DAVID E LEAH CALDERONI

In Italia non stavano male, ma in Israele stanno meglio, e ora difendono il Paese (qui)
David-Leah-Calderoni
E poi vai a leggere qui. Forse non c’entra tantissimo, ma ti farà bene di sicuro, soprattutto se ti capita di trovarti a corto di argomenti quando i soliti noti ti si mettono a cianciare di proprietà palestinesi confiscate.
Shabbat shalom

barbara

  1. Su un gruppo antibufala su Facebook c’è una discussione su questa immagine. E’ impressionante, scioccante, traumatizzate. VI AVVISO. Ma è importante secondo me sapere se è vera o è stata taroccata.A me le bimbe sembrano diverse e il panno qualcuno dice sembra una medicazione…se non fosse vera sarebbe da denunciare se al contrario fosse vera sarebbe una denuncia.

    http://informare.over-blog.it/article-bambina-sciita-costretta-a-guardare-mentre-i-qaedisti-le-uccidono-i-genitori-poi-le-viene-strappato-120614047.html

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  2. una compagna di mia figlia, di un paio di anni più grande, è partita per Israele e s’è arruolata nell’esercito.
    non ne so il nome, e non ha fatto notizia (anche perché l’ha fatto in via completamente privata e riservata).
    rispetto infinito per la scelta, per niente facile e per niente approvata da troppi suoi compagni….

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      • ho chiesto alla figlia, si chiama Micol Treves,s’è diplomata due anni fa al liceo classico Alfieri di Torino….

        io ho un quasi cognato israeliano (una storia un po’ complicata con mia sorella, che ha lasciato comunque un buon rapporto e una bellissima ex bambina, che ora sta diventando psicanalista). un giorno mi disse che quando doveva partire militare all’esame finale gli chiesero (lui voleva entrare in aviazione) se avrebbe eseguito l’ordine di bombardare un villaggio con possibili vittime civili.
        ci pensò su un po’ poi disse che in tutta onestà non se la sarebbe sentita.
        niente aviazione quindi, niente brevetto di volo (il padre lavorava alla ElAl e gli si sarebbero aperte diverse strade, dopo la ferma), finì poi nella logistica e si fece tre anni intensi ma lontano da punti caldi, per quanto sia possibile in generale in Israele. alla fine del colloquio che gli aveva chiuso quelle porte chiese però all’ufficiale se la sua risposta significava che in aviazione potevano entrare soltanto automi o pazzi omicidi, vista la domanda. l’ufficiale si fece una sana risata, di cuore, e gli rispose: “no, Yariv, non vogliamo pazzi omicidi o automi senza cuore. è che ci hai messo una trentina di secondi a rispondere, e una trentina di secondi alla guida di un jet sono un’eternità, tempo di decidere e l’occasione o la possibilità di bombardare quel villaggio l’hai persa. forse se avessi risposto di no, ma subito, avresti passato il colloquio. forse, perché non è solo per quella risposta che basiamo le nostre valutazioni. ma vedi, i nostri soldati devono SEMPRE pensare prima di agire, e ragionare l’ordine che stanno eseguendo, o cui hanno deciso di disobbedire accettando le conseguenze della loro decisione. ma devono pensare, e ragionare, e decidere IN FRETTA e possibilmente senza sbagliare, perché qui da noi il tempo è sempre poco, e lo spazio sempre ristretto, l’obbedienza cieca è dannosa quasi quanto l’indecisione, e le due cose insieme possono fare danni irreparabili….”

        sapendo questo, l’ammirazione che già sentivo per quell’esercito piccolo ma ben capace a farsi rispettare è cresciuta dimolto…..

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        • Grazie per questa bellissima testimonianza. In effetti l’esercito israeliano credo sia l’unico al mondo in cui è stabilito, nero su bianco, il dovere di disobbedire a un ordine ingiusto o inumano. E questa norma è stata introdotta dopo questo episodio. Raccomando a tutti di leggerlo, perché credo sia un fatto poco noto (e a chi ha tempo raccomando anche i commenti).

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      • Non ti smentisci mai, la colpa è sempre degli arabi, anche se le melagrane le hanno coltivate gli israeliani!
        Comunque proverò a passare dal fruttivendolo turco, che oltre alle melagrane turche -tipo israeliano- di solito ha anche le italiane, con i chicchi pallidi, ma grandi e dolci.

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        • Io veramente le compro nel negozio locale – una via di mezzo fra negozio e mercato, si sicuro non merce importata quindi assolutamente israeliane (dove vivo) – e sono generalmente buonissimi e dolci. E sono stata qualche anno fa in un paesino vicino a Beer Sheva dove ho gustato melograne fantastiche direttamente dal coltivatore. Quindi direi proprio che ce ne di ottime…!

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  3. Prima che qua la discussione degeneri:

    1. Forse ci sono due tipi di melagrana israeliana, quella acidula (da cui faranno magari il buonissimo succo) e quella dolce (che se la tengono loro, i maledettissimi israeliani)
    2. Non esiste per me nessun tipo di melagrana, israeliana o no, dolce o acidula, che io non apra velocemente senza il minimo schizzo, e questo da quando ero in età scolare.
    3. NON ESISTE NELL’UNIVERSO MELAGRANA PIÙ BUONA DI QUELLA SARDA.

    E bbò! (=chiuso il discorso)

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  4. Scherzi? E dove la trovo una cassa di melagrane sarde in Germania?
    Vabbè, se dovessi riuscire a organizzarmi una spedizione, te ne faccio scaricare un paio per strada, gli dico di fermarsi poco prima del Brennero.

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  5. Per Mirella ( se è a me che chiedeva la ricetta ): più o meno doveva essere questo..

    Risotto alla melagrana

    Ingredienti
    320 g di riso
    2 melagrane
    1 bicchiere di vino bianco secco
    1 cipolla
    brodo vegetale
    formaggio grattugiato
    burro
    olio
    sale
    pepe

    Sgranate una melagrana e spremete il succo dell’altra. In una casseruola scaldate due cucchiai d’olio, lasciatevi appassire la cipolla tritata, unite il riso, mescolate. Quando il riso ha preso colore spruzzatelo con il vino e lasciate evaporare. Versate il succo di melagrana e portate il risotto a cottura aggiungendo un mestolo di brodo caldo alla volta. Ritirate dal fuoco, unite i grani della melagrana, una noce di burro e un pizzico di pepe. Mescolate, spolverizzate con il formaggio grattugiato e servite.
    ( Ovviamente, da Google.. )

    Ciao, Barbara e ciao, Mirella.. beteavon!

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