nel modo in cui avrei voluto; i tizi non sono stati multati) senza ricorso a sceneggiate napoletane dalla finestra.

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    • Ah beh, la denuncia in questo caso è sicuramente doverosa, appunto senza esibizionismi.
      Che non siano stati non dico arrestati, ma addirittura neanche multati ovviamente non mi stupisce, ma non per questo smette di scandalizzarmi.

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  3. “se una madre ha bisogno di violare le regole della quarantena per il bene di suo figlio, un motivo probabilmente c’è e in questo caso è pure sacrosanto.”

    Ma non è neanche violare le regole, la passeggiata vicino casa, nel rispetto delle distanze fisiche(nel caso di figli anche senza distanza ovviamente), è consentita a tutti, a violare le regole sono coloro che vorrebbero privare gli altri di questo sacrosanto diritto.

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    • Infatti. Ma siccome nessuno, credo, conosce tutte le persone del proprio quartiere, potrebbe esserci il classico imbecille di cui si è parlato nel post che ti ferma per chiederti dove abiti e dove stai andando. Ecco, se hai quel segno di riconoscimento, chiamiamolo così, anche l’imbecille dovrebbe sapere che si deve astenere. Dovrebbe.

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