L’ITALIA È LA PATRIA DI OGNI LIBERTÀ

Ognuno, qui, è libero di fare tutto quello che gli pare. Tutto, tranne pubblicizzare i propri prodotti come cavolo gli pare (no, dico, non so se mi spiego).
Guido_Barilla
barbara

  1. PS: il politically correct mi ha rotto i coglioni, si può boicottare il politically correct? Già che ci siamo, boicotto anche la legge sulla privacy, che costringe noi a girare nudi e tutela l’identità di chi ci guarda!

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    • Con tutto il rispetto per le scelte sessuali di ognuno, queste reazioni isteriche sono davvero incomprensibili. E mettere uno che commercia un tipico prodotto alimentare “da famiglie” e sceglie di pubblicizzarlo presentando famiglie con padre madre e figli, sullo stesso piano di chi mandava gli omosessuali in gas, io questa la definirei una cosa da neurodeliri (posso permettermi un commento un tantino politically incorrect? E’ una reazione da checche isteriche. E dato che quella della checca isterica, al pari della zitella acida, la suocera e l’educanda è una categoria dell’anima, del tutto indipendente da età, sesso, stato civile e orientamento sessuale, se qualcuno si dovesse offendere per l’espressione checca isterica dimostrerà di avere la coda di paglia).

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  2. Questo è un paese che ha deciso di linciare moralmente a mezzo stampa chi ha il coraggio di non essere una pecora a comando.
    Tra le cose dette non importa che ci sia “sono favorevole al matrimonio gay”, vogliono che tu dica che tutto è uguale che non esistono differenze il politicamente corretto lo impone. Non è così!
    Mi permetto di segnalare una cosa che copiai sul mio blog tempo fa http://tinyurl.com/p3hhw6k

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    • Un giochino del genere lo ha fatto un po’ di anni fa Umberto Eco riscrivendo Cappuccetto Rosso in chiave politicamente corretta, inserendo tutti i possibili orientamenti sessuali, tutte le etnie ecc. ecc. E ovviamente la favola non si conclude con l’uccisione del lupo che se no si incazzano gli animalisti. Mi viene in mente quell’insegnante inglese, anni fa, che si è rifiutata di portare la sua classe a una rappresentazione teatrale del Giulietta e Romeo, organizzata appositamente per le scuole, perché l’opera, rappresentando unicamente l’amore eterosessuale, è discriminatoria nei confronti di quello omosessuale, mavaffanculo. O quell’asilo in Svezia in cui obbligano i bambini a pisciare seduti perché pisciare in piedi è discriminatorio nei confronti delle femmine, e rivaffanculo. E, come giustamente osservi, il fatto che non solo non abbia niente da ridire sulle coppie omosessuali ma sia anche favorevole al matrimonio è del tutto insignificante e ininfluente: quello che si esige da lui per poter essere accettato dalla società civile è che pubblicizzi la pasta Barilla mettendo in scena una famiglia con due papà o due mamme. Fare resistenza su questo è sufficiente a scatenare anatemi e boicottaggi. Al che uno sente l’impellente bisogno di gridare a squarciagola: GUIDO BARILLA, SEI TUTTI NOI!!

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      • Tutto il bailamme che si è scatenato, più che altro, mi fa pensare che comunque, alla Barilla, gliene verrà una pubblicità quale non s’era mai sognata.. 😉
        Certo che leggere le tue/vostre ed altrui opinioni, espresse con dovizia di argomenti, eloquenza e passione, lungi dal farmi prendere una posizione netta, mi crea una gran confusione in testa.. e pensare che, in materia, credevo d’essere sicura del fatto mio! 😦
        Per il resto, non saprei.. posso affermare solo che la pasta in questione non è il massimo.. 😀
        Sono qualunquista? Perdono, perdono..

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      • la famiglia Barilla è personalmente da me una famiglia schifata,ho le mie ragioni,quindi posso tranquillamente pensare che una posizione espressa con garbo e correttezza rispettosa dell’opinione altrui,che tra l’altro non mi trova totalmente d’accordo sia un’opinione che rientra tra le opinioni garantite dalla costituzione,ma l’evidente censura in atto contro il figlio somaro di Pietro,mi fa pensare che la nostra sia la costituzione più sconosciuta oltre che più bella del mondo,e le svastiche comincio a vederle,sì,ma non sulle confezioni Barilla…

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  3. Be’.. tu fai benissimo, e del resto che t’importa della mia approvazione?
    Quanto a me, mi limiterò a non escluderla dalla lista, tanto la spesa la fa G..
    Però.. masochista no, eh? La preferenza a quelle migliori ( moltissime, sorry ).
    Come se non ne avessero neanche parlato.. 😉

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  4. A me questo Signorotto tutto “impomatato” mi sta antipatico a prescindere dalle sue dichiarazioni.
    Non mi è sembrato abbia risposto nel modo più intelligente all’evidente provocazione dei suoi più furbi intervistatori.

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    • Non ho visto il programma e non conosco il contesto, né mi interessa colmare la lacuna. Quello che mi interessa qui è la reazione isterica di chi cerca ogni pretesto per piantare casini. Io non ho mai visto un eterosessuale strillare alla discriminazione sentendo un uomo dire che non sposerebbe mai una donna o una donna dichiarare che non potrebbe mai scopare con un uomo. O un cieco (pardon, non vedente. O forse dovrei dire diversamente vedente?) convocare una conferenza stampa perché qualcuno, rivolgendosi a una persona distratta, ha detto con impazienza “ma sei cieco?”
      PS: io lo trovo un bel tipo, invece. Vorrà dire che anche con te, come con Diemme, non rischierò di dover litigare per gli uomini.

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  5. Buonsenso buonsenso….ma quanto ne abbiamo bisogno!
    Lo hanno veramente linciato ma per cosa?La sua è una scelta più che lecita e non vedo nessun motivo per scaldarsi tanto.
    Come dire che mi sento offeso e discriminato perché non posso entrare negli spogliatoi delle donne!

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  6. Sarei tentato di ritornare alla pasta Barilla, ma mi piace troppo la Voiello, specialmente gli spaghetti e i fusilli … Mi perdono perché anche Voiello è della Barilla, magari per palati più esigenti. Barbara, posso?… E vaffanculo anche Vecchioni che ha proposto di boicottare la Barilla, sperando così di avere maggiori probabilità che gli diano il Nobel.

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  7. Quando il presidente di Abercrombie & Fitch(marchio di abbigliamento americano) ha detto che non vende taglie L e XL perché non vuole che entrino persone grasse nei suoi negozi(secondo lui i clienti con qualche chilo di troppo rovinerebbero l’immagine del marchio), e per lo stesso motivo negli spot utilizza solo modelli dai muscoli tiratissimi, e modelle magrissime, le vendite sono addirittura aumentate!
    Se dici che non vuoi fa re pubblicità gay friendly, si scatena un putiferio, con minacce di boicottaggio di massa. Se invece fai una linea di abbigliamento per magri e muscolosi, bandisci le taglie XL, assumi solo commessi palestrati e commesse col fisico da modelle, e vendi vestiti made in china a prezzi esorbitanti, i clienti- polli sono tutti contenti, e le vendite crescono.
    STRANA LA GENTE!!!

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    • Evidentemente l’importante è sentirsi parte dell’élite: quelli strafighi che riescono a farsi accogliere dall’esigente presidente di A&F e quelli progressisti che stanno sempre e comunque dalla parte delle minoranze, non importa quali minoranze (magari i cannibali?) e non importa con quali motivazioni

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      • Esatto, ma poi da A&F in realtà accolgono quasi tutti(tranne gli obesi), anche persone bruttine, solo che siccome i loro vestiti non hanno niente di speciale(i loro jeans da 100 euro, sono uguali a quelli da 50-60 euro che si trovano in qualsiasi outlet sottomarca) devono venderti l’immagine, la fuffa, l’illusione che indossando il loro marchio, diventerai magro, muscoloso e figo come i loro modelli e i loro commessi.
        Così l’Arcigay e tutti quelli che hanno indetto il boicottaggio contro Barilla, vogliono “vendere” l’illusione che i diritti e le discriminazioni di gay e lesbiche, passano dalla pubblicità. Si illudono che basti cambiare la pubblicità per cambiare la società!
        Un po’ come se Nelson Mandela, invece di fare attivismo politico contro l’apartheid, si fosse messo a boicottare le aziende che non facevano pubblicità a favore dei neri

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    • hai ragione. E una loro felpa, regalatami, è finita in pattumiera dopo 3 lavaggi, perdita di colore, pallini e slabbramento. Fanculo pure Abercrombie e negozi con decine di ragazzini fuori a strapparsi i capelli .

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      • Io mi faccio un vanto di non avere mai comprato né portato un capo con una qualsivoglia firma. Mi hanno detto che è una forma di snobismo anche questa, e sarà anche vero, ma sai quanti soldi risparmio rispetto a chi senza un capo firmato addosso non va neanche a pisciare!

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  8. Non è una questione italiana. Qui (germania) io ascolto due canali radio: ne hanno parlato tutti e due. Il problema è che qui, e sicuramente nel resto del mondo occidentale, si riporta un comunicato stampa, per bene che vada stralci di traduzioni, ma certo non l’audio originale. Che del resto, mi pare di capire, spesso neanche gli italiani hanno ascoltato (non ne faccio una colpa a nessuno, ci sono anche notizie più importanti da approfondire). Chi si da la pena di ascoltare (o almeno leggere) TUTTO ciò che ha detto Bar, forse è più disposto alla tolleranza verso una posizione politica/sociale, magari molto diversa dalla propria, ma che è accettabilissima da un punto di vista di “legalità democratica”. L’unica cosa che mi ha disturbato non poco nell’intervista era quel “se non molestano”. Forse si è espresso male, ma…proviamo ad applicarlo ad altre minoranze. Se il capo della Volkswagen dicesse: niente pubblicità con italiani, non fanno parte della nostra Zielgruppe, non me ne fregherebbe niente. Se aggiungesse: niente contro di loro, ne ho il massimo rispetto, SE NON MOLESTANO…direi che sarebbe un altro paio di maniche.

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  9. Per il resto aggiungo che concordo con il tenore di questo post, anche sul fatto che Bar mi sembra un bell’uomo di aspetto intelligente (a quanto pare però solo di aspetto…). Inoltre penso che non si può penalizzare un’azienda perché il capo ha detto una cavolata (mi riferisco solo allo scivolone del non molestano). Per la barilla mi dispiace. Ho letto che adesso i conservatori (nella fattispecie: Gasparri) si sentono offesi perché si è scusato e vogliono boicottare anche loro. Il tutto mi sembra un po’ pazzo, è chiaro che su temi così controversi un dirigente di azienda deve imparare a non dire mai la sua. Non in pubblico

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    • Sono andata – per la prima volta – a guardarmi il video. Devo dire che la provocazione nei suoi confronti è stata pesante e insistita e ripetuta. La cosa del disturbare non è del tutto chiara, comunque anche in quella lo hanno costretto a ripetere la cosa all’infinito allo scopo preciso, mi sembra, di riuscire a incastrarlo con una dichiarazione esplicitamente compromettente. Direi comunque che se lo vogliamo intendere esattamente così (SE non disturbano non ho niente contro di loro) è abbastanza pesante, ma in nessun modo si giustifica la reazione isterica e a tutto campo che si è scatenata. Adesso sono andata in youtube e ho trovato un “controspot” di circa sette minuti. Ne ho guardati un paio perché mi veniva da vomitare – già per la faccia e la voce e il tono del tipo, devo dire. E l’immagine che si vede come schermata iniziale è quella di Hitler seduto a tavola insieme a una donna, che secondo questi signori identifica la “famiglia classica” a cui Barilla fa riferimento. A questo punto lasciami dire che i nazisti sono loro. Il video comunque lo trovi qui.
      http://www.corriere.it/cronache/13_settembre_26/barilla-no-spot-omosessuali-famiglia-sacrale_f9506e70-268f-11e3-a1ee-487182bf93b6.shtml

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  10. Lo ribadisco, è in corso una guerra combattuta senza armi nella quale delle elite sovra-nazionali ci bombardano con stereotipi culturali mirati a scardinare la “società tradizionale”, con tutti i corollari mentre nello stesso tempo organizzano e gestiscono la logistica dello spostamento di cose e persone a milioni da una parte all’altra del Globo al fine di annientarci etnicamente.

    Il fine ultimo è creare una società “globale” dove l’essere umano sia privo di qualsiasi punto di riferimento, completamente dipendente dai “mezzi di comunicazione” e dal “marketing” con cui queste elite lo controllano e lo sfruttano come Matrix nel celebre film.

    Il trucco maligno consiste nel convicere la gente che questa Società del futuro sia una benedizione, una meta ambita, invece di un incubo di dolore e schiavitù.

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    • Quali complottismi?
      Il divide et impera è un trucco vecchio come il mondo ed è stato utilizzato ogni volta che una forza ha voluto impadronirsi delle risorse altrui pur in condizioni di inferiorità numerica e materiale.
      Oltre il De Bello Gallico, pensa alla “conquista” delle Americhe. La storiella del cavallo e delle armi da fuoco che soggiogano gli “indios” la possono raccontare solo nella Scuola italiana. In realtà i “conquistadores” hanno fatto ampio uso della guerra biologica, infettando di proposito gli indigeni con il Vaiolo e la Tubercolosi e hanno anche fomentato le rivolte dei popoli soggetti all’interno degli Imperi, oppure sfruttato le antiche faide e rivalità tra le diverse etnie/tribù che incontravano in modo da mettere gli indigeni gli uni contro gli altri e avere ampie scorte di carne da cannone.
      Un altro esempio interessante, sopratutto se consideriamo che le “elite sovranazionali” (e massoniche) di cui sopra sono principalmente incentrate sulla “anglosfera”, sono state le varie procedure applicate dagli Inglesi per colonizzare le varie parti del mondo. In Scozia la desertificazione delle Highlands, a tutt’oggi l’area di Europa con la densità di popolazione più bassa. In Irlanda le “plantation”, cioè la requisizione della terra dai proprietari irlandesi per darla a coloni scozzesi di religione protestante. In Australia la deportazione dei forzati. Eccetera eccetera.
      Se pensi che certa gente si faccia problemi a considerare l’Italia come l’India, ti sbagli.

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