HUDNA

Normalmente viene tradotto con “tregua”, ma non ha niente a che vedere con ciò che noi intendiamo con tregua. Che cosa esattamente significa “hudna” nella cultura islamica, ve lo spiega lui
hudna
La hudna si accetta unicamente quando si è in condizioni di inferiorità; la hudna serve unicamente a riarmarsi per portarsi in condizione di superiorità e riprendere il combattimento; la hudna, qualunque sia la durata concordata, a voce o con accordo scritto, può essere rotta in qualunque momento, come lo stesso Arafat ricordò, all’indomani della storica stretta di mano con Rabin alla Casa Bianca il 13 settembre 1993, a chi lo criticava per l’accordo stretto con Israele: “Ricordatevi di Hudaibiya”: nel febbraio del 628 Maometto sottoscrisse una hudna con i nemici meccani (il “patto di Hudaibiya”, appunto) quando, da una posizione di inferiorità, constatando l’impossibilità di conquistare la sua città natale, s’impegnò a non farvi ritorno per 10 anni. Invece 2 anni dopo, diventato sufficientemente forte, ruppe la tregua. E questo fatto ha valore di precedente giuridico. Va inoltre ricordato che il Corano vieta la pace con gli infedeli: la tregua massima consentita è di dieci anni (Sadat, per avere violato tale divieto, ha pagato con la vita; più fortunato re Hussein di Giordania che ha potuto evitare la sentenza perché è arrivato prima il cancro).
E dunque, quando Israele inspiegabilmente respinge le tregue generosamente offerte da Hamas, cerchiamo di ricordare che cos’è che Hamas sta realmente offrendo.
E credo che sia arrivato il momento giusto per rileggere questo.

barbara

VABBE’…

Per il momento sono tornati a casa

non si sa per quanto, ma per adesso sono a casa, dopo avere smantellato una bella botta di strutture del terrore, dopo aver tolto di mezzo un bel po’ di pezzi da novanta del terrorismo palestinese, e sempre tenendo presente questo

Poi bisogna assolutamente leggere lui, che spiega con la consueta chiarezza un po’ di cose che magari potrebbero essere sfuggite, e magari rileggere questo vecchio post che fa piazza pulita di un bel po’ di luoghi comuni, fra cui il famigerato mantra della sproporzione.
E infine propongo un mio pensierino della sera. Matteo Renzi ha pubblicamente dichiarato che Israele ha il diritto di esistere, e tutti gli amici di Israele hanno esultato. Ora, intendiamoci, a me Matteo Renzi piace. E la sua dichiarazione è una bella dichiarazione, e tanto più apprezzabile se si fa il confronto con altre esternazioni della sua parte politica. Però, mi chiedo: a qualcuno è mai venuto in mente di uscirsene a dire che il Mozambico ha il diritto di esistere? O il Paraguay? O il Liechtenstein? O il Qatar? Qualcuno ha mai sentito il bisogno di difendere il diritto all’esistenza di uno qualsiasi del 195 stati riconosciuti? No, così, giusto per sapere.

barbara

PATACCHE E TAROCCHI

Una breve sintesi dei taroccamenti e delle infinite patacche propinateci dalla propaganda (e da tanti avidamente bevuti) in questo video.

Quello che resta da capire è come mai, se gli efferati crimini di guerra degli assassini con la stella di David provocano miliardi di morti fra i poveri palestinesi, anzi, fra i poveri bambini palestinesi, e con tutti i giornalisti e fotografi che gli fanno da zerbini sparsi in ogni dove, per mostrarci un po’ di povere vittime abbiano bisogno di andare a saccheggiare gli archivi delle vittime altrui:

Nel frattempo, dopo l’ininterrotto lancio di missili da Gaza durante la tregua, succede che un gruppo di arabi tenta di penetrare in Israele da Gaza tagliando la barriera di sicurezza; l’esercito spara per fermarli ed ecco l’atteso miracolo: i giornalisti si accorgono che la tregua è stata violata. Cioè, naturalmente, che Israele ha rotto la tregua.

barbara

E INFATTI CI RI-RISIAMO (ad matai elohai)

Dopo i missili che, dichiaratamente, non smetteranno di piovere, dopo le uccisioni, dopo l’attentato

e dopo questo

Netanyahu ha ceduto alle infami pressioni del mondo che ama la pace e ha accettato una tregua unilaterale – e possa tutto il sangue innocente (ad matai Elohai) che a causa della sua vigliaccheria verrà versato ricadere sulle sue mani e sulla sua testa (senza contare che, oltre agli innocenti israeliani, questo infame regalo al terrorismo lo pagheremo tutti). Nel frattempo Google news informa che L’accordo per un cessate il fuoco tra Israele e Hamas è stato raggiunto, ma almeno 12 razzi palestinesi sono stati lanciati da Gaza dopo la tregua. Naturalmente gli attacchi da Gaza, come sempre, aumenteranno di intensità, e naturalmente non appena Netanyahu deciderà di smettere di mandare gli ebrei COME PECORE AL MACELLO (ad matai Elohai), tutti i giornali e i blog e i forum strilleranno come galline spennate “Israele rompe la tregua!” Copione già letto e riletto e imparato a memoria. Ma non è che l’averlo saputo e previsto sia di qualche conforto.
Intanto, giusto per avere un’idea, diamo un’occhiata qui:

barbara