LA DOMANDA CHE UNO SI PONE

Dopo ogni carneficina in grande stile, come quella di Parigi, regolarmente leggiamo immediatamente dopo, questione di ore, di irruzioni in appartamenti da parte della polizia, che evidentemente sapeva in quali appartamenti fare irruzione; leggiamo di arresti in gran numero da parte della polizia, che evidentemente sapeva quali persone arrestare; leggiamo di interrogatori da parte della polizia, che evidentemente sapeva quali persone fosse utile interrogare. La domanda, ovvia, è: ma perché diavolo non l’hanno fatto prima? Non essendo cultrice di teorie complottiste, l’unica spiegazione che trovo è che anche per il terrorismo valgano le stesse regole della “legittima difesa”, che diventa legittima solo se prima di reagire aspetto che il rapinatore mi abbia fatta fuori.
Poi si lamentano che la gente si butta sempre più a destra e diventa sempre più forcaiola.

barbara

  1. Non credo che la cosa sia cosi’ semplice. Sarebbe bello tu avessi ragione, ma funziona cosi’ da tutte le parti (anche in Israele ci sono ancora attentati, purtroppo), probabilmente anche perche’ c’e’ un limite prima del quale non puoi intervenire solo sulla base di sospetti… Inoltre, questi qua hanno giocato sulla disorganizzazione degli apparati di intelligence europei (siamo una ventisettina di stati diversi, alla fine, ognuno con i suoi apparati e le sue regole…): molti erano belgi con base a Bruxelles ed hanno deciso di colpire a Parigi. I servizi belgi erano perfettamente a conoscenza della loro potenziale pericolosita’, ma appena vercato il confine (c’e’ Schengen, e nemmeno il passaporto ti guardano…) sono spariti, e i francesi probabilmente manco sapevano che erano a casa loro. Poi si dice che abbiano usato i server di gioco delle Playstation per comunicare (devo dire che sono parecchio svegli, dal punto di vista tecnologico), quindi alla fine finche’ non si sono scoperti con l’attentato non li hanno individuati.

    Che si puo’ fare? Parecchio, anche dal punto di vista tecnologico. Se stasera ce la faccio, scrivo un post su applicazioni “civili” delle immagini satellitari che sono gia’ impressionanti. E i militari hanno roba molto, molto migliore.
    Se si investono un qualche miliardo di euro, e si accetta di rinunciare a parecchia privacy, si puo’ fare abbastanza.

    • In Israele ci sono ancora attentati ma si sono ridotti agli accoltellamenti, sassate sulle auto, auto lanciate su quelli che aspettano il tram… Roba che uccide, certamente, ma niente in confronto a un autobus che esplode, o a un terrorista suicida che si fa esplodere in un ristorante o presso la coda all’ingresso di una discoteca, perché quelli non riescono più a farli, o per lo meno gli risulterebbe molto più complicato.
      Sicuramente non si può arrestare sulla base di un sospetto, ma ottenere un mandato di perquisizione penso di sì (mi corregga l’avvocato se sbaglio).
      Per la privacy pazienza, creerà un po’ di problemi a qualche fedifrago/a, ma tra una lite in famiglia alla scoperta delle corna e una bomba che fa cento morti, non credo che ci dovrebbero essere dubbi su che cosa scegliere.
      Aspetto il tuo post.

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