LA STRANA STORIA DEI VINI E DEL SINDACO E DELLE FOTOGRAFIE E DI VARIE ALTRE COSE

Parte prima

Lo scorso venerdì 18 settembre nel castello di Belgioioso, comune di San Colombano al Lambro, è stata inaugurata una mostra fotografica denominata “Israele Oggi”.
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Si trattava di foto scattate dal fotografo Maurizio Turchet nel corso di un viaggio in Israele qualche anno fa; foto, per lo più, di paesaggi, così
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Quella che dovrebbe essere la Parte seconda

Domenica 27 settembre, sempre a San Colombano al Lambro, avrà luogo l’inaugurazione della Sagra Provinciale dell’Uva. Nell’ambito della manifestazione, oltre alla degustazione di vini e specialità locali, sarebbero previsti anche assaggi e vendita di vini israeliani, come si può leggere nel manifesto che, come dimostra il logo presente in alto, è stato approvato dal comune.
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La presenza del punto di assaggi e vendita di vini Israeliani alla festa dell’uva, per la precisione, era stata concordata in una riunione con il sindaco di San Colombano A.L. in cui erano presenti Eyal Mizrahi, presidente di Amici d’Israele Lombardia, Maurizio Turchet, autore delle foto e dei filmati della mostra, Diego Bassi, presidente del Consorzio Vino San Colombano Doc, Davide Cucciati, ex consigliere e Andrea Erba, consigliere di maggioranza.

Ma poi invece di andare avanti bisogna tornare indietro alla Parte prima

perché qui succedono delle cose che modificheranno drammaticamente tutto ciò che sarebbe dovuto accadere dopo. Perché appena partita l’inaugurazione, arriva lui,
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occhi gelidi da professionista della provocazione.
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Professionista esperto, che non si lascia trasportare dai sentimenti, che non si lascia travolgere dalle emozioni: come i killer professionisti, ha un compito da svolgere, è pagato per farlo, e lo farà, con fredda determinazione. È una vecchia conoscenza, il nuovo venuto: si tratta di Vittorio Fera, membro dell’organizzazione pesantemente collusa col terrorismo ISM (ISM), e arrestato una ventina di giorni fa in Giudea-Samaria per complicità col clan Tamimi nella violenta imboscata tesa a un soldato israeliano. Su quanto accaduto lascio la parola a Eyal Mizrahi:
“L’inaugurazione è stata programmata per le 18.30. Il primo intervento era di Davide Romano, Assessore alla cultura della comunità Ebraica di Milano, che doveva lasciare prima dell’entrata del sabato. Dopo di lui doveva parlare Avital Kotzer Adari, direttrice del Ufficio del Turismo Israeliano, ma è stata bruscamente interrotta da 5 contestatori (2 uomini e tre donne). Uno dei due uomini ha tirato fuori dalla borsa una grande bandiera palestinese che ha cominciato sventolare mentre tutti e cinque urlavano assassini verso le autorità sul palco. Vittorio Fera – un noto attivista della ONG ISM – Italia, e contestatore di professione, è stato di gran lunga il più violento e continuava a provocare i presenti con urla sperando nella loro reazione violenta ma con il mio aiuto e quello di altri siamo riusciti a evitare che lui e due vecchietti molto motivati arrivassero alle mani.
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Nel frattempo abbiamo dovuto, come è richiesto per legge, portare Avital Kotzer Adari in un luogo protetto, dove è stata costretta a rimanere, a causa della permanenza di Fera, fino alla fine della cerimonia, annullando così il valore della sua presenza. Dopo abbiamo scoperto che 4 dalle 5 persone arrivavano da fuori di San Colombano e la quinta è un’amica del consigliere di minoranza Lorenzo Brusati”.
Va da sé che, a dare la misura della provocazione, molto più delle parole dette e dei gesti compiuti, sono sfumature quali toni ed espressioni, che difficilmente si possono raccontare. E, a quanto pare, almeno Eyal Mizrahi e i ruspanti vecchietti, hanno visto nell’atteggiamento di Vittorio Fera una provocazione finalizzata a scatenare una reazione violenta, possibilmente fisica, da denunciare poi davanti alle telecamere politicamente corrette.

La quale parte prima influisce direttamente sulla Parte seconda

Leggiamo infatti sulla stampa locale:
“Alla mostra era stato collegata poi l’esposizione di vini israeliani domenica prossima per la festa dell’Uva e proprio questa circostanza aveva fatto muovere lunedì il consigliere di minoranza Lorenzo Brusati. Il consigliere ha chiesto la sospensione dell’esposizione e della vendita nel timore che potesse essere occasione per azioni di protesta da parte di gruppi pacifici o non pacifici, difficilmente controllabili, proprio durante la festa più importante del paese”.
“Anche politicamente le pressioni sul primo cittadino lunedì e martedì sono state molte. «Alla fine però decido io e mia è la responsabilità, soprattutto con riferimento alla sicurezza – conclude Belloni” (Il Cittadino, 23 settembre).
E fermiamoci un momento a riflettere. Sappiamo perfettamente che tutto ciò che ha a che fare con ebraismo e Israele è a rischio, e richiede sorveglianza particolare. Il sindaco NON ha provveduto ad avvertire le Forze dell’Ordine e questa sua inadempienza ha favorito l’accaduto. E che cosa fa ora il sindaco per rimediare? Si organizza meglio per la prossima, ormai imminente, occasione? NO: la annulla! La annulla – tenete sempre ben presenti le righe qui sopra – CON RIFERIMENTO ALLA SICUREZZA. E da dove gli arriva il suggerimento di annullare tutto? Dal consigliere di minoranza Lorenzo Brusati, capogruppo di una lista di opposizione, sostenuta, alle elezioni, da PD e M5S, che di fronte a una intimidazione mostra immediatamente tutta la sua disponibilità, tutta la sua gioiosa prontezza a cedere, aprendo così la porta alla valanga che sempre si verifica quando si cede alla violenza, anche quando, come in questo caso, si tratta di una violenza oggettivamente modesta, per quanto sgradevole e inaccettabile. E se si cede anche di fronte a violenze perfettamente contenibili, chi potrà mai impedire a questa gente di alzare ancora e ancora il tiro fino a ridurci in ginocchio? Poi, volendo, si potrebbe avere la tentazione di andare anche oltre: la mostra, con tutto il rispetto per l’artista e per gli organizzatori, non era una cosa di portata storica, non era stata reclamizzata sui mass media nazionali: chi ha provveduto a informare gli “attivisti” intervenuti? (E, per inciso, questi “attivisti” impegnati a tempo pieno a combattere Israele, di che cosa vivono, visto che è sotto gli occhi di tutti che non hanno tempo per lavorare?).
Ma torniamo al sindaco, che ha dichiarato al giornale di avere deciso di vietare la presenza dei vini israeliani CON RIFERIMENTO ALLA SICUREZZA. E che cosa ti spunta fuori? Questo:
revoca
Interessante, no?
Spulciando poi tra gli scambi privati, dietro le quinte, di varie persone interessate all’evento, si possono leggere passaggi come quelli che seguono:
“Il Sindaco ed il Presidente del Consorzio Vini DOC, da mesi, hanno espresso il proprio favore per l’effettuazione di assaggi dei vini israeliani, alla Festa dell’Uva; la realtà sionista milanese, confidando, ovviamente, nella parola data (verba volant?), si è organizzata di conseguenza.
A meno di una settimana dall’evento, la situazione sembra radicalmente mutata.”
“Vi posso assicurare che le realtà filo-israeliane, di cui faccio parte attivamente, non rimarranno impassibili davanti alle scelte di un’Amministrazione che, fino a 72 ore fa, non aveva nemmeno ipotizzato la “non effettuazione” dell’evento in oggetto, a prescindere dalle motivazioni che verranno ufficializzate”.
“Ho già espresso al Sindaco le mie valutazioni e il mio dissenso su quanto si sta decidendo in seguito a un deprecato ma voluto incidente finalizzato a screditare una bellissima iniziativa che ha impegnato persone molto vicine alla nostra Amministrazione. L’approvazione del Sindaco rilasciata pubblicamente con l’assenso del Presidente del Consorzio Vini DOC non può essere revocata in assenza di gravi motivi.”
“Fino a venerdì 18 Settembre nessuno ipotizzava la cancellazione della presenza Israeliana alla festa dell’uva!!”
Perché, tra l’altro, c’è anche questo: una gran parte dei consiglieri di maggioranza sono assolutamente contrari a questa decisione che il sindaco ha preso di propria iniziativa.
Nel frattempo si sta lavorando freneticamente per denunciare la vergognosa iniziativa e per trovare una soluzione (lavoro frenetico in cui rientra anche questo mio stare al computer fino alle sei di mattina suonate dopo lo sbarellamento del digiuno di Kippur). Se vi saranno aggiornamenti, li troverete qui.

E voi, per favore, provvedete a diffondere, che queste vergogne si devono conoscere.

barbara

  1. E’ pazzesco. Non si può scrivere al sindaco perché non ha un indirizzo e-mail sul sito del Comune di San Colombano al Lambro, ma ho scritto al giornale “Il Cittadino” a cui questo fenomeno ha rilasciato l’intervista in cui sostiene che il suo è stato un atto di buon senso e che in questa vicenda non ha vinto nessuno.
    Sbaglia.
    Hanno vinto i nazi-islamici-comunisti a cui ha calato le braghe, offendendo un intero paese, Israele, ed i suoi cittadini.
    Può darsi che tutto ciò non serva a niente, ma non dobbiamo mai, mai, mai lasciar cadere nel silenzio questi comportamenti codardi.

  2. Ho appena letto velocemente quanto è successo.
    Mi metto a scrivere un articolo e lo invio alla redazione di Libero e del Giornale, sperando che lo pubblichino.
    Se non lo faranno, ne invierò ancora e ancora, di nuovi e diversi, fino a che li pubblicheranno per sfinimento. Capisco che è poco e se c’è bisogno di fare altro, sono disponibile.
    Aggiungo solo una breve considerazione: è da troppo tempo che ci sono rigurgiti nazisti e antisemiti, e il mondo sta a guardare. I nazi-vermi sono tornati. Hanno cambiato divise e colore ma sono sempre socialmente pericolosi. Più di quelli della seconda guerra mondiale.
    Sono tornati perché purtroppo hanno trovato un’autostrada spianata. E a spianargliela sono stati i politici e i qualunquisti buonisti terzomondisti.

    • perfettamente d’accordo. Per questo nel mio piccolo scrivo, scrivo e diffondo e non mi stanco di fare contro-informazione. Ma della “povera studentessa palestinese uccisa da un soldato israeliano”, presentata dal TG3 come una nuova martire… che dire???

  3. Io ho notato la sua maglietta ‘celebrate the riot’, che già parla chiaro sull’individuo.
    Che scassa balle sti tipi. Andare a Gaza (che tra l’altro c’entrava meno di zero con questo evento) a leccare il didietro ai capi di hamas no?

    “Dal consigliere di minoranza Lorenzo Brusati, capogruppo di una lista di opposizione, sostenuta, alle elezioni, da PD e M5S”
    Ah, i grillini come sempre!

  4. Risposta cumulativa: grazie, continuate a scrivere. Poi appena mi arriveranno indirizzi e numeri di telefono provvederò a pubblicarli, in modo da poterli bombardare. E’ ora di finirla di calare le braghe e metterci a 90°.
    “The riot” come finalità, certo: intanto si va in piazza e si afferrano estintori, poi una buona causa si troverà.

  5. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato e collaboreranno.
    Al momento il sindaco è irremovibile nella sua posizione di divieto; la posizione di chi si sta confrontando con lui è di cercare di evitare di arrivare a una rottura completa (che potrebbe avere pesanti ripercussioni nei confronti di eventuali iniziative future), ma d’altra parte fargli chiaramente capire che il suo rifiuto avrà un prezzo, e non sarà un prezzo basso. Nel frattempo si sta cercando per l’esposizione dei vini israeliani una collocazione che rimanga nell’ambito della Sagra dell’Uva e sia accettabiile per tutti. Purtroppo il tempo stringe, perché il grossista dei vini israeliani, che dovrebbe fornirli, è osservante, e quindi venerdì nel tardo pomeriggio si eclissa per riemergere sabato notte. Quindi se la soluzione non arriva entro domani pomeriggio, poi rischia seriamente di essere troppo tardi.

  6. Sembravano giorni normali cosi come dovrebbero essere in un Comune, Paese democratico lontano da quella che è..ordinaria follia. E’ bastato la volontà di qualche individuo a fare muovere a catena in quello che è pura follia ricca di antisemitismo e violenza. Insopportabile e nauseante. Da non reputarsi di essere cittadino di un Paese democratico liberale Tutto quello che è accaduto e accade è una vergogna!.

  7. Cara Barbara, grazie per l’articolo tanto esilarante🙂

    Considerare terroristi e professionisti della provocazione cittadini che hanno una visione diversa della realtà e maniera diversa di pensare su come/dove si può intervenire non è degno di un pensiero democratico.

    Se tirare fuori una bandiera e gridare si considera comparabile al terrorismo già non ci sono spazi per la tolleranza di nessuno. Scendiamo dai nostri troni e capiamo che il mondo non è come crediamo che sia, la comprensione (e non la criminalizzazione) è l’unico mezzo che abbiamo per poter ottenere qualcosa di buono.
    Se no ci trasformiamo esattamente in quello che stiamo condannando🙂

    Sinceramente, felice giornata e molti sorrisi🙂

    • Approvo eccezionalmente – e “eccezionalmente” significa che di eccezioni non cde ne saranno altre – solo per poter dimostrare all’autore che in questo blog neppure i deliri più spinti, neppure i più totali ribaltamenti della realtà dei fatti, neppure la più totale cecità di fronte a ciò che sta di fronte agli occhi sono aprioristicamente esclusi dalla pubblicazione. Una volta, beninteso: due sarebbe un insulto alla civiltà.

      PS: il signor Vittorio Fera è stato ricevuto dal sindaco, e alla domanda che cosa faccia di mestiere ha risposto: “L’attivista”. Sì, ma di che cosa vive: “Dell’attivismo”. Ma i soldi per vivere da dove le vengono? “Dal fare l’attivista”. Professionista della provocazione non è una invenzione mia, subdola falsa e tendenziosa: è l’autodefinizione del signor Fera.
      Quando si parla di cose di cui non si sa un cazzo, o quando si tenta di mistificare la realtà, si dicono sempre mastodontiche cazzate, e si fanno regolarmente delle figure di merda.

      • Questa gente, scoppiasse la pace dovrebbe rimboccarsi le maniche e trovare un lavoro serio, per questo hanno tutto l’interesse a mantenere, anzi a fomentare il conflitto. E si dichiarano pure pacifisti…

        • Pacifista è diventata una tale parolaccia – ma mica da adesso: te li ricordi nel 2003 quando, per protestare contro l’imminente guerra contro Saddam, facevano manifestazioni a suon di auto distrutte, cassonetti incendiati, negozi devastati? – che se qualcuno si azzardasse a chiedermi se lo sono, mi sentirei legittimata a tirargli un cazzotto sul naso.

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