LIQUAMI SPARSI

Difficile il lavoro per questo post, perché per non farne un’opera delle dimensioni dell’Enciclopedia Britannica bisogna scartare almeno il 90% dei liquami che si trovano in giro, e la scelta del “meglio” è tutt’altro che facile. Insomma, questa è la mia selezione La quale, se non v’è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l’ha scritta, e anche un pochino a chi l’ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta. (Pura propaganda e captatio benevolentiae, naturalmente, perché lo sanno tutti che quando annoio e quando rompo e quando provoco e quando faccio incazzare lo faccio sempre apposta, oh se lo faccio apposta!)

E cominciamo con questa foto, per la quale l’unico aggettivo che mi viene in mente è “imbarazzante”.
fiori negro
E la faccio commentare da Fulvio Del Deo.

Il poveretto è attonito e resta con le mani in tasca. Probabilmente si sente preso per il culo.
Invece le tre stronzette pensano di fare cosa gradita, come quando danno le noccioline alla scimmietta. Il loro, è un razzismo peggiore di quello palese.

Che poi in effetti no, ci starebbero benissimo anche patetica, demente, squallida. Se mi ci metto ne trovo sicuramente anche delle altre.

Passo alla deturpazione dei monumenti all’uomo che ha contribuito a liberare l’America dalla schiavitù e che per questo è stato assassinato, volontariamente e premeditatamente, lui,
Lincoln
e a quello che ha contribuito a liberare l’Europa dal nazismo
Churchill
E proseguo con questo gioiello
ospedale ped
che sembra effettivamente il modo migliore per rendere giustizia a questo individuo
floyd
E proseguiamo con questa toccante e ispirata scena evangelica
lava piedi
così commentata da

Niram Ferretti

REPENT

La distruzione del senso della realtà, della proporzione delle cose procede implacabile, per tappe.
La nuova religione laica dei Diritti Umani e dell’Antirazzismo continua a chiedere fedeli e… penitenti.
Prima ci si inginocchia. Poi si lavano i piedi.
E’ successo a Cary, nel North Carolina. Due uomini e una donna sono inginocchiati per lavare i piedi a due pastori di colore, un uomo e a una donna. C’è una piccola folla. Vengono raggiunti da alcuni ufficiali di polizia che si inginocchiano a loro volta. Mentre uno dei due lavatori chiede perdono attraverso un megafono, si sentono singhiozzi e pianti.
L’uomo chiede perdono a Dio, davanti a due pastori di colore a cui sono stati lavati i piedi come Gesù fece agli Apostoli prima della sua Passione. Chiede perdono per il colonialismo, per il pregiudizio, per l’ingiustizia.
Con voce accorata chiede perdono per la segregazione e per avere messo le ginocchia sul collo di George Floyd simbolo di tutti coloro ai quali sono state messe le ginocchia sul collo. A questo punto il megafono passa a una donna bionda la quale dice che è un onore e un privilegio per lei trovarsi inginocchiata lì.
Mancano solo le processioni dei flagellanti. Forse, a qualcuno, verranno in mente.
Quando si tocca il fondo, in realtà non lo si tocca mai, perché sia apre una botola e si sprofonda ancora ulteriormente.

E la botola si è infatti aperta a Londra, dove il sindaco musulmano ha approvato l’abbattimento delle statue di personaggi non più rispondenti ai “canoni attuali” – ossia quelli relativi alla sua, chiamiamola così, cultura – e provvederà a farne rimuovere molte altre ancora.

E veniamo al razzismo nostrano con un recente fatto di cronaca.

[] Un’altra conferma di questo rapido ritorno alla normalità viene da Mario Balotelli, licenziato dal Brescia per giusta causa. Il motivo? Non partecipava alle riunioni con i compagni. Prima a quelle online su Zoom o WhatsApp. Poi a quelle, meno virtuali, sul campo. Mal di pancia, indisposizioni varie giustificate con certificati, ai quali il presidente Cellino ha risposto con il licenziamento. Ora i due si vedranno in tribunale. Un duello tra giganti perché anche Cellino, con i suoi 32 esoneri di allenatori in carriera, è un bel fenomeno. Qui la novità è che, al posto di un altro allenatore, il presidente abbia licenziato Balotelli, eterna promessa naufragata tra mille cretinate da adolescente incompreso. Solo che ormai Mario ha 30 anni, e di super gli resta poco.

Ed ecco il commento:
Balotelli
Restando in casa nostra, questa è la vergognosa sceneggiata che ha avuto come palcoscenico la camera dei deputati:
in ginocchio
Anche a uno sguardo frettoloso e superficiale appare chiara la sapiente corografia della scena: il popolo che si protende plasticamente verso la salvifica giustizia
quarto stato
(per la verità avevo in mente anche un altro quadro, ma non riesco a ricordare quale) e davanti a loro l’eroina, la pulzella senza macchia e senza paura che combatte intrepida contro il tiranno e lo affronta seria ma serena,
con lo sguardo dritto e aperto nel futuro, e anche un po’ commossa – compostamente commossa – perché consapevole dell’importanza della missione che le è stata affidata da Dio in Persona
Giovanna d'Arco
D’altra parte sappiamo che la boldrinessa è usa a cambiare le proprie maschere a comando:

Per fortuna in casa nostra abbiamo ancora qualcuno che conosce il significato delle parole decenza e dignità

Quanto invece all’indegna sceneggiata boldriniana, rubo ancora una volta le parole a Niram Ferretti:

IL PENOSO SHOW

Il penoso show di Laura Boldrini alla Camera, in cui dopo avere detto,
“Io non respiro perché sono donna, non respiro perché sono disabile, immigrata, perché sono ebrea, perché sono musulmana, perché sono gay, perché ho la pelle nera”, dimenticando dall’elenco “Perché Sono cristiana, perché sono nordcoreana, perché sono tibetana, perché sono venezuelana, perché sono cubana, perché sono iraniana, ecc”
il penoso show della Boldrini che dopo avere pronunciato queste marmoree parole si è inginocchiata marmorea insieme ad altri parlamentari ci dice come sia terrificante e nemica dell’intelligenza e del pensiero critico, la demagogia, la maleodorante, asfittica demagogia,
il penoso show di Laura Boldrini ci dice di come sia facile essere parlati invece di essere parlanti, attori che recitano un copione scritto da altri con parole banali, grondante una retorica ripugnante
il penoso show di Laura Boldrini ci dice di come il totalitarismo del pensiero unico ci voglia tutti sudditi, inginocchiati, davanti alle medesime parole confezionate per fare apparire chi vi aderisce, nobile, giusto, migliore, dalla parte delle vittime
il penoso show di Laura Boldrini ci dice come sia disinvolto lo sprezzo assoluto del ridicolo
Ci dice come sia necessario, assolutamente necessario, ribellarsi a questa melassa, a questa capitolazione cerebrale, a questa inaudita violenza intellettuale.

E ancora in casa nostra abbiamo un ministro dell’educazione (dovrete passare sul mio cadavere per farmi usare l’orrendo neologismo imposto dall’aberrante moda del politicamente corretto) signora Azzolina, membro (membro, sì: non è una membra) di un governo che non è stato capace di vedere un’epidemia che già stava impazzando tra di noi, che non è capace di vedere che adesso se n’è andata, ma sa con certezza che a ottobre ritornerà e sarà più cattiva e feroce che pria, e che di conseguenza ha programmato la riapertura a settembre con le mascherine, coi banchi distanziati e le gabbie in plexiglas ma poi ha cambiato idea e adesso sostiene di non avere mai programmato niente del genere, il che mi ricorda quella compagna di università che essendo di formazione cattolica viveva il sesso con un notevole senso di colpa, soprattutto nel periodo in cui scopava con tre contemporaneamente, e nelle sue confidenze scendeva anche in dettagli sulle dimensioni di suo gradimento, e poi quando si è sposata, a 34 anni, mi ha raccontato che si è sposata vergine. Ma questa è un’altra storia. La reinverginata signora Azzolina, dicevo. Che non solo replica stizzita a chi protesta per il plexiglas, ma impartisce anche delle strepitose lezioni di inglese:
plexiglas
E concludo con questo autentico delirio.

Roberto Giovannini

Che epoca meravigliosa… J. K. Rowling, la donna che ha inventato Harry Potter, è finita nel bel mezzo di una bufera di sciroccati. Commentando su Twitter un articolo intitolato “Creare un mondo post-Covid-19 più equo per le persone che hanno le mestruazioni”, ha scritto: “Le persone che hanno le mestruazioni. Sono sicura che ci fosse una parola per quelle persone. Qualcuno mi aiuti. Wumben? Wimpund? Woomud?”. Naturalmente la parola esatta è “women”, donne. Per aver osato sostenere che le mestruazioni sono cose da donne è stata insultata in ogni modo (strega, puttana, transfobica, nazifemmina, ecc.). Al che lei ha pure rincarato la dose: “Se il sesso non esiste, non ci può essere attrazione per lo stesso sesso”. Adorabile. Perché in fondo femministe da trincea, odiatori, antirazzisti del piffero, oppressi di ogni tipo e tutta la compagnia dei fiocchi di neve di questi tempi sciagurati può essere (deve essere) demolita con la cosa che a loro proprio manca. La logica.

Va detto che l’abominevole Rowling è recidiva in questo genere di nefandezze: meno di sei mesi fa una ricercatrice aveva sostenuto che il sesso biologico è un dato oggettivo e che quindi le transessuali non sono vere donne, e naturalmente è stata licenziata, e la Rowling, indovinate un po’: si è schierata dalla sua parte! E anche in quell’occasione si è scatenato il finimondo.
D’altra parte come stupirsi se, sempre nel Regno Unito, la portavoce dell’associazione delle levatrici è stata costretta a dimettersi per avere detto che a partorire sono solo le donne? (Effettivamente, come ha a suo tempo ricordato l’amico Enrico Richetti, a rigor di termini ciò è falso: partoriscono anche le mucche, le pecore, le gatte, le tope…) E a questo punto dobbiamo arrenderci all’evidenza: finiremo male, perché, come ricorda Schiller – giusto nella Pulzella d’Orleans, per riprendere un altro tema di questo post (sì, certo, ho googlato) – Contro la stupidità gli stessi dei lottano invano.

barbara

SCOPRO CON ORRORE CHE NON È REATO!

Legislatore repubblicano della Georgia: “La transizione di genere dei minori è un crimine”

Un legislatore della Contea di Cobb vuole rendere reato, per i medici, effettuare operazioni su un minore per il cambio di sesso.

“La transizione di genere dei minori è un crimine!” Un legislatore della Contea di Cobb vuole rendere reato, per i medici, effettuare operazioni su un minore per il cambio di sesso.

Un legislatore della Contea di Cobb vuole rendere reato, per i medici, effettuare operazioni su un minore per il cambio di sesso. La rappresentante Ginny Ehrhart, (R) di Powder Springs, ha affermato che la legislazione mira a proteggere i bambini dall’esecuzione di procedure irreversibili quando sono giovani

La legge attuale prevede che un genitore acconsenta ad un intervento chirurgico o che un medico prescriva un farmaco ad un minore. 

Nonostante il disegno di legge sia ancora in fase di redazione, Ehrhart ha dichiarato che chi esegue interventi chirurgici, amministra o prescrive farmaci per effettuare una transizione di genere sui minori potrebbe venire incriminato. La legislazione non pregiudicherebbe i medici che lavorano con adulti che cercano di sottoporsi a una transizione di genere. 

Stiamo parlando di bambini che nello Stato della Georgia non possono farsi un tatuaggio, fumare un sigaro od una sigaretta, ma possono essere castrati e sterilizzati.

Non a caso Ehrhart (R) ha sconfitto lo scorso anno l’avversario democratico, Jen Slipakoff, il quale ha spesso parlato della figlia transgender durante gli eventi della campagna. 

Le critiche alla proposta di legge

Jeff Graham, direttore esecutivo dell’organizzazione per i diritti LGBTQ Georgia Equality, ha definito la proposta di Ehrhart “vergognosa”. 

Si parla di decisioni che vengono prese attentamente all’interno delle famiglie in consultazione con medici professionisti ed esperti della salute mentale

ha affermato.

Supportare i bambini nel riconoscere la loro identità di genere non è solo umano, salva vite e rafforza le famiglie.

Graham ritiene “preoccupante” il divieto ai bambini di allinearsi, anche nell’aspetto fisico esteriore, alla loro identità di genere.

L’affermazione di Ehrhart secondo cui ciò è dannoso per i bambini o la società, è senza merito ed è il risultato della pericolosa tendenza delle forze più conservatrici a demonizzare e a spogliare gli individui transgender della loro umanità.

ha affermato.

Anche il dottor Izzy Lowell, che gestisce la pratica di transizione di genere ha attaccato la legislazione. Lowell ha affermato che i minori rappresentano circa il 25% della pratica di Queer Med.

I principali artefici delle linee guida mediche che comprendono gran parte dei medici nel paese supportano l’affermazione di genere e la terapia chirurgica […] Criminalizzare ciò significherebbe criminalizzare le cure mediche sostenute da tutte le principali associazioni mediche.

Che cosa vieterà la proposta di legge

Le procedure vietate includeranno “mastectomia, vasectomia, castrazione e altre forme di mutilazione genitale” ai fini della transizione di genere.

Tra i farmaci vietati per i minori ci saranno quelli “che fermano, ritardano o addirittura bloccano la pubertà la terapia ormonale incrociata“.

Anche la rimozione di parti del corpo altrimenti sane o non malate da minori sarebbe vietata.

afferma il suo comunicato stampa. 

Il motivo della proposta di legge

Il disegno di legge in corso è in linea con la legislazione sostenuta dal marito di Ehrhart, Earl Ehrhart. Il quale ha prestato servizio nello stesso distretto della Contea di Cobb per 30 anni fino all’anno scorso, quando ha scelto di non chiedere la rielezione.

Infatti Earl Ehrhart ha fatto notizia nel 2016 quando si è opposto all’inclusione della parola “sesso” in una legge sui diritti civili. La ragione era non far diventare le persone transgender una classe protetta. 

Ginny Ehrhart ha dichiarato che il disegno di legge è una risposta alla battaglia tra due genitori divorziati in Texas per il figlio di 7 anni, la cui madre lo considera come una ragazza.

Il padre del bambino stava cercando di ottenere l’affidamento esclusivo affermando che il bambino “si comporti come un ragazzo” in sua presenza. Inoltre ha raccontato di come la sua ex moglie stia costringendo il bambino a diventare una ragazza

La settimana scorsa un giudice ha stabilito che i genitori avrebbero continuato a prendere decisioni congiunte sul bambino. Il caso è stato ampiamente condiviso nelle ultime settimane sui social media e sui siti di notizie conservatori.

Ehrhart ha affermato che potrebbe includere un emendamento per punire i genitori per aver permesso ad un bambino di subire una transizione di genere.

Ci possono essere alcune implicazioni per la scelta del genitore di sottoporre il bambino a queste forme pericolose di interventi medici.

ha detto.

Il sostegno alla legislazione

Nel suo comunicato stampa Ehrhart ha incluso citazioni di un endocrinologo pediatrico con sede ad Atlanta, il dottor Quentin Van Meter.

Questi ha sottolineato la necessità della proposta per proteggere i bambini da una

… sperimentazione medica basata su una teoria sociale bramosa.

Questi bambini soffrono di una condizione psicologica senza basi biologiche.

ha detto Van Meter:

L’uso del rancore del suicidio minacciato come giustificazione è prima di tutto crudele e, in secondo luogo, non supportato da validi studi pubblicati. (qui)

Come si suol dire, quando credi di avere toccato il fondo, quelli hanno già cominciato a scavare.

barbara

AVETE PRESENTE LA FACCENDA DEL “GENDER”?

Cioè quella storia che il sesso è quello che uno si sente di avere? Che il possesso di passera o pisello non ha niente a che vedere con il genere di una persona? Che l’abbinamento pisello-maschio e passera-femmina è tutto un costrutto sociale basato su sporchi giochi di potere? Ecco, è esattamente di quello che stiamo parlando.

Lo studioso del gender ammette: “Mi sono inventato tutto”

Christopher Dummitt, professore canadese della Trent University e autore di alcuni importanti saggi sul gender, ammette i propri errori: “Faccio mea culpa”

Roberto Vivaldelli – Mar, 05/11/2019

Non solo l’ideologia gender esiste, ma chi l’ha sponsorizzata per anni ora si pente e ammette di aver falsificato le conclusioni delle sue ricerche.
Parliamo del docente canadese Christopher Dummitt*, professore associato di storia presso la Trent University di Peterborough, autore di due libri: The Manly Modern: Masculinity in the Postwar Years (Vancouver 2007) e Contesting Clio’s Craft: New Directions and Discussates in Canadian History (London, 2009). Il primo, in particolare, è definito “il primo grande libro sulla storia della mascolinità in Canada” e “si rivolge a studiosi e studenti di storia, studi di genere e studi culturali“, nonché ai “lettori interessati alla storia e alla costruzione sociale del genere“. Il “genere” inteso dunque come una costruzione sociale e culturale, in una visione dei sessi in cui nulla è determinato: anche il corpo e la biologia sarebbero sottoposti all’agire umano, secondo una prospettiva post-moderna e costruttivista.
Ora Dummitt, ideologo del gender e docente di fama, ammette di essersi profondamente sbagliato. In un articolo intitolato Confessioni di un costruttivista sociale pubblicato su Quillette e tradotto da Le Pointe, il professore osserva che, inizialmente, “molte persone non erano della mia opinione. Chiunque – quasi tutti – non fosse pratico delle teorie sul genere aveva difficoltà a credere che il sesso fosse un costrutto sociale, tanto era contro il buon senso. Ma oggi le mie idee sono ovunque. Nei dibattiti sui diritti dei transessuali e sulla politica da adottare in merito ai trans nello sport“. Per molti attivisti, sottolinea, “dire che il sesso è una realtà biologica equivale a hate speech” e gli ultra-progressisti “accusano chiunque lo affermi di negare l’identità delle persone transessuali e ciò equivale a voler causare danni a un altro essere umano. A tal proposito, il cambiamento culturale è stato stupefacente“.
Piccolo problema: lo studioso del gender ammette di essersi sbagliato e di aver, in buona parte, essersi inventato tutto dalla A alla Z. È lo stesso professore canadese a illustrare la fallacia delle sue argomentazioni sugli studi di genere. “Innanzitutto – afferma – ho sottolineato come storico che il genere non è stato sempre e ovunque definito allo stesso modo. Come ho scritto in The Manly Modern, il genere è una raccolta di concetti e relazioni storicamente mutevoli che danno senso alle differenze tra uomini e donne“. Secondo aspetto: il potere, quello che, secondo gli studi di Dummitt, era alla base di tutto. “Pertanto – prosegue – se qualcuno negava che il sesso e il genere fossero variabili, se insinuava che c’era qualcosa di intramontabile o biologico nel sesso e nel gender, allora stava effettivamente cercando di giustificare il potere. E quindi legittimare le oppressioni“.
Nell’articolo-confessione pubblicato su QuilletteDummitt ammette: “La mia ricerca non ha dimostrato nulla, in un modo o nell’altro. Supponevo che il genere fosse un costrutto sociale e ricamavo tutte le mie ‘argomentazioni’ su quella base”. Le uniche critiche che il professore ha ricevuto, racconta lui stesso, cercavano di rafforzare ulteriormente il paradigma gender o di lottare per altre identità o contro altre forme di oppressione. In buona sostanza, in questa prospettiva costruttivista c’era (e c’è, ancora oggi), molta ideologia e pochissima scienza. Studi che si sono perfettamente sposati con il politically correct e con la politicità dell’identità imperante nelle università liberal canadesi e americane. Le conseguenze devastanti di questa deriva le spiega lo stesso professore: “Il mio ragionamento rozzo e altre opere accademiche che sfruttano lo stesso pensiero errato sono ora ripresi da attivisti e governi per imporre un nuovo codice di condotta morale“. (qui)

* In tedesco “dumm” significa stupido, imbecille, idiota: sarà un caso?

Nel frattempo… (qui)
levatrici
(ma con il popolo dalla dura cervice come la mettiamo?)

E in un ulteriore frattempo si denuncia con sconforto, con dolore, con tristezza una cosa assurda, una caduta nell’abisso, brividi, una vergogna, una giornata atroce per il mondo della cultura, ossia che in un paesucolo del Veneto degli individui ignoranti, oscurantisti, pazzi, che andrebbero denunciati, ovviamente appartenenti alla Lega, hanno chiesto che dalla biblioteca vengano rimossi i libri per bambini che insegnano la teoria gender. E qualcuno giustamente ricorda che chi brucia libri brucerà anche gli uomini, giusto per non dimenticare che fra Salvini e Hitler l’unica differenza è la barba.

barbara

I SESSI DI VOCE

“e molte/i altre/i voci del mondo della cultura italiano”

Perché, come tutti sappiamo, c’è una voce femmina e un voce maschio (ma di un maschio signora mia, ma di un virile, ma di un maschione, ma una roba che guardi, non mi ci faccia neanche pensare che se no…), e giustamente ad entrambi i sessi vocesi, vocili, vociani, insomma quelli, viene data la giusta attenzione. Questo gioiello, talmente gioielloso che il Koh-i-Noor
koh-i-noor
se lo vede si va a nascondere dalla vergogna, si trova qui. Si tratta dell’appello del grande nonché geniale attore regista musicista pacifista intellettuale eccetera eccetera Moni Ovadia, grandissimo amico di Gino Strada, a sua volta grandissimo amico di un tot di terroristi, e chissà se varrà quella famosa proprietà transitiva che io non mi voglio sbilanciare per carità ma insomma vedete un po’ voi, l’appello, dicevo, per Potere al popolo, il nuovo partito di estrema sinistra più a sinistra dell’ultima estrema sinistra conosciuta che era molto più a sinistra dell’ultima estrema sinistra precedente, il cui modello ideale, come spiega la sua leader Viola Carofalo – e ditemi voi se potete immaginare una faccia più da sfigata di questa
Viola Carofalo
è il Venezuela. Nell’articolo è possibile leggere anche le numerose firme fin qui giunte, che riportano fra parentesi le professioni dei firmatari: beh, ammazzatemi se fra tutti questi appassionati di potere al popolo trovate un operaio, un contadino, una commessa, una donna di servizio, un fabbro, un venditore ambulante, un postino, un pizzaiolo… In compenso, gioielli nel gioiello, troviamo, fra le varie professioni – giornalista, attore, ricercatore, regista, docente universitario, oncologo… – una strepitosa “Adriana Maestrelli (antifascista)” e una “Angela Sajeva (attrice, narratrice, femminista)”, che se poi qualcuno mi spiega che mestiere è la narratrice mi fa un favore, grazie. Da segnalare infine l’unico, almeno finora, commento sotto l’articolo dell’appello:

Tommaso Granata
09 febbraio 2018 – 16:22
compagni, l’emancipazione esige distruzione

che mi sembra la migliore illustrazione di questo nuovo che avanza, anzi, che è avanzato e nessuno ha ancora provveduto a spedirlo nella pattumiera.

barbara