AIUTO L’EMERGENZA CLIMATICA!

che se non ci gretinizziamo all’istante ci ucciderà tutti entro dieci anni! Lo sanno tutti! Lo dicono tutti! È davanti agli occhi di tutti! Fratello ricordati che devi morire e guai a te se non te lo segni ora e sempre nei secoli dei secoli di dieci anni in dieci anni amen.

Non c’è nessuna emergenza climatica

1.200 scienziati e professionisti di tutto il mondo, guidati dal premio Nobel norvegese per la fisica professor Ivar Giaever, dichiarano: “Non c’è nessuna emergenza climatica”

Leggi il testo della dichiarazione pubblicata su Climate Intelligence

Preambolo

La scienza del clima dovrebbe essere meno politica, mentre le politiche climatiche dovrebbero essere più scientifiche. In particolare, gli scienziati dovrebbero sottolineare che i risultati dei loro modelli non sono il risultato di una magia: i modelli informatici sono fatti dall’uomo. Ciò che viene fuori dipende completamente da ciò che i teorici ed i programmatori hanno inserito: ipotesi, assunzioni, relazioni, parametrizzazioni, vincoli di stabilità, ecc.
Purtroppo, nella scienza del clima mainstream la maggior parte di questi input non viene dichiarata.
Credere al risultato di un modello climatico significa credere a ciò che i creatori del modello hanno inserito. È proprio questo il problema dell’attuale discussione sul clima, in cui i modelli climatici sono centrali. La scienza del clima è degenerata in una discussione basata su convinzioni, non su una sana scienza autocritica. Dovremmo liberarci dall’ingenua fiducia nei modelli climatici immaturi. In futuro, la ricerca sul clima dovrà dare molta più importanza alla scienza empirica.

Non c’è emergenza climatica

Una rete globale di oltre 1100 scienziati e professionisti ha preparato questo messaggio urgente. La scienza del clima dovrebbe essere meno politica, mentre le politiche del clima dovrebbero essere più scientifiche. Gli scienziati dovrebbero affrontare apertamente le incertezze e le esagerazioni delle loro previsioni sul riscaldamento globale, mentre i politici dovrebbero spassionatamente valutare i costi reali così come i benefici, ipotizzati dalle loro misure politiche.

Fattori naturali ed antropogenici causano il riscaldamento globale.

L’archivio geologico rivela che il clima della Terra ha subito variazioni per tutto il tempo della sua esistenza, con fasi naturali fredde e calde. L’ultimo ciclo freddo, noto come la La Piccola era Glaciale è terminato di recente nel 1850. Pertanto, non sorprende che ora stiamo vivendo un periodo di riscaldamento.

Il riscaldamento è molto più lento del previsto.

Il pianeta si è riscaldato meno della metà del tasso previsto dall’IPCC, sulla base della forzatura antropogenica introdotta nei modelli e dello squilibrio radiativo. Tutto questo ci dice che siamo lontani dal comprendere I meccanismi del cambiamento climatico.

La politica climatica si basa su modelli inadeguati

I modelli climatici presentano molte carenze e non sono ragionevolmente lontani dall’essere usati come strumenti politici globali. Amplificano l’effetto dei gas serra come la CO2. Inoltre, ignorano il fatto che arricchire l’atmosfera con CO2 è benefico.

La CO2 è il cibo delle piante, la base di tutta la vita sulla Terra

La CO2 non è un inquinante ed è essenziale per tutta la vita sulla Terra. La fotosintesi è infatti una benedizione. Più CO2 è un beneficio per la natura, perché rende verde la Terra: una ulteriore quantità di CO2 nell’aria ha favorito la crescita della biomassa globale delle piante. È anche di beneficio per l’agricoltura, con l’aumento delle rese delle colture in tutto il mondo.

Il riscaldamento globale non ha aumentato i disastri naturali

Non ci sono prove statistiche che il riscaldamento globale stia intensificando uragani, alluvioni, siccità e simili eventi naturali, od aumentando la loro frequenza. Viceversa, è ampiamente dimostrato che le misure di mitigazione della CO2 sono tanto dannose quanto costose.

Le politiche climatiche devono rispettare le realtà scientifiche ed economiche.

Pertanto, non vi è alcun motivo per creare panico ed allarme. Ci opponiamo fermamente alla dannosa e irrealistica politica delle “Zero emissioni nette di CO2” proposta per il 2050. Se emergeranno approcci migliori, e sicuramente ci saranno, avremo tutto il tempo per riflettere ed adattarci. L’obiettivo della politica globale dovrebbe essere “prosperità per tutti” fornendo energia affidabile e conveniente in ogni momento per tutto il Pianeta. In una Società prospera uomini e donne vengono ben istruiti, i tassi di natalità rimangono bassi mentre le persone si preoccupano per il loro ambiente.

WCD-version-06272215121DOWNLOAD

Climate Intelligence (CLINTEL) è una fondazione indipendente che opera nei settori del cambiamento climatico e delle politiche climatiche. CLINTEL è stata fondata nel 2019 dal professore emerito di geofisica Guus Berkhout e dal giornalista scientifico Marcel Crok. L’obiettivo principale di CLINTEL è diffondere la conoscenza e di stimolare la comprensione delle cause e degli effetti del cambiamento climatico, nonché degli effetti della politica climatica.

A tal fine:

1. La Fondazione cerca di comunicare in modo obiettivo e trasparente al grande pubblico quali sono i fatti disponibili sul cambiamento climatico e sulle politiche climatiche ed anche dove i fatti si trasformano in ipotesi e previsioni.

2. La Fondazione conduce e stimola il dibattito pubblico su questo tema e realizza reportage investigativi in questo campo.

3. La Fondazione vuole fungere da luogo di incontro internazionale per scienziati con opinioni diverse sul cambiamento climatico e sulle politiche climatiche.

4. La Fondazione svolgerà e finanzierà la propria ricerca scientifica sul cambiamento climatico e sulle politiche climatiche.

CLINTEL vuole assumere il ruolo di “cane da guardia climatico” indipendente, sia nel campo della scienza del clima che in quello delle politiche climatiche.

Firmatari italiani della dichiarazione

1. Alberto Prestininzi, Professore di Rischi Geologici, Honorary Cherman NHAZCA Università of Rome Sapienza, già Scientific Editor in Chief della Rivista Internazionale IJEGE e Direttore del Centro di Ricerca, Previsione, Prevenzione e Controllo dei Rischi Geologici (CERI); WCD Ambassador
2. Pietro Agostini, Ingegnere, Associazione Scienziati e Tecnologi per la Ricerca Italiana
3. Piero Baldecchi, Lettore
4. Achille Balduzzi, Geologo, Agip-Eni
5. Antonio Ballarin, Fisico, “Chief Artificial Intelligence Officer” di una pubblica amministrazione
6. Cesare Barbieri, Professore Emerito di Astronomia, Università di Padova
7. Donato Barone, Ingegnere
8. Sergio Bartalucci, Fisico, Presidente Associazione Scienziati e Tecnologi per la Ricerca Italiana
9. Giuseppe Basini, Astrofisico, Deputato, già dirigente di Ricerca dell’INFN
10. Franco Battaglia, Professore di Chimica Fisica, Università di Modena, Movimento Galileo 2001
11. Marco Benini, Ingegnere Idraulico, Libero Professionista
12. Eliseo Bertolasi, Dottore di Ricerca in Antropologia Culturale
13. Giorgio Bertucelli, Ingegnere, già Dirigente Industriale, ALDAI
14. Alessandro Bettini, Professore Emerito (Fisica) Università di Padova
15. Antonio Bianchini, Professore di Astronomia, Università di Padova
16. Luciano Biasini, Professore Emerito, già Docente di Calcoli Numerici e Grafici, Direttore dell’Istituto Matematico e Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Ferrara
17. Paolo Blasi, Professore Emerito (Fisica) e già Rettore dell’Università di Firenze, già Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane
18. Enrico Bongiovanni, Dottore Commercialista
19. Paolo Bonifazi, Ex Direttore dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario (IFSI) dell’Istituto Nazionale Astrofisica (INAF)
20. Roberto Bonucchi, Insegnante in Pensione
21. Giampiero Borrielli, Ingegnere
22. Francesca Bozzano, Professore di Geologia Applicata, Università di Roma La Sapienza, Direttore del Centro di Ricerca Previsione, Prevenzione e Controllo Rischi Geologici (CERI)
23. Antonio Brambati, Professore di Sedimentologia, Università di Trieste, Responsabile Progetto Paleoclima-mare del PNRA, già Presidente Commissione Nazionale di Oceanografia
24. Gianfranco Brignoli, Geologo
25. Marcello Buccolini, Professore di Geomorfologia, Università di Chieti-Pescara
26. Paolo Budetta, Professore di Geologia Applicata, Università di Napoli
27. Antonio Maria Calabrò, Ingegnere, Ricercatore, Consulente
28. Monia Calista, Ricercatore di Geologia Applicata, Università di Chieti-Pescara
29. Cristiano Carabella, Geologo, Borsista presso l’Università di Chieti
30. Giovanni Carboni, Professore di Fisica, Università di Roma Tor Vergata, Movimento Galileo 2001
31. Peppe Caridi
32. Franco Casali, Professore di Fisica, Università di Bologna e Accademia delle Scienze di Bologna
33. Giuliano Ceradelli, Ingegnere e Climatologo, ALDAI
34. Augusta Vittoria Cerutti, Membro del Comitato Glaciologico Italiano
35. Franco Di Cesare, Dirigente, Agip-Eni
36. Alessandro Chiaudani PhD, Agronomo, Università di Chieti-Pescara
37. Luigi Chilin, Dirigente in Pensione
38. Claudio Ciani, Relazioni Internazionali, Scienza Politica, Università di Roma La Sapienza
39. Edoardo Cicali, Membro del C.I.R.N (Comitato Italiano Rilancio del Nucleare) e dell’associazione “Atomi per la pace”, ex Dipendente di un Centro Medico Radiologico ed Attualmente Impiegato nel Settore dell’Informatica
40. Pino Cippitelli, Geologo Agip-Eni
41. Carlo Colomba
42. Enrico Colombo, Chimico, Dirigente Industriale
43. Vito Comencini, Onorevole, Membro della Camera dei Deputati Italiana dal 2018
44. Enrico Conti, Physicist, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)
45. Ferruccio Cornicello, Fotografo e Lettore di Studi sul Clima
46. Domenico Corradini, Professore di Geologia Storica, Università di Modena
47. Carlo Del Corso, Ingegnere Chimico
48. Uberto Crescenti, Professore Emerito di Geologia Applicata, Università di Chieti-Pescara, già Magnifico Rettore e Presidente della Società Geologica Italiana
49. Fulvio Crisciani, Professore di Fluidodinamica Geofisica, Università di Trieste e Istituto Scienze Marine, Cnr, Trieste
50. Salvatore Custodero
51. Francesco Dellacasa, Ingegnere, Amministratore di Società nel settore Energetico
52. Alessandro Demontis, Perito Chimico Industriale, Tecnico per la Gestione delle Acque e delle Risorse Ambientali, Pomezia
53. Serena Doria, Ricercatore di Probabilità e Statistica Matematica, Università di Chieti-Pescara
54. Roberto d’Arielli, Geologo, Borsista presso l’Università di Chieti
55. Carlo Esposito, Professore di Rischi Geologici, Università di Roma La Sapienza
56. Gianluca Esposito, Geologo
57. Prof. Stefano Falcinelli PhD, Professor of Chemistry and Materials Technology, Department of Civil and Environmental Engineering, University of Perugia
58. Antonio Mario Federico, Professore di Geotecnica, Politecnico di Bari
59. Aureliano Ferri, Vicepresidente Associazione Piceno Tecnologie
60. Maurizio Fiorelli, Sommelier Professionale, studioso dell’evoluzione nella Coltivazione delle Vigne
61. Mario Floris, Professore di Telerilevamento, Università di Padova
62. Gianni Fochi, Chimico, Ricercatore in Pensione della Scuola Normale Superiore, Giornalista Scientifico
63. Sergio Fontanot, Ingegnere
64. Luigi Fressoia, Architetto Urbanista, Perugia
65. Mario Gaeta, Professore di Vulcanologia, Università di Roma La Sapienza
66. Sabino Gallo, Ingegnere Nucleare e Scrittore Scientifico
67. Giuseppe Gambolati, Fellow della American Geophysical Union, Professore di Metodi Numerici, Università di Padova
68. Alessio Del Gatto, Liceo Scientifico, Collaboratore Attivita Solare.it
69. Rinaldo Genevois, Professore di Geologia Applicata, Università di Padova
70. Umberto Gentili, Fisico dell’ENEA, Climatologo per il Progetto Antartide, ora in pensione
71. Enrico Ghinato, Perito Fisico
72. Mario Giaccio, Professore di Tecnologia ed Economia delle Fonti di Energia, Università di Chieti-Pescara, già Preside della Facoltà di Economia
73. Daniela Giannessi, Primo Ricercatore, IPCF-CNR, Pisa
74. Roberto Grassi, Ingegnere, Amministratore G&G, Roma
75. Roberto Graziano, Ricercatore di Geologia Stratigrafica e Paleoclimatologia/Paleoceanografia, Università di Napoli, già Geologo presso il Servizio Geologico d’Italia
76. Alberto Guidorzi, Agronomo
77. Roberto Habel, Professore di Fisica Medica, Università di Cagliari
78. Thomas Kukovec, Tropical Agronomist and Subtropical Field Biologist in the private sector, specialised in semi-arid agriculture, ecophysiology and phytogeography of Sahelian and Saharan plants. Scientific adviser and consultant in research-projects and learned societies
79. Alberto Lagi, Ingegnere, Presidente di Società Ripristino Impianti Complessi Danneggiati
80. Luciano Lepori, Ricercatore IPCF-CNR, Pisa
81. Carlo Lombardi, Professore di Impianti Nucleari, Politecnico di Milano
82. Walter Luini, Geometra
83. Roberto Madrigali, Meteorologo
84. Angelo Maggiora PhD, INFN Senior Researcher, more than 40 years experience in research at CERN, Saclay, Dubna and Frascati
85. Ettore Malpezzi, Ingegnere
86. Vania Mancinelli, Geologo, Borsista presso l’Università di Chieti
87. Ludovica Manusardi, Fisico Nucleare e Giornalista Scientifico, UGIS
88. Luigi Marino, Geologo, Centro Ricerca Previsione, Prevenzione e Controllo Rischi Geologici (CERI), Università di Roma La Sapienza
89. Alessandro Martelli, Ingegnere, già Dirigente ENEA
90. Salvatore Martino, Professore di Geologia Applicata all’Ingegneria al Territorio ed ai Rischi, Università di Roma “Sapienza”
91. Maria Massullo, Tecnologa, ENEA-Casaccia, Roma
92. Enrico Matteoli, Primo Ricercatore, IPCF-CNR, Pisa
93. Paolo Mazzanti, Professore di Interferometria Satellitare, Università di Roma La Sapienza
94. Adriano Mazzarella, Professore di Meteorologia e Climatologia, Università di Napoli
95. Marcello Mazzoleni, Docente e imprenditore nel settore della formazione, fondatore del sito web MeteoSincero
96. Carlo Merli, Professore di Tecnologie Ambientali, Università di Roma La Sapienza
97. Enrico Miccadei, Professore di Geografia Fisica e Geomorfologia, Università di Chieti-Pescara
98. Gabriella Mincione, Professore di Scienze e Tecniche di Medicina di Laboratorio, Università di Chieti-Pescara
99. Umberto Minopoli, Presidente dell’Associazione Italiana Nucleare
100. Alberto Mirandola, Professore di Energetica Applicata e Presidente Dottorato di Ricerca in Energetica, Università di Padova
101. Aurelio Misiti, Professore di Ingegneria sanitaria-Ambientale, Università di Roma La Sapienza, già Preside della Facoltà di Ingegneria, già Presidente del Consiglio Superiore ai Lavori Pubblici
102. Maurizio Montuoro, Medico
103. Renzo Mosetti, Professore di Oceanografia, Università di Trieste, già Direttore del Dipartimento di Oceanografia, Istituto OGS, Trieste
104. Daniela Novembre, Ricercatore in Georisorse Minerarie e Applicazioni Mineralogichepetrografiche, Università di Chieti-Pescara
105. Francesco Oriolo, Professore di Impianti Nucleari, Università di Pisa
106. Paolo Emmanuele Orrù, Professore di Geografia Fisica e Geomorfologia, Università di Cagliari
107. Sergio Ortolani, Professore di Astronomia e Astrofisica, Università di Padova
108. Giorgio Paglia, Geologo, Borsista presso l’Università di Chieti
109. Massimo Pallotta, Primo Tecnologo, Istituto Nazionale Fisica Nucleare
110. Antonio Panebianco, Ingegnere
111. Giuliano Panza, Professore di Sismologia, Università di Trieste, Accademico dei Lincei e dell’Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei XL, vincitore nel 2018 del Premio Internazionale dell’American Geophysical Union
112. Antonio Pasculli, Ricercatore di Geologia Applicata, Università di Chieti-Pescara
113. Ernesto Pedrocchi, Professore Emerito di Energetica, Politecnico di Milano
114. Davide Peluzzi, Ambasciatore del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga nel Mondo nel 2017
115. Corrado Penna, Docente di Matematica
116. Enzo Pennetta, Professore di Scienze Naturali e Divulgatore Scientifico
117. Gianni Pettinari, Impiegato Amministrativo, Fondatore del gruppo Facebook: “Falsi allarmismi sul riscaldamento globale”
118. Alessandro Pezzoli, Ricercatore Universitario e Professore aggregato in Weather Risk Management, Politecnico di Torino e Università di Torino
119. Tommaso Piacentini, Professore di Geografia Fisica e Geomorfologia, Università di Chieti-Pescara
120. Stefano De Pieri, Ingegnere Energetico e Nucleare
121. Paolo M.J. Pilli, Pensionato
122. Mirco Poletto, Geologo libero professionista, registered at ‘Ordine dei geologi del Veneto’
123. Andrea Pomozzi, Presidente Associazione Piceno Tecnologie
124. Guido Possa, Ingegnere Nucleare, già Viceministro del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca con delega alla Ricerca
125. Giorgio Prinzi, Ingegnere, Direttore Responsabile della Rivista “21mo Secolo Scienza e tecnologia”
126. Franco Prodi, Professore di Fisica dell’Atmosfera, Università di Ferrara
127. Franco Puglia, Ingegnere, Presidente CCC, Milano
128. Francesca Quercia, Geologo, Dirigente di Ricerca, Ispra
129. Nunzia Radatti, Chimico, Sogin
130. Arnaldo Radovix, Geologo, Risk Manager in Derivati Finanziari
131. Mario Luigi Rainone, Professore di Geologia Applicata, Università di Chieti-Pescara
132. Mario Rampichini, Chimico, Dirigente Industriale in Pensione, Consulente
133. Arturo Raspini, Geologo, Ricercatore, Istituto di Geoscienze e Georisorse (IGG), Consiglio Nazionale delle Ricerche, Firenze
134. Renato Angelo Ricci, Professore Emerito di Fisica, Università di Padova, già Presidente della Società Italiana di Fisica e della Società Europea di Fisica, Movimento Galileo 2001
135. Marco Ricci, Fisico, Primo Ricercatore, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
136. Renzo Riva, Comitato Italiano Rilancio Nucleare (C.I.R.N.), Buja
137. PierMarco Romagnoli, Ingegnere, Milano
138. Vincenzo Romanello, Ingegnere Nucleare, Ricercatore presso il Centro di Ricerca Nucleare di Rez, Repubblica Ceca
139. Piergiorgio Rosso, Ingegnere Chimico
140. Stefano Rosso, Insegnante di Geografia, Storia e Italiano, Scuola Secondaria, Modena
141. Alberto Rota, Ingegnere, Ricercatore presso CISE ed ENEL, Esperto di Energie Rinnovabili
142. Ettore Ruberti, Ricercatore ENEA, Docente di Biologia Generale e Molecolare
143. Giancarlo Ruocco, Professore di Struttura della Materia, Università di Roma La Sapienza
144. Sergio Rusi, Professore di Idrogeologia, Università di Chieti-Pescara
145. Massimo Salleolini, Professore di Idrogeologia Applicata e Idrogeologia Ambientale, Università di Siena
146. Nicola Scafetta, Professore di Fisica dell’Atmosfera e Oceanografia, Università di Napoli
147. Emanuele Scalcione, Responsabile Servizio Agrometeorologico Regionale ALSIA, Basilicata
148. Nicola Sciarra, Professore di Geologia Applicata, Università di Chieti-Pescara
149. Francesco Sensi, Generale di Divisione Aerea (R)
150. Massimo Sepielli, Direttore di Ricerca, ENEA, Roma
151. Leonello Serva, Geologo, Accademia Europa delle Scienze e delle Arti, Classe V, Scienze Tecnologiche e Ambientali, già Direttore Servizio Geologico d’Italia
152. Roberto Simonetti, Geologo, R&D c/o Azienda S.I.I.
153. Elio Sindoni, Professore Emerito dell’Università di Milano Bicocca
154. Enzo Siviero, Professore di Ponti, Università di Venezia, Rettore dell’Università e-Campus
155. Rinaldo Sorgenti, Deputy Chairman of ASSOCARBONI
156. Ugo Spezia, Ingegnere, Responsabile Sicurezza Industriale, Sogin, Movimento Galileo 2001
157. Luigi Stedile, Geologo, Centro di Ricerca Previsione, Prevenzione e Controllo Rischi Geologici (CERI), Università di Roma La Sapienza
158. Emilio Stefani, Professore di Patologia Vegetale, Università di Modena
159. Flavio Tabanelli, Fisico
160. Maria Grazia Tenti, Geologo
161. Umberto Tirelli, Visiting Senior Scientist, Istituto Tumori d’Aviano, Movimento Galileo 2001
162. Giorgio Trenta, Fisico e Medico, Presidente Emerito dell’Associazione Italiana di Radioprotezione Medica, Movimento Galileo 2001
163. Roberto Vacca, Ingegnere e Scrittore Scientifico
164. Gianluca Valensise, Dirigente di Ricerca, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma
165. Corrado Venturini, Professore di Geologia Strutturale, Università di Bologna
166. Benedetto De Vivo, Professore di Geochimica in Pensione dall’Università di Napoli, ora Professore Straordinario presso Università Telematica Pegaso, Napoli
167. Andrea Zaccone, Geologo, Dirigente Protezione Civile Regione Lombardia
168. Luigi Zanotto, Docente in Pensione
169. Franco Zavatti, Ricercatore di Astronomia, Università di Bologna
170. Antonino Zichichi, Professore Emerito di Fisica, Università di Bologna, Fondatore e Presidente del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana di Erice (qui)

Contro i deliri della religione fondamentalista e terroristica dei cambiamenti climatici – già riscaldamento globale, già (o forse sarebbe meglio dire già già) glaciazione globale – speciali, che sono diversi da quelli normali, e che sono di origine antropica, religione che in un batter di ciglia scivola nell’antropofobia più spinta, si sono già pubblicati in questo blog un’infinità di documenti. Naturalmente non mi illudo di poter instillare negli adepti di tale religione un granellino di dubbio: fra le fedi religiose – specialmente le fedi nelle religioni laiche – e il dubbio c’è un’eterna inimicizia di proporzioni tali da far sparire quella decretata fra il serpente e la Donna. Tutto questo è unicamente a beneficio degli scettici, degli eretici, delle menti pensanti. Aggiungo un esempio degli squallidi trucchetti dei media asserviti per impressionare con le temperature abnormi dell’emergenza climatica

e una acuta osservazione dell’amico Erasmo:

Constato che la scienza ufficiale è schierata sull’origine antropica, mentre un gruppo di scienziati anziani no. Ciò si può spiegare in due modi: 1. Gli anziani sono rincoglioniti; 2. Gli anziani sono in pensione, e quindi non rischiano rappresaglie che mettano a rischio la loro carriera. Contro la prima ipotesi gioca il fatto che non tutti i pensionati hanno l’Alzheimer; contro la seconda … no, non riesco a trovare niente contro la seconda.

Ecco, io i superesperti del clima aspiranti professionisti li vedo più o meno così (ascoltate bene quello che dice prima di cantare)

barbara

INTERVALLO

Nella mia città, temperature minime e massime:

28/03: 9 – 17
29/03: 8 – 16
30/03: 7 – 14
31/03: 6 – 12
01/04: 5 – 11
02/04: 4 – 9

Sì, lo so, è per colpa del riscaldamento globale.

E ora un po’ di figure per svagarci un po’.

Attualità

Modernità

Prudenza

E ancora più prudenza

Gli esperti del nostro governo

Gli insuperabili cartelloni presso le edicole

Una preghiera esaudita

E, più o meno in tema

I quiz culturali di youtube

Ma c’è sempre qualche ignorante che dà la risposta sbagliata

Concludo con una domanda intelligente

E una ancora più intelligente: avete mai visto…?

barbara

SE PER ESEMPIO

Se per esempio sostituissimo davvero tutte le auto vere con le auto elettriche. Prima una riflessione di puro buon senso.

Fabrizio Santorsola

L’auto elettrica – la più grande truffa che il mondo abbia mai visto?
Qualcuno ci ha pensato?
“Se tutte le auto fossero elettriche… e dovessero restare bloccate in un ingorgo di tre ore nel freddo di una nevicata, le batterie si scaricherebbero tutte, completamente.
Perché nell’auto elettrica praticamente non c’è riscaldamento.
Ed essere bloccato in strada tutta la notte, senza batteria, senza riscaldamento, senza tergicristalli, senza radio, senza GPS per la batteria tutta scarica, non deve essere bello.
Puoi provare a chiamare il 911 e proteggere le donne e i bambini, ma non potranno venire ad aiutarti perché tutte le strade sono bloccate e probabilmente tutte le auto della polizia saranno elettriche.
E quando le strade sono bloccate da migliaia di auto scariche, nessuno potrà muoversi. Le batterie come potranno essere ricaricate in loco?
Lo stesso problema durante le vacanze estive con blocchi chilometrici.
Non ci sarebbe in coda la possibilità di tenere accesa l’aria condizionata in un’auto elettrica. Le tue batterie si scaricherebbero in un attimo.
Naturalmente nessun politico o giornalista ne parla, ma è questo che accadrà.
Testo da me liberamente tradotto, ripreso da Marian Alaksin (Repubblica Ceca)

Poi un articolo con un po’ di calcoli.

Giancarlo Lehner

A proposito della moda del green, qui e subito, una delle più strampalate mistificazioni della storia, cito i seguenti inoppugnabili dati dall’articolo di Dario Rivolta, uno studioso che ragiona e non vende fumo:
«Un parco eolico da 100 megawatt richiede trentamila tonnellate di minerali ferrosi, cinquantamila tonnellate di cemento e almeno novecento tonnellate di plastica e resina.
In un impianto solare della stessa potenza, il ferro e l’acciaio necessari sono tre volte tanto e solo il cemento sarà impiegato in quantità minore che nell’eolico.
Nel progetto lanciato dall’Ue la produzione di energia elettrica derivante da questi impianti dovrebbe passare dai 1500 gigawatt di oggi ad 8000 GW entro il 2030. Il calcolo dei materiali necessari che bisognerà estrarre dalla terra è presto fatto. E lo si dovrà fare con i vecchi metodi industriali.
Inoltre, molti dei componenti che dovranno essere utilizzati appartengono al gruppo di quei minerali che vanno sotto il nome di “terre rare”.
Alcune di loro portano nomi sconosciuti come i lantanidi, lo scambio, l’ittrio, l’eurobio, il lutezio ecc.
Di altri minerali abbiamo forse già sentito parlare:
niobio
tantalio
tungsteno
litio
tellurio
selenio
indio
gallio
Oltre a queste, per creare l’elettricità e stoccarla nelle batterie occorrono anche grandi quantità di cobalto, manganese, nickel, stagno, grafite, rame ecc.
Nella maggior parte dei casi, nonostante l’aggettivo (rare) attribuito ad alcune di queste materie, non si tratta di presenze scarse sul nostro pianeta ma sono minerali dispersi all’interno di rocce che devono essere estratte e lavorate.
Per ottenere un chilo di vanadio bisogna lavorare otto tonnellate di rocce; per un chilo di gallio ne occorrono cinquanta, mentre per ottenere il lutezio in eguale quantità bisogna raffinarne ben duecento tonnellate.
Tutte queste lavorazioni si fanno con l’impiego di grandi quantità di acqua e solventi.
La lavorazione necessaria è così deleteria per l’ambiente circostante che si spiega perché la maggior parte dei Paesi del mondo ha rinunciato ad estrarli, lasciando che sia la Cina ad occuparsi della produzione (e relativa fornitura) di almeno due terzi della domanda mondiale.
Un altro esempio: in una macchina a propulsione elettrica circa duecento chili di quanto pesa in totale sono indispensabili per il funzionamento della batteria e per la sua protezione.
Si tratta di un quantitativo corrispondente a sei volte quello presente nelle auto tradizionali.
Bisogna aggiungere che per la trasmissione dell’elettricità derivante dagli impianti solari, eolici e dall’idrogeno, le reti di distribuzione oggi esistenti saranno riutilizzabili solo in parte.
Serviranno enormi quantità extra di rame per gli elettrodotti e migliaia di tonnellate di acciaio per le nuove tubature necessarie al trasporto dell’idrogeno.
I prezzi schizzeranno alle stelle, causando una nuova e lunga inflazione anche su tutti i prodotti a valle.
Al nuovo ingente sfruttamento delle risorse naturali per procedere verso la “transizione verde” vanno aggiunte le conseguenze socio-economiche all’interno delle nostre società. L’Europa (così come- forse- gli Stati Uniti) si è data l’obiettivo di passare ai nuovi sistemi entro il 2030 e completare il processo entro il 2050, mentre la Cina ha dichiarato che raggiungerà il picco delle proprie emissioni di CO2 solo nel 2030 e raggiungerà l’obiettivo finale non prima del 2060. Per l’India il passaggio richiederà ancora più tempo.
È allora evidente che, negli anni che faranno la differenza, si creerà un divario crescente nei costi di produzione industriali tra i due mondi e certo non a vantaggio delle imprese europee. Con conseguenti crisi che colpiranno molti lavoratori e molte aziende.
Sotto l’aspetto politico va anche aggiunto che, pur riuscendo a liberarci dall’oligopolio dei produttori di gas e petrolio, ci metteremmo, noi europei, totalmente nelle mani dei nostri nuovi fornitori di minerali rari e materie prime.
Va aggiunto che gli utenti dovranno sostituire le loro caldaie per il riscaldamento, tuttora a gas o gasolio, con pompe di calore azionate dall’ energia elettrica da fonti rinnovabili.
Gli automobilisti dovranno rottamare i loro veicoli a benzina, a gasolio o ibridi per sostituirli con autovetture solo elettriche che però, con la tecnologia attuale, non consentiranno loro di andare da Milano a Roma senza fermarsi qualche ora per ricaricare le batterie».
L’imperialismo del regime comunista cinese evidentemente ha pagato e strapagato politici, scienziati (quelli non mercenari non vengono ascoltati) e addetti all’informazione, per montare la mitologia del green.

E tutto questo bordello sarebbe per fermare i “cambiamenti climatici” per via del fatto che ci sarebbe in atto una “emergenza climatica”. Siccome so che purtroppo c’è ancora in giro gente che crede a questa ridicola favola, ricordo che le cose che strilla istericamente la piccola analfabeta ritardata psicopatica mitomane allo scopo preciso di terrorizzare le masse (“voglio che siate terrorizzati” – e riuscendoci perfettamente), ossia che abbiamo ancora dieci anni prima che sia troppo tardi, come già è stato ripetutamente documentato in questo blog, venivano strillate anche dieci anni fa, e venti anni fa, e trenta anni fa, e quaranta anni fa, e cinquanta anni fa. E se i signori della dittatura del terrore climatico avessero ragione, ciò significherebbe che da quarant’anni il pianeta non esiste più  e noi siamo zombie vaganti nello spazio. Fermo restando che, se anche un’emergenza climatica ci fosse – ma non c’è – il solo pensare di poter intervenire sul clima sarebbe puro delirio di onnipotenza. E qualcuno farà bene a cominciare a ridimensionarsi.

barbara

UN PO’ DI MACEDONIA MISTA

Molto mista e molto variegata

Giancarlo Lehner

«Don Roberto è stato ucciso da uno che non ci stava tanto con la testa», così esterna uno che con la testa non ci sta per niente.
Si chiama Jorge Mario, che per difendere islam ed islamici, cancella la realtà, il buon senso e la corretta informazione.
In associazione con Soros, si sbraccia per sradicare le fondamenta giudaico-cristiane.

E io mi sto sempre più convincendo che ha ragione quella che sostiene che quell’uomo è l’Anticristo, mandato da Satana in persona per annientare il cristianesimo.

Poi c’è questo signore, lasciato morire come un cane per dissecazione aortica perché i medici si sono rifiutati di operarlo prima che arrivassero i risultati del tampone. È arrivata prima la morte. E magari, dopo che una banda di infami lo ha abbandonato alla sua enorme sofferenza e alla consapevolezza che stava morendo, avranno anche l’infamia di classificarlo come l’ennesimo morto covid per incrementare il terrore sanitario su di noi.

Poi c’è la signora Bellanova che si batte contro gli sconti nei supermercati. Forse la signora ignora che noi comuni mortali non abbiamo stipendi da ministro, e che per molti i prodotti scontati, magari quelli prossimi alla scadenza, e quelli in promozione, sono l’unica cosa che permette loro di mangiare più o meno tutti i giorni. Una volta c’era il modo di dire “se non sono matti non li vogliamo”, adesso dovremmo passare a “se non son deficienti non li vogliamo”.

E poi c’è J. K. Rowling, la mamma di Harry Potter, già messa alla gogna per avere detto che ci sono differenze fra un trans e una donna nata come tale (evidentemente qualcuno è analfabeta al punto da non accorgersi che XX e XY sono due targhe diverse, tipo PA e PV che stanno a un buon migliaio di chilometri di distanza). Adesso ha scritto un thriller in cui un serial killer uccide travestito da donna e naturalmente è chiaro che il significato è che non ci si deve mai fidare di un uomo travestito e giustamente è stato stabilito che lei deve morire. Giustamente, certo, visto che

Non ho mai amato i gialli e questa è una roba di 900 pagine, ma appena sarà tradotto in italiano lo scaricherò e lo leggerò. Nel frattempo ho appena scaricato la saga completa di Harry Potter, e prima o poi la leggerò, anche se sono quasi 4500 pagine.

E poi ci sono gli attori che recitano una scena all’aperto, in cui uno cade da cavallo e rimane ferito, ma il povero cane non lo sa che è una finzione…

E poi c’è questo ragionevole pensiero di

Enrico Richetti

Lasciate che i bambini dell’asilo corrano nei prati , si rotolino nell’erba e si abbraccino!
Lasciate che i bambini delle elementari nella ricreazione si rincorrano senza mascherina!
Lasciate che le maestre li prendano in braccio per consolarli e coccolarli!
Lasciate che i bambini vedano il sorriso della maestra, senza la museruola!
Questi scellerati che vedono il covid a ogni angolo di strada rovinano i bambini, li traumatizzano e fanno più danni del virus stesso!!!

E a proposito di scuola c’è la signora Fedeli che con incredibile umiltà riconosce che non è stato fatto proprio tutto alla perfezione, ma la cosa fenomenale è quella che arriva alla fine

Mentre a proposito dell’epidemia che con incredibile accanimento terapeutico governanti e mass media cercano in tutti i modi di mantenere in vita – quei mass media che lavorano più o meno così

– c’è (sì, ancora, visto che c’è chi proprio non vuole farsene una ragione) la faccenda della Svezia che dimostra, dati alla mano, che il lockdown nuoce gravemente alla salute, soprattutto sulla lunga distanza.

E giustamente qualcuno fa presente che

E per chi lascia condizionare la propria vita dal terrore di ammalarsi, c’è un saggio consiglio

Mentre questo è un sano avvertimento per tutti

e come se non bastasse, è anche entrato maschio ed è uscita femmina – che magari l’ha anche fatto apposta per fare incazzare quella bruttissima personaggia della J. K. Rowling.

E poi ci sono tutti quegli orrendissimi crimini di Trump, di cui non si parla mai, e bisogna parlarne invece

E poi c’è la drammatica emergenza climatica

E poi…

… e poi

venne

lo smartphone.

barbara

SVELATO ALFIN L’ARCANO

Quando in casa la temperatura scende sotto i 23-24 gradi, anche se sono coperta di lana dalla testa ai piedi sono costretta ad accendere il riscaldamento, perché tremo dal freddo, sento il gelo nelle ossa, sto malissimo. In questi giorni che la temperatura è pesantemente calata (a proposito: quelli che a ogni quarto di grado al di sopra della media stagionale strillano come oche spennate all’emergenza climatica, evocando ghiacciai sciolti, mari innalzati di metri, città costiere interamente sommerse, terreni riarsi e chi più ne ha più ne metta, oltre naturalmente all’imminente fine del mondo, quando le temperature scendono sensibilmente al di sotto della media stagionale, come nel giugno dell’anno scorso che giravamo con la giacca, come mai non strillano all’imminente glaciazione e morte per congelamento dell’intera umanità? Sono come l’onorata società della Commissione Segre che strilla al crimine di odio solo se l’odio viene da destra? Anche se lì bisogna riconoscere che hanno la giustificazione che se strillassero a ogni crimine di odio della sinistra non gli resterebbe neanche il tempo per pisciare. Ma non divaghiamo), in questi giorni di temperature abbassate, dicevo, dormo con due coperte di lana e una camicia da notte felpata grossa un dito. Ora finalmente so perché. Quando sono andata dal dentista la segretaria mi ha preso la temperatura – cosa che nessuno di noi fa quando non è ammalato – con quella specie di pistola puntata sulla fronte, e sapete quanto avevo? 34.2. C’è un errore, ha detto, e ha riprovato: sempre 34.2. Vabbè, speriamo almeno…

E poi
estate 1
estate 2
estate 3
estate 4
estate 5
estate 6
barbara

QUEI FAMOSI 11MILA SCIENZIATI GRETINI

Sorpresa sorpresa!

Gli 11 mila scienziati gretini non esistono

di Franco Battaglia

Lo scorso 5 novembre La Repubblica dava la seguente notizia: «Allarme di 11.000 scienziati: è emergenza climatica». Orpo, mi son detto, bene o male sono scienziato anche io: com’è che non mi sono accorto di codesta emergenza? Ah, già: non sono climatologo. Ma andiamo più a fondo su questa notizia. A quanto pare vi sarebbe una “Alleanza degli Scienziati del Mondo” (bum!) che avrebbe lanciato il preoccupante proclama firmato dalle 11 mila teste d’uovo. Ma se s’indaga cosa caspita sia codesta Alleanza, si scopre ch’essa altro non è che… un blog da una pagina appena: https://scientistswarning.forestry.oregonstate.edu/

Avete capito bene. Se uno qualunque di noi attiva un blog, lo chiama, che so, “Unione degli uomini più intelligenti del pianeta”, e poi invita i visitatori del blog a sottoscrivere una frase a caso tipo, che so, «Dio non esiste!» e raccoglie 11 mila click, dovremmo attenderci che il giorno dopo quei fenomeni di Repubblica non mancheranno di titolare: «Undicimila tra gli uomini più intelligenti del pianeta garantiscono: Dio non esiste». Ora, voi direte: ma dài… Magari quelli che hanno sottoscritto dell’emergenza climatica sono veramente 11 mila climatologi. L’elenco dei firmatari è disponibile in rete: sono per la precisione 11.258 firme con qualifica e istituzione di provenienza. Ho voluto verificare (sopportatemi, ma sono affetto dalla sindrome di San Tommaso).

1) Ingenuamente col cerca-parole ho cominciato cercando la parola “climatologist”. Solo 5 (cinque!) si dichiarano tali. Tra essi l’italiano Luca Mercalli, ma se lo è giudicate voi. Luca è uno che in Italia ha provato, prima, a studiare Agraria, senza riuscirci. Poi ha conseguito un Master in Geografia in Francia. Un po’ pochino per fregiarsi climatologo: dovrebbe aver studiato, come minimo, Geologia; e per capirci veramente di clima aver studiato Fisica (Fuidodinamica, Fisica dell’Atmosfera, etc., tutte cose che richiedono formidabili basi di matematica, che un povero Geografo ignora). Comunque sia, solo 5 su 11.258 si dichiarano climatologi.

2) Allora ho esteso la ricerca alla sequenza di lettere “climat”, in modo da beccare tutte le firme che avessero qualcosa a che fare col clima, perché magari qualcuno si fosse dichiarato “climate scientist” o appartenesse a qualche dipartimento di “climatology”. Per esempio, se uno si fosse dichiarato «bidello al dipartimento di climatologia», allora sarebbe nell’elenco. Il cerca-parole mi ha segnalato solo 180 firme che avrebbero qualcosa a che fare col clima: 180 e non 11.258.

3) Per curiosità, quanti sono gli italiani firmatari? – mi son chiesto. Presto fatto: cerchi la parola “Italy”, e conti 259 firmatari. Quanti hanno a che fare col clima? Compreso il già detto Luca Mercalli, ci sono solo 2 altre firme: tali Michele Carducci, professore di Diritto Costituzionale Comparato all’università di Lecce, e Claudia Wieners, dottore in Economia al S. Anna di Pisa. Ma che ci azzeccano col clima – vi chiederete. Rammentate? Avevo cercato la sequenza di lettere “climat”: infatti il prof. Carducci si qualifica “Professor of Constitutional Comparative Law and Climate Law” e la giovane Claudia si qualifica “Postdoc in Climate Economics”. Uno giurista, l’altra economista.

4) Controllo a caso le qualifiche di una ventina di firmatari: allo scopo prendo, per la k-esima lettera dell’alfabeto, il k-esimo firmatario (cioè il primo dei cognomi che cominciano con A, il secondo dei cognomi che cominciano con B, …, il 26mo cognome che comincia con Z). Ci trovo biologi, astronomi, ornitologi, ecologi, economisti, psicologi, ortodontisti, veterinari, maestri, scienziati dei materiali, botanici, idrologi, filosofi, archeologi, biomedici, studenti (e anche un geologo e un fisico).  E se prendiamo i primi dieci italiani della lista? Abbiamo uno psicologo, un veterinario, quattro ecologi, uno studente, un professore di medicina interna, un ittiologo (e anche un geologo).

Tutte rispettabilissime persone ma, di tutta evidenza, quasi nessuno di quegli 11.258 ha alcuna qualifica per affermare che si vive, oggi, in una qualche emergenza climatica. Per farlo, bisogna 1) essere climatologi e 2) aver dimostrato l’affermazione. Non bisogna invece essere climatologi per sostenere che i climatologi che si sono convinti che si vive in emergenza climatica non hanno dimostrato quella loro affermazione: basta verificare che la loro congettura, messa alla prova dei fatti, non supera quella prova. Di quella congettura se ne solo innamorati: un sentimento non concesso dal metodo scientifico. (qui)

Poi fra i commenti c’è quello di un lettore che dichiara, e documenta, che

“tra gli 11mila c’è anche Mickey Mouse, leggere per credere”.

Ossia, per farla breve, prima si inventa l’emergenza climatica, poi, per documentarla, si inventano gli scienziati che la confermano. Tipo il marito che per giustificare il rientro alle due di notte spiega che un pirata della strada ha travolto un ragazzo in motorino e lui ha chiamato i soccorsi e poi ha aspettato l’ambulanza insieme a lui e poi siccome il ragazzo era giovane e spaventato è salito sull’ambulanza insieme a lui e poi dall’ospedale ha dovuto chiamare un taxi per farsi riportare là dove aveva lasciato la macchina. Poi si scopre che non c’è stato nessun pirata, nessun incidente, nessun ragazzo in motorino, e lì, forse, qualche dubbio sull’onestà e sulla sincerità di tuo marito comincia a venirti.

barbara